SI Sindacato Italiano - CEL Confederazione Europea del Lavoro
MORIRE DI LAVORO
L'ennesima morte sul lavoro può riflettere su un problema che in un Paese civile non deve e non può esistere, quello della "sicurezza".
Siamo stati attenti propugnatori della Legge 262/94 e della sua applicazione, ma chi deve controllare, colpevolmente è assente e si ripetono le dolorose scene di morte con le sue conseguenze familiari e sociali.
I mass-media si scatenano nel dare notizia, per poi scordarsi del problema, subito dopo.
Il Presidente della Repubblica pontifica, ma stranamente, il Governo di Centro Sinistra che dovrebbe essere il grande motore degli interessi dei lavoratori, cosa propone ? Quali interventi intenderebbe applicare ?
Intanto, i lavoratori muoiono nel modo più infame, per mancanza dell'applicazione delle più elementari norme d sicurezza che per di più sono garantite per legge.
Ci crediamo un Paese democratico, ma non siamo neppure capaci di tutelare i lavoratori sul posto di lavoro.
Qualcuno deve pagare per queste morti, per questi omicidi, legati alla mancanza di controlli da parte dei datori di lavoro, ma anche di uno stato assente e distratto, se non colpevolmente non attrezzato ad imporre una legge esistente da anni e quanto pare, "disattesa".
Non vogliamo più andare al funerale dei lavoratori perché ogni volta che muore un lavoratore sul posto di lavoro, assistiamo al funerale di uno Stato che non è capace di rendere sicuro ciò che la Costituzione indica quale diritto di ogni cittadino: "QUELLO DI LAVORARE"
f.to: IL SEGRETARIO GENERALE
DARIO MICCHELI




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