Pagina 2 di 8 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 73

Discussione: 4 Mappe Impressionanti

  1. #11
    Giuliano_IMP
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Ma i palestinesi non hanno come patria la Giordania? Perchè non avete parteggiato per Arafat quando durante il Settembre Nero voleva prendere il potere in Giordania contro re hussein? Perchè non avete denigrato il piccolo sovrano alla stregua di uno sharon qualsiasi, accusandolo di non dare una patria ai poveri palestinesi? Quanto alle cartine, che la palestina originaria fosse quella è un concetto a dir poco risibile, primo perchè una presenza ebraica è sempre esistita in quell'area da duemilaseicento anni a questa parte, secondo, perchè la divisione scaturita dalle nazioni unite dopo la fine del mandato britannico prevedeva due stati, uno era israele appunto, l'altro definito generalmente "parte araba" perchè manco si sapeva come chiamarla dal momento che nessuno la rivendicava. Il concetto di palestina, caro il mio signore nasce solo dopo la creazione dello stato di Israele, in funzione puramente antiisraeliana. Infatti i palestinesi , cioè i profughi, volevano dirigersi in Giordania stato che annovera il settanta per cento di palestinesi nato ben prima della formazione dello stato di Israele, che è la loro "naturale" patria. Nella sua cartina inoltre dimentica di far notare che Israele costituisce un duecentesimo di tutte le terre arabe non considerando l'Iran. Davvero un'entità temibile e onnivora.

    Ah, ecco il CONCETTO dei difensori dei VAMPIRI come TE....E' stato GIUSTO prendere una TERRA, dato che nessuno si è SBRIGATO a piantare PALETTI e a REGISTRARE(dove? in che catasto?) confini!....
    NON si finira' MAI di stigmatizzare abbastanza questi solerti difensori dei VISITORS ad oltranza!....


    Giuliano l'Apostata

  2. #12
    Forumista storico
    Data Registrazione
    09 Feb 2005
    Messaggi
    35,527
     Likes dati
    32
     Like avuti
    2,766
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    giorni fa in un documentario faceva vedere come subito dopo la seconda guerra mondiale ci furno un sacco di attentati per spingere alla creazione dello stato di israele...

    in uno per far fuori il governatore inglese hanno ammazzato 90 persone

    insomma, lo stesso che fa hamas adesso. attentati terroristici per desistere gli inglesi a continuare a tenerlo.
    vi risulta??

  3. #13
    Giuliano_IMP
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio
    giorni fa in un documentario faceva vedere come subito dopo la seconda guerra mondiale ci furno un sacco di attentati per spingere alla creazione dello stato di israele...

    in uno per far fuori il governatore inglese hanno ammazzato 90 persone

    insomma, lo stesso che fa hamas adesso. attentati terroristici per desistere gli inglesi a continuare a tenerlo.
    vi risulta??

    E' NOTO ad ogni cervello decente che il TERRORISMO era sconosciuto agli arabi finche' non lo IMPORTARONO e PRATICARONO gli Ebrei.....


    Giuliano l'Apostata

  4. #14
    Forumista storico
    Data Registrazione
    09 Feb 2005
    Messaggi
    35,527
     Likes dati
    32
     Like avuti
    2,766
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    E' NOTO ad ogni cervello decente che il TERRORISMO era sconosciuto agli arabi finche' non lo IMPORTARONO e PRATICARONO gli Ebrei.....
    il pèunto che il documentario non l'ho visto, me l'hanno raccontato
    ciò che nel racconto era un po' confuso riguardava il termine mossad che secondo quanto riferito sarebbe già stato utilizzato dai terroristi prima della nascita di israele sulle ricerche che ho fatto però non vi è traccia di questa cosa

  5. #15
    vae victis
    Data Registrazione
    23 Sep 2005
    Località
    Napoli
    Messaggi
    126,585
     Likes dati
    35,631
     Like avuti
    55,841
    Mentioned
    8501 Post(s)
    Tagged
    171 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio

    insomma, lo stesso che fa hamas adesso. attentati terroristici per desistere gli inglesi a continuare a tenerlo.
    vi risulta??
    Si,fu l'attentato all'Hotel King David di Gerusalemme,non mi ricordo se fu organizzato da Irgun o Stern,gruppi "terroristici" sionisti.

  6. #16
    Giuliano_IMP
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Si,fu l'attentato all'Hotel King David di Gerusalemme,non mi ricordo se fu organizzato da Irgun o Stern,gruppi "terroristici" sionisti.


    ECCO qua:



    Il "problema dei profughi palestinesi" cioè la tragedia umana attuata dagli israeliani con l'espulsione dei palestinesi dalla loro patria, la Palestina, continua a rimanere un aspetto apparentemente insolubile della questione mediorientale.


    Eppure l'espulsione dei palestinesi è stato un esito inevitabile della decisione delle Nazioni Unite del 1947 di dividere per l'anno seguente la Palestina in due stati separati, quello arabo e quello ebraico. (Lo stato arabo non è mai nato).
    Prima di questa suddivisione, gli ebrei formavano solo un terzo della popolazione della Palestina che comprendeva circa 608.000 ebrei e 1.237.000 arabi. Anche all'interno dell'area destinata ad Israele secondo il piano di ripartizione delle Nazioni Unite, la popolazione consisteva di circa 500.000 ebrei e 330.000 arabi. Come era possibile che un paese con una minoranza araba così ampia diventasse la patria degli ebrei ? [1]

    La risposta è che non era possibile. Era necessario un trasferimento enorme della popolazione. E questo fu ben compreso dai capi delle forze armate israeliane durante la guerra del 1947-1948. David Ben-Gurion, padre di Israele e capo delle forze armate, preannunciava in via confidenziale il 7 febbraio 1948 che nei prossimi mesi "sicuramente ci sarà un grande cambiamento nella popolazione del paese." Aveva ragione. [2]

    Non c'è alcuna prova dell'esistenza di un piano formale da parte delle maggiori organizzazioni sionistiche di cacciare i palestinesi dalla terra che è diventata Israele. Comunque, durante la guerra c'era la convinzione condivisa da molti capi ebrei delle forze armate (più tardi israeliani) che l'intera popolazione palestinese fosse il nemico. Agendo sulla base di questa convinzione la milizia ebraica (l'ufficiale Haganah e quelle non riconosciute ufficialmente come la Stern Gang e l'Irgun) si impegnava in un genere di comportamenti intesi a provocare la fuga della popolazione araba - e così è avvenuto. (Il mito israeliano dell'esodo dei palestinesi su comando dei capi arabi è una menzogna dimostrata come tale già da molto tempo) [3]

    Ci sono molte prove di espulsioni causate con la forza. La più nota è la marcia della morte di Lydda/Ramle. Il 12 e il 13 luglio del 1948 per ordine diretto di Ben-Gurion, le forze israeliane espulsero 50.000 abitanti dalle città di Lydda e dalla vicina Ramle. Yitzak Rabin, diventato successivamente Primo Ministro israeliano, scrisse nelle sue memorie che "non c'era modo di evitare l'uso della forza e di sparare colpi di avvertimento per far fare agli abitanti le 10 o 15 miglia" necessarie per raggiungere le postazioni arabe. Prima che se ne andassero, gli abitanti della città erano "sistematicamente spogliati dei loro averi" secondo quanto raccontava l'Economist, il giornale di Londra. Molti degli espulsi morirono durante lo spostamento sotto una canicola di 100 gradi. [4]

    Alla fine i profughi provenienti da Lydda e Ramle arrivarono ai campi profughi vicino a Ramallah. Il conte Folke Bernadotte, nobile svedese e mediatore delle Nazioni Unite, cercò di dare aiuto. Successivamente scrisse che: "Ho visto molti campi di profughi, ma non ho mai visto uno spettacolo più terribile di quello di Ramallah" (In seguito nello stesso anno Bernadotte fu ucciso dalla Stern Gang. Uno dei capi di questa banda, Yitzhak Shamir, è diventato Primo Ministro di Israele nel 1983.) [5]

    Le espulsioni forzate erano praticate comunemente dalle forze armate ebree/israeliane durante il 1948: fra le tante Qisariya il 15 febbraio; Arab Zahrat al-Dumayri, al-Rama e Khirbat al-Sarkas ad aprile, al-Ghabisiya, Danna, Najd e Zarnuqa il mese seguente; Jaba, Ein Ghazal e Ijzim il 24 luglio; e al-Bi'na e Deir al-Assad il 31 ottobre. Lo storico israeliano Benny Morris ha identificato 34 comunità arabe i cui abitanti furono espulsi. Comunque, non potremo mai sapere l'entità reale delle espulsioni perché, come Morris evidenzia, l'archivio israeliano della Difesa "ha una linea di condotta politica che non consente di aprire documenti che descrivano esplicitamente le espulsioni e gli orrori"[6]

    Comunque, molto spesso sono stati utilizzati il terrore e la sfiducia della popolazione araba come strumenti di espulsione. Le forze armate ebraiche hanno utilizzato diversi tipi di tattica per conseguire questo scopo.
    Una di queste è stata la guerra psicologica. Trasmissioni via radio in lingua araba mettevano in guardia contro i traditori all'interno della comunità araba, diffondendo sentimenti di paura e di malessere, denunciavano confusione e terrore fra gli arabi, dicevano che i palestinesi erano stati abbandonati dai loro capi e accusavano le milizie arabe di aver commesso crimini contro i civili arabi. [7]

    Un'altra efficace tattica di guerra psicologica comportava l'uso di camion con altoparlanti. A più riprese esortavano i palestinesi a scappare prima di restare tutti uccisi, comunicavano che gli israeliani stavano usando gas tossici e armi nucleari o trasmettevano registrazioni di "suoni orribili"- grida, gemiti, l'urlo delle sirene e il frastuono degli allarmi antincendio. [8]

    Una seconda tattica economica di guerra, favorita da Ben-Gurion che la definiva "l'obiettivo strategico" delle forze ebraiche era "distruggere le comunità (arabe) urbane." "Private dei trasporti, del cibo e delle materie prime" osservava successivamente con soddisfazione, "le comunità urbane hanno subito un processo di disintegrazione, di caos e fame." [9]

    Una terza tecnica adottata per indurre gli arabi alla fuga fu l'attacco militare sulla popolazione araba di qualche città. Questi attacchi spesso si servirono di cannoni Davidka - terribilmente imprecisi, ma utilissimi per creare terrore - e di ordigni esplosivi. Questi ultimi consistevano di barili, botti e fusti metallici riempiti con una miscela di esplosivo ed olio combustibile. Quando si facevano rotolare nel settore arabo di una città creavano "un inferno di fiamme selvagge ed esplosioni senza fine." Un'altra strategia distruttiva descritta dallo scrittore Arthur Koestler era "lo spietato far saltare con la dinamite blocco su blocco" della comunità araba. [10]

    Non raramente le forze ebraiche ricorrevano al semplice terrorismo. Qualche volta assumeva la forma di bombe nascoste in veicoli o in edifici: 30 morti a Jaffa il 4 gennaio 1948 con una bomba su un carro, 20 uccisi il giorno dopo quando fu fatto saltare l'Hotel Semiramis a Gerusalemme; 17 uccisi due giorni dopo da una bomba al Jaffa Gate a Gerusalemme. [11]

    Più spesso le forze armate ebraiche entravano in un villaggio arabo e massacravano i civili, sia nel corso di un raid notturno sia dopo la conquista del villaggio. I massacri iniziarono presto: il generale di divisione R. Dare Wilson, che aveva prestato servizio con i reparti britannici cercando di mantenere la pace in Palestina prima della fine del mandato inglese, riferì che il 18 dicembre 1947 gli Haganah uccisero 10 persone, soprattutto donne e bambini, nel villaggio arabo di al-Khisas con bombe a mano e mitragliatrici.
    Wilson descrisse anche come il 31 dicembre gli Haganah trucidarono altre 14 persone, ancora donne e bambini per la maggior parte, utilizzando mitragliatrici e lanciando granate nelle case abitate, questa volta a Balad Esh-Sheikh. [12]

    I massacri continuarono nel corso di tutto il 1948: 60 a Sa'sa' il 15 febbraio; 100 uccisi ad Acre dopo la sua conquista da parte degli Haganah il 18 maggio; parecchie centinaia a Lydda il 12 luglio, con 80 mitragliatrici all'interno della moschea di Dahmash; 100 a Dawayma il 29 ottobre con un testimone oculare israeliano che riportava che "i bambini furono uccisi spaccando loro la testa con le mazze"; 13 giovani uomini falciati da mitragliatrici nei campi aperti fuori Eilabun il 30 ottobre; nello stesso giorno ad altri 70 giovani furono bendati gli occhi e poi furono uccisi, uno dopo l'altro, a Safsaf ; 12 uccisi a Majad al-Kurum sempre il 30 ottobre sotto gli occhi di un osservatore belga dell'ONU che scrisse "non ci sono dubbi su queste stragi"; un numero ignoto di persone furono uccise il giorno successivo a al-Bi'na e a Deir al-Assad, e l'azione fu descritta da un incaricato dell'ONU come "uccidere deliberatamente senza provocazione"; 14 "liquidati" secondo il rapporto delle forze israeliane, a Khirbet al-Wa'ra as Sauda il 2 di novembre. [13]

    Un modo di uccidere particolarmente disgustoso utilizzato dalle milizie ebraiche era il far saltare in aria le case con i loro abitanti, spesso di notte. La milizia sistemava cariche di esplosivo intorno alle case di pietra, inzuppava di benzina gli infissi di legno di porte e finestre e quindi apriva il fuoco, facendo esplodere contemporaneamente la dinamite e bruciando vivi gli abitanti che dormivano" [14]

    Il supremo atto di terrorismo compiuto dalle milizie ebraiche fu il massacro quasi totale del villaggio di Deir Yassin il 9 aprile 1948. Secondo Jacques de Reynier, un medico svizzero che lavorava per la Croce Rosse ed era arrivato prima della fine della strage, 254 persone furono "deliberatamente massacrate a sangue freddo." "Tutto quello a cui fui in grado di pensare" disse più tardi "erano gli squadroni delle SS che avevo visto ad Atene." Secondo Meir Pa'il che aveva prestato servizio come ufficiale delle comunicazioni per gli Haganah a Deir Yassin ed era presente durante l'attacco, 25 uomini superstiti furono portati a Gerusalemme in parata per le vie della città in una perversa celebrazione di vittoria e poi uccisi a sangue freddo. [15]

    Menachem Begin, il capo dell'Irgun, una delle milizie coinvolte negli orrori di Deir Yassin, ha definito queste mostruosità uno "splendido atto di conquista." Nel 1977 Begin è stato eletto primo ministro di Israele. [16]

    Il massacro di Deir Yassin ha giocato un ruolo cruciale nel minare il morale della popolazione palestinese. Come scrisse de Reynier, il medico svizzero, "fu generato uno stato generale di terrore fra gli arabi, un terrore alimentato astutamente dagli ebrei."[17]

    Dopo che le forze armate israeliane ebbero indotto con la forza i palestinesi a fuggire, le varie istituzioni israeliane fecero in modo di assicurarsi che non fosse possibile il loro ritorno. Il nuovo governo israeliano decise il 16 giugno del 1948 - solo un mese dopo la dichiarazione di indipendenza di Israele, e prima che una metà dei profughi fosse diventata tale - che ai palestinesi non sarebbe stato permesso di ritornare nella loro patria. Nel frattempo le forze militari lavoravano in modo da rendere fisicamente impossibile il loro ritorno. Rasero al suolo 418 paesi e villaggi palestinesi cancellando la maggior parte delle organizzazioni sociali palestinesi dalla faccia della terra. [18]

    Completando il processo di espropriazione, Israele assunse il controllo della terra degli arabi ai quali non sarebbe stato più possibile ritornare. Prima del 1948 gli ebrei possedevano solo un milione e mezzo di "dunams" di terra in Palestina (una "dunam" l'unità di misura locale per la terra, equivale a un quarto di acro) Dopo l'espulsione dei palestinesi, Israele estendeva il suo controllo su 20 milioni di dunams, un incremento dal 6% al 77% sul totale. Semplicemente rubarono un intero paese. [19]

    Moshe Dayan, eroe di guerra israeliano, descrisse laconicamente questa realtà in un discorso del 1969: "I villaggi ebrei furono costruiti al posto di quelli arabi. Non conoscete nemmeno il nome di quei villaggi arabi e non vi biasimo perché sui libri di geografia non esistono più; non solo non esistono i libri, ma nemmeno i villaggi arabi ci sono .... Non c'è un solo posto costruito in questo paese che non abbia avuto una precedente popolazione araba." [20]

    Mentre un'ingiustizia di tali incalcolabili proporzioni non potrà mai essere realmente risanata, una pura considerazione di giustizia richiede che ai palestinesi profughi da quello che oggi è Israele e ai loro discendenti sia consentito di ritornare a casa.


    Gli studi principali sull'esodo palestinese:

    Childers, Erskine, "The Other Exodus," The Spectator, May 12, 1961, pp. 672-675, reprinted in Walid Khalidi (ed.), From Haven to Conquest, Beirut: The Institute for Palestine Studies, 1971, pp. 795-803 [cited as Childers (1961)]
    "The Wordless Wish: From Citizens to Refugees," in Ibrahim Abu-Lughod (ed.), The Transformation of Palestine, Evanston, IL: Northwestern University Press, 1971, pp. 165-202 [cited as Childers (1971)]
    Finkelstein, Norman, Image and Reality of the Israel-Palestine Conflict,
    London: Verso, 2nd. ed., 2001. See "'Born of War, Not by Design,'" pp. 51-87

    Flapan, Simha, The Birth of Israel: Myths and Realities, NY: Pantheon Books, 1987. See "Myth Three: Palestinians Fled Voluntarily, Intending Reconquest," pp. 81-119

    Gilmour, David, Dispossessed: The Ordeal of the Palestinians 1917-1980,
    London: Sidgwick & Jackson, 1980. See "The Exodus 1947-1948," pp. 59-76

    Khalidi, Walid, All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated by Israel in 1948, Washington, D.C.: The Institute for Palestinian Studies, 1992

    Masalha, Nur, Expulsion of the Palestinians: The Concept of "Transfer" in Zionist Political Thought, 1882-1948, Washington, D.C.: The Institute for Palestinian Studies, 1992

    Morris, Benny, The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-1949, Cambridge, U.K.: Cambridge University Press, 1987 [cited as Morris (1987)]

    -----, "Revisiting the Palestinian Exodus of 1948," in Eugene Rogan and Avi Shlaim (eds.), The War for Palestine: Rewriting the History of 1948, Cambridge, U.K.: Cambridge University Press, 2001, pp. 37-59 [cited as Morris (2001)]

    Nazzal, Nafez, The Palestinian Exodus from Galilee 1948, Beirut: The Institute for Palestinian Studies, 1978

    Palumbo, Michael, The Palestinian Catastrophe: The 1948 Expulsion of a People from Their Homeland, London: Faber and Faber, 1987


    Also cited:

    Hadawi, Sami, Bitter Harvest: A Modern History of Palestine, NY: Olive Branch Press, 1990


    Notes

    1. See pp. 675-677 of "Binationalism not Partition," in Walid Khalidi (ed.), From Haven to Conquest, Beirut: The Institute for Palestine Studies, 1971, pp. 645-702. "Binationalism not Partition" is a report submitted by a United Nations subcommittee on Nov. 11, 1947, as part of the U.N.'s decision-making process on Palestine. The report estimated the population of the territory to be assigned to Israel as having 498,000 Jews, 407,000 Arabs other than Bedouin, and 105,000 of the nomadic Bedouin. According to Flapan, p. 83, n. 2, final changes to the boundaries called for in the partition plan reduced the Arab population of the Jewish state by some 180,000. This leaves a total of 332,000.

    2. Palumbo, p. 38, gives the Ben-Gurion quote.

    3. For an extended analysis also finding an Israeli intent to expel the Palestinians, see Finkelstein, pp. 51-87. For a thorough refustation of the myth that the Arabs left under orders "from above," see Childers (1961); Childers (1971), pp. 196-202; Flapan, pp. 84-87.

    4. Flapan, p. 81; Palumbo, pp. 126-138. Both attribute Ben-Gurion's responsibility on the basis of a section of Yitzak Rabin's memoirs published in the New York Times on October 22, 1979. Flapan attributes the Rabin quote to the same source. Palumbo quotes the August 21, 1948 issue of the Economist.

    5. Folke Bernadotte, To Jerusalem, London: Hodder and Stoughton, 1951, p. 200. On Bernadotte's murder, see Amitzur Ilan, Bernadotte in Palestine, 1948: A Study in Contemporary Humanitarian Knight-Errantry, St. Martin's Press, 1989; Kati Martin, A Death in Jerusalem, NY: Pantheon Books, 1994; and Ted Schwarz, Walking with the Damned: The Shocking Murder of the Man Who Freed 30,000 Prisoners from the Nazis, Paragon House Publishers, 1991.

    6. al-Bi'na: Palumbo, pp. 168-169.
    al-Ghabisiya: Morris (1987), pp. xiv-xviii.
    al-Rama: Palumbo, p. 110.
    Arab Zahrat al-Dumayri: Morris (1987), pp. xiv-xviii, giving the name as Ad Dumeira.
    Danna: Morris (1987), pp. xiv-xviii.
    Deir al-Assad (Deir al-Asad): Palumbo, pp. 168-169.
    Ghazal: Palumbo, p. 141.
    Ijzim: Palumbo, p. 141, giving the name as Izzam.
    Jaba: Palumbo, p. 141.
    Khirbat al-Sarkas (Khirbet al Sarkas): Morris (1987), pp. xiv-xviii, giving the name as Khirbet as Sarkas.
    Najd: Morris (1987), pp. xiv-xviii.
    Nazareth: Flapan pp. 101-102.
    Qisariya: Morris (1987), pp. xiv-xviii.
    Zarnuqa: Morris (1987), pp. xiv-xviii, giving the name as Zarnuqua.
    "Standing policy": Morris (2001), p. 49-50. Morris concludes, it should be acknowledged, that the Palestinian exodus was "born of war, not of design."

    7. Childers (1971), pp. 186-187; Palumbo, pp. 61-62, 97-98.

    8. Childers (1971), p. 188; Palumbo, pp. 64, 97.

    9. Flapan, pp. 90-93.

    10. "Inferno": Leo Heiman, "All's Fair ...," Marine Corps Gazette, June, 1964, cited in Childers (1971), p. 187. "Ruthless Dynamiting": Arthur Koestler, Promise and Fulfillment: Palestine 1917-1949, London: Macmillan, 1949, p. 233.

    11. Jaffa truck bomb: Palumbo, pp. 83-84; Who Are the Terrorists? Aspects of Zionist and Israeli Terror, Beirut: The Institute for Palestine Studies, 1972, p. 17 (citing Middle East Journal, April 1948, p. 216). Semiramis Hotel: Palumbo, p. 98; Who Are the Terrorists?, p. 19 (citing The Times (London), Jan. 6, 1948). Jaffa Gate: Who Are the Terrorists?, p. 17 (citing The Times (London), Jan. 8, 1948).

    12. R. Dare Wilson, Cordon and Search: With 6th Airborne Division in Palestine, 1945-1948, Aldershot: Gale & Polden, 1949, p. 158. Reprinted Nashville: Battery Press, 1984. An Israeli source states that the true death toll at Balad Esh-Sheikh was 60. See Hadawi, p. 88, quoting an article by Israeli historian Arieh Yitzhaqi published in the April 14, 1972 issue of the Israeli newspaper Yediot Aharonot.

    13. Acre: Palumbo, p. 119, relying on reports filed by one Lieutenant Petite, a U.N. observer from France, stored at UNA (United Nations Archives) 13/3.3.1, box 13.
    al-Bi'na: Palumbo, p. 168, citing UNA (United Nations Archives) 13/3.3.1, box 11.
    Deir al-Assad (Deir al-Asad): Palumbo, p. 168, same as al-Bi'na.
    Dawayma (al-Dawayma, Duwayma, Ed-Dawayimeh): Flapan, p. 94; Gilmour, pp. 68-69; Hadawi, p. 89. The quote is from Eyal Kafkafi, "A Ghetto Attitude in the Jewish State," Davar, September 6, 1979, reprinted in Gilmour.
    Eilabun: Morris (1987), p. 229; Palumbo, p. 164.
    Khirbet al-Wa'ra as-Sauda: Morris (2001), p. 57.
    Lydda: Morris (1987), pp. 203-207; Palumbo, p. 137.
    Majd al-Kurum: Nazzal, pp. 90-93; Palumbo, p. 171.
    Safsaf: Nazzal, p. 95.
    Sa'sa: Hadawi, p. 88, quotes an article by Israeli historian Arieh Yitzhaqi, published in the April 14, 1972 issue of the newspaper Yediot Aharonot, reporting that "In this operation, which was for many years to be regarded as a model raid because of the high standard of its execution, 20 houses were blown up over their inhabitants, and some 60 Arabs were killed, most of them women and children." See also Jon Kimche and David Kimche, Both Sides of the Hill: Britain and the Palestine War, London: Secker & Warburg, 1960, p. 84.

  7. #17
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    13 Mar 2006
    Messaggi
    6,579
     Likes dati
    1,563
     Like avuti
    1,848
    Mentioned
    116 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dopo che le forze armate israeliane ebbero indotto con la forza i palestinesi a fuggire, le varie istituzioni israeliane fecero in modo di assicurarsi che non fosse possibile il loro ritorno
    Le forze armate israeliane non hanno indotto nessuno a fuggire. Al momento della proclamazine dello stato di Israele i fondatori avevano invitato esplicitamente i già residenti a rimanere, come si evince dalla dichiarazione di indipendenza che così recita "Facciamo appello - nel mezzo dell'attacco che ci viene sferrato contro da mesi - ai cittadini arabi dello Stato di Israele affinché mantengano la pace e partecipino alla costruzione dello Stato sulla base della piena e uguale cittadinanza e della rappresentanza appropriata in tutte le sue istituzioni provvisorie e permanenti". Gli arabi se ne sono invece fuggiti tutti perchè sospinti dalle promesse di guerra che la totalità degli stati arabi avevano giurato di muovere ad Israele. Convinti che avrebbero sbaragliato gli ebrei in quattro e quattr'otto. Attualmente esiste una minoranza araba con una rappresentanza neanche tanto esigua nella Knesset. Davvero uno strano modo di cacciare con la forza.

  8. #18
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    13 Mar 2006
    Messaggi
    6,579
     Likes dati
    1,563
     Like avuti
    1,848
    Mentioned
    116 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' NOTO ad ogni cervello decente che il TERRORISMO era sconosciuto agli arabi finche' non lo IMPORTARONO e PRATICARONO gli Ebrei.....
    Sì, infatti lo shaid è proprio della cultura ebraica. Vede signor IMP, Israele ha presto circoscritto epifenomeni di terrorismo come Irgun e la banda stern, i palestinesi invece i terroristi di hamas li portano al governo. E' una differenza non da poco, non crede?

  9. #19
    capaneo
    Ospite

    Predefinito

    Notare come Israele sia l'unico ad aver abbandonato terre conquistate, l'unico ad aver accettato piani internazionali di pace, l'unico a non aver cominciato guerre, l'unico ad aver proposto concretamente soluzioni negoziali per arrivare ad una pace duratura, tra le altre cose.

    Anzichè vomitare le solite idiozie, sarebbe interessante che i soliti babbei venduti alla "causa palestinese" contestassero, con altri fatti, i fatti di cui sopra.

    Degli slogan che riempiono i loro minuscoli cervelli ne ho le scatole piene...

  10. #20
    capaneo
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Palestina sia in ebraico biblico che in arabo significa "terra del filistei" (ארץ פּלשתיים erezt Pelishtiyim) e Filastīn (فلسطين).
    Non mi pare che i filistei abbiano abitato quelle terre dal 1948 in poi.
    Quell'imbecille frustrato che fu Arafat sosteneva che i Palestinesi sono i diretti discendenti dei Filistei, anzi, Filistei moderni.

    Ma, appunto, Arafat era un idiota.

 

 
Pagina 2 di 8 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Elogi all'Italia: riforme impressionanti
    Di svicolone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 82
    Ultimo Messaggio: 25-11-11, 16:54
  2. Gli impressionanti numeri della violenza israeliana.
    Di aprile crudele nel forum Politica Estera
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 24-02-07, 02:41
  3. Immigrati: dai regolari numeri impressionanti. E i clandestini?
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 31-10-04, 13:04
  4. Impressionanti parole di S. Giuseppe da Leonessa
    Di Lotario nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 25-09-03, 01:29

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito