Rif: Contro lo Stato. L'individualismo di destra
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H.I.M.
Se l'articolo ha il merito di separare la concezione libertaria anarco-capitalista da quella anarco collettivista, non si capisce come possa "l'autore" essere accostato al pensiero di Chomsky che, tra l'altro, nell'articolo è proprio oggetto della critica.
Non ho detto questo. Ho detto invece che per quanto possa essere grande la distanza tra l'anarco-capitalismo dall'anarco-collettivismo mi è sembrato (ma posso essermi sbagliato, eh) che quella nei confronti del conservatorismo tout court, per il quale i concetti di autorità e di potere sono comunque imprenscindibili (anche se valutati in vario modo), fosse più netta.
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Florian
Dunque, oggi conservatori e libertari sono sulla stessa linea contro lo Stato, ma c'è una differenza. I libertari combattono lo Stato per principio, i conservatori, che hanno una visione "organica" dell'organizzazione sociale, combattono lo Stato moderno in quanto esso ha sempre accompagnato le istanze livellatrici e favorito le meccanicizzazione della società, al seguito dei liberali, dei democratici o dei nazionalisti. Da qui l'esigenza da parte del conservatore contemporaneo di "lasciar fare" alla naura al suo corso. Di evitare piani e formulazioni astratte. Di combattere il perfettismo. Ieri come oggi lo Stato è l'arma di tutti coloro che intendono piegare i popoli, le tradizioni, le culture alla dea ragione ed alla volontà generale. E dunque per i conservatori lo Stato, questo Stato giacobino partorito dalla Rivoluzione francese, è indubbiamente un nemico. Ma il conservatore, al contrario del libertario, non sarà mai un anarchico (ancorchè capitalista). Non ridurrà mai tutto ad una questione di proprietà (economica). Allo stesso tempo il conservatore non combatterà mai l'autorità di per sè e talvolta difenderà persino l'autoritarismo (orrore di tutti i libertari) quando sentirà il dovere di farlo. E senza chiedersi filosoficamente se sia giusto o meno utilizzare il potere. Quando si sentirà in dovere di agire in un determinato modo, agirà e basta.
I libertari considerano lo stato illegittimo di per sé, ok. Ma anche volessimo guardare i fatti, la storia, lo stato si è sempre rivelato un'entità contraria all'ordine naturale. E come dice Ricossa, che non è proprio l'ultimo dei progressisti, non si possono preparare oggi le ricette per il 2050, perché non sarebbero ricette del 2050. Insomma, l'unico modo per favorire la società naturale è lasciar fare.
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H.I.M.
I fatti di per sé non dicono nulla se non vengono letti attraverso una teoria. Non si tratta affatto di fondare il proprio pensiero su un libro, ma su dei principi assoluti ed universali, da cui dedurne una teoria della giustizia, prima che economica. Ovvero l'esatto contrario dell'utilitarismo. Se poi qualche libro ne parla dov'è il problema?
L'unico principio "assoluto" del conservatorismo dovrebbe essere quello che ogni popolo ha libertà di perpetuarsi in osservanza delle sue antiche leggi, che costituiscono la sua tradizione da conservare e la base del suo ordine da far rispettare, in ossequio a quella che è la sua cultura e la sua storia. In quanto solo ciò che è conforme alla sua natura è considerato da un conservatore giusto.
Questo almeno secondo l'ottica del tradizionalismo burkeano, fondato sulla tradizione, appunto, ancora più che sulla stessa religione, ed è volto a perseguire la libertà nella tradizione assai più che la tradizione nella libertà. Infatti per Burke, a differenza dei liberali radicali inglesi, i francesi avrebbero dovuto aprirsi alla libertà conservando le loro antiche leggi. Sembra dopotutto che per Burke - a differenza dello stesso Maistre - una legge è buona non tanto quando è vera, ma quando è antica.
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H.I.M.
Insomma, l'unico modo per favorire la società naturale è lasciar fare.
Su questo sono perfettamente d'accordo. La tradizione deve prosperare a prescindere dallo Stato. E più lo Stato si fonda su leggi non scritte meglio è.
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Florian
Non ho detto questo. Ho detto invece che per quanto possa essere grande la distanza tra l'anarco-capitalismo dall'anarco-collettivismo mi è sembrato (ma posso essermi sbagliato, eh) che quella nei confronti del conservatorismo tout court, per il quale i concetti di autorità e di potere sono comunque imprenscindibili (anche se valutati in vario modo), fosse più netta.
Concetti come autorità e potere sono argomenti tout court per il conservatore, certamente. Il vero conservatore, però, quello che parte da una teoria della giustizia fondata sull'ordine naturale, ritiene che autorità e potere debbano essere leggitimati dal profondo senso di giustizia umano, non dalla forza in quanto malvagia imposizione. Potere e autorità, quindi, in casa propria, nei confronti degli ospiti e dei nemici, dei propri protetti e degli invasori.
Se così non è, si di diventa macchiavellici impositori di mezzi per favorire fini di ogni genere: anche i più utilitaristi e superficiali.
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Florian
L'unico principio "assoluto" del conservatorismo dovrebbe essere quello che ogni popolo ha libertà di perpetuarsi in osservanza delle sue antiche leggi, che costituiscono la sua tradizione da conservare e la base del suo ordine da far rispettare, in base a quella che è la sua cultura e la sua storia. In quanto solo ciò che è conforme alla sua natura è considerato da un conservatore giusto.
Questo almeno secondo l'ottica del tradizionalismo burkeano, fondato sulla tradizione, appunto, ancora più che sulla stessa religione, ed è volto a perseguire la libertà nella tradizione assai più che la tradizione nella libertà. Infatti per Burke, a differenza dei liberali radicali inglesi, i francesi avrebbero dovuto aprirsi alla libertà conservando le loro antiche leggi. Sembra dopotutto che per Burke - a differenza di Maistre - una legge è buona non tanto quando è vera, ma quando è antica.
Concetti come popolo, comunità, gruppo, specie sono solo delle vili mistificazioni e volgari superstizioni. Solo l'individuo può mantenere vive le sue tradizioni e quelle dei suoi cari.
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JohnPollock
Concetti come autorità e potere sono argomenti tout court per il conservatore, certamente. Il vero conservatore, però, quello che parte da una teoria della giustizia fondata sull'ordine naturale, ritiene che autorità e potere debbano essere leggitimati dal profondo senso di giustizia umano, non dalla forza in quanto malvagia imposizione. Potere e autorità, quindi, in casa propria, nei confronti degli ospiti e dei nemici, dei propri protetti e degli invasori.
Se così non è, si di diventa macchiavellici impositori di mezzi per favorire fini di ogni genere: anche i più utilitaristi e superficiali.
Su questo sono d'accordo totalmente.
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JohnPollock
Concetti come popolo, comunità, gruppo, specie sono solo delle vili mistificazioni e volgari superstizioni. Solo l'individuo può mantenere vive le sue tradizioni e quelle dei suoi cari.
Ma il popolo è composto da individui. Solo che un individuo inglese non è la stessa cosa del suo corrispettivo francese. Per questo Burke riteneva che i monarchi francesi dovessero cercare la libertà all'interno della loro tradizione e non importarla sic et sempliciter dall'Inghilterra. E per la stessa ragione un Buchanan ritiene il pensiero della Old Right buono per i conservatori americani e solo per essi.
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Florian
L'unico principio "assoluto" del conservatorismo dovrebbe essere quello che ogni popolo ha libertà di perpetuarsi in osservanza delle sue antiche leggi, che costituiscono la sua tradizione da conservare e la base del suo ordine da far rispettare, in ossequio a quella che è la sua cultura e la sua storia. In quanto solo ciò che è conforme alla sua natura è considerato da un conservatore giusto.
Allora stiamo dicendo la stessa cosa.
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Questo almeno secondo l'ottica del tradizionalismo burkeano, fondato sulla tradizione, appunto, ancora più che sulla stessa religione, ed è volto a perseguire la libertà nella tradizione assai più che la tradizione nella libertà. Infatti per Burke, a differenza dei liberali radicali inglesi, i francesi avrebbero dovuto aprirsi alla libertà conservando le loro antiche leggi. Sembra dopotutto che per Burke - a differenza dello stesso Maistre - una legge è buona non tanto quando è vera, ma quando è antica.
Non di rado le due cose coincidono.
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H.I.M.
Allora stiamo dicendo la stessa cosa.
:)