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Discussione: I P.I.G.S.

  1. #271
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    Direi che, più o meno, Moody's spiega perchè, nonostante il debito, non siamo fra i pigs e non siamo ancora costretti ad abbattere gli stipendi statali. Tutta questione di una cosa che si chiama credibilità della quale godiamo più dei pigs.

    Ma non state tranquilli, ci vuole poco perchè anche da noi le cose cambino.
    Non siamo tra i PIGS?? onf:
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  2. #272
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    Predefinito Rif: I P.I.G.S.

    E' sicuramente colpa del Mortadella se nel 2008 siamo entrati nel Club dei Pigs

    Ultima modifica di GNU-GPL; 11-03-10 alle 14:42

  3. #273
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    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Non siamo tra i PIGS?? onf:
    Il nostro rating (AA2 - qualità alta) è solo di 4 gradini sopra quello della Grecia (A2 - qualità medio alta).

    Debito, rischio minore per l'Italia
    Più problemi per Spagna e Portogallo
    di Vittorio Carlini
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    6 febbraio 2010
    Debito, rischio minore per l'Italia. Più problemi per Spagna e Portogallo

    Il debito pubblico degli stati: è questo l'incubo, già ampiamente previsto, degli investitori, e non solo. I quali, dopo lo scoppio dell'affaire Grecia, si domandano: chi sarà il prossimo stato a dubbio d'insolvenza? Per il Financial Times, che non disdegna un po' d'alterigia anglosassone, la risposta è semplice: i rischi, soprattutto in chiave Euro, arrivano da Spagna e Italia. Un'affermazione che, a ben vedere, è troppo semplicistica.

    L'Italia, un caso a parte
    Il perché lo fa capire uno studio di UniCredit che, al contrario, fa professione d'ottimismo sul nostro paese. Per gli esperti di piazza Cordusio l'Italia "appartiene ad una categoria a sé", mentre gli stati più a rischio sono: Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna. Noi, si sa, abbiamo il rapporto debito/Pil più alto, stimato per il 2009 a quota 116 per cento. Tuttavia c'è un mix di fattori che gioca a nostro favore: "In primis, il forte tasso di risparmio delle famiglie italiane; poi, la prudente gestione della politica fiscale durante la crisi; infine, il basso deficit che, per lo scorso anno, è previsto al 5% del Pil". Un cocktail di elementi che ha messo il nostro Paese in «una posizione di forza, ben riconosciuta dagli investitori». Per accorgersene, basta vedere l'andamento dello spread del decennale italiano rispetto al Tbund tedesco: nonostante l'Italia abbia un rating sovrano (A+) tra i più bassi, il differenziale è minore (poco sotto i 50 basis point) sia rispetto all'omologo spagnolo sia a quello portoghese. Per non parlare dell'Irlanda (oltre i 150 basis point) e della Grecia (attorno ai 350 basis point). Come dire insomma: abbiamo sì il debito più grande, ma così è sempre stato e, per adesso, il mercato non si preoccupa più di tanto. Inoltre, la dinamica futura sia del deficit sia del debito italiano – secondo UniCredit – sarà migliore di quelli degli altri "fratelli deboli". Il che permette di considerarci "una categoria a parte". A bene vedere, il nostro vero problema è l'endemica "bassa crescita" che potrà penalizzarci al momento dell'uscita dalla crisi.

    La debolezza del governo di Lisbona
    Fin qui l'Italia, ma il resto degli osservati speciali? Al di là della Grecia, il prossimo a preoccupare è il Portogallo che "ha forti squilibri fiscali e di bilancia commerciale. Inoltre, il suo approccio per riportare il deficit fiscale in carreggiata è troppo tiepido, tenuto anche conto che nel 2010 le previsioni sono ancora di un calo del Pil (-1%)". Di più: Lisbona - scrive UniCredit - ha una maggioranza governativa non così forte; la recente bocciatura, in parlamento, di una legge per il riassetto fiscale regionale è lì a mostrarlo. "Il Governo non sembra in grado di fare le riforme necessarie - aggiungono dall'investment bank italiana-. Il che, in un periodo di crisi", non è il massimo. Dopo il Portogallo, tra i paesi che potrebbero affrontare problemi sul fronte debitorio ci sono la Spagna e, infine, l'Irlanda.

    Gli obiettivi di Dublino più credibili di quelli di Atene
    Proprio l'Irlanda, tra le prime ad essere entrate nel mirino degli investitori, ora sembra riuscire a risalire la china. Dublino, secondo UniCredit, è un caso emblematico. Soprattutto se lo si paragona a quello della Grecia. "Sulla carta- scrivono gli analisti – Atene si è impegnata in uno sforzo maggiore: l'obiettivo è ridurre il deficit di 5 punti percentuali di Pil nel 2010", a fronte del 2,3% promesso" dagli irlandesi. La differenza sta però nel fatto che la Grecia si è focalizzata solo sulle entrate: per esempio, puntando su una dura lotta all'evasione fiscale. Una strategia lodevole, efficace soprattutto sul medio-lungo periodo, "che però in un momento di recessione offre risultati incerti. L'impostazione dell'Irlanda, invece, è tutta sul lato della spesa, compreso il taglio dei salari nel pubblico impiego". Qui, a ben vedere, l'approccio di UniCredit sembra un po' troppo da "ufficio studi": in un momento dove la disoccupazione è alle stelle, parlare di riduzione salariale (oltre che una difficoltà per i lavoratori) può essere un fattore scatenante di tensioni sociali. "A Dublino – scrive però UniCredit – è stato avviato un ampio dibatto sulla necessità di queste misure che sembra aver portato ad una loro accettazione di massima. Mentre in Grecia, proprio la reazione popolare rimane una forte incognita". Al di là delle considerazioni sociologiche di UniCredit, è comunque innegabile che gli operatori sembrano dare più credibilità agli sforzi irlandesi che a quelli ellenici: nel breve periodo sì sa, è l'adagio del mercato, è più facile tagliare i costi fissi piuttosto che cercare maggiori efficienze.

    La crescita resta la chiave
    Fin qui le manovre contingenti: ma quale l'elemento chiave per uscire dal nodo del debito? La risposta è una sola: la crescita. Quando, per riportare il debito sovrano sotto controllo, verranno mese in atto politiche fiscali restrittive, diverrà concreto il rischio di ricadere in recessione. Un'eventualità che potrà evitarsi solo se l'economia si sarà ri-messa in moto. E banale dire, infatti, che se all'aumentare del debito, cresce anche la ricchezza della nazione, la "cambiale" che lo stato ha firmato non si trasforma in un problema strutturale. Un obiettivo che – secondo UniCredit- dipenderà anche dalla qualità delle manovre restrittive. Queste dovranno essere finalizzate a recuperare efficienza e produttività. Altrimenti, il rischio sarà quello di vedere un malato che, dopo i mille antibiotici somministrati nel 2009, tornerà ad ammalarsi. E in quel momento dovrà, però, accontentarsi di una minestrina perché gli antibiotici saranno finiti.
    6 febbraio 2010
    Debito, rischio minore per l'Italia Più problemi per Spagna e Portogallo - Il Sole 24 ORE
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  4. #274
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    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Il nostro rating (AA2 - qualità alta) è solo di 4 gradini sopra quello della Grecia (A2 - qualità medio alta).
    Qualcuno che crede ancora alle agenzie di rating come se fosse la Bibbia c'è.. (nemmeno la Bibbia è la Bibbia )

    PIGS è una definizione giornalistica e non ne puoi certo uscire... per quel che vale. Tra i PIGS siamo i peggiori secondi per PIL procapite e debito pubblico..

    P.S. Si usano i CDS e non i rating per dare una stima affidabile.
    Ultima modifica di Razionalista; 11-03-10 alle 14:59
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  5. #275
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    Predefinito Rif: I P.I.G.S.

    gli investitori ci giudicano un poco peggio della Spagna , specialmente nel lungo termine

    infatti i differenziali con i tassi dei bund tedeschi a inizio marzo erano :

    a due anni : ITALIA 49 punti base SPAGNA 50
    a dieci anni : ITALIA 93 punti base SPAGNA 79
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  6. #276
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    Predefinito Rif: I P.I.G.S.

    E' ufficiale, non facciamo parte dei PIGS, quella I sta per Irlanda ed è quasi sorprendente che dopo decenni di autoaffossamenti non sia così.

    Ma essendo la crisi globale, non siamo fuori dai pericoli. Vi invito quindi a riflettere quali sono le riforme necessarie al paese.
    Il fatto che non si sia in questo momento alla canna del gas non significa che non si debbano fare.
    Mi pare indubbio che la necessità di ricondurre i privilegi della pubblica amministrazione entro parametri accettabili, incieme alla necessità di renderla efficiente, si accompagnino con la fine del sistema sociale basato sull'assistenzialismo.

    E, a proposito di assistenzialismo, pare evidente che l'unica proposta sul tavolo sia quella leghista del federalismo fiscale.
    C'è altro che ci impedisca di far parte di quel fantastico club?
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  7. #277
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    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    E' ufficiale, non facciamo parte dei PIGS, quella I sta per Irlanda ed è quasi sorprendente che dopo decenni di autoaffossamenti non sia così.
    Abbiamo un debito con un rating minore di quello spagnolo e che pesa almeno il doppio ostridicolo:
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

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  8. #278
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    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Abbiamo un debito con un rating minore di quello spagnolo e che pesa almeno il doppio ostridicolo:
    E quindi?
    Il sonno della ragione genera mostri.


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  9. #279
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    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Si torna a parlare dei PIGS anche se, stravolta, con qualche .... stranezza.
    Ora, la mia riflessione nasce dalle accuse sempre più pesanti fatte al governo sulla mancanza di interventi a seguito della crisi che da noi sarebbe pesantissima.
    Ma torniamo ai PIGS. O meglio P.I.G.S. Che sarebbe l'acronimo di Portogallo Italia/Irlanda, Grecia e Spagna.
    Di questi tempi, a seconda delle opinioni di chi scrive, la I sta per Italia o per Irlanda anche se L'Italia esce dal club dei Pigs - Il Sole 24 ORE, qualcuno ci avrebbe fatto uscire da quel fantastico club.

    Ma torniamo alle riforme. Più o meno sappiamo tutti quelle avvenute a sostegno del reddito con l'ampliamento della base di accesso a cassa integrazione et similia. Un costo enorme sicuramente, ma da più parti si invocano ulteriori riforme non ben definite e che, nella migliore delle ipotesi, comporterebbero costi ancora maggiori.
    Ma guardando per il mondo, e guardando alle misure prese dai PIGS, l'unica riforma che NOI non abbiamo fatto, diversamente da loro, è stata quella del taglio degli stipendi dei dipendenti statali.
    Non sarebbe una cattiva idea vista la crisi.
    Che si evitino le spese militari inutili, nelle quali ogni anno si impegnano centinaia di milioni di €. Che si tassino le rendite finanziarie, comprese quelle del sig. berlusconi, adeguatamente. Che si lotti contro l'evasione fiscale e il lavoro nero, recuperando miliardi di € di tasse.
    Dall'Alpe alle Piramidi
    dal Manzanarre al Reno
    va l'aspro odor de i vini
    l'anime a rallegrar

  10. #280
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    Citazione Originariamente Scritto da Scipione Visualizza Messaggio
    Che si evitino le spese militari inutili, nelle quali ogni anno si impegnano centinaia di milioni di €. Che si tassino le rendite finanziarie, comprese quelle del sig. berlusconi, adeguatamente. Che si lotti contro l'evasione fiscale e il lavoro nero, recuperando miliardi di € di tasse.
    Dipendente statale vero?

    E se magari si smettesse di lanciare slogan?

    1 - Chi definisce le spese militari inutili? Tu? Chi?
    2 - si potrà fare in parallelo alla riduzione delle altre tasse. Siamo il primo paese al mondo in termini di risparmio procapite (cosa anche questa che ci sta tenendo fuori dai pigs), aumentare quelle tasse significa aumentare le tasse alla maggior parte della popolazione. Se pensi che ad avere i soldi in banca siano solo i soliti noti, ti sbagli.
    3 - Incredibile, abbiamo una evasione fiscale inferiore a quella della Grecia, ma, come la fai la lotta all'evasione fiscale?
    Il sonno della ragione genera mostri.


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