http://it.wikipedia.org/wiki/Precariato
http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_interinale
Questi appartengono alle varie rivoluzioni americane nell'ambito dell'economia per ingrassare i borghesi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Precariato
http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_interinale
Questi appartengono alle varie rivoluzioni americane nell'ambito dell'economia per ingrassare i borghesi.
E con questo? da un punto di vista legislativo il problema è ampiamente arginabile, che poi le politiche dei governi non vadano in questa direzione è un discorso diverso...la precarietà va combattuta e può essere largamente tradotta in buona flessibilità, demonizzare le leggi sul lavoro flessibile (per quanto imperfette, la biagi riprende la treu ma andrebbe integrata con una riforma degli ammortizzatori sociali e migliorata in alcuni punti) è una cavolata totale, significa non capire i problemi della società in cui vivi e delle sue esigenze: non è possibile continuare con mercati del lavoro rigidi, con lavoratori assunti iperprotetti e non valutati sulla base della meritocrazia mentre diplomati e laureati restano senza occupazione, va valutata l'efficienza del lavoro del singolo, va allentato il potere delle lobby sindacali che stanno diventando un cancro per la società non permettendo revisioni sull'orario di lavoro, sui licenziamenti, favorendo i fannulloni e conservando l'immobilità di una pubblica amministrazione inefficiente
So perfettamente che la competizione a livello mondiale con colossi come gli USA, la Cina, l'India, il Brasile, la Russia, ecc... obbligano a determinate scelte nell'ambito dell'occupazione all'interno dei paesi.
Infatti questa concorrenza sta portando la borghesia ad unirsi a livello globale schiacciando in una tenaglia il proletariato mondiale costretto sempre più a immiserirsi e fare fatica per arrivare alla fine del mese.
Dal punto di vista legislativo il problema è arginabile in un sol modo: socializzando le Imprese e tagliando le ali ai borghesi.
La scusa del criterio meritocratico trova un difficile campo di applicazione nella realtà, ci sono ingegneri pagati 900 Euro al mese, puoi anche capire come il problema stia alla base e non fra la gente che ha studiato.
Il sindacato ha perso già da diversi anni il proprio ruolo, infatti fa di tutto meno che proteggere i lavoratori...![]()


Io 'sta cosa proprio non la capisco.
Le direttive economiche e finanziarie le da la BCE, le leggi sul precariato le fa il governo nazionale (di centrodestra e di centrosinistra), e le fa a danno dei giovani dai quali i vecchioni di centrodestra e centrosinistra vogliono che siano "competitivi", cioè gli garantiscano la rendita immobiliare e se possibile pure quella di borsa...
Però la colpa è degli americani (stavolta ti sei scordato gli ebrei, come mai?)
Sarebbe come se l'inquilino dell'ultimo piano mi si inchiappetta la moglie e io do la colpa al portiere.
Sto tutto il giorno a sproloquiare contro il portiere e la signora continua a rientrare a casa col sedere tutto arrossato.
Termini cm lotta di classe o borghesia e proletariato andavan bene fino a 40 anni fa quando mio nonno gestiva un impresa, le cose sono radicalmente cambiate, in italia la maggior parte della ricchezza è prodotta da migliaia e migliaia di micro-piccole-medie imprese che non hanno nulla a che fare con la catena di montaggio di stampo fordista e con migliaia di operai, sono singoli imprenditori con pochi capitali e personale limitato che rischiano ogni giorno ... i grandi gruppi cm finmeccanica,eni,enel,fiat auto ecc contribuiscono in modo marginale ai grandi numeri, vogliamo capire o no che la mentalità del sindacato italiano è la medesima dei tempi in cui contrattava con i grandi gruppi per il miglioramento delle condizioni degli operai (e giustamente lo faceva: l'economia cresceva e i gruppi erano grandi, i rischi spalmati + omogeneamente, i capitali + abbondanti)...le condizioni attuali sono completamente diverse, abbiamo una situazione di milioni di micro aziende che necessitano di flessibilità del mercato del lavoro perchè non dispongono di grandi capitali, devono razionalizzare al max i costi dei processi produttivi e rischiano ogni giorno la chiusura...e queste realtà vanno aiutate,incentivate perchè crescano,si rafforzino, possano diventare competitive a livello globale...ti chiedi il perchè dei salari penosi degli operai? perchè non si produce ricchezza! non puoi pretendere di aumentare i salari se le aziende faticano addirittura a reinvestire i profitti, bisogna far crescere le imprese e i loro profitti attraverso una seria politica di incentivi e fusioni tra gruppi, tramite una bona dose di concorrenza che innovi i processi produttivi, che consenta alle aziende di conquiestare competitività e quote di mercato, di fare profitti, e di potersi permettere di aumentare i salari...non si parte pretendendo dal basso di ricevere dall'alto se non ci sono le condizioni, l'economia gira così! la ricchezza non puoi distribuirla se non la crei, è il sale del capitalismo (oltre ad essere il motivo per cui l'economia socialista non ha alcun futuro).
Altra cosa: il problema dell'italia è essenzialmente di mancanza di concorrenza e meritocrazia: se vi fosse + concorrenza le imprese crescerebbero e i consumatori avrebbero servizi + efficienti e meno costosi, la meritocrazia è necessaria nel settore pubblico, nella pubblica amministrazione, ma anche nel privato: gli stati uniti per favorirla aumentano la facilità di licenziamento per dipendenti fannulloni, questo è produttivo per le aziende e contribuisce a responsabilizzare i lavoratori, da disoccupati però ci sono alti sussidi statali di disoccupazione, qui in italia è il contrario e le cose vanno male: l'articolo 18 è una palla al piede, i costi x licenziari chi lo meriterebbe sono troppo alti e gli imprenditori non sono incentivati a farlo, chi è disoccupato invece ha bassi sussidi di disoccupazione..


e gia' che senso ha oggi distinguere ? non facciamo piu figli e siamo tutti borghesi marci fino al midollo ...
Ma allora che nome gli vogliamo dare a questi "borghesi " che nel futuro cercheranno precariamente di sopravvivere con un incerto stipendio da " proletarii" ?
" poveri sfruttati" andrebbe bene ? ..![]()
"dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
Marx
(graucho..:-))
A chi ti riferisci con "borghesi"? ai grandi industriali? all'alta finanza? ai liberi professionisti? anche commercianti e piccoli e medi imprenditori sono "borghesi" e fidati che non hanno residenza a montecarlo,yacht e ferrari, perfino i dipendenti pubblici e privati sonno piccoli borghesi...il problema della nostra società sta nell'impoverimento della classe media che ne rappresenta il tessuto produttivo, non sto dicendo che gli operai non esistono o che un notaio se la passi cm un operaio, dico che l'ideologia del contrasto deve finire, perchè la società del mondo moderna è ben diversa da quella che conoscevano Marx e Adam Smith, e non siamo + negli anni 60 con il boom economico e la fiat 500, la società si è evoluta e non si rispecchia + nello struggle imprenditore-operaio e CGIL-confindustria, ci sono nuovi sbocchi,nuove sfumature nella società, nuovi settori, nuove entità produttive nel mondo del lavoro che la politica non sembra ancora in grado di interpretare, eppure producono la ricchezza del nostro paese...non ha + senso parlare di proletariato! Dio mio gli operai certo che esistono ma la società è cambiata, non ci sono + i grandi poli produttivi, le produzioni sono in via di decentramento sempre maggiore, sono sempre + automatizzate,l'industria sta assumendo un ruolo sempre + marginale a fronte del crescere dei servizi, è la norma in un paese post-industriale, fra qualche decennio nemmeno lo vedrai + l'operaio in fabbrica ci saranno solo robot che eseguono ordini impartiti da un computer centrale..


" Borghesi" siamo tutti perche' viviamo nel " borgo" cioe' in una societa' organizzata basata sulla circolazione del danaro , lo sviluppo di consumi e servizi ,e la divisione del lavoro..
Ma il fatto e' che, a fronte di quote di reddito sempre crescenti per un minoranza sempre piu ristretta di " borghesi" ricchi , gli " altri " una pecentuale sempre piu' crescente di " borghesi " se lo prende sostanzialmente in tasca, cioe' ha sempre peggior posizioni lavorative che gli danno sempre meno danaro per soddisfare il propri consumi ( anche primarii) ed accedere a servizi validi ( anche primarii)
cioe' sostanzialmente e tecnicamente costoro sarebbero dei " proletarii" , anche se non ne hanno piu' la cultura e soprattutto , non potendosela permettere , hanno anche sempre meno " prole" ..![]()
"dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
Marx
(graucho..:-))


E' la teoria della rivoluzione di Carlo Marx: alla fine ci saranno pochi ricchissimi e una sterminata marea di morti di fame, che faranno la rivoluzione.
In realtà non è così, il posto dei proletari lo hanno preso le giovani generazioni, e i proletari gli affittano le case a millecinquecento euro al mese.


cioe' secondo te i " poveri & sfruttati" non esistono ... perche' se ci fossero dovrebbero essere " proletarii" ma i " proletarii" non ci sono , anzi ( secondo te ..) sono ricchi rentiers immobiliarii...
e non esistono ( secondo te ) nemmeno i " pochi ricchissimi sempre piu' ricchi " perche' costoro rifiutano di farsi chiamare " padroni capitalisti " ( mica scemi ..)
insomma contraddiire le previsioni socio-economiche di marx e' facile .. basta farne una questione semantica ..![]()
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Marx
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