Posto lo stralcio di un articolo di Papini dul'università, di quasi 100 anni fa, ma drammaticamente attuale
"L'importante, per me, è che l'Università non sia, come oggi, una manifattura statale di candidati al rimbecillimento o all'impiego - dove, col pretesto della compiuta scienza, si costringono le sciagurate vittime all'ingurgitamento di troppe e troppo inutili cose; dove gl'insegnamenti più idioti e mortificanti hanno il sopravvento, per la loro parvenza di esattezza e di serietà, sui più formativi ed eccitanti; dove i professori più dotti credono di aver compiuto tutto il loro dovere quando hanno snocciolato in cinquanta porzioni una zavorra di notizie che lo studente, appena l'esame lo libera, non può far di meglio che dimenticare; dove la stanca e vile vecchiaia fa le sue vendette sullo spirito della giovinezza, colla complicità del Santo Regolamento.
Ma ricordatevi qualche volta - chiarissimi professori - che i giovani chiedono il divino sapere e non la pretta erudizione; chiedono cordialità, generosità ed amore e non le freddezze della burocrazia; chiedono la libertà dello spirito e non la servitù della lettera; chiedono la vita e non la morte."
Giovanni Papini, aprile 1913




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