Era legittimo Re?
Sentenza di morte corretta o scorretta?


Era legittimo Re?
Sentenza di morte corretta o scorretta?
UT UNUM SINT!


"Gioacchino facette 'a legge e Gioacchino murett!"
Non so se conosci questo proverbio, cmq Murat fu giustiziato prpoprio in base ad una legge da lui promulgata. Quindi la sua condanna a morte fu corretta in base alle SUE LEGGI !
Chiaramente era un usurpatore, essendo stato messo sul Trono di Napoli da Napoleone, ma è da notare che Napolenoe rispetta anche se solo formalmente la secolare indipendenza napoletana, cosa che non faranno i caproni scesi dalle montagne mezzo secolo dopo.
Ad ogni modo il valore militare di Murat non si discute, dato che i soldati Napoletani che difesero il Reame dai barbari nel 1860-61 lo considerarono un "valoroso" nei loro scritti !




...in ogni caso, un Re si esilia ma non lo si "giustizia"....anche se "la mazza di S. Nicola chi la porta chillo (quello) la prova..."...


sono passato per vedere cosa pensavate di Murat e mi trovo riconfermato nei ricordi storici, fece lui la legge che lo portò al patibolo, ma glio interessi inglesi erano prevalenti su quelli della casa di Borbone!
vs Bizzzarrrro


Ormai il Congresso di Vienna aveva ridato il Reame di Napoli a Ferdinando di Borbone. Quindi non era solo l'UK, ma tutta l'Europa a volere ila restaurazione borbonica. Inutile che ti ricordi che Ferdinando, ma soprattutto i Napolitani combatterono con grande accanimento e valore contro le armate francesi sia nel '99 che dal 1806 al 1815... quindi lasciare un generale napoleonico sul trono di Napoli sarebbe stato davvero un assurdo storico.
Tra l'altro da "vincitore" il Regno delle Due Sicile dovette rassegnrasi alla perdita di Malta e dello Stato dei Presidi.
Murat non volle accettare gli esiti del congresso e pagò con la vita il suo "sogno impossibile!".
Con i se ed i ma non si fa la storia, ma probabilmente se nel 1860 ci fosse stato un suo discendente sul trono napoletano, le cose sarebbero andate diversamete, si PRESUME infatti che Napoleone le petit avrebbe avuto più rispetto per il discendente di un generale bonapartista.
Di sicuro i vermi calaati dal nord non avrebbero avuto alcun scrupolo, come non lo avrebbero avuto i giuda nostrani!


Anche i colonnelli Michele Pezza (alias Fra Diavolo) dovrebbero essere trattati in quanto prigionieri di guerra e non come criminali comuni...
invece Giacchino eh ma la ruota gira e anche lui ha provato il boia, ma il plotone di esecuziione non la corda; per un militare la differenza c'è!


...Beh, penso che ad essere il Re dei Briganti, non avrebbe dovuto subìre la corda ma l'esilio...un Re resta sempre un Re...
L'assassinio di Federico II lo paghiamo ancora oggi...e non per vendetta di Federico II...ma per le "nostre" scellerate azioni sotto il "manto" della "causa/effetto"...


...Un re non va "giustiziato", ma esiliato...sempre!
In ogni caso in quei pochi anni che restò a Napoli, Murat divenne in effetti Napoletano (o, quantomeno se ne innamorò perdutamente, tanto da farlo ritornare "alla Pisacane..")...
...e non furono le sue Leggi ma quelle di Giuseppe Bonaparte e che il di nuovo re Borbone acconsentì che fossero applicate...
..e Gioacchino Murat, a Pizzo Calabro non era più un re, ma un ex re e quindi un uomo qualunque...


http://it.wikipedia.org/wiki/Gioacchino_Murat
............ Durante il suo breve regno, Murat fondò, con decreto del 18 novembre 1808, il Corpo degli ingegneri di Ponti e Strade (all'origine della facoltà di Ingegneria a Napoli) ed avviò opere pubbliche di rilievo non solo a Napoli (il ponte della Sanità, via Posillipo, nuovi scavi ad Ercolano, il Campo di Marte ecc.), ma anche nel resto del Regno (bonifica delle paludi a Gioia Tauro, illuminazione pubblica a Reggio di Calabria, progetto del Borgo Nuovo di Bari).
La nobiltà apprezzò le cariche e la riorganizzazione dell'esercito sul modello francese, che offriva belle possibilità di carriera. I letterati apprezzarono la riapertura dell'Accademia Pontaniana e l'istituzione della nuova Accademia reale, e i tecnici l'attenzione data agli studi scientifici e industriali. I più scontenti erano i commercianti, ai quali il blocco imposto ai commerci di Napoli dagli inglesi rovinava gli affari (blocco contro il quale lo stesso Murat tollerava e favoriva il contrabbando, il che costituiva un'ulteriore ragione di favore popolare per lui).
Il giorno 8 agosto 1809 Murat, con decreto n°448, inizia la soppressione degli ordini religiosi nel regno di Napoli ed in particolare dell'ordine dei domenicani, con la conseguente confisca di tutti i loro beni, la conversione dei conventi ad altro uso (spesso militare) e il passaggio delle loro chiese al clero diocesano...........