-Torniamo, per un attimo, alla difficile assimilazione che lei intese intravederefra fascismo e comunismo...
-Le dirò di più: fino ad un certo momento del percorso della rivoluzionecomunista, ho persino sognato - come ricorderà - che le due rivoluzioni, quella fascista e quella comunista, appunto, potessero unirsi... Ancora nel 1940,sentivo di poter affermare: “...eppure giorno verrà, in cui il soviet, permeandosi dispirito gerarchico, e la corporazione, di risoluta anima rivoluzionaria,s’incontreranno sopra un terreno di redenzione sociale”.
-Che cosa intendeva dire?
-Fascismo e comunismo hanno la stessa matrice ideologica: il socialismo,appunto... Perché crede che sul punto di essere fucilato gridai “Viva ilsocialismo”?
-Non lo so: me lo dica lei...
-Il fascismo, all’inizio del suo percorso, divaricò la forbice dalla matriceoriginaria per poi gradualmente, riavvicinare le punte del compasso. Fino a farlecoincidere in una formula, in qualche modo “socialista”, forse inedita nellastoria, sì, ma fedele all’originaria aspirazione e, ai miei occhi, a tutt’oggi,insuperata. Il comunismo, invece, uscì sì dallo stesso punto originario, ma poirealizzò la completa ottusità dell’angolo... Fino ad abortire in una sorta dicapitalismo di stato... Cosa, quest’ultima, assai diversa da qualsiasiconcezione di socialismo si voglia intendere...



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