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    Predefinito 1974 e 2007: parallelismi

    Nel 74 i divorzisti sconfissero Montini, che tramite la DC volle il referendum convinto di vincerlo.
    Allora i cattolici erano compatti e molto più numerosi.




    da italialaica.it



    CATTOLICESIMO E OMOFOBIA

    di Paolo Bonetti Chi, come me, ha una certa età, ricorderà certamente gli aspetti più pittoreschi della campagna referendaria del 1974 sul divorzio. La Chiesa cattolica si mobilitò al massimo, fiduciosa nella vittoria popolare contro la volontà divorzista della maggioranza parlamentare, e trovò una sponda politica molto forte nell’allora segretario della DC Amintore Fanfani, uno dei cosiddetti cavalli di razza del partito cattolico. Costui non si risparmiò e dette fondo a tutte le risorse dell’etica e della sociologia cattoliche. In un comizio siciliano arrivò a dire a quei bravi isolani che, in caso di mantenimento della legge divorzista, essi avrebbero anche potuto assistere alla fuga delle loro mogli con la cameriera. Avete capito bene: fuga con la cameriera, non con il cameriere. Evidentemente, per il cattolico Fanfani, il divorzio eterosessuale non poteva che preludere a un adulterio e magari a un successivo matrimonio omosessuale, ancora peggiore dell’adulterio. Perché sorprendersi allora se, per il nuovo presidente della Cei Bagnasco, la legge sui Dico può spalancare le porte a leggi che renderanno legali la pedofilia e l’incesto, insomma tutto l’erotismo perverso che ossessiona da sempre l’immaginario cattolico e che spesso, da immaginario, diventa fin troppo reale ?

    Capita ogni tanto di discutere con qualche cattolico il problema dell’esistenza di Dio, magari mettendo in dubbio le diverse prove che, in materia, vengono addotte da filosofi e teologi. Le risposte, anche quando non sono convincenti, sono sempre educate e convenientemente argomentate; solo quando si parla di etica sessuale, molti interlocutori cattolici, anche colti, perdono il controllo delle proprie emozioni e si abbandonano ad insulti ed insinuazioni di ogni genere; se poi si tratta di omosessualità, vengono fuori, come lava incandescente, tutti i trucidi luoghi comuni a cui si sono abbandonati di recente le Binetti, i Ruini, i Bagnasco e lo stesso papa, che pure sembrerebbe uomo di buone letture. Sarà pur vero che quando si tratta di conservare il dominio spirituale su fedeli sempre più indocili, ogni mezzo è buono purché santificato dal fine, ma una tale ignoranza, più o meno voluta, su questioni ampiamente discusse dalle scienze umane e sociali, è tale da esporre la cultura cattolica ufficiale al più avvilente ridicolo.

    In realtà, la furibonda campagna della Chiesa contro un progetto di legge quanto mai prudente non si spiegherebbe senza il risvolto omofobico di tutta la questione. E lo stesso family day del prossimo 12 maggio, quali che siano le intenzioni degli organizzatori, rischia di trasformarsi in una grande manifestazione di isteria omofobica, alla quale non mancheranno di dare il loro consenso entusiastico, oltre ai soliti politicanti opportunisti, i nazisti di gruppi come Forza Nuova. Davvero un bel risultato quello di dar vita, in nome della famiglia, alla più grande adunata di sapore nazista dalla fine della guerra ad oggi. La cosa è tanto più preoccupante se si pensa che al raduno di piazza San Giovanni parteciperà lo stesso ministro dell’Istruzione, fra l’altro uno dei maggiori esponenti del costituendo e già disgraziatissimo partito democratico. Le cattive compagnie del ministro Fioroni non saranno certo un buon esempio per quei giovani italiani che praticano la violenza contro gli omosessuali come dimostrazione di virilità.

    Recentemente, intervistato dal Corriere della Sera, uno studioso cattolico un tempo vicino al Partito comunista e a Berlinguer e oggi collaboratore dell’Avvenire, il quotidiano della Cei, ha dichiarato che i vescovi italiani non sono contro la libertà degli omosessuali, ma soltanto contro una legge, quella dei Dico, che ad essi sembra una forma spuria ed inaccettabile di matrimonio. La semplice e incontestabile verità è un’altra: il progetto di legge Pollastrini/Bindi si sforza di dare qualche concreta garanzia giuridica ad una libertà finora astrattamente proclamata e continuamente messa a rischio da pregiudizi e violenze. Solo una sociologia d’accatto, superficiale e fuorviante, può oggi parlare di una qualche forma di egemonia gay nel costume della società italiana. Sta succedendo invece il contrario: il martellamento quotidiano di papa e vescovi contro i diritti degli omosessuali e la loro stessa dignità morale, non solo riduce i loro spazi di libertà, ma influenza negativamente le coscienze più torbide e immature spingendole alla violenza e alimenta l’autodistruttività di quelle più deboli e indifese. Quando si sentono, da certe bocche, pretestuose difese della dignità della persona umana, viene voglia di ripetere un vecchio e lancinante epigramma di Pasolini: “Sei così ipocrita che quando l’ipocrisia ti avrà ucciso, sarai all’inferno e ti crederai in paradiso”.

    (12-4-2007)

  2. #2
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    il divorzio per me non è niente di male, i dico sono un'altra cosa...cha paragoni sono?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin! Visualizza Messaggio
    il divorzio per me non è niente di male, i dico sono un'altra cosa...cha paragoni sono?

    si tratta di diritti, ai quali si può ricorrere o non ricorrere.
    Tu sei a favore del divorzio ma sicuramente non obbligherai nessuno a divorziare.
    La chiesa è contraria e vorrebbe impedirlo in toto.

 

 

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