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Discussione: persecuzioni...

  1. #1
    Pascendi
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    Predefinito persecuzioni...

    I toni delle minacce ai Vescovi ed al Papa non sono nuovi, ma ricordano eventi tipici del '900.La più grande e sanguinaria persecuzione contro la cristianità è causata dal comunismo</I>, le cui radici teoriche vanno ricercate sia nei dogmi atei e materialisti dei rivoluzionari francesi (il primo genocidio della storia moderna, quello contro la Vandea cristiana, è opera loro), sia nella dottrina di Karl Marx, incentrata sulla costruzione violenta della «dittatura del proletariato». La prima sperimentazione del progetto marxista ebbe luogo in Russia, nel 1917, ad opera di Vladimir Il'Ic Ulianov (1870-1924), detto Lenin, un rivoluzionario antizarista che nel 1915 dovette rifugiarsi in Svizzera da dove, nel 1917, partì, travestito e sovvenzionato dalla massoneria tedesca, verso la Russia, per innescarvi la rivoluzione comunista e conquistarvi il potere. La sua idea fondamentale si rifaceva al principio marxiano secondo cui «la religione è l'oppio dei popoli»; la vittoria del proletariato esigeva prima di tutto la soppressione di ogni idea religiosa. Nei primi anni di comunismo, il futuro vescovo cattolico Leonid Fedorov scriveva al vescovo di Lviv in Ucraina: «Per la Chiesa stanno tornando i tempi di Diocleziano. Non è una esagerazione, ma un dato di fatto... Non avrei mai pensato che ci sarebbe stato chiesto di portare una croce tanto grande».

    L'occasione propizia per scatenare apertamente la persecuzione si presentò negli anni 1921-1922 quando una terribile carestia</I> (provocata dallo stesso comunismo, che invece ne incolpò la Chiesa) si abbattè sulla Russia e sull'Ucraina. Lenin procedette allora alla confisca di tutti i beni appartenenti ad ogni confessione religiosa. Le chiese e le cappelle cattoliche, che erano più di 5000, furono ridotte a due. I sacerdoti furono internati in campi di concentramento (antesignani dei Lager tedeschi), che in seguito verranno moltiplicati da Stalin. Questi campi (Solgenicyn ne ha contati più di 300 nel suo libro Arcipelago Gulag, Mondadori, 1973) fecero dell'Unione Sovietica il più grande campo di concentramento mai esistito nella storia dell'umanità: al loro interno morirono decine di milioni di uomini, donne e bambini, colpevoli solo di non rinunciare alla loro fede cristiana o di non condividere l'ideologia collettivista e atea del comunismo.

    L'ideologia anti-religiosa propria della rivoluzione comunista portò</I> non solo alla confisca di beni ecclesiastici e allo sterminio di vescovi e sacerdoti, ma soprattutto alla diffusione dell'ateismo tra il popolo e tra i ragazzi delle scuole. E' difficile stabilire con precisione quanti furono i martiri cristiani sotto Lenin; sappiamo solo che Lenin scrisse a Molotov che egli «voleva essere informato ogni giorno del numero dei preti giustiziati». Dopo Lenin prese il potere Stalin, sotto il quale la propaganda antireligiosa e la strage di vite umane si moltiplicarono d'intensità e di numero. Negli anni 1932/'33 il despota georgiano giunse al punto di eliminare la quasi totalità dei contadini russi ed ucraini (i «kulaki») perché possessori di un pezzo di terra; conseguenza naturale fu la più tremenda crisi alimentare mai attraversata in quello Stato. Russia e Ucaina furono così ridotte a un immenso Lager di affamati nel quale morirono dai sei agli undici milioni di persone. La gente giunse a cibarsi di topi e di cortecce d'albero e si ebbero casi di cannibalismo.

    I crimini dello stalinismo furono svelati all'umanità da Nikita Krusciov al ventesimo congresso del Partito Comunista Sovietico</I>, nel 1956: le vittime di Stalin avevano superato i venti milioni. Eppure fu proprio Krusciov a scatenare la più violenta persecuzione contro la religione, che fu colpita da numerose leggi ad hoc, in cui si giunse perfino ad ottenere che i figli denunciassero i loro genitori per aver pregato segretamente nella propria casa. Si moltiplicarono le pubblicazioni anti-religiose e le poche chiese rimaste furono trasformate in depositi o addirittura ridotte a strumenti di propaganda atea, come la celebre Basilica della Madonna di Kazan, trasformata in Museo dell'ateismo, che doveva essere obbligatoriamente visitato dagli alunni delle scuole. Vittime di questa lotta antireligiosa furono quei cristiani ortodossi che non vollero collaborare con il Regime, come il santo arcivescovo Ermogen di Kaluga, il cui esempio incoraggiò molti laici ortodossi e cattolici a denunciare pubblicamente la persecuzione e l'asservimento a cui il potere comunista aveva ridotto la Chiesa.

    La storia ha dimostrato che la grande epurazione razziale voluta da Adolf Hitler fu in realtà una grande persecuzione religiosa.</I> Il dittatore tedesco affermò in più di un'occasione: «E' una questione decisiva, non è possibile essere cristiani e tedeschi insieme: o si è l'uno o si è l'altro!» Tra il 1933 e il 1936 il pontefice Pio XI inviò ben 34 lettere di protesta al governo del Reich finchè, vedendosi inascoltato, pubblicò il 14 marzo 1937 la grande Enciclica contro il nazismo, Mit brennender Sorge, che iniziava con queste parole: «Con cocente preoccupazione e crescente sgomento osserviamo il doloroso cammino della Chiesa... Chi pone la razza o il popolo o lo stato al di sopra di tutto, anche dei valori religiosi, e li adora idolatricamente, deforma ed inverte l'ordine delle cose create e volute da Dio».

    Insieme al Papa insorsero contro il nazismo i vescovi tedeschi, tra cui i cardinali Bertram, Faulhaber, Sculte e soprattutto l'eroico Von Galen</I>, soprannominato «il leone di Munster». Nelle sue prediche domenicali egli denunciò sistematicamente come antiumano ed anticristiano il programma eugenetico di Hitler, diretto ad eliminare tutti gli infermi inguaribili o i minorati mentali. Intanto in Germania e nei Paesi occupati cominciarono a sorgere i campi di concentramento (Lager), dove in pochi anni troveranno martirio e morte milioni di innocenti, tra cui un innumerevole parte di cristiani. Già negli anni 1940-41, nel solo campo di Dachau, erano concentrati diverse migliaia di sacerdoti cattolici, quasi tutti uccisi nel campo o durante i cosiddetti «trasporti invalidi in altri campi», durante i quali venivano segretamente eliminati. Nella spedizione del 31 ottobre 1941 partirono da Kostantinow più di 2.800 sacerdoti, ma a Dachau ne arrivarono solo 130: tutti gli altri erano stati eliminati durante il viaggio.

    All'interno dei campi nazisti la peggiore crudeltà era diretta contro le persone religiose, sia cristiane che ebree</I>; a riguardo va rimarcato che il famigerato dottor Schilling aveva organizzato un «centro sperimentale contro la malaria», usando come cavie i sacerdoti, specialmente se polacchi, contro i quali nutriva un odio particolare. Per le guardie dei Lager, «prete e cane» erano sinonimi. I sacerdoti erano sottoposti a lavori pesantissimi ed inutili e spesso morivano per infarto cardiaco. La Polonia fu il tragico simbolo, ad ondate successive, sia della persecuzione nazista che di quella comunista. Nel 1939, in seguito al Patto Molotov-Ribbentropp, il suolo polacco fu invaso da Ovest dalle truppe naziste e da Est da quelle comuniste; il totalitarismo vi rimase fino al 1989 quando, in seguito alla rivolta popolare del sindacato cattolico Solidarnosc, il regime comunista cominciò a crollare.

    Secondo calcoli attendibili, 3650 preti e religiosi polacchi finirono nei campi di concentramento nazisti</I>, specialmente in quelli di Dachau e di Auschwitz e di essi più di tre quarti vi morirono per stenti, o vi furono uccisi. Nel campo di Auschwitz i nazisti concentrarono gli ebrei catturati in tutte le nazioni occupate dal Reich e ne fecero una strage immane, eliminandone nelle camere a gas dai quattro ai sei milioni. Fu un vero genocidio. Ad Auschwitz furono uccisi anche più di tre milioni di cattolici polacchi, in gran parte proprio perché cattolici e, fra questi, un quinto di tutti i preti di Polonia. L'olocausto ci fu dunque sia per gli ebrei che per i cristiani.

    Circa la persecuzione comunista va detto che già nel 1939 più di mezzo milione di cattolici polacchi</I> erano stati deportati in Siberia e di essi nessuno ha mai più saputo quale fine essi abbiano fatto. Nel 1945, alla fine della guerra, i sovietici invasero nuovamente la Polonia, imponendole il cosiddetto «governo provvisorio» comunista che, oltre a derubarla di quasi tutta la produzione agricola, impose al popolo l'ateismo marxista. Tra gli anni 1945 e 1947 un centinaio di sacerdoti, tra i più attivi in campo religioso e sociale, scomparvero misteriosamente e, molto probabilmente, morirono martiri. Sull'esempio del nazismo, anche il comunismo scatenò una dura repressione legale contro la Chiesa, confiscando le proprietà, le scuole e le opere di carità, trasformandole in Organizzazioni anticristiane. Poi si passò all'arresto dei vescovi che si opponevano al comunismo: nel 1953, in particolare, fu arrestato il cardinale Stefan Wyszynski, insieme a molti vescovi e 900 sacerdoti. Nel 1955 furono incarcerati più di 2000 tra preti e laici che si opponevano all'ateismo di stato. La polizia comunista arrivò all'assurdo trafugando l'icona della Madonna nera di Czestochowa (assurta a simbolo della fede cattolica polacca), per sottrarla alla venerazione dei fedeli!

    Quando negli anni '80 il movimento cattolico anticomunista Solidarnosc</I>, forte di 10 milioni di sostenitori, scese nelle piazze in difesa della libertà sociale e religiosa della Polonia, la Madonna Nera era già stata «liberata» dal popolo. E fu proprio in questo clima di fervore e di tensione che l'ateismo comunista «donò» alla Chiesa l'ultimo martire polacco: il sacerdote Jerzy Popieluszko. Nel 1989, grazie proprio alla spinta decisiva di Solidarnosc (supportata da Giovanni Paolo II il Grande), il comunismo sovietico sarebbe crollato come un albero marcio, prima in Polonia e poi negli altri stati del blocco sovietico, anche se le sue radici atee e violente sono rimaste qua e là e affliggono tuttora intere nazioni (Cina, Corea del Nord, Cuba, Vietnam) ove proliferano dittatura, persecuzione, miseria.

    Il comunismo sovietico non si limitò a perseguitare i cristiani in patria</I>, ma propagò a tutti gli stati assoggettati all'impero di Mosca il suo livore anti-religioso. A partire dalla Lituania, popolata in gran parte da cattolici, le cui scuole religiose vennero confiscate, l'insegnamento della religione dichiarato «attività anti-sovietica» e perseguito con l'arresto e la deportazione. Le festività religiose furono abolite e i libri religiosi sequestrati e distrutti. La persecuzione colpì duramente e i cattolici lituani scrissero al Papa, nel 1947, la seguente missiva: «Nel solo mese di giugno del 1941 i sovietici hanno arrestato 40.000 lituani: uomini, donne, vecchi e bambini; li hanno caricati su carri bestiame e li hanno deportati in Siberia. Con i nostri occhi abbiamo visto i corpi di chi non riusciva a sopravvivere agli stenti, gettati ai bordi delle strade».

    Si calcola che, su una popolazione di quasi 4 milioni di abitanti, un milione e mezzo di lituani sia «sparito» nei Gulag</I> comunisti della Siberia. Analogo «trattamento» fu riservato ai cristiani in Romania, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria, Germania Est, Albania, Jugoslavia. In tutti questi Paesi i comunisti, una volta impossessatisi del potere, perseguitarono sistematicamente le Chiese, in particolare quella cattolica: tutte le Chiese, le scuole e gli ospedali cattolici venivano confiscati; gli Ordini religiosi dichiarati fuori legge; moltissimi cristiani, specialmente sacerdoti, arrestati, torturati fino alla morte, senza lasciare traccia di sé.

    Particolarmente atroce fu la persecuzione in Romania, nelle cui carceri il regime comunista sperimentava metodi di tortura bestiali</I>, specialmente sui giovani studenti cattolici e sui seminaristi rinchiusi in prigione per la loro fede. Nel carcere di Potesti, 130 km ad Ovest di Bucarest, i ragazzi venivano percossi a sangue, poi costretti a pulire i pavimenti imbrattati di sangue e di sporcizia con uno straccio tenuto tra i denti; il cibo era loro servito nello stesso vaso usato per defecare. Chi vomitava era costretto a ingurgitare il proprio vomito. I giovani erano spesso privati del sonno: chi si addormentava veniva svegliato a colpi di tubo di gomma assestati sulle piante dei piedi e, per punizione, veniva costretto a camminare per ore ed ore nel cortile del carcere senza potersi fermare un istante. Questa tortura giungeva quasi sempre a togliere la conoscenza e in qualche caso portava alla morte.

    Un seminarista sopravvissuto, Roman Braga, descrisse così la sua esperienza a Pitesti:</I> «Penso che non ci sia nessuna mente al di fuori di quella di Lucifero capace di inventare il "Sistema Pitesti" che teneva sospesi tra la follia e la realtà, tra l'essere e il non essere». Ridotti come robot, i ragazzi erano costretti a rinnegare la loro fede con atti esterni sacrileghi, a cui non potevano più sottrarsi. Tra la gente della cittadina correva questo detto: «Meglio dieci anni a Buchenwald che uno a Pitesti».

    In Ungheria si ricorda in particolare l'eroica figura del Cardinale Josef Mindszenty, Primate della Chiesa d'Ungheria dal 1945 al 1974.</I> Il regime lo fece arrestare e sottoporre ad una atroce tortura psichica per 40 giorni consecutivi. Con lui furono arrestati 600 sacerdoti, la cui fine ancor oggi è un mistero; si sa solo che molti di essi furono deportati in Siberia. Le torture finirono con lo spezzare la capacità di resistenza del cardinale, che ammise colpe mai commesse per cui venne condannato all'ergastolo. Nell'ottobre del 1956 fu liberato dai patrioti ungheresi durante la rivolta anti-comunista, rivolta che però fu subito repressa dai carri armati sovietici. Nuovamente braccato dai comunisti, Mindszenty riuscì a rifugiarsi nell'Ambasciata Americana, dove rimase fino al 1971. Prima di spegnersi, nel maggio del 1975, il Cardinale scrisse un libro che tutti dovrebbero leggere: Memorie, il cui contenuto è al contempo terrificante ed edificante per ogni cristiano.

    Alto il tributo di sangue pagato anche dalla Cecoslovacchia</I>, di cui si ricordano in particolare i 7000 sacerdoti internati nei campi di lavoro forzato e la splendida figura di Suora Zdenka Schelingova. Sorpresa ad aiutare la fuga dall'ospedale di Bratislava di un sacerdote che doveva essere deportato in Siberia, fu condannata a 16 anni e rinchiusa nel carcere di Praga, dove subì quotidianamente torture disumane: appesa a testa in giù e picchiata per ore ed ore. Ridotta così in fin di vita, morì tre mesi dopo il rilascio. Dal 1968, dopo la cosiddetta «Primavera di Praga» soffocata nel sangue dai carri armati russi, la persecuzione comunista riprese più violenta. Si tentò l'eliminazione totale dei vescovi, mediante uccisione, imprigionamento o deportazione in Siberia. Migliaia di martiri si contano anche in Bulgaria, tra i quali si distingue la nobile figura del vescovo di Russe, il beato mons. Eugenio Bossilkov, giustiziato dopo inumane torture nel 1952.

    Decine di migliaia di martiri annovera anche l'Albania</I> (qui un terzo della popolazione è di fede cristiana, essendo la maggioranza di religione musulmana) dove, nel 1944, i comunisti di Hoxha presero il potere con lo scopo di rendere il Paese totalmente ateo. Qui la caccia al sacerdote fu particolarmente imponente, con tanti preti e laici uccisi tra torture inenarrabili. Negli anni Sessanta Hoxha passò dal comunismo filo-sovietico a quello filo-cinese e nel 1967 volle imitare la rivoluzione culturale di Mao: le vittime furono più di 80.000. Nel novembre 1967 il governo di Hoxha dichiarò ogni religione «fuori legge» e inasprì le persecuzioni giungendo ad estremi atroci. Un sopravvissuto a queste crudeltà raccontò: «I prigionieri venivano regolarmente colpiti con pesanti mazze sui piedi. Ad altri venivano immersi i piedi in acqua bollente finchè non si staccava la pelle e quindi venivano strofinati col sale. Ad altri venivano infilati nelle orecchie e nel naso dei fili elettrici ai quali veniva poi immessa la corrente. Ad altri venivano tolti tutti i denti con pinze da meccanico. Altri ancora erano costretti a bere le proprie urine e mangiare i loro escrementi. La furia demoniaco-comunista si scatenò particolarmente contro le religiose che venivano umiliate in ogni modo, anche in pubblico, nelle piazze delle città».

    Crollato il comunismo si tracciò il bilancio dell'immane persecuzione:</I> quasi tutti i vescovi albanesi uccisi tra torture dolorosissime; su un totale di 256 preti ne erano rimasti solo 27, mentre decine di migliaia di cristiani risultavano uccisi. Giovanni Paolo II, parlando ai superstiti della persecuzione comunista, affermò: «Voi, cari albanesi, avete conservato la fede nonostante le torture e il martirio a causa della vostra adesione al Vangelo. La Chiesa non potrà mai dimenticarvi».

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  2. #2
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    Quanti ebrei sono stati uccisi dall'inquisizione?

  3. #3
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    Brutte le scritte sui muri, contro chiunque siano indirizzate (al pari di certe parole dette, occasionalmente, da qualche esponente del clero), ma metterle sullo stesso piano delle persecuzioni effettivamente subite dai cristiani e' offensivo nei confronti della memoria di questi cristiani.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Ianuario Visualizza Messaggio
    I
    La storia ha dimostrato che la grande epurazione razziale voluta da Adolf Hitler fu in realtà una grande persecuzione religiosa.</I> Il dittatore tedesco affermò in più di un'occasione: «E' una questione decisiva, non è possibile essere cristiani e tedeschi insieme: o si è l'uno o si è l'altro!» ».
    PECCATO CHE IL NAZISMO FU UN FENOMENO ESCLUSIVAMENTE OCCIDENTALE,E NATO NELL'ALVEO DEL CRISTIANESIMO,SEPPUR IN UNA FORMA DEVIATA.
    PRESCINDERE DALLE RADICI CRISTIANE DEL NAZISMO è UNA GRANDE BALLA.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Ezechiele Visualizza Messaggio
    Quanti ebrei sono stati uccisi dall'inquisizione?
    Gli eccidi più gravi non si svolsero in Italia, ma nel centro Europa, inizialmente in occasione della partenza delle Crociate. Nel 1096, con la prima Crociata, in Renania si contano 50mila ebrei uccisi. Nel 1189, con la terza Crociata, vengono massacrati gli ebrei in Austria. Nel 1144 a Norvich, in Inghilterra, si registra la prima "calunnia del sangue" (falsa accusa di sacrifici di bambini cristiani ad opera degli ebrei). Le calunnie del sangue si ripeteranno, scatenando la violenza popolare contro la più vicina comunità ebraica (così, per esempio, a Wurzburg in Germania, nel 1147; a Blois, in Francia, nel 1171; ancora in Francia, a Bray sur Seine, nel 1191). Alla fine del 1200, una calunnia relativa alla presunta profanazione di un’ostia scatenò i contadini al punto da portare al massacro delle comunità ebraiche di Wurzburg e di Norimberga. Nel 1348-50 scoppiò la "peste nera" in Europa e furono quasi scontate le accuse agli ebrei di averla provocata essi stessi: in tutta Europa gli ebrei vennero massacrati (solo a Strasburgo furono bruciati vivi duemila ebrei), al punto che lo stesso papa Clemente VI cercò di intervenire per frenare le violenze. Nel 1389 fu sterminata la comunità ebraica di Praga. Nel 1391 vennero attaccate le sinagoghe in tutta la Spagna cristiana e in tre mesi furono uccisi 50mila ebrei.

    A partire dal 1478, con l’istituzione della Santa Inquisizione le stragi diventeranno più sistematiche, arricchite da torture, roghi e sequestro di bambini.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Ianuario Visualizza Messaggio
    <. Nel 1144 a Norvich, in Inghilterra, si registra la prima "calunnia del sangue" (falsa accusa di sacrifici di bambini cristiani ad opera degli ebrei). Le calunnie del sangue si ripeteranno, scatenando la violenza popolare contro la più vicina comunità ebraica (così, per esempio, a Wurzburg in Germania, nel 1147; a Blois, in Francia, nel 1171; ancora in Francia, a Bray sur Seine, nel 1191). Alla fine del 1200, una calunnia relativa alla presunta profanazione di un’ostia scatenò i contadini al punto da portare al massacro delle comunità ebraiche di Wurzburg e di Norimberga. Nel 1348-50 scoppiò la "peste nera" in Europa e furono quasi scontate le accuse agli ebrei di averla provocata essi stessi: in tutta Europa gli ebrei vennero massacrati (solo a Strasburgo furono bruciati vivi duemila ebrei), al punto che lo stesso papa Clemente VI cercò di intervenire per frenare le violenze. Nel 1389 fu sterminata la comunità ebraica di Praga. Nel 1391 vennero attaccate le sinagoghe in tutta la Spagna cristiana e in tre mesi furono uccisi 50mila ebrei.
    QUELLA DEI SACRIFICI DI BAMBINI CRISTIANI DA PARTE DEGLI EBREI è ANCOR OGGI UN CAVALLO DI BATTAGLIA DELLA PARTE PIù TRADIZIONALISTA DELLA CHIESA.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da gattolaceleste Visualizza Messaggio
    PECCATO CHE IL NAZISMO FU UN FENOMENO ESCLUSIVAMENTE OCCIDENTALE,E NATO NELL'ALVEO DEL CRISTIANESIMO,SEPPUR IN UNA FORMA DEVIATA.
    PRESCINDERE DALLE RADICI CRISTIANE DEL NAZISMO è UNA GRANDE BALLA.
    ...Mi dispiace contraddirti, ma le origini del nazismo non hanno niente a che vedere con il cristianesimo:
    Nel luglio 1919 il giovane Hitler entrò in contatto con il partito dei lavoratori tedeschi, un piccolo gruppo nazionalista di estrema destra guidato da Anton Drexler, che traeva le proprie origini da circoli e sette esoteriche come la Thule e dall’influenza di tetri e enigmatici personaggi come Dietrich Eckart, Karl Haushofer, Helena Petrovna Blavatsky, Jorg Lanz Von Liebenfels, tutti fattori che hanno contribuito a creare un macabro alone di mistero e di occulto, circa presunti lati oscuri del nazional-socialismo e circa il suo legame con il mondo del paranormale.
    Dopo aver scritto nel settimanale del partito, il Völkischer Beobachter di Monaco e dopo aver esposto, il 24 febbraio 1920, in una birreria di Monaco (la "Hofbräuhaus"), in venticinque punti, il suo programma, fondato su teorie razziali, il 10 luglio 1921, Adolf Hitler fu nominato capo del movimento che era stato ribattezzato "partito nazional-socialista dei lavoratori tedeschi"; l’emblema della formazione divenne la svastica, un’ antica immagine della tradizione indoeuropea simboleggiante la fortuna, nota nella religione nordica per essere legata al Sole e rappresentante Thor, il Dio del Fulmine; nelle teorie occulte della Blavatsky, la svastica era il simbolo esoterico più importante, da lei indicato come l’emblema della razza ariana.

  8. #8
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    Il pensiero assoluto, religioso o non, ha sempre fatto danni e commesso crimini devastanti, per questo mi infastidiscono i discorsi di condanna del relativismo da parte del Papa e di Pera.
    Il comunismo ed il nazismo erano e sono delle religioni in cui cambiano solo gli Dei: per uno è l'uguaglianza sociale vista come un appiattimento delle condizioni economiche (verso il basso), per l'altro è supremazia razziale e darwinismo sociale (il più forte deve comandare). Entrambi hanno dogmi assoluti, non discutibili, da cui fanno derivare tutta una serie di conseguenze e di sottoleggi giustificabili solo alla luce di quei dogmi. Si possono in questo modo dare giustificazioni etiche e sociali ad eccidi di massa; la detenzione di persone a seguito di processi-farsa; la condanna delle persone sulla base delle opinioni, giudicate più pericolose dei fatti; ecc...
    I cristiani hanno fatto cose del genere contro gli eretici, i pagani (hanno distrutto anche molti dei loro templi) e i non convertiti; i musulmani l'hanno fatto contro gli infedeli e coloro che credevano in altre religioni, o anche tra loro stessi perché appartenenti a differenti correnti islamiche... i pensieri assoluti basati su dogmi fanno molti danni; in determinate situazioni hanno anche dei pregi, ma una volta al potere finiscono quasi inevitabilmente per commettere crimini.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Ianuario Visualizza Messaggio
    ...Mi dispiace contraddirti, ma le origini del nazismo non hanno niente a che vedere con il cristianesimo:
    Nel luglio 1919 il giovane Hitler entrò in contatto con il partito dei lavoratori tedeschi, un piccolo gruppo nazionalista di estrema destra guidato da Anton Drexler, che traeva le proprie origini da circoli e sette esoteriche come la Thule e dall’influenza di tetri e enigmatici personaggi come Dietrich Eckart, Karl Haushofer, Helena Petrovna Blavatsky, Jorg Lanz Von Liebenfels, tutti fattori che hanno contribuito a creare un macabro alone di mistero e di occulto, circa presunti lati oscuri del nazional-socialismo e circa il suo legame con il mondo del paranormale.
    Dopo aver scritto nel settimanale del partito, il Völkischer Beobachter di Monaco e dopo aver esposto, il 24 febbraio 1920, in una birreria di Monaco (la "Hofbräuhaus"), in venticinque punti, il suo programma, fondato su teorie razziali, il 10 luglio 1921, Adolf Hitler fu nominato capo del movimento che era stato ribattezzato "partito nazional-socialista dei lavoratori tedeschi"; l’emblema della formazione divenne la svastica, un’ antica immagine della tradizione indoeuropea simboleggiante la fortuna, nota nella religione nordica per essere legata al Sole e rappresentante Thor, il Dio del Fulmine; nelle teorie occulte della Blavatsky, la svastica era il simbolo esoterico più importante, da lei indicato come l’emblema della razza ariana.
    OH BELLA.CI FATE 2 PALLE TANTO CON LA STORIA DELLE ORIGINI CRISTIANE DELL'EUROPA E POI NON AMMETTETE CHE UN FENOMENO,SEPPURABNORME,FOSSE UNA DERIVAZIONE DI QUESTE RADICI.
    POI,MI RISULTA CHE IL MOTTO DELLE SS ERA "DIO è CON NOI"
    STè NRADICI NON SONO MICA A CORRENTE ALTERNATA.O SI HANNO,O NON SI HANNO

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da gattolaceleste Visualizza Messaggio
    OH BELLA.CI FATE 2 PALLE TANTO CON LA STORIA DELLE ORIGINI CRISTIANE DELL'EUROPA E POI NON AMMETTETE CHE UN FENOMENO,SEPPURABNORME,FOSSE UNA DERIVAZIONE DI QUESTE RADICI.
    POI,MI RISULTA CHE IL MOTTO DELLE SS ERA "DIO è CON NOI"
    STè NRADICI NON SONO MICA A CORRENTE ALTERNATA.O SI HANNO,O NON SI HANNO
    ...hai bisogno di studiarla la storia prima di parlarne.

 

 
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