
Originariamente Scritto da
andreas
be' mica tanto
In fuga. Sotto il regime di Saddam i cristiani godevano di relativa libertà, ma dall’inizio della guerra sono stati tra le vittime più frequenti di attacchi a scopo “moralizzatore” da parte di radicali islamici, intenzionati a colpire gli infedeli e il loro stile di vita. L’episodio più grave dall’inizio del conflitto risale all’agosto 2004, quando una simile striscia di attentati tra Baghdad e Mosul causò la morte di 12 cristiani e decine di feriti. Il 30, circa quattrocento religiosi cristiani hanno protestato nella capitale contro le violenze ai danni della loro gente. Tra loro Ismael Kardush, un religioso secondo il quale “siamo costretti a fuggire dopo anni di convivenza pacifica perché (i miliziani ), non potendo attaccare gli statunitensi, attaccano noi che abbiamo la stessa religione, anche se siamo arabi come loro”. Molte famiglie, dopo aver abitato nel Paese per generazioni, si vedono oggi costrette a fuggire, prevalentemente verso Siria e Giordania, disperando ormai nel sogno di un futuro Iraq basato sulla tolleranza religiosa. “Ci sono dozzine di famiglie cristiane che si preparano a lasciare l’Iraq” conferma Farah Annuar, portavoce dei Cristiani Iracheni. “Nelle ultime ore – dichiara un tassista di Baghdad - abbiamo ricevuto decine di prenotazioni da famiglie cristiane dirette all’estero, mentre di solito ne trasportiamo una o due al mese”. I censimenti ufficiali stimano che i cristiani in Iraq siano circa 800 mila, il 3 percento della popolazione, ma stando alle cifre raccolte da diverse organizzazioni locali, almeno 150 mila avrebbero già lasciato il paese. Tra la popolazione civile cristiana, le persone più a rischio sono i venditori di alcolici: un’attività tipicamente cristiana perché non consentita ai musulmani. L’ultimo caso risale al 16 gennaio 2006, quando due negozi di alcolici di Baghdad sono stati incendiati da uomini a volto coperto. Abu Shakir, un venditore di alcolici di Baghdad, spiegava a un quotidiano iracheno come, nonostante le cautele adottate come chiudere al venerdì e durante il ramadan, gli estremisti continuano a minacciarli e attaccarli a causa dell’anarchia generalizzata. Facendo della moralizzazione la continuazione della battaglia contro Usa e governo iracheno.