

"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


mai visto i ricchi pagare
le grandi crisi creano semmai nuovi ricchi
quindi i poveri diminuiscono di un infinitesimo ma diventano più poveri.
Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!
DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!


furbo a parte i ricchi e i poveri, io una mezza idea di quello che stà succedendo ce l'avrei...
alla fine il fondo sovrano cinese cosa ci fa con le azioni del private equity Blackstone Group e con Morgan Stanley? cioè a parte i centinaia di miliardi di bond americani che hanno in mano... a furia di svalutare moneta, questi si stanno comprando pezzo per pezzo...
Ultima modifica di stefaboy; 05-05-10 alle 19:32
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


L'Italia nei/dai PIGS può entrare o uscire, si tratta di una sigla informale. Però non posso fare a meno di notare che ci sono alcuni italiani che sembrano provare piacere per principio all'idea che ci stia, in quella sigla... :sofico:
E' bene comunque ribadire che questi cappero di PIGS non sono solo i paesi mediterranei, visto che GB e Irlanda ci entrano ed escono quanto e più dell'Italia a voce degli osservatori, e noto di nuovo che sempre alcuni italiani anche qui manifestano un'effervescenza di complessi difficile da contenere... :sofico:
Ultima modifica di Patriottardo; 05-05-10 alle 19:52




PERCHÉ I PIGS NON ESISTONO
di Francesco Daveri 04.05.2010
Centodieci miliardi di finanziamenti per non fallire e 48 ore di sciopero proclamato dai dipendenti pubblici: la Grecia di oggi sembra non avere imparato la lezione. Tra gli altri paesi considerati a rischio di contagio soltanto il Portogallo è in una situazione di difficoltà paragonabile a quella dei greci. A guardarli con attenzione ad uno ad uno, ci si potrebbe accorgere che i Pigs non esistono davvero.
Mentre l’Eurogruppo approvava all’unanimità il piano da 110 miliardi di sostegno all’economia greca, il sindacato dei dipendenti pubblici greci, Adedy, raddoppiava a 48 le ore di sciopero già proclamate in precedenza e le anticipava a martedì 4 maggio. Uno sciopero contro le “crudeli e brutali misure senza precedenti” del governo Papandreou e contro il “saccheggio dei redditi e dei diritti dei lavoratori” dovuto al congelamento di pensioni e stipendi pubblici. E mercoledì 5 maggio si aggiunge lo sciopero del traffico aereo. Ma la drammatica crisi greca non è solo greca, come si è visto da ciò che è successo sui mercati finanziari di tutto il mondo negli ultimi mesi. La domanda, egoistica ma legittima, che 115 milioni di cittadini europei (portoghesi, irlandesi, spagnoli e italiani) si stanno ponendo è sempre la stessa: dopo la Grecia toccherà un giorno anche a noi?
GLI ALTRI PAESI NON SONO COME LA GRECIA
La buona notizia della tabella è che gli altri paesi sono tutti “diversi” dalla Grecia. L’Italia ha un alto debito pubblico (come i greci) ma un deficit pubblico che è diventato relativamente basso rispetto alla media euro. Ha un’ottima capacità di penetrare nei mercati esteri, con l’export di prodotti della meccanica, del tessile, abbigliamento, cuoio e calzature (erano in tutto 140 miliardi di euro nel 2008). La Spagna ha invece un alto deficit pubblico e di parte corrente, oltre a un alto tasso di disoccupazione, ma presenta un basso livello del debito pubblico pari al 50 per cento del Pil. E compensa una certa debolezza nelle esportazioni manifatturiere diverse dalla produzione di mezzi di trasporto con un settore turistico capace di generare 72 miliardi di euro nel 2008 (contro i 55 del nostro Bel Paese). Un discorso simile può essere fatto per l’Irlanda che esportava nel 2008 il 50 per cento del suo Pil, con un quarto di export dai prodotti high-tech, un quarto da prodotti chimici e un quinto da prodotti farmaceutici, grazie alla localizzazione a Dublino e dintorni dei quartieri generali delle multinazionali americane. La crisi ha duramente impoverito gli irlandesi, ma ha anche raffreddato un mercato immobiliare che era troppo cresciuto negli anni precedenti. L’Irlanda rimane la più ovvia testa di ponte per le multinazionali americane che vogliano vendere in Europa senza pagare i dazi della Commissione Europea. Con questi fondamentali, se gli speculatori vorranno attaccare Italia, Spagna e Irlanda si bruceranno le dita. Ma tutti e tre i paesi hanno di fronte l’esigenza ineludibile di ritornare a crescere.
Il paese relativamente più a rischio nella tabella è il Portogallo, il prossimo nella lista per i mercati finanziari. Il Portogallo presenta un elevato deficit pubblico e un elevato disavanzo nei conti con l’estero. Il suo stock di debito pubblico è solo il 75 per cento del Pil, ma si fa presto ad arrivare anche al 100 per cento in caso di crisi di confidenza: se i tassi sul debito salgono a livelli greci e la crescita si azzera, il deficit si trasforma in accumulazione di debito molto più rapidamente. Ha inoltre una propensione risparmiare più simile a quella dei greci che di italiani, irlandesi e spagnoli. Ma il Portogallo ha due vantaggi rispetto alla Grecia. Il primo è che esporta più manufatti (il 20 per cento contro appena il 7 per cento) e ha una struttura economica meno fortemente squilibrata verso l’export di prodotti agro-alimentari. La prima voce delle esportazioni portoghesi viene dai 4.4 miliardi di euro di export del settore automotive e della produzione degli altri mezzi di trasporto, come anche dall’export di macchinari, prodotti tessili e chimici. Il secondo possibile vantaggio è che il presidente della Commissione Europea è portoghese.
Lavoce.info - ARTICOLI - PERCHÉ I PIGS NON ESISTONO
Ultima modifica di Aurelianus; 06-05-10 alle 15:36
"La credenza in un'economia di mercato in cui l'acquirente è sovrano è una delle più convincenti forme di truffa" (John Kenneth Galbraith, L'economia della truffa)


La borsa precipita. Ora Milano perde il 5,5%, il cambio col dollaro è ai minimi storici.
Borse, nuovo crollo. Male i bancari Euro ai minimi sul dollaro a quota 1,27 - Corriere della Sera
Il sonno della ragione genera mostri.
Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.


Milano ha chiuso a -4,27%
Atene + 0,98%
Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!
DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!


A proposito:
List of countries by external debt - Wikipedia, the free encyclopedia
Rank Country - Entity External debt
(millions US$) Date of information External debt
per capita (US$) Date of population* External debt (% of GDP)
1 United States[4] $13,399,859 6/30/2009 $43,646 30-July-09 94%
2 United Kingdom[5] $9,191,104 12/22/2009 $150,673 November 2009 365.44%
3 Germany $5,208,000 6/30/2009 $63,350 30-Jun-07 185.2%
4 France $5,021,000 6/30/2009 $76,718 1 January 2010 227.35%
5 Spain $2,478,000 9/30/2008 $49,619 30 June 2007 est. 150.65%
6 Luxembourg $1,994,000 6/30/2009 $3,970,514 2010 est. 4973.68%
7 Ireland $1,841,000 6/30/2007 $448,032 30-Jun-08 960.86%
8 Japan $1,492,000 6/30/2007 $4,528 30-Jun-07 34.93%
9 Switzerland $1,340,000 6/30/2007 $174,520 30-Jun-07 441.95%
10 Belgium $1,313,000 6/30/2007 $126,202 30-Jun-07 348.74%
11 Italy $1,060,000 2008(est.) $18,235 30-Jun-08 58.21%
12 Canada $962,632 01/12/2010 $23,325 01-Jul-09 59.69%
13 Australia $826,400 12/31/2007 $38,798 30-Jun-07 106.91%
14 Austria $752,500 6/30/2007 $90,289 30-Jun-07 233.70%
15 Sweden $598,200 6/30/2006 $65,048 30-Jun-06 176.72%
16 Hong Kong $588,000 2007 $84,445 2007 est. 200.48%
17 Greece $535,920 09/31/2009 $47,401 30-Sep-09 153%
18 Denmark $492,600 6/30/2007 $89,853 30-Jun-07 242.30%
19 Netherlands $490,000 2/16/2010 $47,471 2009 est. 62.3%
20 Norway $469,100 6/30/2007 $98,530 30-Jun-07 190.23%
21 Portugal $461,200 12/31/2007 $43,196 30-Jun-07 188.63%


Sono dati sballati per gli usa 13 mila miliardi di dollari è il debito complessivo e si parla di circa un 25% sotto forma di debito estero, per un totale di 3750 miliardi di dollari.
United States public debt - Wikipedia, the free encyclopedia
Mi sembrano sballati anche i dati degli altri stati.