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  1. #91
    the dark knight's return
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    vi prego basta ste boiate sull'Olocausto...il sig. erlasca perchè avrebbe dovuto mentire?

  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da SPYCAM Visualizza Messaggio
    Ok

    bene a sapersi.............seconso te quindi non e'
    successo niente al limite sono stati gasati un paio
    di ebrei giusto cosi' per divertimento niente di serio..

    Voglio sentire cosa ne pensano i cosidetti Destri
    Democratii su questo ..........ed anche il candidato
    Presidente Gianfranco....

    spero che legga e risponda invece di fare il coniglio...
    Prima cosa io parlo quando mi pare e come mi pare e non perchè me lo chiede un prestanome qualunque

    Rispondo dicendo semplicemente che io sono una persona che crede ovviamente all'olocausto e penso che siano ridicole le tesi negazioniste.

    Non capisco cosa centri io con chi pensa che l'olocausto sia una invenzione e cosa dovrei fare io

    Detto questo ritengo però senza senso e stupido anche quello che , per esempio , è successo pochi giorni fa a teramo...dove uno storico di fama internazionale è stato aggredito perchè presiedeva un seminario sull'olocausto e negava alcune ricostruzioni storiche. Ovviamente non ne condivido nulla ma su questo sono un profondo liberale nel senso che penso che oguno abbia diritto di parola e di pensarla come crede , sempre ovviamente nel rispetto delle idee altrui e che il confronto sia pacato e civile

    Ritengo che se oggi qualcuno negasse l'olocausto farebbe un'opera semplicemente stupida e un po ignorante poichè negare quello sterminio vuol dire a mio parere chiudersi gli occhi...MA...se c'è qualcuno che vuole legittimamente farlo ha il diritto di farlo...e ha il diritto di dire la sua e di ascoltare magari il sottoscritto che gli dice "Negare che ci siano stati tanti massacri e che ci sia stata una tale tragedia vuol dire essere ignoranti e non voler vedere"

    Ma MAI e poi MAI nella mia vita potrò pensare che quella persona non ha il diritto di non pensarla come me e MAI qualcuno mi impedirà di dirgli che non condivido la sua tesi ...tutto qui
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

  3. #93
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    Mio Dio e ti pare poco negare quanto sopra?? ti se idimenticato di annoverare anche gli esperimenti scientifici compiuti sulle persone ....
    non dico che è poco, infatti tesi del genere fanno cadere le menzogne che ci raccontano da 60 anni.


    Peccato che oltre ad internet ci passino anche un sacco di documentari con tanto di documentazione fotografica
    quello che si vede nei documentari (e io ti assicuro che, da appassionato di storia, ho avuto di vederne molti) non dimostra l'esistenza di camere a gas con zyklon b.

  4. #94
    the dark knight's return
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    giò non ho nulla con te personalmente maqueste cose come le spieghi?











  5. #95
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da Richard Gecko Visualizza Messaggio
    vi prego basta ste boiate sull'Olocausto
    se sentiamo le stronzate dei laicisti, dei comunisti e dei sinistroidi non vedo perchè non dobbiate sentire anche le nostre

    ...il sig. erlasca perchè avrebbe dovuto mentire?
    perlasca ha dimostrato l'esistenza delle camere a gas? questa mi è nuova.

  6. #96
    the dark knight's return
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    se sentiamo le stronzate dei laicisti, dei comunisti e dei sinistroidi non vedo perchè non dobbiate sentire anche le nostre



    perlasca ha dimostrato l'esistenza delle camere a gas? questa mi è nuova.
    Perlasca quante persona ha salvato dalle camere a gas?eppure mica era laicista e di sinistra

  7. #97
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    Citazione Originariamente Scritto da Richard Gecko Visualizza Messaggio
    giò non ho nulla con te personalmente maqueste cose come le spieghi?










    in che senso scusa?
    NON le spiego di certo con le camere a gas

  8. #98
    the dark knight's return
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    questa è una doccia?

  9. #99
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    Citazione Originariamente Scritto da Richard Gecko Visualizza Messaggio
    Perlasca quante persona ha salvato dalle camere a gas?eppure mica era laicista e di sinistra
    eh no Luca, non rigirare la frittata, qua si è detto che non sono esistite le camere a gas non che gli ebrei non fossero spediti nei campi di concentramento

  10. #100
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    Citazione Originariamente Scritto da Richard Gecko Visualizza Messaggio



    questa è una doccia?
    la questione non la risolvi di certo con la prima foto che si trova nell'elenco delle immagini di google sulle camere a gas.

    Quelle sono state costruite dopo la guerra.


    fonte: http://ita.vho.org/Finale/S_Finale.h...MERE%20A%20GAS

    LE CAMERE A GAS
    Per quello che concerne le camere a gas, cominceremo il nostro discorso esaminando il tipo di gas. Si tratta dello Zyklon-B, a base di acido cianidrico.

    L'acido cianidrico è stato utilizzato già da prima della Prima Guerra Mondiale per combattere topi e insetti dannosi.

    E' quindi utilizzato abitualmente per impedire la diffusione di epidemie di tifo e peste su battelli ed edifici. E' classificato, secondo le normative CEE, come sostanza tossica e infiammabile. L'inalazione di forti quantità è letale in brevissimo tempo. Se viene inalato in piccole quantità causa mal di testa, vertigini, nausea e vomito.

    Può essere assimilato anche per contatto con la pelle. Per riscaldamento o per azione di catalizzatori può esplodere, ed è quindi conservato in presenza di stabilizzanti.

    Risulta instabile al contatto con l'acqua e, mescolato con aria diventa una potente miscela esplosiva.

    Il suo odore è caratteristico, di mandorle amare, non spiacevole. Riesce ad uccidere tutti gli animali superiori e gli insetti, ma non i batteri: questo significa che non è un disinfettante.

    Spesso è prodotto quando viene bruciata la cellulosa, costituendo un possibile pericolo in caso di incendio.

    Gli effetti tossici sono: nausea, malessere diffuso, respirazione accelerata, svenimenti, coma, morte per arresto dell'ossidazione del metabolismo. La persona che lo maneggia deve indossare una tuta antichimica che copra tutto il corpo: di solito le maschere antigas non sono molto efficaci, ma per lo più può essere utilizzata, per brevi periodi di esposizione, una maschera con filtro di tipo "J", considerata la più "severa" di tutte. La ditta tedesca che sovrintese alla fabbricazione e alla distribuzione dello Zyklon-B fu la DEGESCH di Francoforte.

    Veniva quindi distribuito assorbito su un supporto poroso come polpa di legno o terra di diatomee, confezionato in pasticche e sigillato ermeticamente in scatole di latta.

    Le pasticche vengono sparse sul pavimento dell'area da fumigare. Questa è l'unica maniera per spargere efficacemente il gas: è quindi un falso il racconto secondo il quale il gas fosse immesso dai fori dei pomi delle docce, tecnica di gasazione assurda inventata dai testimoni (cosiddetti oculari) più sprovveduti che non avevano la minima idea di cosa fosse lo Zyklon-B. Il procedimento di diffusione richiede da 24 a 48 ore.

    Dopo la fumigazione, la ventilazione avviene in un minimo di 10 ore. Se l'ambiente non ha finestre, il tempo necessario si allunga notevolmente. Nel caso di un edificio, dovrebbe essere in mattoni ed essere ricoperto all'interno e all'esterno di catrame o asfalto.

    Le porte e le finestre devono essere sigillate con tela gommata ed impermeabilizzate con un buon sigillante, come il catrame o il neoprene al fine di prevenire filtrazioni e rendere le superfici porose impermeabili all'impregnazione da parte del gas.

    Il controllo dell'aria dopo la ventilazione è effettuato mediante un test chimico costituito da un foglio di carta rivelatore imbevuto di una miscela di acetato di rame e benzene e che diventa azzurro in presenza di acido cianidrico.

    Per quel che riguarda l'uso in camere a gas per esecuzioni, è poco raccomandabile.

    Infatti la progettazione di una camera a gas per esecuzioni implica l'attento esame di molti problemi che, se trascurati, potrebbero causare la morte o lesioni a testimoni e operatori.

    Lo Zyklon-B è poco pratico per il tempo che comporta la rimozione del gas dal supporto inerte.

    Inoltre, c'è sempre il rischio di esplosione: è necessario, infatti, l'impiego di aria riscaldata per evitare che il gas condensi, e la presenza di un riscaldatore può causare una detonazione.

    Tutti i contatti elettrici e gli interruttori devono essere ridotti al minimo indispensabile, devono essere a prova d'esplosione e ubicati fuori dalla camera.

    Per questo, infatti, nelle camere a gas usate negli Stati Uniti, si preferisce utilizzare il metodo di produrre il gas nella stessa camera al momento della esecuzione: viene infatti riempito un recipiente in ceramica di acido solforico mediante una leva.

    Quindi vengono immessi nel recipiente 25 grammi di cianuro di sodio, sufficienti per produrre una concentrazione di 3000-3200 ppm, rapidamente mortale.

    Dato che il gas è più leggero dell'aria, viene utilizzato un dispositivo di espulsione nella parte superiore della camera.

    Una tubatura di almeno 13 metri provvede a disperdere il gas all'esterno senza causare danni.

    E' sempre necessario un sistema elettrico di chiusura che impedisca l'apertura della porta prima che la camera sia in condizioni di sicurezza.

    Inoltre, fuori dalla camera, dove si trovano i testimoni e il personale, si trovano allarmi sonori e un sistema di immissione ed estrazione dell'aria. E' sempre installato anche un dispositivo per bloccare l'esecuzione al fine di proteggere i testimoni e permettere di evacuare la camera in caso di pericolo.

    Deve essere sempre presente personale medico qualificato con a portata di mano apparati di respirazione d'emergenza e attrezzature mediche contro avvelenamenti da acido cianidrico.

    La camera a gas deve essere infine lavata con ammoniaca, così come il cadavere.

    Una possibile soluzione agli inconvenienti dell'uso dello Zyklon-B avrebbe potuto essere quella di riscaldare il gas all'esterno della camera e far circolare la miscela di gas e aria attraverso una tubatura per poi introdurre tale miscela nella camera, come fu fatto per gli apparecchi di disinfestazione della DEGESCH, ma ciò potrebbe causare un rischio maggiore e situazioni poco prevedibili per gli operatori.

    D'altronde l'apparato di disinfestazione della DEGESCH fu progettato per l'utilizzo all'aria aperta, in un'area ben ventilata e alla presenza di personale qualificato.

    Molti stati americani hanno usato e usano tuttora il gas come mezzo di esecuzione, ma, a causa dei pericoli inerenti all'uso del gas e del costoso mantenimento dell'attrezzatura, oltre che della produzione dello stesso gas, è in atto la tendenza a sostituire la camera a gas con l'iniezione letale.

    AUSCHWITZ
    Iniziamo con Auschwitz: era logico che i creatori del mito delle camere a gas facessero di Auschwitz il centro della loro propaganda.

    Era infatti il campo più importante, aveva registrato, per epidemie di tifo, elevati tassi di mortalità, e aveva inoltre in dotazione dei crematori.

    Inoltre, Birkenau faceva da campo di transito per gli ebrei trasferiti all'Est.

    Quindi, non si potevano avere di certo condizioni più favorevoli per la nascita di un mito.

    Auschwitz fu occupata dai sovietici il 27 gennaio 1945. Dopo l'occupazione, il campo venne chiuso.

    Successivamente, solo alcuni osservatori occidentali (scelti con cura) vi furono ammessi, fino a che non fu aperto il museo di Auschwitz.

    Finita la guerra, gli inglesi diedero la caccia a Rudolf Höss(8), che doveva diventare il testimone chiave del più grande crimine di tutti i tempi. Höss si era nascosto e viveva sotto il nome di Franz Lang in una fattoria nello Schleswig-Holstein. Truppe britanniche lo scoprirono l'11 marzo 1946.

    Il resoconto dell'arresto e dell'interrogatorio di Höss si può trovare in un libro di Rupert Butler "Legions of Death" (Hamlyn Paperbacks, 1983). Tale libro è di ispirazione ferocemente antinazista. L'autore afferma di aver fatto ricerche presso l' "Imperial War Museum" di Londra, la "Wiener Library" e altri istituti altrettanto prestigiosi. All'inizio di tale testo, l'autore esprime la propria gratitudine a Bernard Clarke "che catturò Rudolf Höss, il comandante di Auschwitz".

    Ora, in questo libro viene apertamente e tranquillamente dichiarato che il prigioniero Rudolf Höss venne torturato in maniera veramente selvaggia.

    Né Bernard Clarke né Butler provano alcun rimorso per il fatto di aver estorto "confessioni" tramite tortura. Cosa ancor più interessante, non si rendono conto dell'importanza di tale rivelazione.

    Affermano che Höss è stato catturato l'11 marzo 1946 e che ci sono voluti tre giorni di tortura per ottenere "una dichiarazione coerente", non capendo che la cosiddetta "dichiarazione coerente" non fu altro che la confessione, veramente folle, firmata dalla loro vittima ansante il 14 o il 15 marzo 1946 alle due e mezza del mattino.

    L'11 marzo 1946 il sergente ebreo-britannico Clarke e altri cinque specialisti del servizio segreto di informazioni, in uniforme britannica, per la maggior parte di alta statura, entrarono in casa della signora Höss e dei suoi figli. I sei uomini, sono tutti "esperti nelle tecniche più sofisticate di interrogatori prolungati e spietati" (pag. 235).

    Clarke si mise a urlare: "Se non ci dice dov'è suo marito, noi la consegneremo ai Russi che la metteranno davanti al plotone di esecuzione e suo figlio andrà in Siberia".

    La signora Höss crolla e rivela l'ubicazione della fattoria dove si nasconde suo marito e il nome falso: Franz Lang.

    Bernard Clarke rivela: "Una intimidazione appropriata esercitata sul figlio e sulla figlia produsse informazioni identiche".

    Il sergente ebreo e gli altri cinque partono alla caccia e sorprendono Höss in piena notte.

    "Höss lanciò un grido alla semplice vista della uniformi britanniche. Clarke urlò: "Il tuo nome?"

    Ogni volta che la risposta era 'Franz Lang', Clarke colpiva con un pugno la faccia del prigioniero. Al quarto colpo Höss crollò e ammise chi fosse.[...].

    Il prigioniero fu tirato via dalla sua cuccetta e gli fu strappato il pigiama. Poi fu trascinato nudo verso uno dei tavoli di macellazione(9) e là Clarke credette che colpi e urla non avrebbero avuto fine.

    Alla fine, l'ufficiale di sanità intervenne con insistenza presso il capitano: 'Dica loro di smettere, altrimenti riporterà un cadavere'.

    Si gettò su Höss una coperta ed egli fu trascinato verso l'automobile di Clarke, dove quest'ultimo gli versò in gola un bicchierone di whisky. Poiché Höss allora tentava di dormire, Clarke gli cacciò il suo bastone di comando sotto le palpebre e gli ordinò in tedesco: 'Tieni aperti i tuoi occhi di maiale, specie di porco!'.[...]

    La squadra fu di ritorno a Heide verso le tre del mattino, la neve continuava a turbinare ma a Höss fu strappata la coperta ed egli fu dovette attraversare completamente nudo il cortile della prigione fino alla sua cella.

    E' così che Clarke rivela "Ci sono voluti tre giorni per ottenere (da Höss) una dichiarazione coerente". Tale dichiarazione fu ottenuta con i metodi che sappiamo ed è quella che diventerà la prima confessione di Höss, la confessione fondamentale registrata col numero di classificazione NO-1210. Lo storico Martin Broszat, nel suo libro "Kommandant in Auschwitz" (Herausgegeben von Martin Broszat, München 1981) riporta il resoconto fatto a Höss del primo interrogatorio da parte degli inquirenti inglesi. "Il primo interrogatorio si concluse con una confessione, dati gli argomenti più che persuasivi usati contro di me. Non so cosa contenga la deposizione, sebbene l'abbia firmata. Ma l'alcool e la frusta furono troppo, anche per me." (pag. 158-159).

    Ciò significa che la prima deposizione di Höss è stata redatta dagli inquirenti inglesi che lo interrogarono: egli l'ha solo firmata, sotto l'effetto della frusta e dell'alcool, senza neanche leggerla(10) !

    Ora, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi: infatti, gli accusatori hanno fatto più di una sessantina tra evidenti falsi e contraddizioni.

    Basta infatti confrontare tra loro i documenti NO-1210 (11) (deposizione di Höss del 14 marzo 1946), PS-3868 (dichiarazione giurata di Höss del 5 aprile 1946) e ciò che si trova nel libro "Comandante ad Auschwitz" (Torino 1985). Si può citare qualcuno di questi sbagli (tra i più eclatanti); egli infatti:

    - Afferma (PS-3868) che i campi di sterminio di Belzec e Treblinka esistevano già nel giugno 1941, mentre questi campi entrarono in funzione rispettivamente il 17 marzo e il 23 luglio 1942.

    - Afferma (NO-1210) dell'esistenza di un campo di Wolzec presso Lublino, campo che non è mai esistito.

    - Afferma (PS-3868) di aver fatto un sopralluogo a Treblinka per studiarvi le tecniche di sterminio mediante Zyklon-B, al fine di applicarle anche ad Auschwitz. Ciò significa che tale visita sarebbe avvenuta anteriormente al 3 settembre 1941, data della prima (presunta) gassazione sperimentale effettuata ad Auschwitz. Peccato che, come si è detto, Treblinka entrò in funzione solo il 23 luglio 1942.

    - Afferma (NO-1210) che tutti i crematori di Birkenau furono terminati nel 1942, mentre in realtà sono stati terminati, nell'ordine:

    1) Crematorio IV: 22 marzo 1943

    2) Crematorio II: 31 marzo 1943

    3) Crematorio V: 4 aprile 1943

    4) Crematorio III: 25 giugno 1943.

    Tra l'altro è egli stesso che afferma, in "Comandante ad Auschwitz", che "i grandi crematori I e II [secondo la numerazione di Höss, in realtà II e III, in quanto il crematorio I si trova in Auschwitz I, e non a Birkenau] furono costruiti nell'inverno 1942-43, ed entrarono in funzione nella primavera del 1943". Ne consegue una palese contraddizione.

    Preferiamo fermarci qui, rimandando, per una trattazione completa di questo argomento, all'ottimo libro di Carlo Mattogno "Auschwitz: le Confessioni di Höss'" (edizioni La Sfinge).

    E' interessante notare che le autorità filosovietiche del Museo di Auschwitz hanno preteso, fino al 1990, che 4 milioni di persone fossero state assassinate in questo campo.

    Di colpo, senza fornire spiegazioni, si sono recentemente ridotte queste cifre a "poco più di un milione", riconoscendo così, implicitamente, che ci si era ingannati per mezzo secolo. Ma la nuova cifra non è provata più di quanto fosse la vecchia.

    Secondo il ricercatore Carlo Mattogno, la cifra dei decessi di questo campo sarebbe intorno a 170.000 unità, il 50% ebrei.

    Ora, come detto, è stato affermato, da parte sovietica, che solo in questo lager sarebbero stati uccisi ben quattro dei sei milioni di ebrei; tutto questo nello stesso momento in cui si cercava di far ricadere sui Tedeschi la responsabilità dell'eccidio di Katyn...

    E' ammesso che gran parte di queste informazioni provengono dall'Europa Orientale(12).

    I presunti eccidi di massa in grande stile avrebbero avuto luogo ad Auschwitz tra il marzo 1942 e l'ottobre 1944. Per uccidere in 32 mesi solo la metà dei supposti sei milioni, cioè tre milioni di ebrei, i Tedeschi avrebbero dovuto eliminare 94.000 persone al mese, cioè 3.350 al giorno 24 ore su 24 e sbarazzarsi dei cadaveri (analizzeremo questi dati più avanti).

    Queste cifre sono state superate da Reitlinger, che sostiene che Auschwitz era attrezzato per poter annientare quotidianamente non meno di 6.000 persone.

    Ciò significherebbe, calcolando tutti i giorni fino all'ottobre 1944, una cifra complessiva di più di 5.000.000.

    Ma simili valutazioni impallidiscono se confrontate con le fantasticherie di una Olga Lengyel ("Five Chimmeys", Londra 1959). L'autrice sostiene di essere una ex internata di Auschwitz e assicura che questo lager poteva cremare non meno di "720 uomini all'ora"; cioè "17.280 al giorno". Aggiunge che ogni giorno 8.000 persone venivano bruciate in "fosse della morte", e che, pertanto "dovevano essere rimossi, quotidianamente, più di 24.000 cadaveri, in cifra tonda" (pag. 80-81).

    Tutto ciò significherebbe più di 8.500.000 vittime all'anno. Ad Auschwitz sarebbero stati liquidati, dal marzo 1942 all'ottobre 1944, più di 21.000.000 di persone. Sei milioni in più di tutta la popolazione ebraica mondiale.

    E' infine istruttivo osservare i dati ufficiali, secondo diverse fonti, sui decessi di Auschwitz:


    --------------------------------------------------------------------------------

    DATA...................FONTE...................... .................................. DECESSI
    31/12/1945 .................Centro d'indagine francese sui crimini di guerra ..................8.000.000

    20.04.1978 ..................Le Monde (Parigi).......................................... ................. 5.000.000

    23.01.1995 ..................Die Welt.............................................. ............................ 5.000.000

    01.10.1946...................IMT Tribunale di Norimberga, Documento 008-URSS..... 4.000.000

    24.11.1989...................Procuratore Majorowsly, Wuppertal................................. 4.000.000

    26.07.1990...................Allgemeine Jüdische Wochenzeitung.................................. 4.000.000

    08.10.1993....................ZDF................. .................................................. ............. 4.000.000

    25.01.1995....................Wetzlater Neue Zeitung........................................... ......... 4.000.000

    01.10.1946.................... IMT Tribunale di Norimberga, Documento 3868-PS........3.000.000

    01.01.1995.....................Damals (rivista storica tedesca).........................................3 .000.000

    25.07.1990.....................Hamburger Abendblatt........................................ ..............2.000.000

    27.01.1995.....................Die Welt.............................................. ............................ 2.000.000

    11.06.1992.....................Allgemeine Jüdische Wochenzeitung.................................500.000

    23.01.1995.....................Die Welt.............................................. ............................500.000

    01.09.1989.....................Le Monde (Parigi).......................................... ..................433.000

    02.02.1995.....................Bunte (periodico illustrato tedesco)................................... 1.400.000

    22.01.1995.....................Welt am Sonntag........................................... ................... 1.200.000

    21.12.1994..................... IfZ (Istituto di Storia Contemporanea, Monaco)............... 1.000.000

    31.12.1989........Pressac, "Auschwitz: technique and operation of the gas chambers" ....928.000

    27.09.1993......................Die Welt.............................................. ............................... 800.000

    31.12.1994......................Focus............. .................................................. ...................700.000

    31.12.1994..................... Pressac, "Le macchine dello sterminio".................................470.000

    06.01.1990..................... Frankfurter Rundschau......................................... ................. 74.000


    AUSCHWITZ: LE CAMERE A GAS
    Per quello che riguarda le camere a gas naziste in Auschwitz, si sa che i lavori iniziarono in un periodo imprecisato verso la fine del 1941 e sarebbero state utilizzate fino alla loro presa da parte degli alleati, avvenuta nel 1944. I nazisti avrebbero cominciato con una prima gasazione in un edificio di Auschwitz I, a cui seguirono due casolari di contadini appositamente modificati a Birkenau, conosciuti come Bunker I e II o Casa Rossa e Casa Bianca, e infine i Krema II, III, IV e V a Bikenau.

    Tali installazioni per esecuzioni furono ubicate in campi di concentramento costruiti in aree industrializzate, dove gli internati costituivano la manodopera nelle fabbriche che producevano materiale bellico.

    Le presunte installazioni per esecuzioni in Auschwitz I sussistono in un aspetto che si sostiene essere originario.

    In Birkenau i Crematori II, III, IV, V sono crollati e demoliti. Il Bunker I non esiste più ed il II è adibito a casa privata.

    L'ispezione dell'ingegner Leuchter nei crematori I, II, III, IV e V ha chiarito che tali edifici erano degli obitori e, al tempo stesso, dei crematori.

    Se dovevano servire come camere a gas per esecuzioni, si sarebbe trattato, infatti, di progetti di estrema rozzezza e pericolosità.

    Non ci sono predisposizioni per le guarnizioni delle porte, delle finestre e degli sfiatatoi; la struttura non è coperta con catrame o altro sigillante che servirebbe a impedire la filtrazione e l'assorbimento del gas.

    I crematori adiacenti costituiscono un potenziale pericolo di esplosione. I mattoni esposti e porosi, oltre agli intonaci, tratterrebbero il gas e renderebbero gli edifici pericolosi per anni. Il crematorio I è addirittura ubicato accanto all'ospedale delle SS in Auschwitz ed ha nei pavimenti drenaggi collegati con il principale canale di scolo e, da questo, alle fognature, il che avrebbe consentito l'accesso del gas a tutti gli edifici del complesso(13)

    Non c'erano sistemi di estrazione per ventilare il gas dopo l'uso e non c'erano riscaldatori o altri meccanismi per diffondere il gas, né per la sua introduzione, né per la sua evaporazione.

    Si potrebbe supporre che lo Zyklon-B fosse introdotto dagli sfiatatoi del tetto o delle finestre, ma ciò non avrebbe permesso la distribuzione uniforme delle pasticche.

    Le installazioni sono umide e non riscaldate: questo fatto è di notevole importanza, in quanto l'umidità e lo Zyklon-B sono incompatibili tra loro.

    Le camere sono troppo anguste perché possano fisicamente aver contenuto tutte le persone che si è preteso contenessero; tutte le porte si aprono verso l'interno, ciò che avrebbe impedito, successivamente, la rimozione dei corpi.

    Con le camere riempite di gente fino al massimo della capienza, non ci sarebbe stata circolazione di gas all'interno del locale.

    Se il gas avesse riempito la camera per un tempo prolungato, le persone che avessero gettato lo Zyklon-B dagli sfiatatoi sul tetto e verificato la morte, sarebbero morte anch'esse per l'esposizione al gas.

    Il sistema di illuminazione è tutt'altro che a prova di esplosioni. Ora, supponendo un'area di 0,83 m² per persona, al fine di permettere la circolazione del gas (il che sarebbe uno spazio già troppo ridotto) un massimo di 94 persone avrebbe potuto trovarsi ogni volta nel locale.

    E' stato dichiarato, tuttavia, che quel locale poteva contenere più di 600 persone. In questo edificio non esiste la minima prova che esistesse un sistema di ventilazione o di sfogo dei gas. L'unico sistema di ventilazione consisteva in quattro aperture quadrate nel tetto, che evacuavano i gas a meno di un metro da esso. In tal modo era inevitabile che il gas giungesse in vicinanza dell'ospedale delle SS sito al lato opposto della strada.

    L'edificio non era sigillato per evitare perdite, e nessuna porta possedeva guarnizioni per evitare che il gas raggiungesse il crematorio.

    Non esisteva, dunque, nessuna maniera di introdurre efficacemente lo Zyklon-B. Non esisteva nessun sistema di distribuzione del gas.

    In conclusione, usare tale locale per effettuare gasazioni sarebbe stato letteralmente un suicidio, in quanto le conseguenze di tale uso sarebbero potute essere solo due: una esplosione, se il gas avesse raggiunto il vicino forno crematorio, od una "semplice" fuga di gas che avrebbero, in entrambi i casi, provocato una strage.

    In presenza di un ventilatore, ci sarebbero volute più di 20 ore. E' da dubitare che, senza un ventilatore, il gas avrebbe potuto dissiparsi in una settimana, e questo contraddice il preteso uso della camera a gas per varie gasazioni al giorno.

    Anche i crematori II e III non rispondono ai requisiti: non c'è un sistema di circolazione del gas, né alcun sistema di riscaldamento, né sigillante dentro e fuori.

    Nessuna porta negli obitori del crematorio II. Tutte le colonne sono massicce e piene, e non esiste quindi, nessuna possibilità di introduzione di Zyklon-B attraverso colonne forate, come affermano certe relazioni.

    Non esiste nessuna possibilità di spargere efficacemente lo Zyklon-B; a meno di credere che le SS avrebbero pregato gentilmente le vittime di portare i barattoli nella camera e di aprirli dopo la chiusura della porta...

    Le aperture del tetto non hanno guarnizioni. La costruzione è in mattoni, malta cementizia e calcestruzzo.

    Anche in questo caso, l'uso di tali installazioni come camere a gas provocherebbe la morte di chi le facesse funzionare e una esplosione qualora il gas raggiungesse il crematorio.

    Le camere dei crematori II e III hanno un'area complessiva di 232 m². Utilizzando l'approssimazione di 0,83 m² per persona, otteniamo 278 persone (a settimana, ovviamente).

    I crematori IV e V sono stati demoliti e poi ricostruiti, ma non è stato rinvenuto alcun sigillante nelle fondamenta.

    Secondo i racconti, lo Zyklon-B sarebbe stato gettato all'interno da aperture alle pareti.

    In base a tale grottesca ricostruzione dei fatti, ci sarebbe stata una SS equilibrista che, con la maschera sul viso, sarebbe salita su di una scala e avrebbe aperto con una mano la finestra, mentre con l'altra avrebbe gettato lo Zyklon-B.

    Inoltre avrebbe dovuto gentilmente pregare che le vittime non lo spingessero indietro o che non lo afferrassero e lo tirassero dentro, cosa possibilissima in quanto la finestra era a 1,70 m dal pavimento della supposta camera a gas.

    La costruzione era in mattoni e intonaco con pavimento in calcestruzzo. La presunta camera a gas del crematorio IV era di 127,73 m² e, secondo i criteri già esposti, avrebbe potuto gasare, se fosse stata funzionante, 209 persone alla settimana.

    Per quel che riguarda la camera a gas del crematorio V, era di 476 m², e avrebbe potuto accogliere tutt'al più 570 persone, con le stesse modalità esposte per le altre camere.

    Stando al documento L-022 del Tribunale Militare Internazionale, 1.765.000 persone sarebbero state gassate a Birkenau tra l'aprile 1942 e l'aprile 1944.

    Facendo i conti secondo ciò che è stato fin qui esposto, avrebbero potuto essere gassate, se le camere a gas avessero funzionato al di fuori di ogni logica, approssimativamente 106.000 persone.

    Qualcos'altro c'è da dire sui Bunker I e II, detti anche "Casa rossa" e "Casa bianca".

    Queste erano delle case coloniche polacche, e si sa molto poco circa di esse: di queste non rimane altro che la traccia delle fondamenta incluse nel perimetro del campo vicino al confine nord-ovest di Birkenwald.

    Addirittura negli anni Settanta le autorità del museo di Auschwitz avevano smesso di parlarne ed il sito non era né segnalato né visitato. Anche gli storici di regime non ne hanno parlato né ne parlano tuttora.

    Al loro proposito, non si hanno che testimonianze vaghe e contraddittorie. Solo lo sterminazionista Pressac(14) ne vuole parlare, non riuscendo a dimostrare nulla di concreto.

    Lui stesso afferma, infatti, che il Bunker I era privo di apparecchi di ventilazione, il che la dice lunga sulla possibilità che fosse una camera a gas. Per quel che riguarda il Bunker II, i dati forniti da Pressac, sulla base delle carte conservate a Mosca, concernono l'uso della camera come dispositivo per lo spidocchiamento: non esiste nulla di criminale nei piani di costruzione, e vi partecipavano anche imprese civili.

    Infine sono state effettuate dall'ingegner Leuchter delle analisi su campioni prelevati sulla muratura delle pretese camere a gas.

    Scopo di tali analisi è la verifica della presenza di cianuri. I campioni furono prelevati nelle stesse condizioni di freddo, oscurità ed umidità.

    Solo i crematori IV e V differiscono nel fatto che ricevevano luce solare, e questa luce può accelerare la distruzione del cianuro non ricombinato.

    Il cianuro, infatti, si combina con il ferro contenuto nella malta cementizia e nei mattoni sotto forma di ossido.

    A tale riguardo va detto che l'ossido di ferro viene comunemente aggiunto all'impasto dei mattoni per abbassare il punto di fusione e abbattere così i costi di fabbricazione.

    Tra l'altro l'ossido di ferro è anche responsabile del tipico color ruggine dei mattoni.

    Il ferro, quindi, reagisce col cianuro anche in quantità esigue dando luogo al ferrocianuro ferrico, o pigmento blu di Prussia, sostanza di un bel colore azzurro molto intenso.

    Questo è un composto molto stabile, ed il test che sfrutta tale reazione è molto conosciuto dai chimici per la sua sensibilità.

    Ora, l'analisi chimica ha fatto registrare un contenuto di 1.050 mg/kg di cianuri per il campione di riferimento (prelevato nell'installazione di disinfestazione di Birkenau) e un contenuto massimo di 7,9 mg/kg per le presunte camere a gas omicide.

    Le piccolissime quantità rilevate indicano che in qualche momento quelle installazioni furono disinfestate con Zyklon-B, così come lo erano tutti gli edifici e le costruzioni in quelle installazioni.

    Ci si sarebbe dovuto aspettare il rinvenimento di una quantità più elevata di cianuro nei campioni presi nelle presunte camere a gas (ciò per la maggior quantità di gas ivi presumibilmente usata) o tutt'al più paragonabile.

    Dato che siamo in presenza di dati contrari, non resta che aggiungere anche questa alle altre prove riguardo alla infondatezza dell'esistenza delle camere a gas.

    L'unica obiezione fatta a questo riguardo è quella dello sterminazionista George Wellers: egli infatti afferma che le vittime avrebbero assorbito nei loro polmoni la maggior parte del gas tossico.

    Affermazione peregrina e facilmente smontabile con qualche semplice calcolo: infatti un uomo adulto di70 kg in buona salute può introdurre nei polmoni circa 500 centimetri cubici di aria.

    Con una inspirazione forzata può arrivare a 2.500 centimetri cubici, secondo l'Enciclopedia Rizzoli Larousse, volume XII pagina 625, voce Respirazione.

    Con una semplice equazione si può calcolare la massa di questa quantità d'aria; essa oscilla sui 3 grammi, a una temperatura variabile tra 0 e 25 gradi; si può vedere a pagina 655 del volume I dell'Enciclopedia Rizzoli Larousse, voce Aria.

    Stando a ciò che è scritto nel manuale "Noxioures gases" di Henderson e Hoggard, edizioni Reinhold, è sufficiente una concentrazione di Zyklon-B pari a 3.000 parti per milione per determinare una morte pressoché istantanea.

    Si ottiene che, nei 3 grammi di aria ispirati, si trovino all'incirca 0,009 grammi di acido cianidrico: basta prendere le 3000 parti per milione, moltiplicarle per 1.000.000 e moltiplicare il risultato per i tre grammi.

    Quindi è sufficiente, per uccidere un uomo robusto e in piena salute, l'inalazione di circa 9 milligrammi di composto; ovvero 0,009 grammi.

    Ora, ad esempio, lo storico sterminazionista Pressac parla di una presunta gasazione di 2000 persone nei crematori II e III avvenuta utilizzando 6 kg di Zyklon-B.

    2000 persone possono quindi aver consumato 18 g di acido cianidrico, ossia lo 0,003 %. Rimane a disposizione il 99,997 %: un quantitativo più che sufficiente.

    Tutti i testimoni cosiddetti oculari affermano, infine, che i cadaveri avevano uno strano colore. Prendiamo, per brevità, le testimonianze dei testimoni oculari della presunta prima gasazione: i testimoni Banach, Kurant e Weber parlano di cadaveri bluastri.

    Il testimone Halgas di cadaveri verdi, il testimone Wolny di cadaveri blu, il testimone Kula di cadaveri di colore verdognolo, il testimone Kielar di cadaveri blu, quasi viola-nero.

    Secondo le testimonianze (cosiddette) oculari avremmo di fronte dei cadaveri di individui morti per intossicazione da acido cianidrico di un colore che varia dal blu al nero.

    Peccato che sull'Enciclopedia della Chimica, Edizioni Scientifiche Uses voce Cianidrico, Acido; volume III, pagina 386 sia scritto testualmente(15): "Comunque venga assorbito, l'HCN agisce bloccando l'enzima cellulare citocromossidasi, indispensabile alla cellula per utilizzare l'ossigeno. Impedendo a detto enzima il suo ruolo nell'ossidazione della catena dei citocromi, l'HCN si comporta come un reale veleno protoplasmatico. Pertanto il sangue del paziente resta con un carico di ossigeno inutilizzato e il colore della cute diventa rosso per eccesso di ossigeno nel sangue circolante".

    Adesso ci verranno a dire che nei campi di concentramento nazisti si diventava anche daltonici!

 

 
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