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  1. #61
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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate Visualizza Messaggio
    Comunista?
    A me pare un po strano che un
    comunista si schieri con l'Iran
    (ove i comunisti sono fuorilegge
    in quanto antirivoluzionari),e si
    ispiri a cristo(il vero comunista
    o e' ateo..o non e').
    Di veri comunisti cristiani e veri cristiani comunisti è pieno il mondo e l'Italia in primis, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti...
    D'altra parte il pauperismo demagogico è tipico di certi gruppi cristiani "sociali" e di certi progressisti più o meno atei.

    La fusione di "valori" cristiani e "bolivaristi" è uno dei pilastri del mondialismo.

  2. #62
    Dio e Po***o
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    Citazione Originariamente Scritto da delmo Visualizza Messaggio
    grandissimo!

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da M.de Bonchamps Visualizza Messaggio
    No, non lo é da sempre ma da quando ha cominciato ad aver rapporti coll'Iran, quindi non è una scelta spontanea o naturale, ma indotta, quindi di facciata

    Tra i primi consiglieri politicin di Chavèz c'era Norberto Ceresole, politologo argentino, peronista, revisionista olocaustico, filo-iraniano e anti-sionista.
    Tra i suoi testi "Lettera agli amici iraniani"(che trovate in internet in spagnolo).
    Dopo qualche anno Ceresole si allontanò da Chavèz per alcune incomprensioni politiche, ma Chavez lo ricoreda sempre con affetto.

    Questo testo è tratto da un sito di propaganda filo-Forza Italia però illustra bene il personaggio:
    Ceresole, argentino che ha studiato anche in Italia, morto nel 2003, è l’uomo chiave per capire l’evoluzione politica dell’America latina attuale. In origine Ceresole è membro del movimento dei Montoneros, rivoluzionari argentini a metà tra Potere Operaio e le Brigate Rosse. In seguito diventa consulente del generale peruviano Velasco Alvarado (un’operazione condotta in tandem con i servizi sovietici, via Cuba). Quando l’Argentina cade sotto la dittatura, Ceresole va in Spagna a dirigere l’Istituto di studi latino-americani e a compilare il programma elettorale del Partito della Democrazia Sociale, guidato da Emilio Massera, membro della giunta militare Videla e legato alla P2. In seguito, tornato in Argentina diventa consulente dei carapintadas e contribuisce all’arresto di molti ex compagni di lotta, tanto da far pensare a un suo antico doppio gioco, secondo quanto dichiarato nel 2000 dalla organizzazione Nizkor, che si occupa di diritti umani. Le teorie di questo uomo-ombra sono state fondamentali per Hugo Chavez, che lo ha voluto come proprio consigliere all’indomani della conquista del potere.

    Dopo un anno di proficua collaborazione, Chavez ha dovuto licenziare Ceresole solo perché quest’ultimo era diventato impresentabile a causa del suo esplicito antisemitismo. Tuttavia, le sue idee sono state seguite passo per passo dal presidente venezuelano. Ceresole era un fanatico del multipolarismo anti-statunitense, e questo significava una doppia strategia: da una parte la partnership commerciale e strategica con Brasile, Cina, Francia e Russia, dall’altra una alleanza energetica con gli altri paesi produttori, in particolare con Iran, Irak e Libia. La teoria politica di Ceresole venne esposta da un libro scritto durante la sua permanenza in Venezuela come consulente del governo, dal titolo “Caudillo, Ejercito, Pueblo” (1999), basato sul concetto di “post democrazia”. Ceresole e Chavez convengono che il caudillismo è una micro dittatura, ma giustificata dal fatto che nell’America latina non c’è una classe dirigente rivoluzionaria; pertanto il potere può legittimamente essere esercitato da una sola persona, mentre l’esercito diventa il sostituto dei partiti… Mussolini spiega Chavez e Chavez spiega Mussolini.

    Come se non bastasse, è sempre Ceresole a guidare la ventata antiebraica latino-americana – la stessa perseguita da Carlos lo Sciacallo, per conto dei palestinesi dell’FPLP -. La “Lettera ai miei amici iraniani” di Ceresole spiega come mai Ahmadinejad sia stato ricevuto per primo proprio da Hugo Chavez. Ceresole era un antisemita convinto: scrisse che gli attentati dell’11 settembre erano opera degli “ebrei”. Nel suo scritto sulla “questione giudea” nega di essere nazista, ma afferma di essere revisionista: “Faccio parte di un nuovo revisionismo che ha per oggetto quello di dimostrare che il canone sulla deportazione e la morte dei giudei sotto il sistema nazista è una mitologia”.

    Questo “mito” servirebbe a giustificare l’“impresa coloniale” compiuta ai danni della “Palestina araba”. Naturalmente gli ebrei governano il mondo e in particolare gli Stati Uniti d’America… vecchie teorie che risalgono le fogne della Storia. E’ ovvia – in questo quadro - l’alleanza di Chavez con l’Iran. Quando Khatami venne in visita ufficiale a Caracas (gennaio 2005), il dittatore latino definì l'Iran un "modello di sviluppo" per il Venezuela, elogiando, soprattutto, il suo programma nucleare e il suo “coraggio” contro Usa e Israele. Questo è l’uomo abbracciato politicamente dallo schieramento al governo e abbracciato fisicamente da Fausto Bertinotti. Quanto alla visita di Chavez al Papa, non può certo costituire una foglia di fico: anche Mussolini venne ricevuto Oltretevere. In compenso il neo comunismo non può pretendere di far abbeverare un’intera Nazione alle sorgenti avvelenate dai nemici della democrazia.

  4. #64
    miticomush88
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    "Tra i miei ispiratori ideali ci sono Lenin, Castro e Mussolini"
    Hugo Chavez
    (dichiarazione all'indomani della sua vittoria alle elezioni)

    IN VENEZUELA C'E' UN PALAZZO A FORMA DI FASCIO LITTORIO COSTRUITO DA FASCISTI CHE DOPO LA GUERRA SI TRASFERIRONO LI'!

    Chàvez inoltre possiede tutti i testi del Duce!

    Onore al camerata Hugo Chàvez!

  5. #65
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    Il FOndo Monetario Internazionale è servito!

    W Chavez

    abbasso i cravattari made in USA

  6. #66
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    "Parole del presidente Hugo Chavez ad una riunione del 13 novembre 2004 al palazzo di Miraflores e poi ripetute in un suo discorso pubblico a reti unificate nel gennaio 2005:

    "Ai miei compagni:
    La lotta per un paese libero e migliore inizia ora. Dopo aver combattuto tante lotte contro l'opposizione, che resiste a perdere il suo vecchio stile di vita, ormai manca poco.
    E' ora imperativo prendere il potere assoluto.
    Fintanto che domineranno i mezzi di comunicazione radiotelevisivi come la carta stampata e i gruppi religiosi, essi condurranno i nostri bambini verso cammini antinazionalisti, e condurre il Venezuela ad essere il paese leader del socialismo americano sarà un'utopia.

    Abbiamo già avanzato leggi contro i media. Molto presto avremo una legge sulle religioni, i miti ed altro ancora. La mia grande illusione, compagni, è quella di portare a compimento il sogno di Bolivar. Riunire in Americalatina i cinque paesi bolivariani, Venezuela, Colombia, Perù, Ecuador e Bolivia nella federazione delle repubbliche che chiameremo Unione delle Repubbliche Socialista Bolivariane (U.R.S.B.). Con una moneta unica, che sarebbe il Sucre.

    Sappiamo che il cammino è difficile, ma è siamo in cammino, come ripeteva sempre il mio compagno comandante Argimiro Gabaldon, quando combatteva nelle gloriose battaglie guerrigliere degli anni 60 e 70, contro l'esercito fascista che imperava in Venezuela.

    Sappiamo anche che non ci può essere rivoluzione senza morti, perchè la rivoluzione è un'interminabile guerra contro interessi molto potenti, come diceva il nostro mentore Norberto Ceresole .
    Però a mano a mano che i giovani saranno condotti verso la nostra causa, sarà più facile la vittoria finale. Prendiamo l'esempio di Cuba. Nei primi anni avrebbero potuto distruggere la rivoluzione, ma ora non più, dopo che i bambini sono cresciuti con una mentalità socialista. Possiamo affermare che Cuba è invincibile e la frase "non torneranno" ormai è un fatto compiuto.
    In Venezuela, prima abbiamo creato i Circoli Bolivariani, poi le missioni ed ora le UBES [Università Bolivariane, ndt]. Però manca compiere l'ultimo passo, il più importante e decisivo: i tribunali popolari. Questi si devono creare possibilmente in ogni isolato per poter avere un controllo dei controrivoluzionari e mantenerli con mano dura. Non possiamo essere deboli, anche se questi sono i nostri vicini, a meno che si integrino al processo. E' la stessa tecnica utilizzata dal nostro libertador, il generale Bolivar quando decretò la guerra fino alla morte.

    Ogni giorno dell'anno e lavorando per la rivoluzione in ogni momento, senza preoccuparci se mangiamo o se abbiamo di che vestirci: solo così potremo ottenere il trionfo totale. Che queste idee non restino dentro a queste quattro mura. Dobbiamo diventare missionari della rivoluzione. Compagni. Patria o Morte".

  7. #67
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    Ma le Affinità elettive di Chavez non si fermano certo qui, come ricorda uno studio della INCA CGIL. Imprigionato per due anni dopo aver tentato un golpe nel 1992, l’allora tenente colonnello entra in contatto epistolare con personaggi come: “Raùl De Sagastizàbal, appartenente al gruppo neo nazista argentino dei carapintadas capeggiato da Raùl Seineldin e Aldo Rico. Il rapporto inizia in seguito ad alcune critiche al peronismo mosse da Chàvez. Raùl De Sagastizàbal, che si considera peronista, lo invita in Argentina per fargli conoscere meglio quella dottrina. In effetti, all’uscita dal carcere, nel 1994, Chàvez farà tre viaggi che segneranno il suo futuro politico. Il primo in Argentina. Lo riceve all’aeroporto la moglie di De Sagastizàbal che lo porterà a casa di Norberto Ceresole”. Ceresole, argentino che ha studiato anche in Italia, morto nel 2003, è l’uomo chiave per capire l’evoluzione politica dell’America latina attuale. In origine Ceresole è membro del movimento dei Montoneros, rivoluzionari argentini a metà tra Potere Operaio e le Brigate Rosse. In seguito diventa consulente del generale peruviano Velasco Alvarado (un’operazione condotta in tandem con i servizi sovietici, via Cuba).
    Quando l’Argentina cade sotto la dittatura, Ceresole va in Spagna a dirigere l’Istituto di studi latino-americani e a compilare il programma elettorale del Partito della Democrazia Sociale, guidato da Emilio Massera, membro della giunta militare Videla e legato alla P2. In seguito, tornato in Argentina diventa consulente dei carapintadas e contribuisce all’arresto di molti ex compagni di lotta, tanto da far pensare a un suo antico doppio gioco, secondo quanto dichiarato nel 2000 dalla organizzazione Nizkor, che si occupa di diritti umani. Le teorie di questo uomo-ombra sono state fondamentali per Hugo Chavez, che lo ha voluto come proprio consigliere all’indomani della conquista del potere. Dopo un anno di proficua collaborazione, Chavez ha dovuto licenziare Ceresole solo perché quest’ultimo era diventato impresentabile a causa del suo esplicito antisemitismo. Tuttavia, le sue idee sono state seguite passo per passo dal presidente venezuelano. Ceresole era un fanatico del multipolarismo anti-statunitense, e questo significava una doppia strategia: da una parte la partnership commerciale e strategica con Brasile, Cina, Francia e Russia, dall’altra una alleanza energetica con gli altri paesi produttori, in particolare con Iran, Irak e Libia. La teoria politica di Ceresole venne esposta da un libro scritto durante la sua permanenza in Venezuela come consulente del governo, dal titolo “Caudillo, Ejercito, Pueblo” (1999), basato sul concetto di “post democrazia”. Ceresole e Chavez convengono che il caudillismo è una micro dittatura, ma giustificata dal fatto che nell’America latina non c’è una classe dirigente rivoluzionaria; pertanto il potere può legittimamente essere esercitato da una sola persona, mentre l’esercito diventa il sostituto dei partiti… Mussolini spiega Chavez e Chavez spiega Mussolini. Come se non bastasse, è sempre Ceresole a guidare la ventata antiebraica latino-americana – la stessa perseguita da Carlos lo Sciacallo, per conto dei palestinesi dell’FPLP -. La “Lettera ai miei amici iraniani” di Ceresole spiega come mai Ahmadinejad sia stato ricevuto per primo proprio da Hugo Chavez. Ceresole era un antisemita convinto: scrisse che gli attentati dell’11 settembre erano opera degli “ebrei”. Nel suo scritto sulla “questione giudea” nega di essere nazista, ma afferma di essere revisionista: “Faccio parte di un nuovo revisionismo che ha per oggetto quello di dimostrare che il canone sulla deportazione e la morte dei giudei sotto il sistema nazista è una mitologia”. Questo “mito” servirebbe a giustificare l’“impresa coloniale” compiuta ai danni della “Palestina araba”. Naturalmente gli ebrei governano il mondo e in particolare gli Stati Uniti d’America… vecchie teorie che risalgono le fogne della Storia. E’ ovvia – in questo quadro - l’alleanza di Chavez con l’Iran. Quando Khatami venne in visita ufficiale a Caracas (gennaio 2005), il dittatore latino definì l'Iran un "modello di sviluppo" per il Venezuela, elogiando, soprattutto, il suo programma nucleare e il suo “coraggio” contro Usa e Israele. Questo è l’uomo abbracciato politicamente dallo schieramento al governo e abbracciato fisicamente da Fausto Bertinotti. Quanto alla visita di Chavez al Papa, non può certo costituire una foglia di fico: anche Mussolini venne ricevuto Oltretevere. In compenso il neo comunismo non può pretendere di far abbeverare un’intera Nazione alle sorgenti avvelenate dai nemici della democrazia.

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Romanaccio Visualizza Messaggio
    ma quann'è che l'ammerregani buttano giù a sto stronzo? ce semo stufatiii


    NO AR COMMUNISMO!
    Ma fottiti te e gli "ammerregani"!

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Romanaccio Visualizza Messaggio
    er nostro modello deve essere lui






    altro che quer comunista de mmerda!!!
    Continua così ti prego!

  10. #70
    miticomush88
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    Citazione Originariamente Scritto da Romanaccio Visualizza Messaggio
    er nostro modello deve essere lui






    altro che quer comunista de mmerda!!!
    muahahahahahahahahahah!!!!!

    fai troppo ridere!

    W CHAVEZ,W IL SOCIALISMO!

 

 
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