28 maggio - A mezzanotte del 27 maggio Radio Caracas Televisión ha smesso di trasmettere e quindici minuti dopo ha iniziato la sua programmazione TVes (Televisora Venezolana Social), una televisione di servizio pubblico, come ha assicurato la direttrice Luisana Colomine, in cui troveranno spazio "tutte le correnti ideologiche del Venezuela, comprese quelle che non condividono la costruzione della Rivoluzione Bolivariana". Si è conclusa così una giornata tesa, che ha visto manifestazioni di segno opposto e alcuni incidenti tra sostenitori della catena privata e polizia metropolitana di fronte alla sede di Conatel, la Commissione Nazionale delle Telecomunicazioni (v. foto). Il 24 maggio era stata approvata, al Parlamento di Strasburgo, una mozione di censura contro il governo di Caracas per il mancato rinnovo della concessione radiotelevisiva. Al voto hanno preso parte solo 65 eurodeputati su un totale di 784 (la mozione è stata approvata con 43 voti contro 22): l'aula semivuota non testimonia certo un forte appoggio all'opposizione antichavista. "L'oligarchia venezuelana ha perso il suo tempo", ha commentato il presidente Chávez riferendosi al viaggio in Europa realizzato, qualche settimana fa, dal presidente di Rctv, Marcel Granier. Chávez ha poi ringraziato "i deputati socialisti e dei partiti verdi europei" per "non essersi prestati a questo gioco dell'estrema destra, alleata all'estrema destra venezuelana e sotto gli ordini degli Stati Uniti", e ha condannato anche la risoluzione presentata da due membri della Commissione Esteri del Senato Usa, che esprime "profonda preoccupazione" per il mancato rinnovo della concessione. Mercoledì 23 il Tribunale Supremo aveva respinto il ricorso presentato dal canale tv, sostenendo che la decisione governativa non viola la libertà d'espressione perché Rctv può trasmettere attraverso altri spazi, ad esempio via cavo.
Con testo originale
http://www.latinoamerica-online.it/p...zuela1-07.html


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