
Originariamente Scritto da
alfredoibba
Usura ….. Assicurata!
Tra i maggiori fattori del caro-vita con cui noi cittadini quotidianamente ci confrontiamo vi sono le assicurazioni, in particolar modo quelle obbligatorie che riguardano i mezzi di trasporto motorizzati.
Un’assicurazione nelle buone intenzioni è il meccanismo con cui si realizza la mutua assistenza verso i membri di un gruppo di persone interessate ad un determinato fenomeno che le riguarda come ad esempio l’uso di automobili, quando alcuni di essi vengono colpiti da incidenti riguardo quel fenomeno comune. I membri devono versare una quota che può anche variare a seconda di diverse variabili; ciò per pagare le spese a qualcuno che viene colpito dall’incidente e al momento non può pagarsi le spese o ha difficoltà.
Tale servizio ci costa molto caro, parecchio più del necessario a pagare le spese riguardanti gli infortuni, anche perché non è gestito pubblicamente e in maniera unitaria, ma spesso da più aziende private, così abbiamo decine di compagnie assicuratrici che si occupano di RC auto. Dato che tali organismi hanno nello scopo di chi li dirige il trarre profitto, già troviamo risposta alla domanda sul perché costino così tanto: in pratica, un servizio che dovrebbe servire ad aiutare i cittadini in caso di sciagurati imprevisti viene gestito per fare profitto per degli imprenditori. Inoltre da persone con una visione semplicistica della vita che scansa l’inutile complessità ci chiediamo il senso della presenza di diverse compagnie concorrenti nel settore, visto che dovrebbe trattarsi di servizi di interesse comunitario che pertanto dovrebbero offrire le stesse cose sempre e ovunque.
Chi guida da molto tempo avrà notato come nel corso di 15 anni le assicurazioni per automobili e ciclomotori abbiano finito per diventare 10, 20 volte più costose rispetto a 15 anni fa. E ciò nonostante non ci sia stato un aumento dei “sinistri stradali” rispetto a molti anni fa, anzi dopo il 2000 a volte si parlava di riduzione degli incidenti e dei feriti gravi. I più penalizzati sono i neopatentati e gli abitanti delle regioni meridionali. Adesso alcuni numeri tratti dall’ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle polizze assicurative); le stime dell’ISTAT più ottimistiche per le quali dal marzo 2006 al marzo 2007 l’aumento è stato del 1,46% sono meno credibili perché eseguite non tenendo conto delle classi di merito e degli aumenti per ogni singola categoria.
Secondo l’ISVAP adesso a maggio rispetto al novembre 2006 in Italia mediamente un neopatentato paga l’ 1,6% in più, 1,7% se guida una moto o un ciclomotore. Dall’aprile 2006 all’aprile 2007 l’aumento è stato del 4,7% per i diciottenni che guidano un cinquantino mentre per diciottenni automobilisti e motociclisti l’aumento ha quasi raggiunto il 7%.
Alcuni dati città per città: a Napoli i neoassicurati ad aprile ha dovuto sborsare il 12,3% in più rispetto ai neoassicurati dello stesso periodo dell’anno prima, a Bari l’aumento è stato del 10,4, a Reggio Calabria del 9,3 e a Roma del 8,6. Salendo al settentrione le cose vanno meglio: a Milano il rialzo è stato del 4,6.
Non va meglio per i guidatori adulti che non fanno incidenti: sempre dall’aprile 2006 ad aprile 2007 in Campania hanno dovuto sborsare il 9,9% in più, a Bari il 6,2 e a Roma il 4,3; a Milano l’aumento è stato solo del 0,9 mentre a Trieste e Trento si è avuto un calo.
Il decreto emanato dal ministro delle attività produttive Pierluigi Bersani non ha sortito gli effetti sperati: prevede che i danneggiati adesso vengano risarciti direttamente dal proprio assicuratore, dopo di che l’assicuratore del danneggiato chiederà i soldi del risarcimento all’assicuratore del responsabile dell’incidente; l’altra clausola dello stesso decreto impone che se uno ha 2 veicoli assicurati e ne deve assicurare un altro, questo automaticamente venga inserito nella classe del veicolo con classe più alta cioè quella meno costosa in termini di “premio” da pagare all’assicuratore mentre prima veniva inserito nella classe del veicolo più “basso”. Tecnicamente tali prescrizioni avrebbero potuto portare una boccata di ossigeno: la prima per semplificazione degli iter procedurali, la seconda per definizione tecnica, tuttavia, come per la storia dell’abolizione dei costi aggiuntivi di ricarica delle ricariche per telefoni cellulari ad avere il coltello dalla parte del manico sono sempre i capitalisti che decidono ciò che vogliono e si rifanno di eventuali perdite di profitti scaturite da questi decreti con rincari a danno dei cittadini. E da parte dei governi di qualsiasi colore manca sempre il coraggio di far rispettare gli effetti positivi di decreti come questi, figuriamoci se hanno la volontà di apportare modifiche strutturali.
Infine c’è una clausola che porta con se confusione e possibilità di rincaro: fino al 2007 un’agenzia di assicurazioni è ancora obbligata a vendere polizze soltanto per una e una sola impresa assicuratrice, dal 2008 potrà vendere polizze di più compagnie: potete immagine le prossime campagne pubblicitarie con costi elevati che verranno fatti ricadere su di noi; in più tale legge potrebbe portare sul mercato italiano assicurativo compagnie straniere.
In questi anni si è visto ogni tanto proporre assicurazioni obbligatorie sugli infortuni domestici per le casalinghe, per i danneggiamenti delle abitazioni in caso di calamità naturali, eh sì, ogni occasione è buona per succhiare soldi ai comuni cittadini!
Ritengo che il servizio di assicurazione debba essere nazionalizzato, creando un compartimento unico per ogni area di interesse a questo tipo di servizio, ad esempio un compartimento per le RC auto, un altro per l’infortunistica scolastica etc., e che non debba essere gestito in maniera affaristica come occasione di guadagno di alcuni, pubblici o privati nulla cambia, ma esclusivamente ai fini comunitari.
Alfredo Ibba
28 maggio 2007
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