Pronti!
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L’altro giorno, sempre sul Giornale, l’ispettore aggiunto Filippo Facci massacrava il pm Woodcock perché alcune sue foto giovanili e familiari sono finite sui rotocalchi.
L’ha dipinto come un vanesio che distribuisce il suo album di famiglia e s’intristisce se la gente non lo riconosce per strada.
Naturalmente è vero l’opposto: quelle foto, ai giornali, le han passate suoi parenti, compagni di scuola, amici d’infanzia.
(il Giornale ne riporta alcune, scrivendo che in una è «a Capalbio con la moglie»: peccato che non sia a Capalbio e che la donna sia un’ignota passante)
Se Woodcock avesse rilasciato una sola intervista, lo maciullerebbero perché i magistrati non devono dare interviste (chissà perché, poi).
Lui non ne dà, ma l’ispettore aggiunto trova lo stesso il modo di massacrarlo: «Non è vero che Woodcock non parli: basta non riportare i virgolettati».
Capito, il mascalzone?
Si permette perfino di parlare.
Ma i giornalisti inspiegabilmente non scrivono quel che dice.
Perché?
Si dice che «tanti giornalisti non parlano male di Woodcock perché lui ha in mano cose terribili anche su di loro, tipo intercettazioni, cose sessuali, ecco perché i quotidiani lo lasciano stare».
Insomma, siamo di fronte a un volgare ricattatore dalla faccia d’angelo.
Uno che spende capitali per intercettare tante brave persone e fa «soffrire» un mucchio di gente, «tritata prima di essere sovente assolta».
Ecco: un sadico.
Ora, di cose da dire su Potenza ce ne sarebbero parecchie: per esempio che il capo della squadra mobile, l’avvenente dottoressa Fasano, è moglie del locale deputato della Margherita, il partito che fa il bello e il cattivo tempo in Lucania, visto che ha il sindaco del capoluogo, il presidente della Provincia, il presidente della Regione e il presidente della comunità montana, nonché gran parte delle Asl: un po’ come se Barbara Palombelli fosse il capo della Polizia.
Anche il direttore dell’ospedale San Carlo di Potenza, dottor Cannizzaro (Margherita), sorpreso anni fa in compagnia di malavitosi, è marito della pm indagata Felicia Genovese, che tentò di far archiviare un’inchiesta su alcuni politici, i quali poi nominarono il consorte direttore dell’ospedale.
Ma, su queste vicenduole da niente, gl’ispettori aggiunti sorvolano.
Meglio prendersela con Woodcock.
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