Lavoro, ok alla norma sull'arbitrato. Insorgono i sindacati
Il senato approva con 144 sì, 106 no e 3 astenuti l'articolo 31 del ddl lavoro che contiene la contestata norma sull'arbitrato e la conciliazione ritenuta all'opposizione un attacco all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Si riaccende lo scontro tra governo e sindacati sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. A otto anni dal braccio di ferro tra Cgil e governo all'epoca del Patto per l'Italia, ad innescare la miccia è il testo del ddl sul Lavoro che prevede la possibilità di affidare ad un arbitro, invece che ad un giudice, la risoluzione delle controversie fra lavoratori e datori di lavoro e che a breve sarà votato definitivamente dal Senato.
Insorgono i sindacati che da tempo avevano denunciato la possibilità che si aggirasse in questo modo il dettato dell'art.18 che prevede, invece, per le aziende sopra i 15 dipendenti, la possibilità di ricorrere al giudice e di chiedere il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa.
E' la Cgil a scendere in campo più duramente degli altri. "Siamo di fronte ad una vera e propria controriforma delle basi del diritto del lavoro italiano, portando sostanzialmente ad un forma di arbitrato obbligatorio che farebbe saltare le forme tradizionali delle tutele contrattuali e della libertà del lavoratore di poter adire a queste scelte", commenta da Bologna il leader, Guglielmo Epifani, ribadendo le critiche al provvedimento espresse in questi due mesi di iter parlamentare e profilando la possibilità che il sindacato possa presentare ricorso sulla leggittimità costituzionale del provvedimento.
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