Osservazioni del prof. Antonio Caracciolo sull'interrogazione dell'onorevolessa Anna Maria Cardano
1.
Prologo
Intorno alla mezzanotte leggo di un’interrogazione con titolo: «Master sul Medio Oriente all’Università di Teramo o tribuna delle teorie negazioniste?», presentata da una parlamentare comunista e sulla quale avverto l’urgenza di dover intervenire per quanto posso senza ulteriore indugio. Inizio pertanto la redazione di questa mia pubblica presa di posizione in tempo reale ed in progress, numerandola con registrazione delle differenti redazioni del mio testo, che vorrei giungesse all’on. Interrogante e ad altri parlamentari prima della delibazione in Aula. al momento ignoro la calendarizzazione del testo dell’interrogazione presentata. L’on. Anna Maria Cardano è stata eletta nella circoscrizione di Piemonte II che comprente tutto il Piemonte meno la provincia di Torino, da cui proviene l’Appello torinese di Mantelli, che a quanto pare è la sola “notizia criminis” che riproduce integralmente e sulla quale l’Onorevolessa
si basa per il suo testo nella versione diffusa non dalla Camera, sul cui sito ancora non si trova ma dal sito sopra indicato. Sembra che l’onorevolessa ignori che sulla stessa vicenda esistono due altri Appelli con firme non meno autorevoli di quelle torinesi e che giungono a conclusioni opposte. L’on. comunista ignora poi sulla stessa vicenda il comunicato della ANPI di Fermo. L’on. interrogante, di Rifondazione Comunista, è guarda caso un’insegnante, della quale sarà interessante conoscere le personali vedute in materia di libertà di pensiero e di sua manifestazione incluso il diritto dei cittadini di voler ascoltare ciò che altri ha da manifestare, a prescindere dalla sua approvazione ed all’adesione su tesi controverse. Per non parlare poi della libertà di ricerca ed insegnamento. Quanto poi a cosa sia negazionismo sarà molto interessante conoscere le vedute dell’insegnante Cardano, nata nel 1960. Cosa ella sappia di suo, che non le sia stato detto di ripetere. Non fa parte della Commissione Cultura, come forse ci si aspetterebbe. Non si conoscono al momento gli altri firmatari della sua interrogazione. Analizzerò il testo dell’interrogazione e come rappresentante di me stesso e del popolo che io conosco rivolgerò all’on. Cardano una serie di domande pubbliche, giacché la politica è la sfera della pubblicità. Ho avuto visione dell’interrogazione solo da pochi minuti. Mi occorrono i miei tempi tecnici, compatibili con i miei impegni di Docente dell’università di Roma La Sapienza in un dipartimento che si intitola Teoria dello Stato e che ha qualche competenza ad interessarsi sotto il profilo scientifico proprio dell’interrogazione dell’on. interrogante e di come ella intenda il suo mandato nell’interesse della nazione e al di sopra delle parti.
Intanto mi viene alla mente un’altra interrogazione di circa 15 anni fa sulla quale avrei voluto uno studio che poi non ho avuto il tempo di fare. Era una vicenda che iniziava proprio da un’interrogazione di un parlamentare comunista in merito a presunti inquinamenti mafiosi in un comune della Calabria. Dopo una serie di atti concertati si giunge allo scioglimento del comune interessato. Passarono anni ed anni. Vi furono incarcerazioni. Per fortuna non ci scappò il morto né il suicidio. Alla fine, ma solo dopo molte sofferenze umane, gli imputati furono tutti assolti senza ombra di dubbio ed il comune – poi passato in mano alla lista di sinistra che aveva chiesto all’on. Compagno di iniziare il tutto che era nei piani con un’interrogazione – fu poi condannato ad un pesante risarcimento dei danni. Mi sembra di cogliere qualche analogia, cioè nel senso che qualcuno ha chiesto all’on. Cardano di presentare la sua interrogazione. Mi chiedo intanto se l’on. Cardano in quanto rappresentante della nazione tutta ha sentito il bisogno di ascoltare altre voci o sia solo latrice di sollecitazioni ricevute. Ma vedremo più avanti.
2.
Prima osservazione: l’interrograzione
è una trascrizione integrale dell’Appello Mantelli
La difficoltà fare osservazioni e porre quesiti all’on. Cardano nasce dal fatto che di suo l’on. Cardano non apporta proprio nulla. Mi sarei aspettato da un parlamentare della repubblica che fosse in grado di rappresentare un punto di vista generale anche al di là della parte che si rappresenta. La costituzione adotta la necessaria finzione che un parlamentare rappresenti tutta la nazione, non già soltanto i suoi elettori. Forse da questa nasce il divieto di mandato imperativo. L’on. Cardano sembra a me essere anziché un parlamentare della repubblica una postina della repubblica. Con ciò lungi da me ogni intenzione irrivente verso i parlamentare o verso i postini. È una espressione ad effetto per dire che l’on. Cardano mi costringe ad entrare nel merito del contenuto dell’Appello promosso da Brunello Mantelli dell’università di Torino, con il quale ho avuto uno scambio epistolare che si è dovuto interrompere quasi subito per la qualità del dissenso. Nondimeno nel riporterò qui i termini in quanto rilevanti al nostro tema.
3.
Scambio epistolare con l’on. Anna Maria Cardano
a.
Da Prof. Antonio Caracciolo a On. Anna Maria Cardano
On. Anna Maria Cardano,
le esprimo il mio rincrescimento per il tenore della sua Interrogazione parlamentare sui fatti di Teramo, di cui al mio post:
http://clubtiberino.blogspot.com/200...rogazione.html (testo provvisorio)
dove seguirò analizzandolo tutto l’iter della sua interrogazione.
Del testo della sua interrogazione farò critica fino alla sua discussione, quindi analizzerò anche la risposta che le verrà data e la sua eventuale replica. Se mi sarà possibile siederò in tribuna. Al momento non conosco la data.
Essendo io Firmatario di due distinti Appelli, ben diversi da quello discutibilissimo di Brunello Mantelli (il solo da lei considerato e forse il solo a lei noto), se lo vorrà sarò a sua disposizione per ogni chiarimento che da me possa tornarle utile.
Intanto per l’analisi del testo della sua interrogazione mi baserò su quello al momento a me noto, non desunto dal sito della Camera.
Cordialmente
Antonio Caracciolo
Professore ricercatore di Filosofia del diritto
presso il Dipartimento di Teoria dello Stato dell’Università di Roma La Sapienza
PS - Se crede, può trovare sull’oggetto della presente un’ampia documentazione costantemente aggiornata nel mio blog privato: http://clubtiberino.blogspot.com/
b.
Da on. Anna Maria Cardano a Prof. Antonio Caracciolo
L'interrogazione è a risposta scritta, senza dunque discussione in aula. E' stata sottoscritta anche da altri deputati. Testo e risposta saranno pubblicati sul sito, come di consueto.
Saluti
a.cardano
c.
Da Prof. Antonio Caracciolo a on. Anna Maria Cardano
La ringrazio del chiarimento tecnico. Svolgerò le mie osservazioni sui documenti al momento disponibili. In parte ne può già leggere i contenuti, che avranno versioni numerate a seconda dell’avanzamento o del rifacimento del testo, la cui elaborazione richiede non poco tempo. Mi sono già rivolto ai parlamentari della mia parte politica per sapere se intendono sostenere alla Camera o al Senato, nella forma che riterranno opportuna, gli argomenti di altri due diversi Appelli con firmatari che crescono in numero giorno dopo giorno. Le ricordo nuovamente:
1. Un Appello per la libertà di pensiero, firmato anche da me e da insigni docenti della mia Facoltà nella Sapienza di Roma. Questo Appello era precedente a quello Mantelli, che riguarda Brunello Mantelli e non l’Università di Torino, dal cui sito è stato pubblicato il suo testo. Se così non fosse l’Università di Torino eserciterebbe un potere coloniale nei confronti dell’Università di Teramo. Tutte le università d’Italia sono egualmente autonome. In realtà, è stata gravemente vulnerata l’autonomia di una università di recente istituzione e sono stati intimiditi i suoi docenti. Di questo si tratta e non è il caso di fare anche qui del “negazionismo”.
2. La costituzione – dopo le violenze di Teramo – di un Comitato permanente contro la repressione della libertà di pensiero, presieduto da un Magistrato ed al quale non ho esitato ad aderire. L’Appello per la libertà di pensiero aveva una data di chiusura, essendo finalizzato a che il prof. Faurisson potesse parlare, non già per asseverare con ciò le sue note tesi, ma in base al principio che ogni forma di pensiero deve potersi esprimere. La Verità è conclusione di un processo di conoscenza che si rinnova continuamente nell’esame comparato del vero e del falso, non è un dato di partenza come è invece il Dogma. La costituzione del Comitato contro la repressione della libertà di pensiero non ha una data di termine per la raccolta delle adesioni, che aumentano giorno dopo giorno.
3. A lei parlamentare comunista suppongo possa interessarle la vibrante presa di posizione dell’ANPI di Fermo, che ripubblicherò integralmente nell’apposito post. Un documento notevole ed esemplare per civismo e profondità di pensiero. Immaginavo che un parlamentare comunista sarebbe stato partivolarmente sensibile ad una simile denuncia dell’altrui illibertò mascherata di scienza o pretesa tale.
Mi vado dilungando in una risposta che voleva invece essere di poche righe. Ma avrei ancora parecchio altro da dire. Sui diversi aspetti di una vicenda che non mi stancherò di seguire in tutte le sue connessioni palesi ed occulte potrà trovare ampia documentazione nel mio blog (privato) già citato. Mi resta da capire – se vuole cortesemente illuminarmi – perché Lei abbia totalmente ignorato le ragioni di altri cittadini di uno paese che lei ha il dovere di rapopresentare nella sua interessa. Sono ragioni non meno solide di quelle torinesi, la cui peculiarità consiste non in questioni di verità o falsità storiche, ma nel negare ad altri concittadini l’esercizione di una volontà positiva di esprimersi e di poter ascoltare chi intende manifestare un suo pensiero, quale che esso sia ed a prescindere dalla sua verità o falsità, che non può essere stabilità a priori né da Brunello Mantelli e da nessuno dei suoi firmatari, che può scegliere anche dall’elenco telefonico di Torino.
Mi chiedo se l’on. Cardano abbia considerato che la Lista Mantelli possa configurare un illecito giuridico nella misura in cui i 505 firmatari tanto trionfalisticamente enumerati neghino ad altri cittadini di uno stesso stato regolato da una stessa costituzione l’esercizio di diritti costituzionali (artt. 21 e 33) che devono essere a tutti garanti e sulla cui garanzia compete principalmente agli on. parlamentari di vigilare. Altro che quisquilie storiche di cui ben pochi deputati hanno propria e sicura scienza! Una mostruosità giuridica! Fra chi rivendica l’esercizio di una libertà di pensiero e di ricerca chiaramente riconosciuta dai citati articoli e chi quella stessa libertà nega a quanti ne reclamano il legittimo esercizio, lei ha preferito quest’ultimi. Come parlamentare non dovrebbe di cose storiche su cui non ha competenza, ma ha invece il preciso obbligo di tutelare per tutti quella costituzione che è il solo titolo per la quale lei siede in parlamento.
Il cosiddetto negazionismo, cui ella allude e che tanto la turba, e di cui dubito lei abbia letto gli autori che cita scomunicandoli, è cosa di ridotta e limitata importanza nel bilanciamento dei valori costituzionali che entrano in gioco. Del resto, da quanto il Parlamento italiano si è costituito in Suprema Accademia della Filosofia della Storia e delle Altre discipline scientifiche, letterarie, artistiche? O non è piuttosto che anziché produrre le leggi che servono al vivere quotidiano gli Onorevoli Parlamentari intendano statuire per legge cosa è la Verità in campo storico, scientifico, filosofico, letterario, ossia intendano darci una Verità di Stato sulla quale regolare la nostra vita con un carabiniere che vigila alla porta di ogni Famiglia d’Italia? Vuol trasformare il parlamento della Repubblica in una Chiesa con una sua Dogmatica ed una sua propria Dottrina dell’Infallibilità?
Cosa ne sa concretamente e personalmente l’on. Cardano di quanto copia paro paro dall‘infausto Appello Mantelli? Non crede l’on. Cardano che a discutere di questioni di storia e filosofia sia meglio lasciare lasciar fare a chi ha competenza per trattarne? E se vi sono divergenze fra l’una e l’altra scuola di pesniero come può pensare nel 2007 di chiamare i carabinieri per imporre le Verità di una fazione contro l’altra fazione armata? Non ha niente altro da fare il Parlamento?
La faccenda della qualità dell’insegnamento del master teramano è una bufala, a cui nessuno, proprio nessuno, eccetto forse l’on. Cardano, è disposta a credere. I veri motivi lei sa bene, o forse non sa, sono ben altri. La pretesa, resa pubblica da un sito dell’università di Torino, che nell’università di Teramo si svolgano Seminari («…si renda disponibile ad organizzare a Teramo…») con contenuti fissati da Brunello Mantelli e altri è inaudita ed esilarante. Ma perché i 505 Firmatari raccolti da Mantelli non organizzano loro a Torino, o a Gerusalemme non importa, tutti i Seminari che meglio credono? Non saranno né da me né da altri disturbati nelle loro legittime iniziative. E se verranno disturbati nelle loro legittime riunioni di studio e di dibattito, qualunque siano le tematiche e le tesi, sarò io il primo a firmare perché venga garantito il loro diritto ex art. 21 e 33 della costituzione. Ma lascino agli altri organizzare i convegni che meglio credono, essendo maggiorenni e sufficientemente titolati per saper distinguere il grano dal loglio. Non si è mai sentito che una università (Torino) dica ad un’altra università (Teramo) cosa può e deve fare!
Sulle violenze fasciste di Teramo, “fasciste” doc per essere state definite tali dall’ANPI, mi augurò che l’on. Cardano, comunista, cioè antifascista più di altri, esprimerà una posizione o presenterà analoga interrogazione scritta. Una grave responsabilità incombe su quanti hanno creato un clima di pressione e coartazione tale da dover sfociare nelle gravi e fascistiche violenze che si sono avute.
Ho terminato il mio corso di Filosofia del diritto in Roma proprio il 18 maggio, mentre in Teramo si svolgevano le violenze che ho appreso dai giornali. A corso finito ed in luogo privato avrei potuto invitare il contestato Faurisson a spiegare le sue discusse tesi ai miei studenti. Mi chiedo cosa sarebbe successo? Ho scartato questa idea peregrina per salvaguardare l’incolumità fisica dei miei studenti che si sono dimostrati sufficientemente maturi per comprendere le ragioni di fondo di una controversia storiografica che si trascina da oltre mezzo secolo. Iniziative come quelle di Brunello Mantelli, promotore del citato Appello, e soprattutto Interrogazioni come quelle dell’On. Cardano pongono nel dubbio per un docente o un ricercatore che cosa abbiano il diritto di fare o non fare, di pensare o non pensare. Se vi sono dei rischi, a fronte del misero stipendio percepito, per nulla comparabile a quello di un parlamentare, non varrà la pena di rischiare la galera per il solo gusto di fare il proprio dovere, ossia di fare ricerca ed insegnare con piena libertà di coscienza ed assoluta deontologia in ordine a ciò che è vero e ciò che è falso, giusto o ingiusto. Già! Ma chi stabilisce ciò che è vero e falso, giusto ed ingiusto? L’on. Fabio Mussi, l’on. Anna Maria Cardano, Brunello Mantelli ed i suoi 505 Firmatari? Chi? Se passa il principio della Verità di Stato, alla quale ha già posto mano l’on. Mastella ministro di Giustizia, per l’appunto, dovremo aspettare ogni giorno una circolare ministeriale per avere una risposta a queste domande e quindi per muovere ogni singolo passo nel campo della ricerca, che è sempre ricerca del nuovo e verifica di ciò che pare accertato per sempre. Da Tolomeo a Copernico la scienza ha potuto avanzare solo per una continua verifica dei risultati in apparenza indiscutibili. Non intendo in questa questa lettera esprimere nessuna mia valutazione in ordine alle questioni sollevate dal Manifesto Mantelli. A chi fa tintinnare le manette in questioni di scienza io non ritengo si debba alcuna risposta. Il messaggio è cifrato ed è rivolto ad un destinatario che non voglio neppure nominare.
In un unico articolo confezionato esclusivamente per Lei troverà riunita un’ampia documentazione. Qui le ho fatto una scarna anticipazione di problemi che conto di trattare più diffusamente ed approfonditamente nei prossimi giorni o mesi. Suppongo che la sua interrogazione sia stata frutto di un’approfondita riflessione, con la quale dovrò adeguatamente misurarmi. Al momento trovo solo un semplice inoltro in parlamento di una richiesta altrui, contro la quale ho già iniziato una pubblica disputa, ora integrata dai nuovi aspetti di ordine costituzionale che la sua Interrogazione mi pone.
Non mi sono noti i nomi degli altri deputati. Tecnicamente, ho bisogno di tempo, che viene sottratto al mio lavoro scientifico. Ma qualche volta ogni cittadino che ama la sua patria e le sue libertà bisogna sacrifichi per la salvaguarda delle libertà costituzionali.
Cordialmente
Prof. Antonio Caracciolo
Professore ricercatore di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Teoria dello Stato dell’Università di Roma La Sapienza
Vedi:
http://clubtiberino.blogspot.com/200...rogazione.html
dove questa lettera, scritta di getto, verrà resa pubblica ed ulteriormente elaborata
(versione 1.3)