



radicato nel senso che ormai lo consideriamo parte irrinunciabile della nostra cultura, mentre l'hashish non ha un ruolo lontanamente paragonabile
non tutti usano l'alcool responsabilmente, ma vietarlo è impensabile come sarebbe impensabile vietare la lingua italiana
invece l'hashish i più non lo usano e non vogliono saperne, a farne uso è una minoranza di contestatori della società, quindi tanto vale vietarlo e liberarci almeno di questo problema
[quote=Lo Zelota;5734864]
[quote=Lo Zelota;5734864]
[quote=Lo Zelota;5734864]
E io che ho detto? Pregasi rileggere i miei interventi.
Come no? Continuano a fare pubblicità degli alcolici, tour enogastronomici, rassegne in tv di degustazione (anche nei programmi culinari della domenica a mezzogiorno), riviste di enologia, fiere, recensioni, ecc... sovvenziano persino la produzione vinicola locale con soldi del contribuente.
Come no? Non "altera le percezioni sensoriali e la soglia di attenzione" forse?
Allora perché tutti questi morti sulle strade perché guidavano ubriachi?
Anche la colla è legale, ma inalarla prima di guidare un autobus è un comportamento criminale. Che c'entra?


Mentre da anni rompono (giustamente) le balle con le campagne contro l'alcool, qualcuno vorrebbe spinellare allegramente dando da intendere che la marijuana non da nessun problema e non ha effetti collaterali.
Pare che il pirla in questione avesse ingerito modiche quantità di alcool, si fosse fatto una canna, e avesse bevuto una bibita ghiacciata dopo pranzo, causa di una ipotetica congestione
Già che c'era poteva darsi quattro martellate sui coglioni prima di mettersi alla guida.


Minchia ma l'alcool per essere cosi' radicato deve fare veramente ma verament ebene. Ma vediamo va
Alcohol use
Alcohol has been consumed in human populations for millennia, but the considerable and varied adverse health effects, as well as some benefits, have only been characterized recently (39,40). Alcohol consumption has health and social consequences via intoxication (drunkenness), dependence (habitual, compulsive, long-term heavy drinking) and other biochemical effects. Intoxication is a powerful mediator for acute outcomes, such as car crashes or domestic violence, and can also cause chronic health and social problems. Alcohol dependence is a disorder in itself. There is increasing evidence that patterns of drinking are relevant to health as well as volume of alcohol consumed, binge drinking being hazardous.
Global alcohol consumption has increased in recent decades, with most or all of this increase occurring in developing countries. Both average volume of alcohol consumption and patterns of drinking vary dramatically between subregions. Average volume of drinking is highest in Europe and North America, and lowest in the Eastern Mediterranean and SEAR-D. Patterns are most detrimental in EUR-C, AMR-B, AMR-D and AFR-E. Patterns are least detrimental in Western Europe (EUR-A) and the more economically established parts of the Western Pacific region (WPR-A).
Overall, there are causal relationships between average volume of alcohol consumption and more than 60 types of disease and injury. Most of these relationships are detrimental, but there are beneficial relationships with coronary heart disease, stroke and diabetes mellitus, provided low-to-moderate average volume of consumption is combined with non-binge patterns of drinking. For example, it is estimated that ischaemic stroke would be about 17% higher in AMR-A, EUR-A and WPR-A subregions if no-one consumed alcohol.
Worldwide, alcohol causes 3.2% of deaths (1.8 million) and 4.0% of DALYs (58.3 million). Of this global burden, 24%occurs in WPR-B, 16% in EUR-C, and 16% in AMR-B. This proportion is much higher in males (5.6% of deaths, 6.5% of DALYs) than females (0.6% of deaths, 1.3% of DALYs). Within subregions, the proportion of disease burden attributable to alcohol is greatest in the Americas and Europe, where it ranges from 8% to 18% of total burden for males and 2% to 4% for females. Besides the direct effects of intoxication and addiction resulting in alcohol use disorders, alcohol is estimated to cause about 20--30% of each of the following worldwide: oesophageal cancer, liver cancer, cirrhosis of the liver, homicide, epilepsy, and motor vehicle accidents. For males in EUR-C, 50--75% of drownings, oesophagus cancer, epilepsy, unintentional injuries, homicide, motor vehicle crashes and cirrhosis of the liver are attributed to alcohol.
http://www.who.int/whr/2002/chapter4/en/index6.html
Il WHO sarebbe l'OMS ( per gli ignoranti)
Cristiano


[FONT='Verdana','sans-serif']ciao, è davvero ora di spostare la protesta e di parlare della canapa, e del fatto che un autista non dovrebbe ne’ bere ne’ fumare. Come già detto, se sniffava colla, mica chiudeva la bostik.[/FONT]
[FONT='Verdana','sans-serif'] E che la mafia si fa i soldi. [/FONT]
[FONT='Verdana','sans-serif']Ora una mia lettera che ho già inviato a grillo.[/FONT]
[FONT='Verdana','sans-serif']Guardando la foto di Beppe Grillo su "Specchio" del 30 ottobre 2004, mi è venuto da ridere. I suoi occhi avevano la mia stessa luce! Sono pazzo come lui! Una brutta malattia, che mi ha lasciato senza ano, con una stomia definitiva (sacchetto). E inizi a vedere qualcosa. Stai bene, perché vivi ogni giorno sempre cercando il meglio, veramente come fosse l'ultimo. E ho iniziato a creare qualcosa per me. E a capire che così non va. E a partire da me stesso, a cercare di cambiare le cose, con amore per la vita, senza dimenticare che non ero ancora guarito. Poi ad aprile del 2004, la guarigione, e un periodo un po? buio, dove mi è sembrato di non avere obbiettivi. Ma poi mi sono ripreso, e ho ricominciato a cercare e creare. E ho deciso di andare fino in fondo su un argomento che conosco bene, e che mi ha aiutato molto durante la chemioterapia (9 cicli):la cannabis.
Beppe Grillo ormai da anni si documenta per informare la gente, nei suoi spettacoli ma anche con dimostrazioni reali della veridicità delle sue parole. Ebbene io nel mio piccolo, voglio fare lo stesso con la cannabis, visto che le bugie su questa pianta sono scandalose.
Con la canapa che fino agli anni '50 era coltivata in tutta Italia (ad esempio a Carmagnola e nel Canavese, a Viterbo, in Emilia Romagna), secondi al mondo dopo la russia ( e non è più nella nostra cultura, ma c'era eccome ) si potrebbero fare plastica, mattoni, cemento, carta, carburanti, nonché tessuti e cordami, come un tempo, prima dell'arrivo del nylon (petrolio). Senza contare gli studi effettuati da migliaia di medici e scienziati sulle sottospecie che presentano sostanze psicoattive (i cannabinoidi, THC, CBD, CBN, ecc?) quasi tutti a favore della liberalizzazione. Bisognerebbe parlare degli studi del dottor Arnao, o della ford T del 1908, oppure del fatto che dà la più alta percentuale di cellulosa per una pianta annuale, con una resa di 1 a 10 rispetto al mais ( 1 ettaro di canapa = 10 ettari di mais ), eccetera eccetera.
Basterebbero questi pochi argomenti ( 50000 gli usi della canapa ) per screditare tutto quello che hanno fatto e detto sulla cannabis l'America e poi gli altri paesi dal dopo guerra a oggi.
Cristiano
Ho inviato molte volte questa lettera a La Stampa non mi hanno mai risposto o pubblicato.
Più di due anni dopo lo stesso specchio parla di energie alternative, senza menzionare la canapa, con omissioni scandalose. Un esempio: quando parla della ford T non dice da che pianta deriva l’etanolo che usava e come era stata costruita.
A differenza di te e pochi altri, a nessuno interessa una pianta così miracolosa, per i soliti poteri forti che nulla hanno a che vedere con lo spinello. rischierò la galera, come tutti quelli che come me credono nella totale liberalizzazione della Cannabis Sativa ( che a latitudini temperate ha pochissimo thc!!). [/FONT]
[FONT='Verdana','sans-serif']A presto, Gufo......... è ora di piantarla![/FONT]
L'approccio alle sostanze alcoliche di taluni è quello tipico del drogato; il tuo, invece, è da integralista. L'alcool non è una sostanza stupefacente.
In Italia esistono parecchie categorie interessate a criminalizzare la produzione vitivinicola, che a livello globale è invece fiore all'occhiello dell'esportazione del made in Italy. Fumatori e spinellati, essendo stata tolta loro ogni velleità di condizionare l'apparato respiratorio altrui (almeno nei locali pubblici), se la prendono con il vino, definendolo alcool sic et simpliciter, con malcelato disprezzo.
Il mosto d'uva fermentato è alcolico, per una bizzarra legge di natura (di quelle che i sinistroidi non sopportano). La coltivazione e la produzione del comparto vinicolo non compromettono la salute pubblica e non foraggiano attività criminali; la droga sì.



