



non sono gay e non ci vado al gay pride. non sono queste le manifestazioni giuste per avere i diritti.


Si ma e' inutile che glielo spieghi che e' da Yalta(e prima) che la distinzione e' sempre aumentata esponenzialmente(in pratica dalla fine dell'onda bolscevica preconflitto)fino a concretizzarsi in un movimento "rosso" ma socialdemocratico, sono paritetici agli elettori berlusconiani che appena sentono la parola "comunista", votano silvio pagliaccioni per paura che qualche embrione venga stuprato dalla scienza rossa, per clonare perfettamente Stalin.
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Lasciando una "minima apertura di lontana comprensione"a Cuba(che pur sempre un regime da condannare rimane, dato che non tollero dittatori), ma con un emancipazione politica difficile, vista la prontezza dello yankume bastardo, sempre pronto a rifiondarsi su di essa, per trasformarla nel loro bordello con casino' annesso.




Comunque, fino a quando dal gay pride non verranno eliminate certe pagliacciate ridicole e controproducenti(a mio modo di vedere) per gli stessi omosessuali, la partecipazione sfortunatamente non catturera' molte presenze di gente che odia le carnevalate....


Merello, vai al gaypride a diffondere la buona novella della guarigione dell'omosessuale che ha abbandonato il buddismo e si e' affidato ai preti, magari fai il miracolo ed ottieni guarigioni a raffica.


Dipende dal percorso del corteo. Se parte da porta San Paolo credo che ci andrò. E potrebbe essere l'occasione buona per incontrare er uagh e angus.
Ma non ho nessuna voglia o necessità, né tantomeno curiosità. Perchè sono e rimango convinto che le abitudini personali sono e rimangono tali. Lo Stato può (e deve) intervenire solo per allargare la sfera dei diritti. Viceversa è totalitario (esattamente come giustamente sottolinea Merello, nei casi del Nazismo o dell'URSS di Stalin).
informauro

