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Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Mah.....da che pulpito!!!
Shalom


Quindi sono il solo ad avere una buona opinione su di esse?


La tua premessa è dogmatica: per sempre l'uomo desidererà accumulare denaro. Non è stato sempre così, e non è detto che lo sarà per sempre.


Lenin aveva una ottima opinione delle cooperative, anche se ammette di averle sottovalutate in principio. Come del resto Stalin, la collettivizzazione delle terre era appunto l'entrata dei contadini in grandi cooperative i Kholkoz che si distinguevano dai Sovkoz di proprietà statale. Mao pure dato che le Comuni agricole erano poi delle grandi cooperative. Tuttora in Cina le cooperative impiegano circa 10 milioni di lavoratori anche se quelle attuali, dopo la sopressione delle comuni agricole , sono in gran parte cooperative industriali o di servizi.
Le cooperative sono una ottima forma di proprietà collettiva che fa presagire la società socialista.


Sono un po' come una federalizzazione del socialismo... può valere questa mia interpretazione?


Il problema è che sotto il capitalismo anche la cooperativa più democratica, per essere competitiva, dovrà praticare sfruttamento della manodopera (o se vuoi auto-sfruttamento).
Resta quindi il problema della modifica del modo di produzione. Per questo penso che la musica del futuro per il futuro del movimento sindacale sarà quella di battersi per il controllo operaio sulla produzione, in un contesto di nazionalizzazione dei grandi mezzi di produzione. Unico modo, a mio avviso, per porre fine all'iper sfruttamento.


Concordo PIENAMENTE sulla nazionalizzazione dei grandi beni di produzione. Quelli non possono per la natura della loro imponenza essere delle cooperative
Il mio era un discorso sulle aziende medio-piccole. tenendo conto che una cooperativa ora come ora può partire da 3 dimendenti. Occorrerebbe incentivarle, e di molto anche.


Veramente l'idea di Marx era che il socilismo fosse più efficente e 1competitivo" del capitalismo. Marx sotiene che il suo socialismo non è una utopia. Una utopia è un ideale che non ha rapporti con la realtà esitente in un determinato momento. Il socialismo scientifico di Marx sostiene due cose fondamentali. La prima: ci sono fasi di evoluzione della società che non possono essere saltate. se una società è di tipo feudale non potrà automaticamente, dall'oggi al domani passare al socialismo ma dovrà passare dalla fase capitalistica. L'idea di Lenin è che questa fase possa essere compiuta anche in uno stato dominato dai comunisti. L'idea di Mao è che i capitalisti possano svolgere una funzione progressiva in alleanza con il proletariato. Una delle quattro stelle della bandiera cinese rappresenta la boghesia nazionale cinese. Un capitalista fu vicepresidente dell'assemblea nazionale cinese negli anni '70. Però non fu una idea sviluppata conseguentemente fino al nuovo corso in Cina, Vietnam ecc.
L'altro elemento fondamentale del socialismo scientifico è che il capitalismo deve essere superato perchè diventa d'intralcio allo sviluppo delle forse produttive. Il discorso scientifico di Marx è eminentemente produttivista, Il socialismo vince sul capitalismo perchè è più efficente. Senza questo elemento fondamentale il socialismo ritorna tra le utopie, cioè tra i tanti vaghi desideri irrealizzabili dell'umanità. Il comunismo arriva perchè la produttività avrà assunto un livello tale che sarà possibile produrre una quantità di merci spropositata e le merci perderanno il loro valore di scambio.
E' chiaro che una società senza stato è come la sognava Marx, il quale fu volutamente non chiaro sul passaggio al comunismo ("Non dò ricette per la cucina dell'avvenire") credo sia molto influenzata dalle idee anarchiche. Inoltre influenzata anche dal clima del progressismo positivista "delle magnifiche sorti e progressive" che oggi bisognerebbe un po' riconsiderare. Infatti il mondo non si può sviluppare indefinitivamente senza portare uno squilibrio con la natura. Il mondo è limitato e non infinito come i "progressisti" credevano a partire da Giordano Bruno.
Marx. inoltre che aveva studiato l'evolversi delle varie società è impressionato dall'efficienza dei progressi del capitalismo nella produzione di merci (in Germania siamo in piena Rivoluzione Industriale) e crede che le comunità di lavoratori potranno produrre tutto in proprio senza scambio di merci (Critica del programma di Gotha). dunque lo stato come regolatore di tale scambio perderà progressivamente le sue funzioni. E' per questo che i teorici del sociaismo di mercato pensano che Marx leghi l'esitenza dello stato all'esitenza del mercato e viceversa.
Dunque o il socialismo riesce ad essere veicolo nello sviluppo delle forze produttive o sarà relegato tra gli aborti del pensiero umano. Così per Marx. A partire dal '69 si è sviluppata una stravagante variante del marxismo: il cosidetto rifiuto del lavoro che è così penetrata in profondità in limitati strati dell'estrema sinistra per cui il marxismo sarebbe tutto lì.
Cosa si è invece fatto durante la costruzione del socialismo in URSS e nei paesi dell'est fino al crollo del muro? Il socialismo è stato naturalmente costruita attraverso la navigazione a vista. Non c'erano esempi precedenti. Si è proceduto a zig zag in mancanza del modello. In realtà il modello che si scelse fu il modello più vicino ossia dell'economia di comando della Germania Gulielmina. In particolare il cosidetto "socialismo di guerra" instaurato in quel paese per la pianificazione dell'economia di guerra durante la prima guerra mondiale. come si vede il modello originario non era poi molto nobile. Questo fu il cosidetto "comunismo di guerra" che però dovette lasciare il posto alla NEP tra gli strali dell'Opposizione operaia e dell'estrema sinistra. In questa fase Lenin rivaluta anche il discorso sulle cooperative e pensa ad un passaggio graduale ad una vera e propria economia pianificata. Così pure Stalin, Bucharin e la maggoranza dei boscevichi. Ciò che fara decidere Stalin al passaggio alla pianificazione e alla rapida industrializzazione dell'URSS saranno due fattori. Il primo è che Stalin pensa che nel giro di dieci anni ci sarò la guerra e l'URSS dovrà essere preparata. Il secondo è l'interruzione dell'interscambio tra città e campagna dovuto alla scarsa efficienza della produzione industriale, agli stipendi troppo alti degli operai che impediscono ai contadini di acquistare merci a prezzi decenti e di conseguenza a produrre surplus per rifornire la città. L'alternativa alla collettivizzazione sarebbe stato l'abbassamento degli stipendi degli operai (che poi erano il grande punto di forza dei bolscevichi).
La collettivizzazione era poi l'unione dei contadini in grandi cooperative il cui modello erano i kibbutz della Palestina.
Comunque questo modello ha prodotto grandi risultati (portando l'URSS alla vittoria nella II guerra mondiale) ma alla lunga si è rivelato pieno di lacune. Di cui semmai parlerò in seguito.


Per Marx il socialismo (o comunismo, per lui erano sinonimi) doveva basarsi sulla cooperazione volontaria, non sulla competizione.
Per Marx il socialismo non era una società di transizione al comunismo.
Nella Critica del Programma di Gotha indicò chiaramente che la società socialista si doveva basare sulla proprietà comune (o sociale), che non è assolutamente proprietà statale.
In realtà non è stato costruito il socialismo, bensì una nuova forma, rivelatasi poi fallimentare, di capitalismo statale.
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