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  1. #1
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    Predefinito Una volta per tutte sul caso Moffa

    Ribadiamo una volta per tutte la posizione del Forum su questo caso che ha visto un 3d chiuso per troppe polemiche e veleni:

    - riteniamo che l'antisionismo non vada MAI confuso con l'antiebraismo

    - riteniamo altresì che la cosiddetta storiografia revisionista debba rimanere limitata all'ambito della ricerca storica senza travalicare nella strumentalizzazione politica

    - riteniamo, inoltre, che chi cerca di trasporre la ricerca storica in ambito politico compia un grave errore politico offrendo il destro proprio a chi tende ad equiparare la critica al sionismo con l'antigiudaismo di marca nazistoide

    - da ultimo invitiamo tutti a riflettere sul grave danno che certe polemiche fanno alla causa palestinese in primis e a chi solidarizza con le resistenze dei popoli oppressi, anche in nome di principi come la "libertà di espressione" ma che in realtà favoriscono proprio chi si dice di voler combattere, per cecità o immaturità politica.

    Tanto dovevamo, tralasciando gli interventi di neonazisti e provocatori che hanno fatto di tutto per inquinare la discussione e con i quali non vogliamo avere alcun dibattito sulla questione.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Ribadiamo una volta per tutte la posizione del Forum su questo caso che ha visto un 3d chiuso per troppe polemiche e veleni:

    - riteniamo che l'antisionismo non vada MAI confuso con l'antiebraismo

    - riteniamo altresì che la cosiddetta storiografia revisionista debba rimanere limitata all'ambito della ricerca storica senza travalicare nella strumentalizzazione politica

    - riteniamo, inoltre, che chi cerca di trasporre la ricerca storica in ambito politico compia un grave errore politico offrendo il destro proprio a chi tende ad equiparare la critica al sionismo con l'antigiudaismo di marca nazistoide

    - da ultimo invitiamo tutti a riflettere sul grave danno che certe polemiche fanno alla causa palestinese in primis e a chi solidarizza con le resistenze dei popoli oppressi, anche in nome di principi come la "libertà di espressione" ma che in realtà favoriscono proprio chi si dice di voler combattere, per cecità o immaturità politica.

    Tanto dovevamo, tralasciando gli interventi di neonazisti e provocatori che hanno fatto di tutto per inquinare la discussione e con i quali non vogliamo avere alcun dibattito sulla questione.

    Sono pienamente d'accordo con te su ogni singola parola.
    Chiaramente prima di prendere una decisione univoca definitiva sul da farsi futuro a riguardo dobbiamo aspettare la decisione del compagno Outis.

    Nel frattempo voglio segnalare che l'utente Harm Wulf continuando a fare il fenomeno paraculo continua ad aprire discussioni su Moffa e Faurisson, di fatto facendo capire implicitamente quanto se ne sbatta le palle delle decisioni di questa moderazione.

    Motivo per cui lo dico a voi compagni della moderazione io personalmente mi impegno alla prossima effrazione dell'utente sopracitato a cancellare automaticamente ogni post o discussione aperta dallo stesso trattasse anche di ricette di cucina.

    A luta continua

  3. #3
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    Predefinito I rilievo per alcuni giorni

    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Ribadiamo una volta per tutte la posizione del Forum su questo caso che ha visto un 3d chiuso per troppe polemiche e veleni:

    - riteniamo che l'antisionismo non vada MAI confuso con l'antiebraismo

    - riteniamo altresì che la cosiddetta storiografia revisionista debba rimanere limitata all'ambito della ricerca storica senza travalicare nella strumentalizzazione politica

    - riteniamo, inoltre, che chi cerca di trasporre la ricerca storica in ambito politico compia un grave errore politico offrendo il destro proprio a chi tende ad equiparare la critica al sionismo con l'antigiudaismo di marca nazistoide

    - da ultimo invitiamo tutti a riflettere sul grave danno che certe polemiche fanno alla causa palestinese in primis e a chi solidarizza con le resistenze dei popoli oppressi, anche in nome di principi come la "libertà di espressione" ma che in realtà favoriscono proprio chi si dice di voler combattere, per cecità o immaturità politica.

    Tanto dovevamo, tralasciando gli interventi di neonazisti e provocatori che hanno fatto di tutto per inquinare la discussione e con i quali non vogliamo avere alcun dibattito sulla questione.
    Assolutamente concorde su tutto, ovviamente, come già avevamo detto e scritto.

    Per quel che riguarda gli ulteriori tentativi di riprendere il discorso con toni antiebraici o simili, essi saranno immediatamente cancellati dal forum.

    Quanto agli articoli sull'argomento, possiamo anche aprire un thread per parlarne, ma solo dell'accaduto e non per utilizzare questa nostra apertura per parlare di sinarchie universali ebraiche, internazionali ebraiche o stronzate attigue e contigue.

  4. #4
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    Per far capire a tutti di cosa stiamo parlando e del perché abbiamo preso questa decisione, inserirò, di seguito, un po' di articoli e materiali presi un po' ovunque sulla rete... Tanto per farsi un'idea di chi stia sfruttando la vicenda...

  5. #5
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    Sui fatti di Teramo

    da ilquotidiano.it (19/05/2007)

    Esprimiamo la nostra solidarietà al vicequestore Gennaro Capasso, ai poliziotti e cittadini feriti, umiliati ed offesi durante il parapiglia generale di piazza Martiri della Libertà, nel venerdì "nero" della Città di Teramo, il 18 maggio 2007. Una data che resterà impressa nella memoria dei Teramani per molto tempo. La politica ha fallito perché non ha saputo prevedere l'inevitabile, complice una classe dirigente del tutto indifferente alle richieste di sicurezza e di ordine pubblico da parte dei cittadini, sostanzialmente interessata solo alle strumentalizzazioni politiche di bassa lega.
    Ci chiediamo che cosa ci saremmo potuti risparmiati se il prof. Faurisson avesse potuto svolgere la sua "lezione" tranquillamente, senza il bombardamento mass-mediatico a cui è stato sottoposto. Bisognerà cercare di capire che cosa non ha funzionato nel dispositivo di sicurezza e ordine pubblico predisposto nella nostra Città e, soprattutto, se la politica poteva creare maggiori condizioni di sicurezza che in una libera democrazia costituzionale come l'Italia, debbono poter garantire a ciascun cittadino, compreso il professor Faurisson (del quale non condividiamo, nel merito, le idee), la libera espressione del pensiero in qualsiasi forma essa si sostanzi. Anche sorseggiando un caffè in una libera piazza. E' inconcepibile che degli energumeni, sbucati fuori dal nulla nella nostra Città, abbiano avuto il tempo e il via libera per creare, non si sa come e perché, condizioni di sostanziale insicurezza e di pericolo ai danni dei cittadini.
    Crediamo che la politica debba e possa fare molto di più nel prevenire simili vergognosi episodi che nulla hanno a che vedere con la civile convivenza in un Paese come l'Italia. Per questo, condanniamo le violenze, fisiche e psicologiche, le intimidazioni, a cui sono stati sottoposti docenti, ricercatori e studenti dell'Ateneo aprutino, per alcuni "rei" di voler ascoltare anche l'altra "campana" della Storia che, ripetiamo, non riconosciamo rispondente a verità storica ma non per questo meritevole ed oggetto di scherno, violenza e sopraffazione. La nostra Civiltà oggi ha dimostrato la sua profonda debolezza: al confronto scientifico e al rigore della libera espressione del pensiero, ha preferito opporre gli strumenti della forza bruta! La politica deve interrogare se stessa, cercare e trovare le risposte fondamentali alle domande che finora non ha avuto il coraggio di porsi, al fine di garantire a tutti i cittadini, a qualunque nazionalità, credo ed etnia appartengano, quegli inalienabili diritti inviolabili dell'uomo sanciti, tra l'altro, nella Carta delle Nazioni Unite.
    Venerdì 18 maggio 2007, infatti, a Teramo è avvenuto un episodio gravissimo: il professor Robert Faurisson, al quale era stata in precedenza negata la possibilità di svolgere una conferenza all'interno dell'Università dov'era stato invitato dal professor Claudio Moffa, è stato aggredito in pieno centro da un gruppo di facinorosi dichiaratisi ebrei residenti a Roma. Indipendentemente dalle tesi sostenute dal professor Faurisson è inconcepibile che un gruppo di persone usando l'aggressione e la minaccia possa impedire a qualcuno di esercitare quel diritto di parola sancito dalla Costituzione Italiana. Questo è un pericoloso precedente.
    Ci aspettiamo che i politici teramani si assumano pienamente le proprie responsabilità, ci auguriamo che i giornalisti presenti riferiscano i fatti così come sono avvenuti. Auspichiamo inoltre che la Città di Teramo, fedele alle sue tradizioni di civiltà e di difesa della libertà, provveda ad invitare il professor Faurisson ad un nuovo incontro dove siano garantiti i diritti delle persone, quei diritti costituzionali oggi vergognosamente calpestati. E che gli energumeni siano messi in condizione di non arrivare alle porte della città.
    di Nicola Facciolini

  6. #6
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  7. #7
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    GRAVE ATTACCO ALLA LIBERTA' DI PENSIERO


    La segreteria nazionale di Forza Nuova, in merito ai fatti avvenuti a Teramo, dichiara essere inammissibile l'esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, che si diletta a perseguire ed attaccare fisicamente coloro che la pensano in modo politically not correct su fatti storici passati.
    L'aggressione a Faurisson, storico ottantenne di fama internazionale, a Claudio Moffa intellettuale di sinistra, al dirigente del Movimento idea Sociale Agostino Rabbuffo e ad alcuni dirigenti delle forze dell'Ordine, non è la prima di questo tipo e da parte di questo gruppo.
    Negli anni scorsi infatti, il gruppo di attivisti del ghetto romano, si è distinto in aggressioni nei confronti di attivisti di Forza Nuova (nel 2003 a Torre Argentina) del Movimento Politico occidentale nel 1994, ma anche nei confronti di esponenti di sinistra come Agnoletto e Casarini rei di aver criticato l'occupazione israeliana della Palestina.

    Forza Nuova ritiene:

    1) che sia, oggi ancora di più, importante bloccare il ddl Mastella perchè darebbe legittimità ulteriore a perseguire studiosi e intellettuali, già minacciati ed attaccati fisicamente.
    2) che il revisionismo, fenomeno trasversale che prende forma negli anni 50, 60 e 70 negli ambienti di sinistra francesi( Faurisson, Rassinier e Gaurody sono di sinistra) non debba e non possa essere perseguito giuridicamente.
    3) che sia scandaloso che i gruppi di delinquenti responsabili di queste aggressioni non vengano mai nè denunciati, né inquisiti.

    Segreteria Nazionale
    Forza Nuova

    06/35348636
    info@forzanuova.org
    www.forzanuova.org

  8. #8
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    WWW.PRIMADINOI.IT




    IL PROFESSOR MOFFA SCHIAFFEGGIATO - SALTA L'INCONTRO PER "PROBLEMI DI ORDINE
    PUBBLICO" - ASCOLTA IL RACCONTO DEL PROFESSOR MOFFA



    Il professor Claudio Moffa, ideatore dell'incontro, però continua per la sua strada e ha "semplicemente" spostato la conferenza di oggi all'hotel Abruzzo di via Mazzini a partire dalle 15.
    Il dispiegamento di forze di polizia ci sarà comunque per evitare scontri e se tutto andrà per il verso giusto sarà la prima volta che lo studioso francese riuscirà a sostenere davanti ad una platea pubblica le sue teorie tanto contestate.
    Il ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi ha ringraziato la Facoltà per aver preso «una posizione di forte critica» nei confronti dell'evento: «conoscere, ragionare, approfondire una delle più terribili tragedie dell'umanità come la Shoah è compito di tutti noi e del sistema educativo», ha sottolineato il ministro, «ma non può essere dato l'alibi ad alcuno per dare spazio di cittadinanza a chi propaganda semplicemente che tale tragedia non sia mai esistita».
    «Invitare in un ateneo italiano un esponente del negazionismo», ha continuato Mussi, «che nega la gravità della Shoah, non ha alcun riconoscimento scientifico, bensì rappresenta solo la testimonianza di una mediocre provocazione politica che oltre ad offendere la memoria delle vittime dei campi di concentramento e di sterminio - conclude -, ed il sentimento democratico del nostro Paese, contraddice pesantemente la funzione e gli obiettivi del nostro sistema di formazione superiore».
    Ieri anche il consiglio Provinciale, a maggioranza, ha votato un ordine del giorno per esprimere la propria contrarietà allo svolgimento della lezione che Robert Faurisson. «L'iniziativa – si sostiene nel documento approvato – è connotata da elementi antisemiti, il Consiglio esprime la propria contrarietà senza con ciò voler minimamente pregiudicare il diritto e la libertà di insegnamento che trova i suoi fondamenti nei percorsi e nel lavoro scientifico codificati a livello internazionale».
    Hanno votato contro Rando Angelini di Forza Italia e Carlo Taraschi di An. «Non entro nel merito delle tesi – ha dichiarato Taraschi – ma limitare la libertà altrui è un arbitrio e una prevaricazione. Non si può e non si deve impedire di parlare a chi non la pensa come noi.
    Oltretutto nell'ordine del giorno si fa riferimento a Faurisson come ad un negazionista mentre lui è un revisionista». Rando Angelini, nel suo intervento, ha fatto riferimento al fatto che nel nostro Parlamento siede un ex terrorista: «Una circostanza che mi fa rabbrividire ma che, comunque, fa riflettere. A nessuno può essere negata la libertà di parola e l'Università è il luogo del confronto per eccellenza».
    Nel dibattito sono intervenuti anche Antonio Topitti e Arnaldo Di Rocco (Ds) i quali hanno sottolineato che in questa specifica circostanza non si tratta di limitare la «libertà di parola» ma di impedire che una tesi «discutibile sul piano storico e scientifico» venga proposta in un'aula universitaria «luogo di confronto ma soprattutto di educazione e formazione dei giovani».

    L'INTERVISTA DI PDN AL PROFESSOR MOFFA


    18/05/2007 10.06

    IL PROFESSOR MOFFA SCHIAFFEGGIATO


    E' stato preso a schiaffi questa mattina da un figlio di un deportato ebreo il professor Claudio Moffa, organizzatore dell'incontro con lo studioso Faurisson. Un gesto che fa ben capire come la tensione sia alta e si è evitata la rissa e ulteriori scontri grazie alla presenza di alcuni agenti della questura.
    Il professore da parte sua non ha tentato di stemperare la tensione ma ha continuato ad appiccare il fuoco e questa mattina ha rivelato:
    «l'idea di chiudere l'Ateneo mi sconcerta. Non è stata garantita la libertà di insegnamento. Io - ha ricordato Moffa - ho invitato intellettuali ebrei e predisposto il contraddittorio. Ma non è stato accettato. C'e' un imbavagliamento della cultura e si impedisce di parlare di eventi storici».
    «Non sono sorpreso che le autorità universitarie impediscano che io mi esprima», ha invece commentato Faurisson arrivato oggi in città e ha ammesso che in Francia il comportamento ostile nei suoi confronti è ancora maggiore: «lì hanno persino paura di rivolgermi la parola. E in Francia dopo 10 minuti sarei stato linciato. Già ho subito dieci aggressioni fisiche», ha raccontato, «ma ho l'eredita' scozzese e gli scozzesi sono ribelli. Io sono ribelle. Capisco che alcuni mi trattino come si trattano oggi i palestinesi». E poi ha chiarito ancora la posizione delle sue idee: «se parlo di menzogna storica non intendo persone mentitori. Sono vittime esse stesse della menzogna storica che ha una lunga storia. Le pretese camere a gas di Hitler e il preteso genocidio degli ebrei, formano una sola ed unica menzogna storica che ha permesso una gigantesca truffa politica e finanziaria di cui il principale beneficiario e' il sionismo internazionale e le principali vittime sono il popolo tedesco ma non i suoi dirigenti e il popolo palestinese tutto intero».
    La lezione comincerà a breve al ristorante Acquamarina di San Nicolo'
    a Tordino, una frazione di Teramo.

    18/05/2007 15.04

    FAURISSON E MOFFA AGGREDITI, SALTA L’INCONTRO

    Seri motivi di ordine pubblico hanno indotto i responsabili della Questura di Teramo a chiedere allo storico francese Robert Faurisson, negazionista dell'olocausto, di non tenere l'incontro, previsto per oggi a Teramo, nell'ambito di un master universitario, organizzato dal professor Claudio Moffa. E’ così sfumato l’evento che stava agitando gli animi di tutta la città da oltre una settimana.
    Dopo la conferenza stampa organizzata questa mattina i due sono stati aggrediti: parolacce e spintoni e da qui l’invito da parte della questura, accolto dallo studioso francese, di andare via da Teramo.
    I due si trovano in un bar di piazza Martiri ed era appena finita la conferenza stampa quando, secondo quanto riferito dal professor Moffa «alcune persone che si sono autodefinite ebrei provenienti da Roma ci hanno aggredito verbalmente e non solo».
    Il professore ha poi aggiunto di essere andato via da Teramo sotto scorta, direzione Roma, così come ha fatto Faurisson che avrebbe già ripreso l’aero per tornare a casa.
    «Siamo riusciti ad evitare che accadesse qualcosa di più serio», ha detto il Questore di Teramo Aldo Vignati, confermando che l'aggressore faceva parte di un gruppo di una trentina di
    persone, arrivato da Roma con diverse auto. I più agitati sono stati identificati e saranno denunciati nelle prossime ore.
    Deciso a far tenere allo storico francese il suo intervento, il docente stamani ha cambiato almeno quattro volte il luogo dove svolgere un improvvisato incontro con i giornalisti per rendere noto dove Faurisson avrebbe parlato. Infine, rifiutato da due alberghi cittadini, ha optato per i portici teramani. Qui ha annunciato che l'intervento di Faurisson si sarebbe svolto nel primo pomeriggio in un ristorante di San Nicolò a Tordino, nei pressi di Teramo. Poco dopo, però, lo scontro con il gruppo di romani e l'intervento della polizia.



    L'AUDIO: ASCOLTA IL RACCONTO DEL PROFESSOR MOFFA

    18/05/2007 17.09

    DIRIGENTE DELLA MOBILE FERITO E 4 DENUNCIATI

    Il ferimento del dirigente della Squadra Mobile della Questura di Teramo e quattro denunce
    costituiscono il bilancio dei momenti di tensione avuti a Teramo.
    Il vicequestore Gennaro Capasso ha infatti riportato la frattura di una spalla mentre divideva con i suoi uomini un gruppo di romani, in città per contestare Faurisson, entrato in contatto con un gruppo di teramani. In quel momento lo storico francese ed il docente dell'ateneo teramano che lo aveva invitato, il professor Claudio Moffa, erano già stati fatti allontanare, per precauzione, dalla centrale piazza Martiri.
    Tre sono stati i denunciati per questo episodio: un teramano e due giovani romani. L'accusa è quella di lesioni.
    Per l'aggressione subita poco prima da Moffa la polizia ha, invece, identificato due uomini, entrambi romani.
    Uno è stato denunciato per istigazione a delinquere; per l'altro sarà il docente a dover decidere se procedere.
    Secondo la Questura di Teramo il gruppo di contestatori giunto da Roma non presentava elementi esterni che ne potessero fare individuare l'appartenenza politica o quella religiosa.
    Alcuni di loro si sono detti figli o nipoti di deportati. Per gli investigatori, il gruppo ha mostrato di essere ben compatto e di essere giunto in città appositamente per contestare.

    FAURISSON:«INVOCO LIBERTA’ DI RICERCA»

    «Le pretese camere a gas di Hitler e il preteso genocidio degli ebrei - ha detto tra l'altro -, formano una sola ed unica menzogna storica che ha permesso una gigantesca truffa politica e finanziaria di cui il principale beneficiario è lo stato d'Israele e il sionismo internazionale e le principali vittime sono il popolo tedesco, ma non i suoi dirigenti, e il popolo palestinese tutto intero».
    «A Teramo ho avuto una sorpresa gradevole», ha detto il fautore della teoria negazionista, «finora: ringrazio voi giornalisti che mi fate parlare, in Francia non posso farlo più - ha aggiunto -, sono stato aggredito dieci volte. Non sono sorpreso che l'Università di Teramo non mi abbia voluto far esprimere».
    «Quello che sostengo l'ho detto nel 1981 e da allora ho capito che dovevo continuare la mia ricerca - ha concluso Faurisson -. Io non invoco la libertà di espressione o di opinione che sono concetti vaghi, invoco la libertà di ricerca».

    IL COMITATO PER LA DIFESA DEI DIRITTI D’ESPRESSIONE

    «Le forze dell’ordine presenti, invece di mettere gli aggressori in condizione di non nuocere, hanno notificato, per motivi di ordine pubblico, ai professori Moffa e Faurisson la proibizione di poter svolgere la conferenza previsto in un luogo privato, dando così ragione ai facinorosi».
    Le critiche provengono dal responsabile del comitato, Giuseppe Roscioli.
    «Indipendentemente dalle tesi sostenute dal professor Faurisson», ha aggiunto Roscioli, «è inconcepibile che un gruppo di persone usando l’aggressione e la minaccia possa impedire a qualcuno di esercitare quel diritto di parola sancito dalla Costituzione Italiana. Questo è un pericoloso precedente. Ci aspettiamo che le autorità garanti dell’ordine pubblico si assumano le proprie responsabilità, ci auguriamo che i giornalisti presenti riferiscano i fatti così come sono avvenuti».

    LA CONDANNA DELLA SEGRETERIA GENERALE CISAS UNIVERSITA’

    La segreteria generale Cisas Università ha espresso «ferma condanna» contro «ogni forma di violenza» esprimendo «la propria solidarietà al Prof. Moffa, agli appartenenti alle forze dell'ordine ed a quanti altri sono rimasti feriti nei tafferugli provocati da alcuni facinorosi provenienti da altre città».
    «Questa organizzazione sindacale», ha detto il segretario generale Giacomo Meschini, «ritiene pertanto sia indispensabile oltre a garantire ogni forma di libera espressione, garantire anche ogni forma di dissenso, purchè esplicitata in modo democratico e legale, in quanto non si può in alcun modo tollerare che l'aggressione fisica diventi uno strumento di repressione del libero pensiero anche non condiviso. La risposta da parte di chi ha subito molti anni fa una grave e ingiusta violenza con un altra pari, tale da sfociare in un identico atteggiamento di intolleranza, potrebbe rendere credibili coloro i quali negano l'esistenza di una tragedia così grande come quella della SHOAH. Nel caso di Faurisson sarebbe bastato un confronto serio sereno e serrato con un altro storico con la proiezione dei filmati fatti dagli alleati alla liberazione di auscwitz dove sono ben visibili montagne di cadaveri, i forni crematori e le camere a gas fatte saltare in aria prima dell'arrivo dei liberatori, la testimonianza dell'ex deportato Shlomo Venezia addetto alle camere a gas per dimostrare come le tesi dello storico francese potevano cadere di fronte a prove così terribili ma schiaccianti della barbarie nazista. Difatti riteniamo che questi fenomeni vadano combattuti attraverso il libero confronto che, anche se animato, non può che svolgersi nell'ambito di una dialettica verbale».


    19/05/2007 8.35

  9. #9
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  10. #10
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    Ieri 18 maggio 2007 è stata una triste giornata per la cultura e per la civiltà. Un gruppo di ebrei romani, scesi in forze a Teramo, ha impedito con la violenza lo svolgimento dell'annunciata conferenza dello storico francese Robert Faurisson, capofila del revisionismo olocaustico.
    Constatiamo con sdegno come la questura, imponendo a Faurisson e al prof. Claudio Moffa, che coraggiosamente l'aveva invitato in Italia rompendo un trentennale tabù, di allontanarsi dalla città, abbia di fatto dato ragione ai violenti, permettendo loro di vantarsi di aver conseguito il loro miserabile scopo.
    Questo squallido episodio conferma come essi e tutti coloro che li proteggono (a partire da quelli che oggi sulla stampa si esibiscono in penosi e imbarazzati distinguo e che dopo aver lanciato il sasso nascondono la mano) abbiano terrore della verità e siano incapaci non solo di affrontare ma financo di concepire un civile confronto con chi la pensa diversamente da loro.
    Questa vile aggressione, ennesimo attentato al costituzionale diritto di espressione e di ricerca, nonchè a quei diritti dell'uomo che ogni giorno vengono sbandierati come caposaldo della democrazia, dimostra però che il regime è alla frutta e che tutto il suo potere si regge solo sulla sistematica imbavagliatura del libero pensiero.
    Con quale coraggio i vari Mussi, Mattioli e compagnia belante, sempre pronti a genuflettersi e a strisciare davanti ai diktat del giudaismo talmudico, verranno ora a parlarci di "libertà", "democrazia", "pluralismo" e simili concetti da essi così platealmente traditi? Come oseranno citare Voltaire e il suo "Detesto le tue idee, ma sono pronto a dare la vita perché tu le possa esprimere?"
    E' certo infatti che l'aggressione di ieri è il risultato scientificamente voluto e preparato del clima di odio e di intolleranza seminato a piene mani nei giorni scorsi dalla stampa e al quale si è vilmente piegato il rettore dell'Università, il cui compito sarebbe al contrario prioprio quello di proteggere la libertà degli studi e del pensiero..
    Gli uomini liberi, a qualunque ideologia appartengano, non possono oggi non stringersi intorno a Claudio Moffa e a Robert Faurisson. Lo farebbero quand'anche le tesi revisioniste fossero poco o nulla fondate. Invece proprio il terrore della verità che si nasconde dietro queste violenze squadristiche dimostra come queste tesi, che non nascono sul terreno idelogico ma su quello neutrale dei fatti, siano ben difficilmente confutabili. Dei revisionisti possono parlare solo gli altri, insultandoli senza magari averne mai letto una riga (come probabilmente è accaduto per gli energumeni giudei che sono scesi in azione ieri): i revisionisti non possono, non devono parlare, nemmeno per spiegare che cosa effettivamente sstengono.
    Scandalosa infine l'impudenza con cui il sig. Riccardo Pacifici, che non detiene alcuna carica istituzionale e che rappresenta soltanto la comunità ebraica romana, si è permesso di suggerire al ministro Mussi la rimozione dall'insegnamento del prof. Moffa, reo di difendere il diritto di parola di chi non crede che la storia debba essere per forza giudeocentrica.
    Ma le idee non si uccidono: i libri di Robert Faurisson e degli altri revisionsiti circolano e come sempre è accaduto nella storia la repressione ne aumenta l'interesse e la credibiilità. Mentre episodi del genere non fanno che fomentare quell'antisemitismo di cui a torto i revisionisti vengono accusati.

    CLAUDIO MOFFA NON SI TOCCA1

    W Claudio Moffa, W Robert Faurisson, W la libertà di ricerca, abbasso il servilismo intellettuale, l'intolleranza e la violenza.


    Franco Damiani (insegnante)

 

 
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