
Originariamente Scritto da
Filippo Strozzi
Qui, in questa ridotta de l' ex-forum de l' Arsena, dopo la fuga dei moderatori, si combatte ormai per l’ Idea Repubblicana Nazionaleuropea (IRN).
Nessuna speranza può emergere da pulsioni "pujadiste" tipiche del qualunquismo leghista o da improponibili "commissioni interpartitiche" sul tema dell’immigrazione (come se questo fosse il vero problema), né da una destra anacronistica nelle sue posizioni conservative e follemente filo-americane.
Continuiamo perciò a battere là dove il dente duole; esiste uno spazio non coperto di una Sinistra Repubblicana Nazionaleuropea (SRN) che in Italia oggi nessuno può (o forse vuole per desiderata altrui) rappresentare e che pure è l’anima profonda del popolo vessato, precarizzato e disilluso. Uno spazio che sembra rimanere in un limbo di incoscienza politica profonda ma che potrebbe toccare le corde più sentite di tutti i "non garantiti" che oggi sono innanzitutto gli italiani in quanto tali, in declino addirittura fisico e non solo economico.
Da qui l’aspettativa di molti nel pensare che occorre muoversi per non essere travolti dall’inedia di una esistenza passiva che è poi il disegno strategico della cupola plutocratica che mira a incanalare le masse in un abnorme tubo digerente impedendo ogni possibilità di sviluppo. La costruzione di un pianeta totalmente asservito, senza Liber' Uomini, sarebbe lo sbocco finale di tanta infamia.
Più volte molti hanno sollecitato un incipit e più volte tutto è sembrato cadere nel vuoto. Continuo a credere che se esistessero delle volontà trascendenti le fazioni, senza "blocchi yaltici", tutto sarebbe possibile. Certo bisognerebbe cominciare a riordinare le idee sotto il profilo culturale per comprendere come oggi potrebbe essere una nuova Resistenza contro le forze anti-nazionaleuropee da parte del movimentismo repubblicano. Senza abiure da parte di nessuno ma anzi valorizzando ognuno le proprie radici identitarie nel concetto strategico finalizzato al recupero di una coesione nazionale, di una sovranità piena e consapevole, di una indipendenza totale e preminente nella valorizzazione etica dell’uomo contro ogni sopraffazione economicista a difesa dell’interesse popolare contro ogni oligarchia particolare.
Il Velinaro è forte, il Velinaro è potente, il Velinaro è alle porte ma non ha ancora vinto e su 'sto forum- fortunatamente - c’è ancora chi lo dimostra.