Purtroppo ho letto persino troppo, compresi Evola, Romualdi, Rosenberg..... e ...fra gli altri, il signor Rimbotti da me citato sopra è "di destra" (Socciallle) eccome.
Shalom


Purtroppo ho letto persino troppo, compresi Evola, Romualdi, Rosenberg..... e ...fra gli altri, il signor Rimbotti da me citato sopra è "di destra" (Socciallle) eccome.
Shalom


Dimenticavo il signor Pisanò, anzi ....i fratelli Pisanò. Partigiani (scusate il termine) ma assai interessanti.
Shalom


E allora come fai, se davvero hai letto l'Idea della Destra a definire mero trastullo la questione dello spiritualismo?
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Volentieri signor PFB, ma mi tocca ricordarle anche questo:
È stata una bolgia vera e propria! Molte chiacchiere confuse, poche idee chiare e precise.
Si sono manifestate le tendenze più strane, comprese quelle comunistoidi.
Qualcuno, infatti, ha chiesto l’abolizione, nuda e cruda, del diritto di proprietà!
Ci potremmo chiedere, con ciò, perché abbiamo, per vent’anni, lottato coi comunisti!
Secondo questi “sinistroidi”, potremmo oggi addivenire all’abbracciamento generale anche con loro.
Da tutte queste manifestazioni verbose si può facilmente arguire quanto pochi siano i fascisti che abbiano idee chiare in materia di fascismo…E nessuno, dico nessuno di questi che hanno un bagaglio di idee da agitare, viene da me per chiedermi di combattere.
È al fronte che si decidono le sorti della Repubblica…e non certo nei congressi.
Benito Mussolini
(Da “La Brutale amicizia” di Frederick William Deakin)
Detto ciò, lei non può paragonarmi 600 giorni con 20 anni di regime e non penso che sia così poco intelligente da non capire che i connotati socialisteggianti della Repubblica Sociale Italiano ebbero più una funzione propagandistica che altro.
La stessa "socializzazione" da molti indicata come l'elemento più socialisteggiante della RSI è tale solo nel nome, all'inizio neanche avrebbe dovuto chiamarsi così, secondo le intenzioni iniziali di Tarchi e Mussolini.
Fu dopo le insistenze di Bombacci che si adottò questo nome.
D'altronde, abbandonato ormai dall'alta borghesia e dai "poteri forti", Mussolini doveva almeno tentare di evitare di lasciare le masse operaie nelle mani dei comunisti.


Perchè era un trastullo proprio per Mussolini, la cui ideologia era non aver ideologia, ed è stato sincero al massimo grado quando ha detto che il fascismo è rivoluzionario e conservatore, tutto e il contrario di tutto, a seconda delle convenienze e degli interessi della "nazione" (Regime).
Shalom






Pragmatismo? Sincretismo? Eclettismo? Opportunismo? Un po' di tutto questo, altro che "Spirito" (e in che senso Spirito? Giovanni Gentile - coautore della "Dottrina del fascismo" - intendeva la stessa cosa di Evola? Direi che intendevano cose ben diverse, per non dire .....). Forse è meglio rileggersi Emilio Gentile sull'origine dell'ideologia fascista.
Shalom


Mio caro PFB, forse dal sottonick "destra sociale" non si capisce tanto bene, ma io non sono un "fascista di sinistra" o tantomeno un socialista nazionale.
Tanto per intenderci: fra un Costamagna o un Julius Evola ed un Bombacci, preferisco i primi due, senza nulla togliere al secondo che si dimostrò un caso più unico che raro e degno di lode (ma questa è una mia opinione, che so già che non condividerà) nel triste panorama della sinistra comunista.
Non offendo nessuno, solamente riporto l'idea che mi sono fatto leggendo e documentandomi sul periodo di cui stiamo discutendo, tutto qua.
Alcune parole d'ordine probabilmente erano più propaganda che altro.
Ma un conto sono le parole d'ordine e un conto è la sostanza della legge sulla socializzazione e di certo la vedo abbastanza positivamente perchè comunque rientra in una logica corporativista e nel quadro di uno "stato organico". Infatti con essa si poteva rafforzare l'unità organica fra datori di lavoro e lavoratori, uno degli obiettivi del corporativismo fascista.
La socializzazione va anche inserita nel contesto in cui fu "partorita". Era necessario impedire che i Tedeschi si appropiassero interamente delle industrie italiane e la socializzazione poteva essere un efficace mezzo in tal senso.


Forse sarò troppo schematico, ma nel vecchio MSI la polemica fra "socializzatori" e "corporativisti" è durata parecchio, e i tentativi di "compromesso" non è che mi risultino riuscitissimi. Sono anni che non leggo AREA (non so neppure se esca ancora), ma ricordo che ai tempi, quando la compravo spesso, pubblicò cose lusinghiere sulla "socializzazione", ad opera di diversi autori, tra cui mi pare anche tal Giano Accame.
Shalom