I conservatori non fanno sesso. Amano, vanno a donne, oppure si dedicano ad una santa castità... ma a "fare sesso" ci pensa la sinistra che sulla sessualità (aperta, di gruppo, trasgressiva, omosessuale, etc.) ha impiantato tutte le sue cause rivoluzionarie.
Il conservatore ha i suoi istinti sessuali, come ogni uomo, in quanto la natura lo ha portato a desiderare la controparte femminile al fine di assicurarsi una discendenza e conservare la specie. L'atto sessuale, in natura, è dunque finalizzato ad uno scopo pratico ed è "piacevole" in quanto la finalizzazione di tale scopo è essenziale alla vita stessa. Senza la procreazione infatti la razza umana si estinguerebbe dalla faccia della terra.
Dunque i conservatori si accoppiano con le loro partner per fini riproduttivi, tuttavia questa unione riesce ad elevarsi ad un grado superiore a quello animalesco grazie all'amore. L'amore non è romanticismo, non è sentimentalismo nè sensualità. L'amore è raggiungere l'unità nella complementarietà, cosa che è possibile solo annullando il proprio sè. Ma se è vero che la sessualità ha bisogno dell'amore per essere veramente "umana", allo stesso l'amore per esprimersi non ha necessariamente bisogno della sessualità. Esistono anche forme d'amore "platoniche" in cui l'uomo realizza se stesso attraverso il possesso dell'amata atraverso l'Idea di essa. Una forma d'amore è l'esperienza artistica in cui l'autore attraverso il compimento della sua opera si ricongiunge con l'altra parte di sè, che è nascosta e deve scoprire, realizzando così lo scopo della propria vita.
L'eroe, modello conservatore per eccellenza, è un uomo che ama, ma che non fa sesso. E' per antonomasia un "puro" e l'idea di purezza si manifesta esteriormente in un suo atteggiamento verso l'altro sesso che trascende la bieca animalità. Come si è detto il piacere fisico è necessario alla procreazione, ma può essere un ostacolo all'amore in quanto è portato ad abbassare l'uomo e non ad innalzarlo. Per questo la sessualità, dai conservatori, è tradizionalmente vista negativamente o comunque con sospetto. L'eroe puro non lo troviamo mai dibattersi tra le lenzuola di un appartamento. La sua donna a volte è morta e sopravvive nel ricordo, oppure è qualcosa che deve difendere o conquistare. In mancanza di essa l'eroe può frequentare bettole e casini, ove si concede all'amore mercenario, ma non a caso il cinema classico ci presenta questi momenti fugaci a cose fatte, senza indugiarvici più di tanto.
Il creatore dell'eroe di fumetti Tex, Gianluigi Bonelli, diceva che il suo cowboy andava a donne tra una storia e l'altra e che non era necessario mostrare all'attenzione le sue vicende amorose. Tex è un vedovo: la moglie, l'indiana Lilith, compare nei primi numeri giusto in tempo per lasciargli un figlio e poi muore. Da allora e per più di sessant'anni Tex non si è risposato (come potrebbe?) e l'abbiamo visto nell'atto di baciare una donna solo una volta, in un numero speciale di due anni fa, e guarda caso in un flashback con Lilith ancora viva.
John Wayne, che nell'immaginario popolare contemporaneo continua a rappresentare il modello maschile per eccellenza fu un attore che nella vita potè contare numerosissime avventure, ma che sul grande schermo invece limitò fortemente la propria carica sessuale, spesso recitando insieme alla stessa partner, Maureen O'Hara, dando vita ad una delle più celebri coppie del cinema. Il western, genere conservatore per eccellenza, è solitamente avaro di personaggi femminili. L'eroe è una figura solitaria, che ama una donna senza mai possederla, come Alan Ladd ne "Il cavaliere della valle solitaria", il cui compito è quello di salvare una famiglia dai prepotenti e di andare via, solo come quando arrivato sulla scena, dopo aver compiuto quanto doveva. Shane, l'eroe impersonato da Ladd, è attratto, ricambiato, dalla moglie dell'uomo di cui è venuto in soccorso, ma l'impulso animale è moderato, resta un amore platonico di breve durata che non danneggerà ma anzi rafforzerà l'unione coniugale della coppia in questione.
La sinistra ha tacciato di misoginia l'eroe classico, riducendolo all'archetipo del macho incapace di avere una giusta relazione con l'altro sesso in quanto intrinsecamente omosessuale. La psicologia è l'arma attraverso la quale la cultura di sinistra è riuscita a sovvertire le regole scritte e non scritte di una società ancora in parte "tradizionale". Naturalmente nell'eroe classico, come nell'atteggiamento conservatore "maschilista" non c'è alcuna traccia di omosessualità ed invece un consapevole rifiuto dell'aspetto puramente animalesco dell'essere umano che si vorrebbe sublimare ricongiungendolo con la sua essenza spirituale nascosta, esoterica.
La donna, agli occhi di un conservatore, rappresenta dunque una figura bivalente, in grado nella sua forma più alta di esaltare il lato spirituale dell'uomo e nella sua forma più bassa, invece, di assoggettarlo alla sua natura materiale. Per questo resta ancora viva nella coscienza maschile le consapevolezza che quella femminile è una potenza che va conquistata e "vinta" a vantaggio di entrambi i sessi.




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