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  1. #1
    Giuro di essere fedele al Re!
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    Predefinito 32 - Un re è il miglior risparmio

    Un re è il miglior risparmio


    I bilanci preventivi approvati annualmente dalle Corti sono l’indicatore della pressione fiscale alla quale sottostanno i cittadini. È sicuramente giusto e conveniente che ciascuno li analizzi per giudicare come e per cosa viene speso il denaro di tutti gli Spagnoli. .[.]

    Una delle voci, in altri tempi molto discussa, è l’appannaggio alla Casa del Re.
    Nel preventivo 2006 venne stabilito l’importo di € 9'050'000 che, diviso tra i 44 milioni di Spagnoli, fa ricadere su di ogni cittadino la somma di € 0,21.

    Per poter maturare un giudizio comparativo, vediamo la collazione tra le cifre nostrane e quelle corrispondenti in altri grandi Paesi europei dall’economia più forte della nostra.

    1. In Germania, l’importo stabilito per il Presidente della Repubblica è di 21'600'000 euro. Essendo i Tedeschi in numero di 82 milioni, ognuno paga € 0,26.
    2. La Francia spende per il suo presidente della Repubblia 30'500'000 euro; la sua popolazione arriva ai 61 milioni, ogni Francese spende quindi € 0,50 per il suo presidente.
    3. In Inghilterra il bilancio è in Lire Sterline, lo converto in euro per facilitare il lettore. Il paragrafo in questione somma 54'000'000 di euro, ciò che significa € 0,91 per la Regina a carico di ciascuno dei 59'000'000 di Inglesi.
    4. Per ultimo, l’Italia, con 425'000'000 di euro e 57'000'000 di Italiani. Ad ogni cittadino, quindi, il presidente della Repubblica costa € 7,46.


    Pur non essendo io un matematico, mi risulta chiaro che la spesa minore, in termini assoluti, è quella per il Re di Spagna; dato di per sé significativo giacché, per via del loro ruolo congenere, le spese dei capi di Stato dovrebbero essere similari, indipendentemente dal PIL dei vari Paesi.
    Il Re di Spagna, inoltre, è anche il meno costoso per i suoi sudditi considerati individualmente.
    Va aggiunto che la Famiglia Reale, a differenza di altre Monarchie europee, non possiede tesori, giacché nel XIX secolo vennero confiscati tutti i suoi beni con un atto che manifestò obliosa ingratitudine visto che alcuni anni prima, il Re, fondando il Museo del Prado aveva generosamente donate le sue collezioni d’arte alla Nazione.
    Quale valore hanno, oggi, gli stupendi quadri donati dal Re e raccolti nelle gallerie del Prado?

    I re sono tali sino all’ultimo giorno della loro vita, non si prevedono emolumenti e non esistono regole per il loro pensionamento o prepensionamento, come quelle che hanno fatto l’unanimità dei nostri previdenti padridellapatria allorché, poco tempo fa, dibatterono il paragrafo del bilancio che stabiliva rendite e modi della loro messa a riposo.

    E ancora, si consideri un altro aspetto di importante peso economico: in Spagna non c’è elezione del capo dello Stato; i cittadini quindi, oltre a godere l’enorme vantaggio d’avere una suprema magistratura che non dipende da partito alcuno e che è, pertanto, veramente indipendente, risparmiano i costi delle campagne pubblicitarie relative a tale elezione.
    Una generazione viene rapportata ad un lasso di tempo di venticinque anni e, poiché in Spagna si vota ogni quattro anni, se ne deduce che, con il Re, le sono risparmiati i costi di sei elezioni. Se una consultazione generale comporta la spesa di 75'000’000 di euro, ogni re economizza al suo paese la somma di € 450'000'000 che, per ogni Spagnolo, significa 10.23 euro.
    In questa cifra non sono peraltro comprese le spese collaterali e quelle sostenute dai partiti politici per la campagna di sostegno, costi che ricadono sempre sui cittadini.

    Ci si rende conto che, se nel XVII Secolo il “Rey era el mejor alcalde”, nel nostro tempo egli è anche la miglior forma di risparmio per il suo Paese.
    Sarà per questo che, in Spagna, con martellante insistenza, i sondaggi danno la Monarchia quale una delle istituzioni più apprezzate, vale a dire, non si tocca Sua Maestà Don Juan Carlo I.

    Negli ultimi tempi, tuttavia, si riflette intensamente sull’Istituzione Monarchica. Il Paese riconosce senza esitazione che, se oggi gode di una democrazia, lo deve alla volontà, all’azione positiva, allo sforzo di colui che, nel 1975, avendo tutto il potere statale nelle sue mani, lo affidò volontariamente ai rappresentanti del popolo e, nel 1981, impegnò il suo prestigio per sventare il colpo di stato mentre tutte le autorità politiche del Regno erano sequestrate nell’edificio delle Corti.

    Certamente, il Re, ha dimostrato di meritare il Trono, ma anche se così non fosse, sarebbe egualmente utile alla società, perché è l’Istituzione stessa che è necessaria, e non una persona in particolare per quanto valente sia. [.] Le istituzioni si forgiano per tutti i tempi a venire, e in quelli difficili saranno ancor più necessarie di quanto potrebbero non esserlo in quelli agevoli.

    Per questo, perché la Spagna possa guardare con serenità al suo futuro, Viva il Re! Vale a dire, Juan Carlos I, i suoi figli, i suoi nipoti e bisnipoti.

    di Íñigo Moreno
    ---------------------------------
    mia libera traduzione dal sito:
    ABC.es
    http://www.abc.es/hemeroteca/histori...776670086.html

  2. #2
    the dark knight's return
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    consiglio su questo argomento il libro "Casta"...per ricordare quanto fa schifo questa repubblica

  3. #3
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    ma il libro che suggerisci da chi é edito e chi ne è l'autore?
    grazie

  4. #4
    the dark knight's return
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    "La casta - Così i politici italiani sono diventati intoccabili" è un libro presentato l'altra sera a Matrix, scritto da due famosi giornalisti: Giannantonio Stella e Sergio Rizzo del Corriere della Sera. Forse qualche cosa meamche l'hanno scritta, ma da come viene presentato, rispetto ai vari schieramenti politici, sembra sia proprio "bipartizan".

    Vorrei acquistarlo ma le tre libreria alle quali mi sono rivolto l'hanno già finito.
    Oltre ad avvelenarsi il fegato ed farsi scoppiare la bile, credo possa essere utile a saperne un pò di più sui costi della politica.
    C'era un altro post in merito ma non l'ho trovato.
    Intanto copio il link di radio radicale che parla del libro in questione

    http://fainotizia.radioradicale.it/2007/05/04/i-politici-italiani-sono-una-casta-parla-gianantonio-stella-domani-su-lopinione-a-pagina-2

    “I politici italiani sono una casta”

    Parla Gianantonio Stella

    “Nessun qualunquismo e nessun moralismo da parte mia e di Rizzo nel voler scrivere il libro sugli sprechi”

    La prima cosa che il giornalista del “Corriere della Sera” Gianantonio Stella tiene a precisare a proposito del libro scritto a quattro mani con Sergio Rizzo e inviolato non per caso “La casta” (editore Rizzoli), in libreria da pochi giorni, è che “l’intento con cui abbiamo lavorato non è stato né moralistico né qualunquistico”.

    Il problema è quello del contribuente che paga per mantenere con le tasse sempre più elevate un apparato burocratico elefantiaco con troppi enti locali “(le province sarebbe meglio abolirle come già diceva il liberale Einaudi”) che si sovrappongono e con troppi stipendi parassitari. “Non è possibile – dice Stella- che un presidente di consiglio circoscrizionale guadagni 5 mila euro al mese o che una Asl abbia più centralinisti di Buckingam palace, e se la politica non si fa carico di correggere queste cose, allora deve per forza subentrare la denuncia giornalistica e l’inchiesta”.

    D’altronde basta leggere su internet come la stessa Rizzoli promuove questo libro per capire di cosa stiamo parlando: “Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d’oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. “Rimborsi” elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più “virtuose” moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati “trombati” consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l’autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l’intera società italiana…”

    Insomma Stella siamo vicini al punto di non ritorno con questi sprechi?

    “Io temo di sì e quando sento che alcuni uomini politici si lamentano del presunto qualunquismo di questa inchiesta mi rendo conto di quanto una gran parte di quella che io chiamo già nel titolo del libro “casta” viva fuori dalla realtà. Qui non si tratta di contestare i costi della politica in quanto tali o il finanziamento pubblico al quale io e Rizzo non ci dichiariamo contrari. In ballo invece c’è il contenimento di una spesa pubblica che si perde in mille sprechi e in migliaia di privilegi e che il cittadino non è più disposto a tollerare pagando di tasca sua. Anche perchè, e qualcuno questo poco lo nota, se le tasse finiscono quasi tutte per mantenere il parassitismo politico clientelare, cosa ci rimane per il welfare?”

    Un capitolo del libro, riguardante le spese del Quirinale e i suoi bilanci non trasparenti, è stato anticipato qualche giorno fa dal Corriere della sera che è il giornale per cui tu scrivi. Che reazioni sono venute dall’inquilino del Colle?

    “Da quello attuale per ora nessuna. Dal suo predecessore invece una precisazione pubblicata dal “Corriere” in cui si evidenziava il fatto che l’appannaggio fosse rimasto invariato e che per giunta adesso ci si pagavano sopra le tasse, merito questo non di Ciampi ma di una legge approvata all’epoca del suo predecessore Scalfaro su proposta di un deputato che si chiama Nicola Bono (di An, ndr) contenuta in un emendamento alla finanziaria del 1997, votato a larga maggioranza.”

    E nel merito della scarsa trasparenza dei conti del Quirinale lievitati fino a quattro volte quelli di Buckingam Palace? Qualcuno come al solito ha gridato alla lesa maestà istituzionale?

    “Nel merito nessuno risponde, l’essere casta consiste in questo. E nel non curarsi neppure più delle critiche. C’è la convinzione che sia un attacco alla democrazia, ad esempio, chiedere come sia possibile che Bassolino abbia avuto nel 2004 un fondo spese per la rappresentanza dodici volte più alto di quello del presidente della repubblica tedesco. Io mi chiedo se questo sia un modo serio di rispondere in un dibattito. Accusando che fa inchieste di qualunquismo e demagogia. Come se fossero i giornalisti da allontanare la gente dalla politica semplicemente denunciando questi atteggiamenti parassitari.”

    Che deduzioni si possono trarre da questa difesa corporativa, o di “casta”?

    “Diciamo la verità , io non sono mai stato radicale né ho mai votato per Pannella, però sono gli unici che in tutti questi anni si sono dimostrati sensibili alla riduzione degli sprechi e dei costi assurdi della politica. Degli altri invece non ricordo iniziative serie per ridurre questi incredibili privilegi.

    Resto sbalordito a vedere il professor Luigi Cancrini, che milita nel partito di Diliberto, che non più tardi di dieci giorni fa ha detto di volere chiedere al governo un’accelerazione su due temi come la lotta alla povertà e quella al privilegio, e che invece adesso giustifica il fatto di godere non solo della retribuzione da parlamentare italiano ma anche della pensione da consigliere regionale del Lazio, se non è “casta” questa non so di che stiamo parlando..”

    Naturalmente,come si diceva prima, la difesa degli interessati coincide con l’accusa nei tuoi confronti e del tuo collega Rizzo di essere dei “qualunquisti”..?

    “E’ una difesa disperata. Io odio il partito della bistecca o della pagnotta, non ho mai detto che i politici siano tutti uguali e non mi ritengo affatto un qualunquista. E credo di potere parlare anche per Rizzo. Noi non diciamo neppure che la polizia non debba essere finanziata, anzi la pensiamo al contrario. Però ci vuole il senso della misura. E il libro è stato fatto con questo spirito. Noi non vogliamo che il Capo dello Stato vada a vivere in una palazzina a Montesacro. Deve certamente avere una residenza di grande rappresentanza.

    E’ una questione di immagine internazionale. Dobbiamo fare bella figura. Però non si capisce perchè debba costare quattro volte Buckingam palace. Questo non è accettabile.”

    La morale del libro è che gli italiani non possono permettersi gli attuali costi della politica?

    “Esatto, noi non possiamo permetterci più l’esistenza di comunità montane che stanno a livello del mare o i presidenti dei consigli circoscrizionali con l’auto blù e uno stipendio da 5 mila euro al mese, non possiamo permetterci 150 province come qualcuno vorrebbe, che si aggiungono ai comuni e alle regioni e a miriadi di altri enti locali. Non finirà lo stato di diritto e la libertà se si aboliscono le province, lo ha fatto anche l’Inghilterra e mi pare che ci sia ancora la democrazia..”

    Dimitri Buffa

  5. #5
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    Sono un pò tutti dei buffoni quelli che fingono di scandalizzarsi del porcile che è lo... voglio dire la situazione dello Stato. Sono dei buffoni, perchè sanno da sempre che, senza tutto ciò che denunciano e che non sto a rielencare, la republicha non sarebbe sopravissuta e tantomeno sarebbe riuscita, com'è riuscita, ad imbonire gli Italiani.

    Dal tradimento e dall'illegalità generalizzata è nata la repubblica.

    Grazie alla corruzione e allo sradicamento identitario la repubblica è prosperata e si è affermata.

    Lo sapevano e lo sanno. Piangono e denunciano, ma si guardano bene dal parlar chiaro e con onestà intellettiva.
    C'è ancora un imbecille che può venir a dirmi che i "W la repubblica!", che si leggono numerosi sulla stampa e si odono dalla tv, prorompono dal cuore di cittadini pieni di patriottismo?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Fante d'Italia Visualizza Messaggio
    .............C'è ancora un imbecille che può venir a dirmi che i "W la repubblica!", che si leggono numerosi sulla stampa e si odono dalla tv, prorompono dal cuore di cittadini pieni di patriottismo?

    Direi di no !

  7. #7
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    In questo forum si denunciava il problema in tempi non sospetti. La cosa "divertente" è che ultimamente il termine di paragone è l'Imperatore del Giappone o la Monarchia Costituzionale britannica. Non un altra repubblica, bensì un regno. Che cosa significa tutto ciò? Beh, a voler pensare male credo si faccia di tutto per far passare il luogo comune secondo cui una monarchia con una tradizione democratica plurisecolare alle spalle costi molto di più di una qualsiasi repubblica.

  8. #8
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    Ve l'ho raccontato del mio viaggio a Londra qualche mese fa? Il mio amico, ragazzo estremamente intelligente e razionale, cominciò a fare affermazioni qualunquistiche sulla monarchia ("Perchè il popolo dovrebbe sfamare una famiglia reale?")...



    Non poteva credere alle mie parole quando gli ho spiegato la realtà dei fatti. Non poteva crederci. Il problema non risiede nell'intelligenza degli individui... ci sono proprio dei luoghi comuni che hanno radici profonde.

  9. #9
    Mannaggia 'a marina
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    ci sono proprio dei luoghi comuni che hanno radici profonde.
    La scuola.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    Ve l'ho raccontato del mio viaggio a Londra qualche mese fa? Il mio amico, ragazzo estremamente intelligente e razionale, cominciò a fare affermazioni qualunquistiche sulla monarchia ("Perchè il popolo dovrebbe sfamare una famiglia reale?")...



    Non poteva credere alle mie parole quando gli ho spiegato la realtà dei fatti. Non poteva crederci. Il problema non risiede nell'intelligenza degli individui... ci sono proprio dei luoghi comuni che hanno radici profonde.
    verissimo quello che dici. anche dopo le rivelazioni di napolitano, la gente ha nel DNA le buffonate demagogiche repubblicane.

    la monarchia costa più della repubblica, perchè è così. una cosa patetica e ridicola assieme

 

 
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