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ma l'articolo cosa dice?


Perché
Berlusconi
è diventato
"buono"?
Ritanna Armeni
Igiornali e l'opinione pubblica di centro destra si sono interessati nei giorni scorsi alla seguente questione: perché Berlusconi è diventato "buono"? A che cosa è dovuto il nuovo atteggiamento del leader di Forza Italia che si è profuso in complimenti ai congressi di Ds e Margherita, non attacca più frontalmente il governo Prodi ed è arrivato addirittura a fare un cenno di autocritica per il modo in cui si è comportato qualche anno fa nei confronti di Enzo Biagi? Davvero straordinaria la metamorfosi del cavaliere che fino a ieri invocava la spallata, faceva continui riferimenti ai fax che arrivavano nella sede di Forza Italia chiedendo di far cadere il governo, ne prevedeva la fine entro qualche settimana o qualche mese, e oggi dispensa sorrisi e pacche sulle spalle ai suoi avversari
Certo, all'origine di questo cambiamento ci può essere un calcolo tutto interno al Polo. In questo modo Berlusconi pensa di togliere ruolo e possibilità al moderato Casini, che si è ribellato all'ordine della casa delle libertà e al suo leader indiscusso. Ci può essere la voglia di interrompere la spirale della demonizzazione. Tutto questo può essere vero, ma alla base del nuovo comportamento del cavaliere c'è probabilmente un ragionamento ed un calcolo tutto politico di cui si deve tener conto.
Berlusconi e la parte più riflessiva del centro destra ha capito che il governo Prodi non cadrà tra breve. La ripresa economica, se pure modesta, lo aiuta, i contrasti di politica estera per il momento paiono superati, il processo per il partito democratico è avviato. Nulla lascia presagire che Prodi nei prossimi mesi possa indebolirsi. Salvo ovviamente avvenimenti imprevedibili.
Ma - e qui comincia la seconda parte della riflessione di Silvio Berlusconi - nel centro sinistra ci sarà il partito democratico, una forza più moderata , più attenta alle sirene del centro, meno affezionata all'attuale maggioranza. Nel quale non sono pochi coloro che pensano che l'attuale alleanza con la sinistra radicale non è conveniente e strizzano l'occhio ai centristi della casa delle libertà. Non è stato Franco Marini popolare della Margherita a dire che "le alleanze non sono eterne"? Nel partito democratico non sono pochi neppure i fautori delle larghe intese, coloro che pensano che il paese sarebbe governato meglio con un accordo con Forza Italia. In conclusione per il capo dell'opposizione è sul partito democratico che bisogna puntare per far esplodere la contraddizione fra la parte moderata e la parte radicale dell'Unione, per emarginare la sinistra radicale e per entrare di nuovo nel gioco politico.
Non è un ragionamento privo di consistenza. E non sono pochi coloro che in Forza Italia lo sostengono affermando tranquillamente che oggi c'è più possibilità di intesa sui contenuti fra il futuro partito democratico e Forza Italia di quanta non ce ne sia fra le forze che compongono l'Unione.
Naturalmente il calcolo e il ragionamento politico del cavaliere si basano su un'omissione o su una sottovalutazione: il ruolo della sinistra, di quell'insieme di forze che, dopo l'avvio del processo per il partito democratico, si è arricchita della presenza di gran parte della sinistra Ds e che ha manifestato l'intenzione di costruire un nuovo soggetto politico.
Non è la prima volta che i leader del centro destra che demonizzano la sinistra, ne sottovalutano le capacità di impatto, di aggregazione, la ricerca dell'unità. Anche al momento della formazione del governo Prodi erano pronti a scommettere sull'impossibilità che la sinistra radicale riuscisse a sostenere l'esecutivo. E oggi pensano che di fronte ad un insieme di partiti e di formazioni di piccole dimensioni la maggior parte del partito democratico punterà su un cambiamento che liberi il governo da partiti scomodi e rissosi. Chissà, forse anche questa volta Silvio Berlusconi ha fatto un calcolo sbagliato. Il processo che senza fanfare, senza grandi proclami, ma con una giusta fretta, si sta avviando a sinistra, potrebbe mandare all'aria i suoi calcoli.
29/04/2007

