Costi della politica/ Cesare Salvi ad Affari: subito 15 ministri e 40 sottosegretari. Con il nostro progetto risparmi fino a 6 miliardi l'anno.
Venerdí 25.05.2007 15:45
"Bisogna partire subito ed è utile farlo dal centro.
Prima di pensare alle comunità montane, il governo e il Parlamento devono aver fatto la loro parte. Le nostre priorità che abbiamo suggerito sono: un forte snellimento del governo, che si può fare anche in 24 ore, eliminando poi dal punto di vista normativo lo spacchettamento di alcuni ministeri che fu fatto a inizio legislatura; e, per quanto riguarda il Parlamento, si deve partire dalla
riduzione del numero di deputati e senatori, che dovranno essere rispettivamente 400 e 200". Il presidente dei senatori di Sinistra Democratica, Cesare Salvi, poche ore dopo l'incontro con il premier, spiega ad Affari la sua proposta per ridurre i costi della politica.
Come vi state muovendo?
"Abbiamo depositato due proposte, la
11-52 costituzionale e la
11-53 disegno di legge ordinario, nelle quali indichiamo le misure che possono essere prese e che, secondo calcoli molto seri, possono portare a risparmi fino a
sei miliardi di euro l'anno a regime, quindi non una tantum".
Entrando nel dettaglio?
"Il disegno di legge costituzionale prevede la riduzione del numero dei parlamentari, ma anche delle commissioni e
un tetto ai membri del governo, fino a un massimo di 40, compresi i sottosegretari. Ma sull'esecutivo si può intervenire anche senza cambiare la Costituzione".
Qual è il numero congruo di ministri?
"E' ragionevole quello che hanno fatto prima in Spagna e poi in Francia, ovvero 15 ministri e 40 sottosegretari (attualmente sono 101, ndr)".
Non sarà facile, visto che la maggioranza è molto variegata...
"Fino a un certo punto, perché
la parte del leone l'ha fatta il partito democratico. Le forze minori hanno solo un ministro a testa".
Quindi è il Pd che dovrebbe dimagrire...
"....però da quello che vedo il partito democratico ha una certa tendenza bulimica".
E a livello locale?
"Proponiamo la
soppressione delle province e un limite al numero di consiglieri e assessori regionali. Poi ci sono leggi ordinarie che abbiamo già provato a mettere in Finanziaria e che prevedono un tetto a ogni forma di retribuzione a carico del pubblico erario, parlamentari compresi. Che, complessivamente, non si deve superare la retribuzione del primo presidente della Corte di Cassazione, che è il funzionario dello Stato che guadagna più di tutti".
Ma non finisce qui...
"Esatto. Diamo molta importanza anche al problema delle società miste e di consulenza, che sono una fonte di grande sperpero e corruttela. Ci vuole un taglio drastico alla possibilità di costituire questo tipo di società miste. Vogliamo poi
sopprimenre anche una serie di authority e di enti che non servono a niente".
Ad esempio?
"L'istituto di promozione industriale, l'Isvap, la Covip etc, etc... Anche perché con la moltiplicazione degli enti, oltre ai costi, aumenta anche l'inefficienza. La nostra proposta prevede tre autorità: una per le comunicazioni, una per il mercato e una per le società quotate in borsa".
Prodi come ha accolto le vostre idee?
"Molto interessato e ha detto che sono cose che vanno fatte. Però c'è anche un altro punto...".
Prego...
"Un disegno di legge sui partiti, che preveda l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Il finanziamento pubblico può essere dato solo ai partiti che hanno regole democratiche al loro interno. Con questo pacchetto, a regime, ci saranno risparmi per sei miliardi circa, il doppio dell'attuale tesoretto. E a tutti quelli che partecipano al dibattito dico che
ci sono disegni di legge presentati in Parlamento e sui quali chiediamo di misurarsi... anziché fare interviste, indagini etc, etc...".