senza di lui quella pazza inter, a proposito, "amala" avrebbe potuto benissimo vincere 13 scudetti....grazie a Dr.Zoidberg, un amico, da non confondersi con dott.Zoidberg, che gentilmente mi ha concesso la sua indagine![]()
IL SISTEMA INTER
di Emilio Cambiaghi
Nell’estate di fuoco del 2006 si è fatto tanto parlare di quell’associazione pseudomassonica, definita “Sistema Moggi”, in grado di controllare senza contrasti il mondo del pallone italiano. Un’organizzazione talmente ramificata e invasiva che non è stata nemmeno riconosciuta dai giudici (sic) di Calciopoli ma che è comunque entrata nella memoria collettiva del tifosame medio, quello, per intenderci, che si nutre di rosei fogliacci e di sciabolate telecronistiche.
Ma se questo famigerato Sistema Moggi è entrato a far parte del sentire comune ed è stato elevato ad alibi universale dalla multitudo antibianconera, esiste anche un altro “sistema”, forse meno chiacchierato, ma quanto mai reale e influente. È il “Sistema Inter”, quello dei lamenti, dei complotti, degli arbitri che sono sempre per gli altri, quello del “noi siamo gli unici onesti”. Ma è un sistema fallace, buono solo per confermarsi al bar, tra un bicchiere e l’altro, che la Juve ruba.
È un sistema che come caposaldo ed etichetta ha scelto questa frase: “meglio secondi che vincere da juventino”. Ma proprio in quell’orgoglioso motto è già contenuto l’errore decisivo, il vizio di forma che relega il sistema ad autoconsolazione mutualistica tra tifosi in depressione. Infatti a mostrare la contraddizione dello slogan sopraccitato ci pensa la storia stessa della società: che l’ultimo scudetto (reale) interista risalga al 1989 lo sanno anche i muri, ma quante volte l’Inter è arrivata seconda? Quante volte è stato possibile a un tifoso della Beneamata esclamare “meglio secondi”? Quante volte l’Inter è stata capace di lottare fino in fondo in una competizione? Perché un conto è arrivare secondi e un conto è uscire dai giochi dopo nemmeno due mesi. Vediamo dunque in quale misura il sostenitore nerazzurro può a buon titolo fregiarsi del titolo di “secondo”, poiché pare che anche in questo caso interviene più l’autoconvicimento che la realtà dei fatti. Partiamo dalla Champions League:
▪ Ultima vittoria: 1965
▪ Ultima finale: 1972
▪ Semifinali negli ultimi 35 anni: 2 (1981, 2003)
Nel periodo considerato l’Inter si è potuta fregiare una sola volta del titolo di seconda (1972), scomparendo poi dalla massima competizione europea per oltre 30 anni, salvo due sporadiche apparizioni in semifinale. Ma passiamo al campionato, dove le dolenti note suonano ancora più discordanti. Consideriamo gli anni dall’ultimo scudetto reale, quello del 1989 (tra parentesi i dati con i tre punti a vittoria):
▪ 1989/90 - TERZA: -7 (-11) punti dal Napoli vincitore, pari con la Juve
▪ 1990/91 - TERZA: -5 (-7) punti dalla Samp vincitrice, +9 (+14) sulla Juve
▪ 1991/92 - OTTAVA: -19 (-31) punti dal Milan vincitore, -11 (-19) dalla Juve
▪ 1992/93 - SECONDA: -4 (-5) punti dal Milan vincitore, +7 (+9) sulla Juve
▪ 1993/94 – TREDICESIMA: -19 (-27) punti dal Milan vincitore, -16 (-22) dalla Juve
▪ 1994/95 – SESTA: -21 punti dalla Juventus vincitrice
▪ 1995/96 – SETTIMA: -19 punti dal Milan vincitore, -11 punti dalla Juve
▪ 1996/97 – TERZA: -6 punti dalla Juventus vincitrice
▪ 1997/98 – SECONDA: -5 punti dalla Juventus vincitrice
▪ 1998/99 – OTTAVA: -24 punti dal Milan vincitore, -8 punti dalla Juve
▪ 1999/00 – QUARTA: -14 punti dalla Lazio vincitrice, -13 punti dalla Juve
▪ 2000/01 – QUINTA: -24 punti dalla Roma vincitrice, -22 punti dalla Juve
▪ 2001/02 – TERZA: -2 punti dalla Juventus vincitrice
▪ 2002/03 - SECONDA: -7 punti dalla Juventus vincitrice
▪ 2003/04 - QUARTA: -23 punti dal Milan vincitore, -10 punti dalla Juve
▪ 2004/05 - TERZA: -14 punti dalla Juventus vincitrice
▪ 2005/06 - TERZA: -15 punti dalla Juventus vincitrice
Sintesi: in 17 anni l’Inter ha raggiunto solo tre volte il secondo posto ed è stata in corsa per il titolo fino alla fine solo in due occasioni (1997/98, 2001/02). Nel 1992/93 e del 2002/03 l’Inter si è classificata seconda ma senza opporre una valida resistenza alle squadre campioni (Milan e Juventus) che, si sono aggiudicate lo scudetto con rispettivamente 1 e 2 giornate di anticipo.
Ma i dati più significativi sono quelli legati ai punti di distacco. Considerando la formula dei tre punti a vittoria, nei diciassette anni presi in esame, si ottengono queste cifre:
▪ 255 punti di distacco dalla squadra campione. Una media esatta di 15 punti a stagione
Dati alla mano fa sorridere sentire i tifosi interisti parlare di scudetti “sottratti” grazie al Sistema Moggi. Nonostante l’evidenza dei fatti qualcuno è stato capace, invece, di teorizzare l’esatto contrario, tale Alessandro Arrighi che, nel suo libro “Juve, il grande inganno” (Kaos) afferma che nessuno dei campionati bianconeri è stato vinto con legittimità : «Non è davvero un caso che nei 12 anni in questione (1994-2006, nda) l’Inter sia stata in assoluto la squadra più danneggiata dalle decisioni arbitrali: era la sola “grande” in grado di insidiare l’egemonia di Juve e Milan». Da tale ricostruzione infatti non si salvano nemmeno gli scudetti del Milan, dal momento che, secondo la sua teoria, l’Inter è stata al centro di un complotto che l’ha costretta a classificarsi sempre dietro alle due rivali. E questo nonostante un tredicesimo, un settimo, un sesto e un quinto posto, due ottavi e due quarti posti. Per chiarire meglio l’evidenza matematica delle cifre sopra esposte, consideriamo solo i punti di distacco accumulati dall’Inter nei confronti della Juventus. Per questa classifica partiamo dalla stagione 1993/94 perché, a partire da quella data, per 13 anni, l’Inter non è stata in grado di sopravanzare i bianconeri in classifica:
▪ 156 punti di distacco dalla Juventus. Una media esatta di 12 punti a stagione
Quindi, anche in quest’ottica, la teoria del complotto interista non trova un riscontro matematico che la possa sostenere. I dati dimostrano anche come l’Inter non abbia potuto competere (se non nelle due occasioni che abbiamo visto) per la vittoria finale, rimanendone sistematicamente esclusa dopo pochi mesi dall’inizio del campionato.
Se i numeri confermano la realtà, la realtà conferma i numeri: ovvero, se in tutti questi anni l’Inter non è riuscita ad imporsi in campionato e non è nemmeno riuscita a concorrere per la vittoria finale, ci deve essere un motivo. E il motivo è facilmente intuibile: una sconsiderata gestione dirigenziale che è stata alla base della mancanza di risultati nel periodo considerato. Per farsi un’idea più precisa del fenomeno ci si può avvalere di alcuni dati significativi, che di seguito elenchiamo:
CALCIATORI IN ROSA DURANTE LA PRESIDENZA DI MASSIMO MORATTI
(1994/95 – 2006/07)
PORTIERI (15): Ballotta, Bindi, Carini, Cordaz, Ferron, Fontana, Frey, Frezzolini, Julio Cesar, Mazzantini, Nuzzo, Orlandoni, Pagliuca, Peruzzi, Toldo
DIFENSORI (63): Adani, Andreolli, Angloma, Barollo, Bergomi, Bia, Blanc, Bonucci, Brechet, Burdisso, Z.Camara, F.Cannavaro, Centofanti, Cirillo, Coco, Colonnese, M.Conte, Cordoba, Dellafiore, Domoraud, Favalli, Ferrari, Festa, Franchini, Fresi, Galante, Gamarra, Georgatos (due volte), Gilberto, Gresko, Grosso, Helveg, Macellari, Maicon, Materazzi, Maxwell, Mezzano, Mihajlovic, Milanese, Padalino, A.Paganin, M.Paganin, Panucci, Pasquale, Pedroni, Pistone, Potenza, Rivas, Roberto Carlos, Samuel, Sartor, M.Serena, Silvestre, Simic, Sorondo, Tarantino, Tramezzani, Vivas, West, Wome, J.Zanetti, Ze Maria
CENTROCAMPISTI (66): Almeyda, Aloe, Beati, Belaid, Berti, Bianchi, Biava, Binotto, Brocchi, Cambiasso, Carbone, Cauet, Cinetti, Dabo, Dacourt, Dalmat, D’Autilia, Davids, Dell’Anno, Di Biagio, Djorkaeff, Emre, Fadiga, Farinos, Figo, Gonzalez, Guglielminpietro, Ince, Jonk, Jugovic, Karagounis, Kily Gonzales, Lamouchi, Luciano, Maa Boumsong, Manicone, Marino, Morfeo, Moriero, Nichetti, Okan, Orlandini, A.Orlando, Paulo Sousa, Peralta, Pinto Fraga, Pirlo, Pizarro, Rebecchi, Seedorf, Seno, Sergio Conceiçao, Sforza, Shalimov, Simeone, Solari, Stankovic, Trezzi, Vampeta, Van Der Meyde, Veron, Vieira, Winter, Zanchetta, C.Zanetti, Zé Elias
ATTACCANTI (42): Adriano, M.Altobelli, Baggio, Batistuta, Bergkamp, Branca, Caio, Choutos, Colombo, Corradi, Crespo (due volte), Cruz, Delvecchio, Di Napoli, Ferrante, D.Fontolan, Ganz, Germinale, Ibrahimovic, Kallon, Kanu, R.Keane, Martins, Meggiorini, Momenté, Mutu, Pacheco, Pancev, Rambert, Recoba, Robbiati, Ronaldo, Ruben Sosa, Russo, Sinigaglia, Slavkovski, Hakan Sukur, Ventola, Veronese, C.Vieri, Zamorano.
ALLENATORI (14): Bianchi, Castellini (due volte), Cuper, Hodgson (due volte), Lippi, Lucescu, Mancini, Simoni, Suarez, Tardelli, Verdelli, Zaccheroni
In totale, 186 calciatori e 14 allenatori (una media di 1,16 allenatori a stagione) sono entrati a libro paga dell’Inter nei 12 anni e mezzo di presidenza morattiana (Massimo rilevò l’Inter il 18 febbraio 1995). Per fare un confronto, la Juventus si è avvalsa di 135 calciatori e 4 allenatori (Lippi, Ancelotti, ancora Lippi, Capello) nell’analogo periodo.
Ancora più sconcertante il dato relativo agli acquisti, cioè il numero di giocatori effettivamente “comprati” dall’Inter di Moratti, che si ottiene sottraendo dalla lista che abbiamo visto sopra i calciatori già presenti in rosa al momento dell’acquisizione della società e i giovani che, di anno in anno, si sono aggregati alla prima squadra. Alla fine del 2006 sono ben 120 i giocatori acquistati, grazie all’esborso di circa 700 milioni di euro, con una media di 56 milioni l’anno.
A queste impressionanti cifre si aggiungano le incredibili storie di alcuni calciatori pagati a peso d’oro praticamente per non giocare, da Recoba a Vampeta, da Farinos a Luciano, fino alla curiosa storia di Binotto: «All’Inter lo pagavano purché stesse a casa sua. “Brutta situazione, non c’era posto, non avevano bisogno, mi allenavo da solo, cercavo di dare il massimo, anche se la tensione la sfogavo nel weekend guardando il calcio su Sky”» .
Insomma siamo ben lontani dalla realtà dipinta da Marco Tronchetti Provera in una famosa intervista del 29 novembre 2005: «se l’Inter non vince è perché non si è mai piegata ai giochi di potere». Evidentemente il proprietario di Telecom si era dimenticato di aver sponsorizzato tutti i tornei calcistici italiani (Serie A Tim, Serie B Tim, Coppa Italia Tim, Supercup Tim) mentre Moratti si era dimenticato di aver appoggiato la candidatura di Galliani contro Sensi all’epoca delle contrattazioni dei diritti televisivi. Bisognerebbe chieder loro cosa ne pensano ora, dopo Calciopoli.






