

Calabresi era un funzionario dello Stato che venne ucciso in un attentato e lo Stato si è impegnato per trovare i colpevoli, questa è giustizia. Lo Stato però si è impegnato anche a tramandare la sua memoria e pulire la sua immagine per rifarsi una verginità che per molti è molto dubbia.
Pinelli è morto tra le mani dello Stato, più precisamente di alcuni funzionari tra cui c'era anche Calabresi...... per cui lo Stato ha trovato più che naturale non cercare con troppo zelo i colpevoli e occuparsi d'altro. E perché avrebbe dovuto? Con tutte le pagine oscure in cui sono coinvolti funzionari pubblici..... o tutti o nessuno, con preferenza per nessuno.


Secondo lei c'è la ben che minima e remota possibilità che emergano fatti nuovi sul caso Pinelli? Di certo noi conosciamo quello che è avvenuto in quegli anni dopo quel fatto, si esagerò troppo nel demonizzare la figura del commissario Calabresi e alla fine è stato ucciso. A mio avviso sono entrambe vittime innocenti di una vicenda legata, se si ricorda pubblicamente il comissario Calabresi non puoi trascurare Pinelli accusato ingiustamente, è una vicenda che nei metodi è bene non si ripeta mai più, anche se hai dei sospetti su un pubblico ufficiale non puoi scatenare una campagna politica d'odio e di vera e propia minaccia come avvenne in quella occasione.


Che Pinelli fu ammazzato lo sanno anche i bambini...quindi basta .Ricordiamo Pinelli e tutti quelli ammazzati in quegli anni e di cui nessuno si ricorda piu' e a cui nessuno appone lapidi.Noi li abbiamo tutti scolpiti nella memoria.




Abbiamo tutte le incongruenze che nel caso di Pinelli sono a dir poco clamorose. Prima di tutto la finestra aperta in una serata in cui era brutto tempo ed era insolitamente freddo al contrario di quanto si afferma, poi le dichiarazioni non congruenti di diversi agenti di polizia. Certo non sono prove che per la legge possano essere definitive (ma anche se lo fossero, la legge interpreta come meglio conviene). C'è il fatto che Pinelli viene descritto da diversi testimoni in prima versione come assolutamente tranquillo e sereno (chiaramente relativamente alla situazione in cui era) durante tutto il periodo di fermo e durante l'interrogatorio per poi all'improvviso farsi prendere da un atto di disperazione (che la polizia giustificò ad esempio con la paura di Pinelli di perdere il posto di lavoro. Un anarchico che avrebbe dovuto aver paura di perdere un posto da ferroviere!!!), c'è il fatto che il cadavere di Pinelli viene visto da alcuni testimoni ad orari diversi da quello ufficiale, in posizioni al suolo diverse da quella ufficiale etc etc.
Personalmente trovo anche solo la presunta dichiarazione finale di Pinelli una farsa; quest'ultimo con una retorica congeniale ad un gerarca fascista ma non certo ad un anarchico di quegli anni avrebbe urlato prima di buttarsi (quindi con tutto il tempo di questo mondo per gli agenti che lo avevano in custodia in quel momento di impedirgli il gesto tra le altre cose) "E' la morte dell'anarchia".
A luta continua




Vorrei ricordare tra le dichiarazioni degli agenti coinvolti nell'omicidio di Pinelli una che mi è rimasta scolpita nella mente.
L'agente in questione asseri di aver tentato il salvataggio di P. e nel vano tentativo gli rimase una scarpa tra le mani...
Nelle foto pubblicate del cadavere di Giuseppe,sono evidentemente calzate entrambe le scarpe.
E pensare che hanno manipolato il cadavere,manco il lavoro sporco sanno fare...
Tutti i miei pensieri piu' belli in questo momento e non solo sono rivolti al Ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli.
Per non dimenticare.
Con el puño cerrado!