
Originariamente Scritto da
pcosta
L'uomo che inventò la radice di due
Pitagora esponeva i suoi insegnamenti a chi lo frequentava o distesamente o per simboli. Ché il suo insegnamento era di due modi: e quelli che lo frequentavano si distinguevano in Matematici e Acusmatici. Matematici erano quelli che conoscevano la parte più importante e più approfondita della sua dottrina, acusmatici quelli cui erano insegnate solo le regole sommarie senza accurate spiegazioni
(Porfirio, Vita Pythagorae 36)
Per chi non lo sapesse, lo scopritore della radice di due è uno di Crotone; un certo Ippaso.
Ippaso di Crotone (altri lo attribuiscono a Metaponto), fu allievo di Pitagora e a sua volta insigne matematico.
La scuola pitagorica - come racconta Porfirio - si divideva tra "acusmatici" e "matematici": gli acusmatici (=coloro che ascoltano in silenzio) erano quelli che accettavano come postulati tutti i precetti del Maestro senza pretenderne la dimostrazione.
Così li descrive Giamblico:
"La filosofia degli acusmatici consiste in precetti: questi sono impartiti senza che sia mostrato il perché, e detta la ragione per cui si deve agire in un determinato modo. Gli acusmatici si sforzano anche di custodire tutti gli altri suoi detti, e considerano le sue parole opinioni divine, e di loro proprio non dicono niente e credono che niente si debba dire; anzi giudicano massimamente sapienti quelli che conoscono più precetti e insegnamenti."
(Giamblico, Vita pitagorica 267; 58A1 DK)>.
A differenza degli acusmatici, i matematici, tra cui Ippaso, avevano invece l'ardire di trovare e dimostrare teoremi nuovi, che non fossero già stati enunciati dal Maestro.
Gli acusmatici, invidiosi, quando Ippaso tirava fuori un bel teorema nuovo, sostenevano che lo aveva carpito segretamente a Pitagora e si faceva passare per autore delle scoperte del Maestro.
Non era quindi molto popolare; ma quello che causò la triste fine di Ippaso fu quando fece la scoperta della radice di due, quella che lo avrebbe consegnato alla storia della matematica; sfortunatamente per lui andò a toccare quanto di più sacro c'era per i Pitagorici (sia acusmatici che matematici): il Numero e il Teorema di Pitagora.
Una piccola riflessione sull'ipotenusa del triangolo rettangolo equilatero di lato 1, portò infatti Ippaso a scoprire l'esistenza di numeri "assurdi" (né interi né frazionari) sconvolgendo la tranquilla vita della comunità pitagorica.
La scoperta e la divulgazione della radice quadrata di due fu - stando alla tradizione - la causa della condanna di Ippaso alla "morte per acqua", un supplizio davvero degno di maligne menti acusmatiche.
I malefici acusmatici, sebbene Ippaso non avesse alcuna intenzione di andare per mare, decretarono che Giove lo avrebbe fatto perire in naufragio e immediatamente gli costruirono una lapide celebrativa dell'infausto evento; da quel momento si comportarono con lui come se fosse davvero morto in mare, ignorandolo completamente.
Null'altro si sa della vita di Ippaso dopo questa condanna a morte sui generis: certo è che i Pitagorici non riuscirono ad eliminare il male alla radice, visto che sulla radice di due si fanno thread perfino sul fondoscala di POL.