Da questo articolo de la Padania emerge un rosicamento da ogni riga..
Altro che “scippo” Europei. Colpo di mano del ministro Rutelli
Il Festival del Teatro? A Napoli ovviamente
Eancora c’è chi piange per il presunto “scippo” degli Europei. All’Italia bisognava darli, mica a Polonia e Ucraina che non hanno i titoli e i mezzi e le strutture. Bum! Di fronte a cotanto “scandalo” i notabili dello sport italiota potranno confrontarsi con i parigrado della cultura e dello spettacolo tricolore. Perché se “scippo” c’è stato per l’assegnazione degli Europei di calcio, come definire quanto avvenuto per la “Festa del teatro italiano”? Assegnata con benedizione pubblica del ministro Rutelli a chi? A Napoli.
Quindici erano le città in lizza, tra esse Milano. Una candidatura sostenuta in coro - al di là di ogni bandiera politica - da Comune, Regione e Provincia. Perché Milano è la piazza più importante d’Italia per il teatro, quella che - cifre alla mano - porta più spettatori nelle sale, quella che conta un numero altissimo di istituzioni di livello mondiale come di piccole realtà di quartiere. Insomma, se la meritocrazia conta...
Ma la meritocrazia, ahinoi, non conta. E quindi siamo qui a veder premiata Napoli. Qualcuno dirà, è la patria di Eduardo De Filippo e della farsa. È la patria di Pulcinella. Certo, e allora che dire di Venezia, la culla di Goldoni e della Commedia dell’Arte? Si è guardato ai progetti, dice il Ministero. Quello di Napoli era, ma guarda un po’, all’insegna “della fantasia”. E poi dei “giovani”, parola ormai che vuol dire tutto e niente tanto è diventata categoria indefinita. Poi Rutelli spiega che di quattro progetti rimasti in lizza (Milano, Venezia, Genova e Napoli) si era passati a due (Genova e Napoli) e che sì «Genova aveva qualcosa in più dal punto di vista organizzativo. Napoli ha vinto per la visione del festival incentrato sulla fantasia». Appunto. Una fantasia molto concreta: 5 milioni di euro per tre anni messi a disposizione dalle casse dello Stato.
Siamo alle solite. Dopo la Festa del cinema di Roma, messa lì a concorrere alla tradizione di Venezia, ora viene premiata Napoli, unica città del Sud su quattro finaliste. Sarà un caso? Temiamo di no. Milano (e Venezia, e Genova) come al solito dovrà lasciar da parte le fantasie e rimboccarsi le maniche per, una volta di più, celebrarlo da sé il suo teatro e il suo lavoro. A Napoli gli onori (e gli euro). Quanto agli oneri, beh è tutto da vedere. Che sia uno scherzo da Pulcinella?
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