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A fool and his money can throw one hell of a party.




Sarebbe giusto, forse, ricordare che in Parlamento siede, non solo in veste di deputato del centrosinistra ma anche di segretario del presidente della camera Fausto Bertinotti, Sergio D'Elia, il quale è stato condannato in via definitiva a venticinque anni di carcere (dei quali solo dodici scontati, grazie ai benefici di legge) per il concorso nel feroce omicidio dell'agente di polizia Fausto Dionisi (all'epoca, appena ventiduenne) e per appartenenza al gruppo terroristico di sinistra Prima Linea.




Non tutti,io bananas doc sono contentissimo ,anzi mi auguro che sia solo l'inizio.Se fosse stato per me l'avrei mandato a casa molto prima,anzi penso che CHIUNQUE con condanne debba andare a casa.Non e' una questione di schieramento ma di buon senso.Previti in parte e' stata una delle cause della sconfitta alle politiche passate.Vergogna a chi da destra difende personaggi del genere.Per precisazione pero' devo anche dire che chiunque sia stato condannato ed anche abbia scontato la sua pena,non ha nessun titolo di entrare nelle istituzioni.


Dimenticavo di aggiungere che riterrei giusto fare come negli USA ,chiunque arrechi danno allo stato perde il diritto al vitalizio maturato.


Sarebbe senz'altro necessaria una legge sull'ineleggibilità dei pregiudicati, precipuamente per sanare la grottesca contraddizione (esclusiva tutta italica) di un legislatore con la fedina penale sporca; è, però, allo stesso tempo necessario rammentare che non tutti i reati, per quanto odiosi, sono eguali per gravità, che esiste una gerarchia (tanto nel diritto, che stabilisce difatti le pene secondo proporzioni differenti, quanto in termini etici) e che un delitto di concorso in omicidio è sicuramente più grave della partecipazione a banda armata (per cui è stato condannato l'ex Terza Posizione Marcello De Angelis) o della corruzione in atti giudiziari di cui è stato riconosciuto colpevole il braccio destro di Silvio Berlusconi, Cesare Previti.





