POL) Con Sarkozy una Francia europeista e atlantica
Roma, 7 mag (Velino) - È il gollista Nicolas Sarkozy, cinquantadue anni, ex ministro dell’Interno, il nuovo presidente della Francia. I risultativi definitivi del secondo turno gli hanno assegnato il 53,06 per cento dei voti. Alla sfidante, la socialista Ségolène Royal è andato il 46,94 per cento. Molto alta l’affluenza al voto: 84,83 per cento. “Amo la Francia e sarò presidente di tutti” ha detto Sarkozy, leader del partito Ump (Unione per un movimento popolare), appena è stata dichiarata ufficiale la vittoria. Poi ha aggiunto: “Ho rispetto per Ségolène Royal e per i milioni di elettori che hanno votato per lei. La priorità va all'autorità, alla morale, al rispetto, all'orgoglio della Francia e della nazione. Faccio appello a tutti i francesi a unirsi a me per evitare il settarismo e l’intolleranza”. Quindi ha parlato dell’Unione europea: “Sono sempre stato europeista, e credo alla costruzione europea e questa sera tutti noi siamo più europei”. Senza comunque trascurare i rapporti atlantici. Sarkozy, infatti, si propone come un alleato affidabile degli Stati Uniti. Alleato, però, che rivendica il diritto di far valere la propria opinione dissenziente, come ad esempio sulle resistenze dell'amministrazione Bush a condividere la lotta contro il surriscaldamento del pianeta. “La Francia – ha detto poi Sarkozy – sarà a fianco alle infermiere bulgare ingiustamente condannate a morte in Libia con l’accusa di aver diffuso l'Aids, sarà a fianco delle donne costrette al burqa, sarà a fianco di Ingrid Betancourt, ancora in mano ai guerriglieri colombiani, perché la libertà è sempre stata la missione della Francia”.
Anche la Royal, che ha telefonato al neo presidente per congratularsi, ha parlato subito dopo aver saputo del risultato. È apparsa in televisione ammettendo la sconfitta e facendo gli auguri di buon lavoro al prossimo presidente. Ha ringraziato “soprattutto i milioni di elettori che mi hanno dato il voto”. A loro, ha detto la Royal “dico che è iniziato un movimento che non finirà qui. Ho dato tutte le mie forze e continuerò con voi. La grande partecipazione si è tradotta in una rinascita, soprattutto tra i giovani che hanno votato in massa”. Secondo la principale tv francese, Tf1, il voto dei sostenitori del candidato centrista François Bayrou si è diviso equamente: 40 per cento per Sarkozy e 40 per cento per Royal, con il 20 per cento di astensioni o voti nulli. Il 66 per cento degli elettori del candidato di estrema destra Jean-Marie Le Pen ha invece votato per Sarkozy, mentre il 19 per cento si è astenuto, come aveva indicato il leader del Fronte nazionale. Scontri sono stati registrati verso le 22 di ieri sera in piazza della Pastiglia, a Parigi, dove circa duemila sostenitori di Ségolène Royal si erano dati appuntamento nel pomeriggio per attendere i risultati. I manifestanti, alcuni a volto coperto, hanno gettato pietre e altri oggetti contro i poliziotti, che hanno risposto con i lacrimogeni.
Negli stessi momenti, sempre a Parigi ma in piazza della Concordia, si è svolta la grande festa dei sostenitori di Sarkozy. Tante le telefonate di congratulazioni al neo inquilino dell’Eliseo da parte dei leader mondiali. Tra i primi a congratularsi con il prossimo presidente francese c’è stato il primo ministro italiano Romano Prodi. Mentre Silvio Berlusconi, che è stato raggiunto ieri notte a Macherio da una telefonata "di cortesia" di Sarkozy, non ha nascosto il compiacimento: “La netta affermazione di Sarkozy dimostra la volontà di cambiamento che sta attraversando tutta l'Europa e non solo la Francia. E la sconfitta della Royal è un'ulteriore prova del fatto che gli europei considerano ormai esaurita la capacità di governare della sinistra”. È arrivata anche la chiamata del presidente americano George W. Bush, che si è detto “impaziente di lavorare con Sarkozy per proseguire la nostra solida alleanza”. Congratulazioni anche dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, dal re del Marocco Mohammed VI, dalla cancelliere tedesca Angela Merkel, dal premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, dal presidente del Senegal Abdoulaye Wade, dal premier britannico Tony Blair.
(Remo Urbino) 7 mag 10:29
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........Scherzo eh!