Va bene. Il Partito democratico si chiamerà pure così sull’onda del richiamo americano, e si ispirerà pure al nome del più antico partito statunitense, vale a dire i Franklin Delano Roosevelt e dell’anticomunista Truman.
Se lo dice il Corriere della Sera, sarà senz’altro così.
E va benissimo che il giornale di via Solferino abbia dedicato un editoriale del proprio direttore al congresso di scioglimento dei diesse, il quale costituisce il primo passo verso il partito nuovo. Era il minimo.
E’ un congresso importante.
Ed è importante sapere che i diesse, i quali si trovano un’altra volta in procinto di, sono già tutti filoamericani, però ancora non lo sanno, e in ogni caso prima o poi se ne accorgeranno. Se il Corriere lo scrive, sarà senz’altro vero.
Così come è importante sapere che Fassino voglia vedere Ciampi nel Pd.
E altrettanto importante conoscere la partita di Veltroni dietro le quinte.
Perché tutto, di questo congresso, sembrerebbe importante. Che suona normale.
Ma il problema è un altro.
Il problema sarebbe di capire perché Repubblica lo abbia considerato talmente secondario da non farne parola.
Da il Foglio del 20 aprile
saluti




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