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  1. #11
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    una domanda... accettare che uno storico parli di camere a gas, campi di concentramento, di cifre... è da censurare...? e perchè quando vi è un prof, un comunista come Moffa, l'invita a parlare e chiede una semplice adesione, qualcuno rifiuta? questione di convenienza politica?... spiegatemi!

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Sanculotto Visualizza Messaggio
    una domanda... accettare che uno storico parli di camere a gas, campi di concentramento, di cifre... è da censurare...? e perchè quando vi è un prof, un comunista come Moffa, l'invita a parlare e chiede una semplice adesione, qualcuno rifiuta? questione di convenienza politica?... spiegatemi!

    perchè un conto è negare le camere a gas e un conto è revocare l'unicità dell'olocausto.

    io ad esempio non sottoscriverei.

    ma faurisson è uno storico? come buttiglione che è un filosofo...

  3. #13
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    caro vongola, fai come credi, io sottoscrivo, io son "revisionista", io riconosco a Moffa un coraggio maggiore di tanti che cianciano di libertà e poi nel momento di accettare semplicemente il diritto che possa esprimersi, sceglie la comodo strada dei mille dilemmi! lascio perdere il paragone, francamente assolutamente fuori luogo, e se poi vuuoi sentirtelo dire, si Faurrison è più "storico" dei soloni universitari che si spacciano per tali... cmq cari compagni, immaginavo una tale levata di scudi... meglio così, cmq sappiate cari fratelli del forum che i comunitaristi teramani, hanno firmato l'appello, e se sarà necessario aiuteranno il prof Moffa su questo tema, ovviamente saranno presenti ad ascoltare Faurrison... viva sempre, la diversità di vedute su alcuni temi...

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Sanculotto Visualizza Messaggio
    caro vongola, fai come credi, io sottoscrivo, io son "revisionista", io riconosco a Moffa un coraggio maggiore di tanti che cianciano di libertà e poi nel momento di accettare semplicemente il diritto che possa esprimersi, sceglie la comodo strada dei mille dilemmi! lascio perdere il paragone, francamente assolutamente fuori luogo, e se poi vuuoi sentirtelo dire, si Faurrison è più "storico" dei soloni universitari che si spacciano per tali... cmq cari compagni, immaginavo una tale levata di scudi... meglio così, cmq sappiate cari fratelli del forum che i comunitaristi teramani, hanno firmato l'appello, e se sarà necessario aiuteranno il prof Moffa su questo tema, ovviamente saranno presenti ad ascoltare Faurrison... viva sempre, la diversità di vedute su alcuni temi...
    Scusa, ma di quale levata di scudi parli? Qui non ne abbiamo ancora parlato e già te ne esci così? Calma, calma, più calma. Prima di fare c'è bisogno di analizzare la realtà. Io sto cercando di capire di cosa si tratti, al di là di far parlare Faurisson. Poi deciderò autonomamente, come avete fatto voi.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Sanculotto Visualizza Messaggio
    caro vongola, fai come credi, io sottoscrivo, io son "revisionista", io riconosco a Moffa un coraggio maggiore di tanti che cianciano di libertà e poi nel momento di accettare semplicemente il diritto che possa esprimersi, sceglie la comodo strada dei mille dilemmi! lascio perdere il paragone, francamente assolutamente fuori luogo, e se poi vuuoi sentirtelo dire, si Faurrison è più "storico" dei soloni universitari che si spacciano per tali... cmq cari compagni, immaginavo una tale levata di scudi... meglio così, cmq sappiate cari fratelli del forum che i comunitaristi teramani, hanno firmato l'appello, e se sarà necessario aiuteranno il prof Moffa su questo tema, ovviamente saranno presenti ad ascoltare Faurrison... viva sempre, la diversità di vedute su alcuni temi...
    e chi se ne frega se avete firmato.
    Il diitto alla libertà di espressione è una cosa. Giocare con nazisti o paranazisti e 'socialisti' è un'altra!

    Firmate, anzi organizzate una bella conferenza anche voi con qualche piduista amerikano filofascista ora convertitosi al diritto dei popoli.

    Non avete capito un cazzo, ma è tipico di chi vive nell'ideologia e nella realtà difficilmente esce dal quartiere... facendo così non aiutate la causa palestinese, aiutate soltanto i sionisti a gridare al pericolo antisemita e i nazisti a dire le loro cazzate negazioniste

    contenti voi...

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da vongola Visualizza Messaggio
    e chi se ne frega se avete firmato.
    Il diitto alla libertà di espressione è una cosa. Giocare con nazisti o paranazisti e 'socialisti' è un'altra!

    Firmate, anzi organizzate una bella conferenza anche voi con qualche piduista amerikano filofascista ora convertitosi al diritto dei popoli.

    Non avete capito un cazzo, ma è tipico di chi vive nell'ideologia e nella realtà difficilmente esce dal quartiere... facendo così non aiutate la causa palestinese, aiutate soltanto i sionisti a gridare al pericolo antisemita e i nazisti a dire le loro cazzate negazioniste

    contenti voi...
    Vongola,
    come detto a Il Sanculotto, non potete azzannarvi in questa maniera. Dovete essere assolutamente più calmi e riflessivi. Non si può tagliare la realtà con l'accetta in questo modo!

    Inoltre, sarebbe il caso che si parlasse al singolare, perché quel "voi" stona e non poco. Davvero.

    Per quel che riguarda il contenuto del tuo post, non mi esprimo, perché non mi piace il tono e quindi evito di entrare in polemica.

    Regolatevi.

  7. #17
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    L'Olocausto come risorsa politica

    Amira Hass

    testo originale inglese: http://www.haaretz.com/hasen/spages/849669

    Il cinismo inerente all'atteggiamento delle istituzioni dello stato ebraico verso i sopravvissuti all'Olocausto non costituisce una rivelazione, per coloro che sono nati e vivono fra loro. Siamo cresciuti sbadigliando di fronte al gap fra la presentazione dello stato di Israele come il luogo della rinascita del popolo ebraico ed il vuoto esistente per ogni sopravvissuto all'Olocausto, e per la sua famiglia. La 'riabilitazione' personale dipendeva dalle circostanze di ciascuno: i più forti verso gli altri, che non trovavano sostegno dalle istituzioni statali. Negli anni '50 e '60 abbiamo visto il disprezzo verso i nostri genitori 'per essere andati come pecore al macello' e la vergogna dei nuovi ebrei, i sabra, per i loro parenti sfortunati della diaspora.
    Si può sostenere che nei primi due decenni gran parte di questo atteggiamento potesse essere attribuito alla mancanza di informazione ed all'incapacità, estremamente umana, di comprendere il pieno significato del genocidio industriale perpetrato dalla Germania. Ma la consapevolezza degli aspetti materiali dell'Olocausto è iniziata molto presto; le istituzioni ebraiche e sioniste hanno iniziato, nei primi anni '40, a discutere la possibilità di richiedere riparazioni. Nel '52 è stato firmato con la Germania l'accordo per le riparazioni, in base al quale questa acconsentiva a pagare centinaia di milioni di dollari ad Israele, onde coprire i costi per assorbire i sopravvissuti e pagare perché fossero riabilitati. L'accordo obbligava la Germania pure a compensare i sopravvissuti individualmente, ma la legge tedesca differenziava fra coloro che appartenevano alla 'cerchia culturale tedesca' e gli altri. Coloro che erano in grado di provare un rapporto con la cerchia superiore hanno ricevuto somme più alte, anche se erano emigrati dalla Germania in tempo. I sopravvissuti ai campi di concentramento, esterni alla 'cerchia', hanno ricevuto la ridicola somma di 5 marchi al giorno. I rappresentanti israeliani hanno mandato giù la distorsione. Questo fa parte delle radici del cinismo finanziario esposto oggi ai media, a causa dei seguenti motivi: l'età avanzata ed il declino della salute dei sopravvissuti, il voluto indebolimento del welfare, la presenza di sopravvissuti dell'ex Unione Sovietica che non sono inclusi nell'accordo sulle riparazioni, l'attivismo mediatico di organizzazioni assistenziali non governative, il gradito arruolamento di giornalisti che si occupano di questioni sociali.
    Questi sono turbati dal divario fra l'appropriazione ufficiale dell'Olocausto, percepita in Israele come comprensibile e giustificata, e l'abbandono dei sopravvissuti. Trasformare l'Olocausto in una risorsa politica serve ad Israele in primo luogo nella lotta contro i palestinesi. Quando su un piatto della bilancia c'è l'Olocausto, insieme alla coscienza (giustamente) colpevole dell'Occidente, l'espulsione dei palestinesi dalla loro terra, nel '48, è minimizzata ed offuscata.
    L'espressione 'sicurezza per gli ebrei' è stata consacrata come sinonimo esclusivo di 'lezione dell'Olocausto'. E' ciò che permette ad Israele di discriminare in modo sistematico contro i cittadini arabi. Da 40 anni, è la 'sicurezza' a giustificare il controllo della Cisgiordania e di Gaza, nonché di coloro che sono stati privati del diritto di vivere insieme agli abitanti ebrei, cittadini israeliani carichi di privilegi.
    La sicurezza serve a creare un regime di separazione e discriminazione su base etnica, di stile israeliano, sotto gli auspici di 'colloqui di pace' che vanno avanti in eterno. Trasformare l'Olocausto in una risorsa permette ad Israele di presentare tutti i metodi palestinesi di lotta – persino quelli disarmati - come un altro anello nella catena antisemita che culmina ad Auschwitz. Israele ottiene per se la licenza di presentare un numero sempre maggiore di tipi di barriere, muri e torri di guardia militari intorno alle enclave palestinesi.
    Separare il genocidio del popolo ebraico dal contesto storico del nazismo e dal suo scopo di uccidere e soggiogare, e dalla serie di genocidi perpetrati dall'uomo bianco fuori d'Europa, ha creato una gerarchia fra le vittime, in cima alle quali stiamo noi. I ricercatori sull'Olocausto e l'antisemitismo cercano balbettando le parole, quando a Hebron lo stato porta avanti la pulizia etnica tramite i propri emissari, i coloni, e ignorano le enclave ed il regime di separazione che sta instaurando. Si denuncia come antisemita, se non come negatore dell'Olocausto, chiunque critica le politiche israeliane verso i palestinesi. Assurdamente, il delegittimare ogni critica ad Israele rende solo più difficile respingere le futili equazioni fra la macchina omicida nazista ed il regime israeliano, che discrimina ed occupa.
    A ragione, la denuncia dell'abbandono istituzionale dei sopravvissuti è trasversale. La trasformazione dell'Olocausto in una risorsa politica, da usare nella lotta contro i palestinesi, è nutrita dal medesimo cinismo ufficiale, ma su questo vi è consenso.

    (traduzione di Paola Canarutto)

    http://www.mastermatteimedioriente.i...aaretzhass.pdf

  8. #18
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    DALLE PAROLE AI FATTI
    CONFERENZA
    DEL PROF. ROBERT FAURISSON
    A TERAMO
    Cinque anni di galera a Zuendel per aver scritto un libro. Uno ad Irving per aver fatto un discorso. Processi a catena a Robert Faurisson, dal 1981 ad oggi. Jurgen Graf in esilio a Mosca. Se sei d’accordo con tutto questo non firmare. Ma se, pur senza conoscere o condividere le posizioni dei cosiddetti “negazionisti” pensi che non si può processare e mettere in galera una persona per le sue opinioni – quali che siano - se credi ancora e fino in fondo agli art. 21 e all’art. 33 della Costituzione italiana e alla Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, allora sottoscrivi questa breve dichiarazione.
    E’ un gesto forse di coraggio, sicuramente di civiltà e di intelligenza politica: solo chi sragiona privilegiando la propria (presunta) “purezza” politica – il campo di appartenenza giammai da “contaminare” col fronte opposto – non può capire, per deficienza di comprensione, che il rischio che incombe su tutti i cittadini italiani ed europei di qualsiasi credo politico è l’imbavagliamento di tutti e l’edificazione di un orribile sistema totalitario che per le sue dimensioni e per la sua ipocrita immagine “democratica” non ha precedenti nella storia.
    Firma contro i mass media a pensiero unico, contro le leggi liberticide che infangano e distruggono l’Europa delle libertà borghesi e socialiste, contro l'imbavagliamento dell'insegnamento di ogni ordine e grado, contro tutti gli integralismi, contro l’idiozia e lo squallido opportunismo dilaganti a destra e a sinistra nei ceti politici e intellettuali.
    Viva la libertà!
    (coreggo il precedente "libbertà", che comunque non era un errore, ma la libertà di Pasquino,
    ieri contro il "Papa re", ed oggi anche contro il Rabbino - e se del caso, l'imam)
    Apprendiamo che il prof. Robert Faurisson è stato invitato a svolgere una conferenza all'Università di Teramo. Senza entrare nel merito dell'analisi dei fatti proposti dallo studioso francese, crediamo che i principi di libertà di opinione, libertà accademica, libertà di ricerca storica garantiti dalla Costituzione italiana, dal Trattato costituzionale europeo e dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo, rendano pienamente legittima questa iniziativa didattica.

    Claudio Moffa (Univ. Teramo), avv. Augusto Sinagra (Univ. Roma “La Sapienza”, Roma), avv. Francesca Fragale (Roma), avv. Nino Marazzita (Roma), avv. Elvio Fortuna (Teramo), avv. Giovanna Lombardi (Roma), avv. Pasquale Vilardo (Roma), avv. Andrea Benzi (Milano), avv. Luca Tadolini (Bologna), Paolo Matthiae (Università di Roma “La Sapienza”), Franco Cardini (Univ, Firenze), Umberto Melotti (Univ. Roma La Sapienza), Umberto Bartocci (Univ. Perugia), Domenico Caccamo (Univ. Roma La Sapienza), Claudio Zanchì (Univ. Roma La Sapienza), Giulio Vignoli (Univ. Genova), Andrea Catone, Antonio Caracciolo (Univ. Roma La Sapienza), Paolo Bargiacchi (Univ. Palermo), Gianfranco La Grassa (ex Univ. Venezia), Luigi Copertino (Associazione Identità Italiana di Franco Cardini), Alessandro Aruffo (studioso dell'Islam, saggista), Mauro Manno (studioso del Medio Oriente, saggista), Giancarlo Paciello (studioso del Medio Oriente, saggista), Claudio Rossano (Univ. Roma La Sapienza), Anna Lucia Valvo (Univ. Kore Enna), Massimo Panebianco (Univ. Salerno), Angela Di Stasi (Univ. Salerno), prof. Domenico Sebastianelli, Gianfranco Lami (Università di Roma “La Sapienza”), Alberto Marino (Univ. Teramo), Massimiliano Ferrara (Dottore di Ricerca Univ. Siena), Enrico Galoppini (Università di Torino), Amb. Mario Scialoja (Roma), Luigi Copertino (giornalista pubblicista, respons. per l'Abruzzo dell'Associazione Culturale Identità Europea, presidente Franco Cardini), Tiberio Graziani (Univ. di Perugia), Susanne Scheidt (giornalista, Milano), Dott. Saverio Ciraci (dirigente industriale), Giulio Bonali (medico), Vincenzo Cialini (studente universitario/lavoratore, direttivo della sezione di Giulianova del Partito dei Comunisti Italiani), Fernando Pelino, Marco Massignan (scrittore), Alessandro Bellucci (Siena), Costanzo Preve (studioso di filosofia, Torino), Davide D'Amario e Manuela Graziani (Teramo), Sebastiano Cosenza (libero professionista), Daniele Scalea (studente universitario), Carlo Cruciani, Giovanni Palmulli, Nico Perrone (Univ. di Bari), Dominique Bendo Soupou (Univ. di Salerno), Paolo Pioppi (www.pasti.org), Laura Ciacci e Andrea Del Grosso (Siena)
    LE NUOVE ADESIONI (6 maggio 2007)
    amb. Mario Napoletano, Pascal Junod (avvocato, Parigi), Renato Pallavidini (insegnante di filosofia e storia), Marcello Bernacchia (scrittore), Federico Roberti (Bologna), Eduardo Zardelli (editore), Sergio Finardi (ricercatore e saggista, collaboratore de il manifesto), Antonio Fino (giornalista), Gianfranco Damiani (insegnante), Stefano Taddei (consulente - Ass. Identità Europea di F.Cardini), Francesco Mario Agnoli (magistrato, Ravenna), Adolfo Moranti (psicoterapeuta Rimini - Ass. Identità Europea), Daniela Gambini (Univ. di Perugina - Ass. Identità Europea di F.Cardini), Claudio Mutti (editore di Faurisson in Italia), Daniela Braceschi (docente Scuola superiore Piacenza - Ass. Identità Europea), Delio Napoleone (vicepresidente nazionale Piccola Industria, Pescara - Ass. Identità Europea), Gilberto Moretti (Ass. Identità Europea – Rovigo), Salvatore Torre (psichiatra, Vicenza - Ass. Identità Europea), Marcello Pernacchia (scrittore), Stefano Gussoni (Busto Arsizio - Ass. Identità Europea di F.Cardini), Matteo Sabba (studente . Ass. Identità Europea), Stefania Gallicchio (impiegata - Ass. Identità Europea), Simona Garruppa(Ass. Identità Europea), Giovanni Mariscatti (dirigente scolastico, Piacenza - Ass. Identità Europea), Giovanni Poggiali (imprenditore - Ass. Identità Europea), Luigi Pedrone(dipendente P.A - Ass. Identità Europea), Stefano Gussoni (operatore socio-culturale, Busto Arsizio - Ass. Identità Europea), Stefania Gallicchio (impiegata - Ass. Identità Europea), Maria Cristina Ceoldo (Ass. Identità Europea), Angelica Ceoldo (Ass. Identità Europea), Alessandro Angelucci (laureato in storia, Pescara - Ass. Identità Europea), Tommaso Alberto Figliuzzi, Antonio Grego (studente Univ. Terni),

  9. #19
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    Distinguerei. La libertà di espressione e di parola è sacrosanta, specialmente in una fase come questa in cui l'equazione dissenso=terrorismo è così semplic.
    Poi si potrà anche dire che personaggi come Faurisson ed Irving sono dei cialtroni, senza nessuna dignità storiografica e politica, o no?
    Altro è discutere dell'uso politico dell'olocausto. Il libro di Finkelstein, L'industria dell'olocausto, testo attaccato da molte comunità ebraiche, ma per nulla antisemita, è un testo essenziale da questo punto di vista

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da saitnt just Visualizza Messaggio
    Distinguerei. La libertà di espressione e di parola è sacrosanta, specialmente in una fase come questa in cui l'equazione dissenso=terrorismo è così semplic.
    Giusto.

    Poi si potrà anche dire che personaggi come Faurisson ed Irving sono dei cialtroni, senza nessuna dignità storiografica e politica, o no?
    Non sono concorde. A prescindere dalle opposte idee politiche dei due da te citati, cosa che nel contesto non c'entra nulla, bisogna confutare le tesi storiografiche non l'autore della tesi.

    Altro è discutere dell'uso politico dell'olocausto. Il libro di Finkelstein, L'industria dell'olocausto, testo attaccato da molte comunità ebraiche, ma per nulla antisemita, è un testo essenziale da questo punto di vista
    Non ci sono dubbi su questo.

 

 
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