Allora, cominciamo col dire che questo è il nostro Congresso e che prima va specificata la nostra natura e strategia. Le alleanze riguardano la fase successiva.
In secondo luogo, io ho specificato che la prassi e l’analisi critica dovranno costituire il nostro modo di agire: non il revisionismo, ma la grande tradizione del marxismo-leninismo, del criticismo empirico, costituisce la nostra identità politica. Analizzare la situazione dell’economia socialista e mercatista cinese ad esempio è un momento di analisi della realtà in una fase che ci permette di poter evidenziare pro e contro, elementi importanti ed elementi forse meno opportuni. Ad ogni modo, potendo concludere che in Cina oggi è ancora vivo il Socialismo come linea guida del Partito e del Governo della Repubblica Popolare di Bejing.
Il revisionismo è ben altro e costituisce la deviazione verso la sostituzione del metodo pragmatico e realista del materialismo dialettico con qualche cosa d’altro: è proprio l’abbandono del nostro metodo empirico di fare politica per approdare a forme miste di idealismo, di ideologia nel senso autentico del termine e di “umanitarismo” ipocrita e borghese.
Di questo non abbiamo bisogno. Non abbiamo certo bisogno di alleanze con chi sostiene le ragioni geopolitiche del nostro nemico storico, l’imperialismo atlantico, né con chi propone un liberalismo organico della nostra società, spacciando la svendita dei nostri parametri e del nostro modo di intendere la società con un sano riformismo o una sana dialettica di autocritica interna al fronte del Socialismo.
Ripeto che ogni cambiamento ed ogni evoluzione è necessaria, il Socialismo Scientifico è nato per leggere la realtà sociale e studiarla, per tentare di modificarne le dinamiche proprio a partire dalle condizioni contingenti. Non è nato però, al fine di favorire l’avanzata dei suoi stessi nemici. Mi pare chiaro.
Chiunque ha intenzione di aderire al PARTITO COMUNISTA deve necessariamente rispondere ad una identità ben precisa sul piano politico, che non deve certo omologare personalità anche diverse, annullandone la propria ricchezza personale. Chi non sente come sua questa identità comune viene da sè che è fuori dal Partito.
Se questo è frainteso con il settarismo, credo che si debba necessariamente riprendere in mano il vocabolario italiano.




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