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  1. #1
    Forumista junior
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    Predefinito Rivolta Cinesi A Milano

    La rivolta dei cinesi inscenata a Milano rappresenta un gravissimo campanello di allarme.
    Ci sono nelle nostre città delle vere e proprie zone france, interi quartieri in mano agli stranieri e ai loro affari e affarucci, molto spesso illeciti.
    Il Governo che fa? Niente, sta a guardare, anzi vorrebbe allargare le maglie per far arrivare più immigrati e concedergli anche il voto per le amministrative.
    Uno Stato serio, cosa che oggi non è l'Italia, metterebbe subito le cose in chiaro.
    Nel giro di 24h la Chinatown milanese dovrebbe essere rivoltata come un calzino, controlli sulle attività commerciali da parte di Guardia di Finanza, Asl, ispettorato del lavoro e vigili urbani. Controlli di Carabinieri e Polizia negli appartamenti e scantinati per verificare i clandestini.
    Poi procedere in caso di reati accertati ad esplusioni, chiusera di attività e multe. Solo così questi ospiti del nostro paese capiranno che non possono giocare, ma questo in Italia non accadrà mai, cosicchè dobbiamo beccarci delle lezioni di libertà dai cinesi.... ma dove siamo finiti.
    Dopo tutto non solo le istituzioni italiani a prevedere e minacciare interventi ma bensì i cinesi che annunciano come la protesta potrebbe durare giorni.
    Italia alzati e difenditi.
    Gioventù Europea

  2. #2
    RibelleSano
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    Questi vogliono comandare a casa nostra... Col cazzo!

  3. #3
    Super Troll
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    Leggete questo bellissimo articolo paradossale di Maurizio Blondet:
    Diventiamo cinesi per farci rispettare
    Di Maurizio Blondet
    12/04/2007
    Sventolano le bandiere rosse in via Paolo Sarpi dopo gli scontriMILANO - E così, anche Milano ha la sua Secondigliano: il quartiere dove le pattuglie che vanno ad arrestare un pregiudicato sono circondate da folle urlanti, che sottraggono il ricercato alla legge e ai suoi tutori con lancio di oggetti dai balconi, violenze varie e magari revolverate.
    Solo che la Secondigliano milanese è un quartiere centrale: via Paolo Sarpi e le vie limitrofe, il cosiddetto quartiere cinese.
    Qui sono scoppiati disordini per una multa.
    Una donna cinese, multata dai vigili, è stata soccorsa dai cinesi che lì hanno negozi e magazzini, laboratori e clandestini in numero enorme.
    Uno scontro violentissimo, con percosse, distruzioni di auto e sventolio di bandiere rosse con la stella comunista di Pechino, che non si è calmato mentre scrivo: vigilantes cinesi non fanno avvicinare i poliziotti.
    Zona vietata.
    Roba loro.
    Chi non è di Milano può non sapere: quella zona è a due passi dal Castello Sforzesco, un quartiere che potrebbe essere di lusso se non l'avessero accaparrato i cinesi con le loro attività essenzialmente illegali e lucrose.
    Hanno mandato via gli abitanti, vecchi pensionati milanesi per lo più.
    Minacciano e intimidiscono quei pochi che resistono.
    Ma hanno pagato case e negozi: in contanti, contanti in grosse valige.
    Tutto governato dalle Triadi, una mafia che la nostra mafia, al confronto, è una filodrammatica di paese.
    Ultrasegreta, sfruttatrice e spietata.
    Sono le Triadi che portano qui i clandestini, e li sfruttano per decenni, taglieggiando i loro guadagni.
    Ritirano loro i passaporti.
    I passaporti dei morti vengono rivenduti ai taglieggiati vivi, un furto continuo di identità, una totale illegalità totalmente impunita.
    Tutto questo è noto da sempre, ma naturalmente le (cosiddette) autorità fanno finta di nulla, perché i cinesi sono «tranquilli».
    Salvo che è scoppiata «l'emergenza».
    Un'altra emergenza italiota.



    I cinesi sono lesti a capire che qui le leggi non valgono, che l'arroganza e la massa hanno sempre la meglio.
    Vedono anche loro la TV, capiscono benissimo l'italiano (anche se fanno finta del contrario), ed hanno capito subito che qui l'esempio da seguire è Mastella, Tronchetti Provera, o il senatore a vita Emilio Colombo, che manda le Fiamme Gialle della sua scorta a comprare la coca.Gli impuniti, l'impunità, la vacuità della legge inapplicata, le mani legate della sedicente forza pubblica, sono fatti che ogni immigrato capisce al volo.
    Qui può malfare impunito, per di più con un'assistenza sanitaria gratuita che in Cina non si sogna nemmeno nel delirio dell'oppio, e incredibili agevolazioni per il mutuo-casa negati ai cittadini italiani, e gli assegni familiari.
    In più, naturalmente, il pietismo italiota: «Ricordiamoci che anche noi eravamo un popolo di emigranti».
    Appunto, ci ricordiamo: i nostri emigranti in USA e nelle miniere del Belgio, mica trovavano le ASL gratuite e le case a prezzo basso sottratte agli abitanti locali.
    Dovevano sgobbare, mantenersi sani e dormire in baracche e nei retrobottega.
    Naturalmente, la brava gente italiana, tartassata da Visco, ora si allarma.
    E dice: visto che quelli sventolano la bandiera della Cina, allora espelliamoli in Cina, è il loro Paese.
    Errore: i cinesi hanno quasi tutti la cittadinanza italiana.
    L'hanno avuta con facilità, perché noi siamo buoni, e perché ci sono i corrotti nelle amministrazioni, e inoltre la Caritas aiuta e assiste nelle pratiche.
    Privare della cittadinanza gli sbandieratori, i neo-patrioti di Pechino, sarebbe una mera giustizia: ma da noi non vige la giustizia, vige il diritto «positivo» e la manica larga.
    E loro l'hanno capito benissimo.
    A Pechino, sarebbero già tutti passibili di fucilazione per quello che hanno fatto; da noi, lo sanno, si può fare tutto.
    Specialmente se si è in tanti e prepotenti.
    Ebbene: in questo, sono del tutto italiani.Perfettamente integrati alla illegalità generale.
    E' vero che hanno chiamato in loro aiuto il console cinese (pensate se degli australiani d'origine italiana chiamassero, dopo una rivolta, il console italiano in piazza con loro), ma anche questo è possibile in Italia a cittadini italiani per tornaconto, ma non per volontà.
    Anzi solo qui.



    Ebbene, vi dirò: hanno ragione loro.
    Il Comune di Milano commina multe erosissime; un divieto di sosta costa un decimo di un magro stipendio «normale» a Milano.
    Evidentemente i vigili hanno provato ad applicare il taglieggio anche ai cinesi, ed è successo quel che è successo.
    Il guaio è che noi italiani nati e vissuti qui, quando siamo multati, non abbiamo la solidarietà armata del vicinato.
    Noi siamo soli.
    Isolati.
    Circondati da un vicinato indifferente, se non ostile.
    Che non ha solidarietà per un membro del popolo che viene taglieggiato dalle burocrazie spoliatrici. Che non si sente offeso in massa dall'offesa o dall'ingiustizia fatta ad uno di noi.
    Noi, solo noi, non abbiamo attorno una nazione pronta a difenderci, a solidarizzare, a condividere la resistenza contro l'oppressore.
    Perciò noi siamo sur-tassati.
    Nè abbiamo agevolazioni per la prima casa.
    Noi dobbiamo condividere le affollate sale d'aspetto delle ASL e dei pronto-soccorsi con miriadi di emigrati pieni di figli a carico del sistema - un sistema sanitario che noi abbiamo pagato da una vita e continuiamo a pagare, e loro no.
    Per noi niente sconti, niente solidarietà per le nostre povertà, nessun aiuto della Caritas e dei «mediatori culturali» per farci avere il posto in ospedale o il sussidio per la badante della mamma con l'Alzheimer.
    Quelle cose, prima, agli immigrati; e poi anche a noi, se resta qualcosa.
    Non resta mai nulla.
    I veri stranieri siamo noi

  4. #4
    Circolo Borsellino Perugia
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    Non esiste che in un Paese civile un gruppo etnico possa decidere che nessuno di loro può essere multato. Questo è antistato. Il fatto poi che con tutte quelle bandiere rosse cinesi abbiano cercato di attirare l'attenzione del Governo di Pechino dimostra ancora una volta quanto sia "potente" l'internazionale comunista. Qualcuno ha letto qualcosa sui giornali di sinistra? Forse ci sarà scritto "Polizia cinica in assetto da guerra picchia povera compagna cinese multata perchè trovata con la tessera del Partico Comunista Cinese"...
    Massimo Decimo Meridio

  5. #5
    Cuore Nero
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    io non posso fare a meno di chiedermi dove sia stata la destra in tutti questi anni a Milano.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Giov Europea Visualizza Messaggio
    La rivolta dei cinesi inscenata a Milano rappresenta un gravissimo campanello di allarme.
    Ci sono nelle nostre città delle vere e proprie zone france, interi quartieri in mano agli stranieri e ai loro affari e affarucci, molto spesso illeciti.
    Il Governo che fa? Niente, sta a guardare, anzi vorrebbe allargare le maglie per far arrivare più immigrati e concedergli anche il voto per le amministrative.
    Uno Stato serio, cosa che oggi non è l'Italia, metterebbe subito le cose in chiaro.
    Nel giro di 24h la Chinatown milanese dovrebbe essere rivoltata come un calzino, controlli sulle attività commerciali da parte di Guardia di Finanza, Asl, ispettorato del lavoro e vigili urbani. Controlli di Carabinieri e Polizia negli appartamenti e scantinati per verificare i clandestini.
    Poi procedere in caso di reati accertati ad esplusioni, chiusera di attività e multe. Solo così questi ospiti del nostro paese capiranno che non possono giocare, ma questo in Italia non accadrà mai, cosicchè dobbiamo beccarci delle lezioni di libertà dai cinesi.... ma dove siamo finiti.
    Dopo tutto non solo le istituzioni italiani a prevedere e minacciare interventi ma bensì i cinesi che annunciano come la protesta potrebbe durare giorni.
    Italia alzati e difenditi.
    Gioventù Europea
    Un ridicolissimo ragionamento.
    Le zone 'france' (come le chiami tu..) esistono da molto prima che arrivassero gli 'stranieri'. Le zone di extraterritorialità esistono da secoli nel Sud. Napoli ne è un esempio, ma anche alcune zone di Palermo e di diverse città in Italia.
    Le zone di Milano controllate dai calabresi (nel 'fortino dei calabresi', proprio in zona Paolo Sarpi si rifugiò il pluriomicida di Rozzano) o dalla criminalità 'nostrana' esistono da decenni.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ilGladiatore Visualizza Messaggio
    Non esiste che in un Paese civile un gruppo etnico possa decidere che nessuno di loro può essere multato. Questo è antistato. Il fatto poi che con tutte quelle bandiere rosse cinesi abbiano cercato di attirare l'attenzione del Governo di Pechino dimostra ancora una volta quanto sia "potente" l'internazionale comunista. Qualcuno ha letto qualcosa sui giornali di sinistra? Forse ci sarà scritto "Polizia cinica in assetto da guerra picchia povera compagna cinese multata perchè trovata con la tessera del Partico Comunista Cinese"...

    La Cina è un paese comunista? ahahah!!!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da vongola Visualizza Messaggio
    Un ridicolissimo ragionamento.
    Le zone 'france' (come le chiami tu..) esistono da molto prima che arrivassero gli 'stranieri'. Le zone di extraterritorialità esistono da secoli nel Sud. Napoli ne è un esempio, ma anche alcune zone di Palermo e di diverse città in Italia.
    Le zone di Milano controllate dai calabresi (nel 'fortino dei calabresi', proprio in zona Paolo Sarpi si rifugiò il pluriomicida di Rozzano) o dalla criminalità 'nostrana' esistono da decenni.

    la criminalità nostrana passa decisamente in secondo piano quando assistiamo ad una vera e propria invasione economica, etnica e culturale da parte dei cinesi.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Cuore Nero Visualizza Messaggio
    io non posso fare a meno di chiedermi dove sia stata la destra in tutti questi anni a Milano.
    beh il Comune al limite può cercare di gestire la sicurezza, contro l'immigrazione può poco visto che le leggi le fanno a Roma.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    beh il Comune al limite può cercare di gestire la sicurezza, contro l'immigrazione può poco visto che le leggi le fanno a Roma.
    Si pero' proprio il fatto che le nuove misure imposte giustamente dal Sindaco Moratti attraverso i vigili urbani in tutte le zone della citta' nessuna esclusa (il divieto dei parcheggi in doppia fila , il divietodi bloccare le strade per ore con i carrelli impedendo la circolazine,la multa per lemercialimentari non igeniche o per le merci contraffatte) abbiano causato una rivolta dimostra come il precedente sindaco Albertini (che ha governato per due mandati) non si preoccupasse di far rispettare la legalita' anche alla comunita' cinese e che quindi anche da parte delComune inpassato c'e' stato troppo lassismo che ha fatto marcire la situazione.

 

 
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