
Originariamente Scritto da
Giuliano_IMP
Leggo e trasecolo. Il Fondo Monetario Internazionale ci lancia l’ennesimo ammonimento: "la riforma delle pensioni è cruciale per l’Italia, per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici" (1).
Leggo, trasecolo ma non mi convinco. Mi nasce difatti il sospetto che il FMI abbia adottato la tecnica ipocrita del suo presidente che, mentre predicava la "moralità" agli altri, aumentava vistosamente lo stipendio alla sua amante. Oltretutto, prima che USA/Israel si caricassero sulle spalle la gestione dell’intero pianeta, è esistita una vecchia scuola europea che poneva questa alternativa: "burro o cannoni". Volendo dire che le spese in armamenti venivano sottratte alle spese civili e viceversa.
Strano ma vero: il FMI consiglia all’Italia di tagliare sulle pensioni, ma non di tagliare sugli armamenti. Tanto per dire, l’Italia tiene fuori dai propri confini più di 10,000 soldati che costano un occhio della testa. Contestualmente finanzia 113 basi USA in Italia. Con due distorsioni più che evidenti, Primo: spendiamo un sacco di soldi. Secondo: i nostri soldati stanno fuori dai confini nazionali a "combattere le guerre americane", mentre i soldati USA stanno in Italia a bighellonare.
Su queste cose il teatrino della "Colonia Italya" è sempre aperto: c’è chi dice "SI" alle direttive del FMI, c’è chi dice "NO". Prodi, da parte sua, tiene il culo incollato sulla sedia e dichiara serafico: "NI". Nessuno che centri il problema, nessuno che proponga un ridimensionamento delle spese militari.
E, quel che è peggio, nessuno che risponda al FMI: "pensate a grattarvi le corna vostre. A grattarci le corna nostre ci pensiamo noi". Eppure sarebbe la migliore soluzione ai nostri problemi.
(1) "L’FMI: Italia, riforma pensioni cruciale" in "Corriere della Sera" dell’11 maggio 2007, pagina 13.
G.A.