quelle sui monopoli son bischerate derivanti dalla teoria neoclassica, vale a dire da quell'insieme di bellissime curve di domanda e offerta, di costi e ricavi marginali e medi, di mille altre amenità di cui qualunque studente di economia, legge e scienze politiche oggi si riempie la bocca. La grave critica che la teoria neoclassica muove al monopolio è che, in questa situazione, il venditore perviene alla formazione di un prezzo monopolistico superiore a quello di equilibrio in regime di concorrenza, e vi dovrebbe pervenire restringendo l'offerta, ossia sottraendo al mercato e magari distruggendo una parte del bene che potrebbe offrire. Il grosso handicap di questa teoria è che presuppone che il prezzo di equilibrio in regime di concorrenza sia noto al monopolista nella situazione di monopolio in cui si trova. Ma come può, chi si trova in situazione di monopolio, conoscere il prezzo "di equilibrio" in concorrenza? I prezzi reali, come ci diceva Bruno Leoni, non si conoscono mai in anticipo, ma si determinano di volta in volta, in ogni situazione, con le compravendite relative. Ecco perché dobbiamo stare molto attenti a non voler vedere a tutti i costi un Robin Hood paladino dei consumatori nelle autorità antitrust.





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Ne faccio parte perchè voglio sostenere il nuclearismo, e perchè non mi piace che scivoli troppo a sinistra ma una cosa va chiarita: