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  1. #1
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito Sarà l'ulitmo congresso?

    Come molti di voi sapranno si è aperto il quarto congresso dei ds.

    Il mio unco interesse per questa assemblea di pdisti futuri (mi veniva da dire piduisti...) è: sarà questo l'ultimo congresso a cui assisteremo prima della creazione della Chimera, chiamato PD?

    Vi riporto due articoli dall'unità, non per la bontà degli stessi (anzi, piuttosto penosi), ma quanto per sentire da loro come stanno vivendo questo evento

    Aperto il 4° Congresso Ds Il discorso di Piero Fassino

    Wanda MarraLuce soffusa blu, flash di fotografi. Una lunga strada suoi toni cangianti del blu e dell'arancione accoglie i 1500 delegati e gli invitati al Pala Mandela di Firenze. Un vero ingresso da star per Fabio Mussi, che arriva tra i primi al congresso che segnerà la sua uscita dai Ds e viene inquadrato dal maxi-schermo, mentre saluta. Gli si fanno incontro diversi dirigenti del partito, Marina Sereni, Anna Finocchiaro, Marco Minniti e Pierluigi Bersani. Con quest'ultimo il leader della sinistra Ds ha uno scambio di battute. «Ricordati - dice Mussi - che la sinistra esiste in natura». E Bersani replica: «Lo so, non siamo così bravi da sradicarla». «Forse si poteva evitare lo scioglimento dei Ds», dichiara anche Angius arrivando. Una vera ressa per l'ingresso di Silvio Berlusconi, che per la prima volta ha accettato l'invito a partecipare alle assise della Quercia. «Se il Partito Democratico andrà avanti, credo che sia ineluttabile che anche nel blocco liberale si vada nella stessa direzione, come mi auguro». Grande accoglienza anche per un'altra presenza attesissima, quella di Epifani. Applauditissimo D'Alema, che arriva tra gli ultimi. Poi si spengono le luci. E a ritmo d'applauso il congresso accoglie il segretario.

    Comincia salutando Napolitano Piero Fassino, come un «sicuro e costante punto di riferimento per l'Italia intera». nel suo primo anno da Presidente della Repubblica. Ringrazia Ciampi e Scalfaro. Ringrazia, tra gli altri, Rutelli e Howard Dean, il leader del Partito Democratico Americano. Stringe le mani a tutti, Fassino, arrivando. Poi è la volta dell'Inno nazionale e dell'Inno alla Gioia, che tutti i leader dei Ds ascoltano, in piedi. Le prime parole sono di Vittoria Franco, coordinatrice delle donne Ds. Poi, è la volta di Caterina, una ragazza, vero simbolo dei Ds che vanno verso il Pd. «Mi chiamo Caterina ho 23 anni, ne avevo 5 quando è caduto il muro di Berlino, i primi soldi che ho guadagnato erano un euro. Sono una Fisica. Le giovani donne come me si chiedono se potranno investire sulla maternità, continuando il progetto di ricerca sul quale l'Italia ha investito». Intanto, arriva il messaggio del Presidente della Repubblica, Napolitano: «Non dimentico che con voi ho condiviso per una vita lotte, passioni e ideali politici». Poi, Fassino viene introdotto da Vittoria Franco, che lo dichiara segretario del partito, sulla base dei risultati dei congressi di sezione, che hanno dato alla prima mozione il 75% dei consensi.

  2. #2
    are(a)zione
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    La Seconda mozione ha deciso : «Ce ne andiamo»

    Simone Collini



    Dicono che i sentimenti personali contano fino a un certo punto, che sono le valutazioni politiche che devono guidare le scelte. Dicono che sono sereni nonostante il passo che stanno per compiere, e che anzi solo in questo modo possono rimanere fedeli ai valori in cui hanno sempre creduto in questi trenta, quaranta, cinquanta anni di militanza. Dicono tutto questo e però poi a volte è una pausa che si prolunga a dire qualcosa in più, o uno sbuffo di fumo e la sigaretta gettata lontano chiudendo la frase. I 250 delegati della mozione Mussi si sono incontrati ieri sera a Firenze. Pci, Pds, Ds, i nomi cambiavano ma la storia era quella, e loro c'erano. Oggi si apre il congresso della Quercia, l'ultimo. Domani ci sarà il Partito democratico, e loro non ci saranno. Perché, dicono i sentimenti contano fino a un certo punto.
    "Vado al congresso con spirito sereno", dice Gianni Zagato il giorno della vigilia. Mussi gli ha affidato il non facile incarico di coordinatore organizzativo della mozione. "Certo, ho passato tanti anni in questo partito, ma pur nel dolore della separazione sono convinto che questo sia l'unico modo per far sì che tutto quello in cui ho creduto non si perda. Sono convinto che si ricollocherà nella strategia futura a cui dobbiamo lavorare, quella di riunificare le forze di sinistra oggi divise". Negli anni 80 era a Torino con Fassino segretario, ricorda: "Mi lega a lui un affetto personale, che durerà. Ma questo non mi impedisce di compiere la mia scelta".

    Quello che fa male, ai delegati della seconda mozione, è sentirsi chiamare scissionisti. Fa male a Mussi, che non ne fa mistero con i suoi. "Passo per scissionista", diceva con amarezza l'altro giorno, dopo aver sentito in tv il direttore del Tg1 Gianni Riotta dire che probabilmente così può contare su una maggiore visibilità. "Scissionista", pausa. "Quarantadue anni per la sinistra", pausa. "Ho vissuto come uomo libero e disciplinato, ma guai quando nei partiti la regola diventa il conformismo". Ai delegati ha ripetuto ieri quello che ha ripetuto nei mesi e anche anni addietro. Era alla manifestazione di lancio della cosiddetta Camera di consultazione permanente, due anni fa, quando disse per la prima volta: "Se fate il Pd, io non ci sarò". Quello che lo amareggia è anche che qualcuno abbia pensato che si trattasse di tattica. "Scissionista", pausa. "Non riesco a rassegnarmi all'idea che la sinistra italiana si riduca a correnti personalizzate in un nuovo partito. Non un partito nuovo, un nuovo partito".

    Carlo Leoni è con lui. "E' chiaro che provo un grande dispiacere", dice il vicepresidente della Camera. "Ma non per quello che facciamo noi, ma perché viene a mancare il mio partito. Una comunità fatta partito, che non ci sarà più. Il giorno più duro, per me, è stato quando si sono conclusi i congressi di sezione, quando ho capito che la fine dei Ds era segnata". Non che non se lo aspettasse un risultato più o meno simile, ma fino all'ultimo ha messo in conto una mossa da parte della maggioranza che potesse consentire una ripresa del dialogo. Così non è stato, e ora dice che guarda al futuro "con voglia di cominciare a rimboccarsi le maniche per realizzare questa impresa, che non sarà facile ma che è necessaria": "Se il Pd nasce con a sinistra l'attuale frammentazione non avremo un centrosinistra forte. Se viceversa ci sarà una forza consistente e di governo sarà un bene per tutti". Per questo i sostenitori della seconda mozione chiedono "rispetto" per la loro scelta e il riconoscimento che quanto stanno per fare ha "pari dignità" rispetto al progetto del Pd.

    Di paragoni con la Bolognina e con le ragioni allora avanzate dal Prc non ne vogliono neanche sentir parlare. "La separazione è una scelta difficile ma inevitabile", dice Fulvia Bandoli. Allo scorso congresso era la prima firmataria della mozione ecologista. Oggi ha firmato la mozione Mussi. "Non si può stare dentro il Pd senza convinzione, come ci starei io. La mia decisione è ben meditata, sono tre anni che discutiamo questo progetto. Sono quarant'anni che sto in questo partito, e sono sempre stata nella minoranza. Ma non mi ci sono mai sentita a disagio perché anche da questa posizione sono riuscita a vincere battaglie importanti. Ma quello che si sta per fare oggi non è una trasformazione, è un altro partito. Non di sinistra. E io non ci posso stare".

  3. #3
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    A rigor di logica ci sarebbe anche una terza mozione, ma Angius conta poco.

  4. #4
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    Si, dopo la scelta di Mussi la strada è aperta per fare il PD.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Si, dopo la scelta di Mussi la strada è aperta per fare il PD.
    Da quello che però ho capito, e correggimi se sbaglio, il correntone si staccherà, quindi il PD partirà già menomato.

    Non capisco allora come potranno toccare la quota minima del 25% che si sono prefissi.

  6. #6
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Da quello che però ho capito, e correggimi se sbaglio, il correntone si staccherà, quindi il PD partirà già menomato.

    Non capisco allora come potranno toccare la quota minima del 25% che si sono prefissi.
    Sulle percentuali non mi sbilancio, di solito però le scissioni a sinistra portano via più militanti che voti.

    Quindi, se si sgancia un quarto dei militanti dovrebbe andar via un 3% di voti... il 25% è teoricamente un obiettivo raggiungibile.

    In compenso, lo sfilarsi di tanti militanti rende meno schiacciante la prevalenza dei diessini sulla Margherita. Quest'ultima, con le sue ben note capacità di tesserare, dovrebbe essere in grado di "pesare" numericamente quanto i DS nei futuri equilibri interni nel PD. Se ci pensi, è il solo modo per fare un partito tra due soggetti: devono avere lo stesso peso, altrimenti diventa un'annessione (e questo spiega perchè la Margherita da qualche tempo è molto tiepida sul PD).

    Ora bisogna vedere dove andranno questi "militanti in libertà" ma qualche idea ce l'ho...

  8. #8
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    L'Ansa ne da ampio risalto in uno speciale

    http://www.ansa.it/main/notizie/rubr...133251873.html

  9. #9
    are(a)zione
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    [quote=Ragioniamo!;5624025]Sulle percentuali non mi sbilancio, di solito però le scissioni a sinistra portano via più militanti che voti.

    Quindi, se si sgancia un quarto dei militanti dovrebbe andar via un 3% di voti... il 25% è teoricamente un obiettivo raggiungibile.

    In compenso, lo sfilarsi di tanti militanti rende meno schiacciante la prevalenza dei diessini sulla Margherita. Quest'ultima, con le sue ben note capacità di tesserare, dovrebbe essere in grado di "pesare" numericamente quanto i DS nei futuri equilibri interni nel PD. Se ci pensi, è il solo modo per fare un partito tra due soggetti: devono avere lo stesso peso, altrimenti diventa un'annessione (e questo spiega perchè la Margherita da qualche tempo è molto tiepida sul PD).

    Ora bisogna vedere dove andranno questi "militanti in libertà" ma qualche idea ce l'ho... [/quote]



  10. #10
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    i democristiani sono stati, ed ancora sono, veramente forti e capaci: non solo hanno decisamente sconfitto il pci-pds-ds, (verrà chiamata implosione anche questa cosa quà?), non solo per anni si sono alleati con l'ex pci e facendo listoni comuni sono riusciti a far eleggere i propri candidati in numero decisamente superiore ai propri voti, (provate a controllare le elezioni nei comuni provincie e regioni, addirittura nel 2001 a fronte di una diminuzione dei consensi la margherita aumentò gli eletti) adesso prenderanno ufficialmente possesso di ciò che sarà rimasto del pci.
    La dc con tutti i vecci capoccioni ha combattuto per 50 il pci riuscendo solo a farlo diventare più grande, adesso i "nuovi democristiani" hanno cambiato tattica ed i risultati sono arrivati, con una quindicina di anni non solo hanno demolito il pci facendogli prima rinnegare le proprie idee, poi il nome, poi ancora il simbolo, ed ora facendogli chiudere bottega. ( botteghino?), ma adesso si spartiranno anche le spoglie ( voti e militanti).
    Pronti per le scommesse sul primo "vero" segretario del pd.
    ciao
    mao

 

 
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