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Discussione: razze

  1. #1
    Klearchos
    Ospite

    Arrow razze

    approfitto di questa occasione per fare alcune precisazioni relative all'esistenza delle razze umane e al razzismo.
    La cultura ufficiale nega l'esistenza delle razze umane affermando che l'umanità è del tutto omogenea e che le differenziazioni per morfologia non sottendono altre differenze di tipo sociale.
    La biologa Ruth Hubbard ha spiegato in modo piuttosto eloquente che gli Homo sapiens sono, dal punto di vista genetico, una specie relativamente omogenea. "Circa il 75% dei geni conosciuti e' identico in tutti gli uomini", dice la Hubbard. Dell'altro 25% si sa che esiste in piu' di una variante, ma tutte le varianti compaiono in tutti i gruppi, anche se a volte sono presenti in proporzione diversa. Inoltre, il presidente della societa' Human Genome Sciences, dottor William Haseltine, ha dichiarato che "soltanto lo 0,25% delle nostre informazioni genetiche di base si puo' ascrivere a quelle che vengono definite 'differenze di razza'".
    analizziamo queste affermazioni:
    il fatto che il 75% dei geni è identico in tutti gli uomini non significa nulla,infatti condividiamo con gli scimpanzè il 98,5 % del patrimonio genetico senza che per questo si possa dire che siamo uguali.
    Lo 0,25% delle informazione genetiche relative al dato morfologico non sono esse stesse la base del discorso razziale quanto piuttosto la sua espressione visibile.
    Per fare un esempio io posso distinguere il cane pastore tedesco dal labrador dall'aspetto fisico ma so benissimo che le differenze comportamentali tra i due tipi non dipendono da questo lato visibile quanto piuttosto da altre caratteristiche connaturate che l'aspetto esteriore ci fa vedere ma che certo non determina.
    L'articolo prosegue con:
    Forse il primo obiettivo deve consistere nell'indagare attentamente il significato della parola "razza". Anche quando il termine viene usato per definire una categoria biologica oggettiva esso risulta improprio. Come afferma l'antropologo e ricercatore genetico Jonathan Marks, "volendo si possono suddividere gli uomini in un piccolo numero di razze, ma la biologia non puo' offrire alcun sostegno a una simile divisione".
    Sbagliato.Si possono creare tutte le suddivisioni che si vogliono,basta stabilire quali devono essere gli elementi discriminanti.
    Per esempio possiamo delimitare degli insiemi a seconda del gruppo sanguigno o di qualche marcatore genetico.Scegliamo di prendere come base quello che la storia umana ci ha consegnato,vale a dire le differenze razziali oggi esistenti.
    Differenze che oggi vediamo in maniera palese ma che non sono fondate sui caratteri somatici,i quali piuttosto vengono a costituire una bandiera di una realtà più profonda.
    Gli scienziati antirazzisti come Cavalli-Sforza affermano che le razze non esistono in quanto la variabilità genetica presente all'interno di una popolazione definita appartenente ad una razza sono maggiori della variabilità media riscontrabile tra popolazioni di stirpe diversa.
    Vero, tutto vero,l'analisi della varianza porta a concludere che dal punto di vista statistico le razze non sono affatto pure.
    Ma nessun razzista ha mai detto che la difesa della stirpe si giustifica con il fatto che le razze sono linee pure.
    MA PIUTTOSTO CON LA CONSTATAZIONE CHE SONO PRODOTTI DELLA STORIA A CUI LA SELEZIONE NATURALE E QUELLA ARTIFICIALE CAUSATA DALLE SCELTE UMANE HANNO FISSATO CERTE CARATTERISTICHE.
    Caratteristiche che riguardano ciò che a noi umani interessa molto,vale a dire la maniera di comportarsi e di vedere e sentire le cose.
    Ogni popolazione elabora leggi e regolamenti che nascono dalla necessità di regolare la vita collettiva tenendo conto dei problemi da affrontare e della volontà intrinseca della comunità.Volontà che concerne le cose che si ritengono giuste e sbagliate,le scelte estetiche e le priorità esistenziali.
    Questa volontà diventa fattore selettivo in quanto le persone che violano le leggi vengono punite,a volte uccise,e non riescono a propagare il proprio patrimonio genetico.Mentre chi si adegua con successo sale la scala sociale e guadagna mezzi e onore,con indubbi vantaggi riproduttivi.
    Anche se la base umana all'inizio era simile,due popolazioni che magari si sono separate da secoli sviluppano corredi genetici diversi in un fattore cruciale,quello comportamentale.
    Che però ad una analisi della varianza ,cioè statistica applicata alla genetica,sono irrilevanti poichè tale rilevamento non fa differnza tra un gene e l'altro riguardo alla importanza.
    Per esempio due giapponesi possono avere geni diversi riguardo al gruppo sanguigno,alla forma dei denti o dei piedi,o delle unghie o della statura,ma sono simili nello psichismo di base,selezionato da cinquanta secoli di storia isolata dagli altri popoli.
    Perchè il nucleo centrale dell'interpretazione razziale della storia e della condizione umana non è che le razze oggi presenti sono pure e pertanto vanno difese per questo.
    MA è LA CERTEZZA DELLA TRASMISSIONE EREDITARIA DEI CARATTERI SOCIALI,OVVEROSSIA DELLO PSICHISMO DI BASE.
    E questa certezza viene ogni giorno confermata dalla scienza,che scopre ripetutamente la grande correlazione tra mente e corpo.
    Che detta in altre parole è geni e mente.
    Non passa mese che viene annunciata la scoperta di una corrispondenza tra un determinato gene,la forma del cervello,l'equilibrio ormonale e il carattere della persona.
    La politica è influenzata dalla gente,e la gente è influenzata dalle emozioni e dal carattere.Che a loro voltà dipendono dall'equilibrio ormonale in quale è legato all'eredità genetica.
    L'autore prosegue poi con:
    Il problema sorge quando queste piccole differenze esteriori provocano guerre, violenza e oppressione, e cio' in genere coincide con la presenza di disuguaglianze culturali e sociali. Cio' spiega perche' la violenza si scateni tra turchi e curdi, ma non tra biondi e mori. Non e' dunque la "razza", ma la combinazione delle differenze esteriori e del conflitto sul piano culturale che porta a cio' che chiamiamo "razzismo".
    Questo punto fermo viene facilmente messo in ombra da "fatti" come la famigerata differenza di 15 punti tra il quoziente intellettivo dei bianchi e dei neri. Tuttavia, questi cosiddetti "fatti" non tengono conto di come il predetto "razzismo" possa influenzare condizioni politiche, sociali, culturali ed economiche, che invariabilmente alterano i risultati di qualunque ricerca, anche di un superficiale test d'intelligenza.

    Vero,ma allora tutti gli sforzi volti a uniformare e omogenerizzare le differenze dovrebbero aver portato a dei risultati .
    per esempio negli USA,allo scopo di evitare discriminazioni razziali si stabilì la quota riservata alle varie etnie.
    Agli afroamericani venen riservato circa il dieci per cento dei posti all'università,sia tra gli studenti che tra i professori.
    Ma inevitabilmente i laureati neri non sono stati più che il due per cento del totale.
    Cosa che i pasdaran dell'egualitarismo livellatore non possono spiegare se non con complicati arzigogoli ideologici mancanti di riscontri obiettivi nella realtà.
    E difatti Zezima aggiunge:
    Analogamente, le statistiche sulla sanita' degli Stati Uniti proclamano incessantemente la scoperta di nuove tendenze secondo le quali un certo gruppo di uomini di colore avrebbe il doppio delle probabilita' di contrarre questa o quella malattia rispetto a una certa categoria di uomini bianchi. In apparenza una simile scoperta potrebbe provare l'esistenza di differenze razziali a livello genetico. Tuttavia, se non si considerano anche i dati sugli alloggi, l'impiego, il reddito, l'istruzione, l'esposizione agli agenti inquinanti e l'accesso all'assistenza sanitaria, queste "prove" sono lontane anni luce dalla realta'. Come spiega Ruth Hubbard, "il colore della pelle e' legato biologicamente alla tendenza ad avere la pressione alta tanto quanto il colore degli occhi".
    E no,caro il mio furbetto.Perchè la pressione alta non cambia se hai la casa o no o sei hai tanti soldi o la laurea.
    Non dipende neppure da cosa mangi perchè se anche ingurgiti tanto sale poi lo elimini con le urine a meno che non hai problemi a livello dell'apparato escretore.
    Che appunto è un dato costituzionale.
    Vero è che non è la melanina a causare aumenti di pressione ma l'ipertensione è legata alla storia dei neri d'America e alla selezione causata dal terribile stress della traversata dell'oceano sotto schiavitù e dal lavoro forzato nelle piantagioni.Che causò una tendenza genetica a trattenere liquidi per reggere al calore disumano del lavoro sotto il sole tropicale nei campi.
    Certo l'intelligentone antirazzista ha ragione nel dire che la tendenza all'ipertensione non è geneticamente abbinata al colore della pelle.Ma quale razzista ha mai detto questo?
    E'come se per confutare un discorso di qualità per esempio di un certotipo di frutta uno dicesse che non abbiamo capito niente poichè le carote sono migliori.Ebbè ma che centra?
    E difatti:
    Inoltre, quando si discute della salute o delle statistiche sull'intelligenza relative ai cosiddetti "neri", bisogna chiedersi: chi e' nero? Per esempio, come sottolinea Jonathan Marks, alcuni abitanti dell'India hanno pigmenti scuri come i "neri", anche se hanno lineamenti caucasici come i "bianchi", eppure per il fatto che vivono in un particolare continente sono classificati come "asiatici". Quindi ci si potrebbe ragionevolmente chiedere: perche' hanno la pressione alta?
    Eppure dovrebbe essere evidente a tutti che nero in USA significa discendente degli africani deportati.
    E nessuno studio ha mai parlato di ipertensione per gli aborigeni o per i veddidi.
    Facile aver ragione quando si cambia discorso ne'?
    Ma perchè lo fa ?
    Recentemente, il ricorso alla scienza per studiare le differenze sessuali o razziali in genere e' divenuto un'impresa ideologica progettata a tavolino per fornire una giustificazione alle politiche attuali ed e' in esso che si annidano le radici piu' profonde del cosiddetto "razzismo". Le giustificazioni servono a chi detiene il potere. Quindi non siamo nati col razzismo nei nostri geni: piuttosto abbiamo ereditato l'obbligo morale di proteggere la nostra immagine. Per fare cio' spesso vediamo le nostre azioni sotto una luce nuova, per poter convivere meglio con esse.
    Nei nostri geni c'è l'istinto territoriale.
    Che è nato per proteggere l'usufrutto di particolari risorse fisiche quali territorio e spazio tenendole riservate al gruppo di appartenenza.
    E questo perchè nel nostro istinto è chiaro che la nostra vita continua nel corpo e nell'esistenza di chi ci è simile.Perchè ha ereditato i nostri geni e la memoria.
    Siamo legati alla nostra gens perchè l'individuo è troppo piccolo e debole per essere veramente libero e autonomo.
    Solo quando possiamo vivere con gente che ci somiglia per aspetto fisico,carattere e scelte esistenziali possiamo vedere che quello che il nostro cuore vorrebbe si trova anche nelle idee ,nei discorsi e nella volontà di chi ci stà vicino.
    E diventa legge e usanza.
    Capisci caro Jacopo Fo quello che ti stò dicendo?
    Il razzismo è così diffuso a livello della gente non perchè i politicanti lo adoperano.
    Certo, a volte succede.Ma chi ti comanda può indurti ad odiare ma non a credere in ciò che non vuoi al punto da sacrificarti e morire.
    Perchè in guerra comunque ci va la gente semplice,e non muore e soffre solo perchè glielo ha detto qualcuno.
    Il razzismo è prima di tutto difesa della specificità di ciascuno .
    Della identità profonda dell'uomo,però oltre le dimensioni limitate della persona,che nasce e muore ,a volte è potente ma per lo più è debole e fragile.
    Zezima a quato punto dice:
    Alla fine potrebbero essere le scoperte dei ricercatori genetici a velocizzare la nostra evoluzione culturale. Il dottor Haseltine, pur non trovando elementi sufficienti a convalidare l'esistenza di lievi differenze tra le razze, confermo' che "ci sono quasi 15 milioni di variazioni nel codice genetico di un uomo rispetto a un altro". Cosi', pur appartenendo tutti a una sola razza, la complessita' di ogni singolo individuo e' sbalorditiva. Forse, se fossero spinti ad agire ricordandosi di questa unicita', gli esseri umani alla fine eviterebbero di rifugiarsi vigliaccamente nel cuore della massa animata dall'odio.
    Ed è qui che si vede dove vogliono andare a parare i profeti del meticciato e dell'uguaglianza:
    nel esaltare l'individuo assoluto assieme all'egualitarismo livellatore.
    Prima ci dicono che siamo tutti uguali,poi che siamo tutti diversi.Ma non è perchè a chi ci comanda fa comodo avere un solo gregge di pecore che credono alla propia differenza sostanziale centrata sull'individuazione nei piccoli e angusti confini del singolo essere umano ?
    E non è questa la logica del Sistema capitalista avanzato ?
    Fare di tanti popoli un frullato di milioni di piccoli individui convinti ciascuno di essere il centro del mondo?
    A cui magari si chiede di essere altruisti in virtù di un umanitarismo ideologicamente fondato ma non radicato nella carne e nel sangue?
    E difatti Zezima dice concludendo:
    Gli esseri umani devono cercare in modo consapevole di essere saggi e di fare progressi. Un corruttore puo' essere ridotto all'impotenza se ci si rifiuta di essere corrotti, dunque anche il cosiddetto razzismo puo' non far presa su coloro che scelgono di non indulgere all'illusione. Ogni volta che un componente della specie Homo sapiens definisce quali sono i propri bisogni, le proprie paure, i propri desideri e via dicendo, il sistema dello sfruttamento e dell'oppressione riceve un duro colpo. L'individualita' non e' solo un passo nella giusta direzione, ma anche una cosa coerente con la nostra natura biologica.
    "E' una vergogna che l'evoluzione proceda tanto lentamente", dice Christopher Hitchens. Ma godo del fatto che nel 1993 il 95% dei neonati sia venuto alla luce nel Terzo Mondo. Come ci ricorda Hitchens, "anche se le macine [dell'evoluzione] lavorano lentamente, macinano in modo estremamente fine".

    No caro il mio sovversivo nei confronti della antura umana e della scienza biologica.L'etologia e la biologia evoluzionistica hanno dimostrato da tempo che nelle specie sociali l'individuo non è il cuore ma una cellula.La selezione naturale agisce sul pool genetico della popolazione,al punto che un lupo,un ape o un topo si sacrificano volentieri per far sopravvivere il gruppo,in cui figli e nipoti conserveranno quell'identità genetica che apparteneva anche all'individuo morto.Ma non per niente bensì per sopravvivere in altri corpi a lui simili.
    Il godimento di Zezima e di tutti i progressisti nel fatto che solo il cinque per cento dei nuovi nati sono bianchi mentre il 95 per cento sono di altre razze è emblematico dell'odio contro se stessi che gli occidentali sbandierano con orgoglio, mandando in galera per reato d'opinione chi si ostina a dire che mescolare le razze significa ucciderle tutte.
    Perchè la sinistra è sovversiva non solo della morale borghese ma sopratutto di quella naturale.
    Bene ha affermato lo studioso Silvano Lorenzoni quando fece notare la stretta dipendenza tra la morale monoteista semitica ,veicolata dal cristianesimo,e l'odio per la realtà naturale per come è stata generata dallo spirito divino,che si manifesta nella molteplicità del vivente.E quindi nella molteplicità delle vie con cui si giunge alla comprensione del Tutto.
    Infatti nonostante il monoteismo abbia dichiarato guerra al pianeta Terra pretendendo di ridurre ogni cosa alla sua logica di sottomissione i suoi figli non lo odiano per le cose schifose che ha fatto e per la sua forma mentis che lo ha portato a certe azioni.
    Non lo rinnegano mica,ma piuttosto danno addosso alle sue vittime.
    Perchè non sono stati i razzisti differenzialisti a inquinare il pianeta o sfruttare i popoli del mondo condananti alla miseria mentre il 20% dell'umanità soffre di bulimia e obesità.
    Non siamo noi a volere il potere mondiale ma ad esso ci opponiamo quando diciamo e proclamiamo che quello che conta è il benessere della nazione e non di una sola classe ad essere importante.
    Però a quanto pare per Zezima e i suoi simili i nemici siamo noi,che rifiutiamo l'omologazione e non chi ha ereditato il potere dalla vittoria nella seconda guerra mondiale.
    Il rimedio da loro proposto è vecchio.
    E'già stato proposto negli scritti di San paolo ,Sant'Agostino e compagnia bella.Vale a dire l'utopia.
    L'utopia antivitale e antinaturale dell'ugualitarismo.
    Secondo cui non esistono popoli ma solo individui a cui deve importare solo il rapporto individuale con Dio .E mediato da esso ,di sudditanza alla chiesa che amministra la salvezza dell'anima.
    E il punto è proprio questo,svalutare la realtà che ci vede corpi facenti parti di comunità di altri corpi,per farci credere di essere solo anime,momentaneamente prigioniere della civitas diaboli di agostiniana memoria.
    Sostituisci Dio con l'ideologia egualitaria e ottieni la chiave per interpretare la mentalità antirazzista meticciatrice.
    Che presume in quanto anima disincarnata di sopravvivere alla estinzione dell'uomo bianco.
    Poveri pirla !
    Ma davvero credono costoro che il 95%dei nuovi nati vorranno condividere le paranoie utopistiche che hanno infestato l'Europa cristiana ?
    O piuttosto non preferiranno un nazionalismo legato ai miti della propria terra e della propria razza ?
    Mentre ridono pensato a quegli stronzi dei razzisti che si disperano per la morte europea per denatalità ignorano che al di fuori degli ingannati europei o degli frastornati occidentali gli altri non credono per nientea alle utopie cristianomorfe.
    Perchè è chiara una risposta :
    cosa contiene più vita ,una morale che difende un popolo assicurando la riproduzione delle sue caratteristiche genetiche e culturali o un' altra che ride indifferente di fronte al collasso demografico preoccupandosi piuttosto di alimentare e curare l'esplosione popolazionistica di chi ci stà invadendo e già oggi ci allontana come stranieri dai quartieri delle città in cui hanno cominciato a sistemarsi ?
    Purtroppo noi europei abbiamo una disgrazia incommensurabile.La nostra cultura,o meglio quella che crediamo essere tale ,non è che un mezzo inventato da una classe dirigente criminale e traditrice per ridurci a pecore da allevare e mangiare vive.
    A partire da quell'imperatore romano chiamato Teodosio,detto il grande dai suoi accoliti,che stabilì come religione di Stato una aberrazione creata per dominare una insieme di genti eterogenee.Quindi fatta per scopi politici e non per avvicinare l'essere umano a ciò che è divino.
    Il monotesimo intossicò il popolo come una droga facendoci sognare un giardino incantato mentre le nostre vere foreste e i nostri veri giardini venivano distrutti.
    E l'utopia ha preso il posto del gusto e del piacere di vedere il mondo con gli occhi del poeta.Che è la piu'bella definizione del paganesimo.
    Noi non abbaimo più una tradizione a cui riferirci per trovare ispirazione e forza atte a mobilitare la riscossa contro l'occidente multirazziale e livellatore.Perchè è stata proprio la nostra cultura a condananrci e a farci costruire una prigione mentale ma anche fisica in cui ogni giorno alimentiamo con il nostro lavoro le sbarre che ci tengono prigionieri.
    In fondo io capisco Michael Zesima,l'occidente ci fa proprio schifo.
    Estranei a noi stessi ,condananti ad una solitudine che non è tanto vivere senza compagnia,ma piuttosto senza legami organici con il Tutto e quindi senza contatti con il Divino,viviamo in una società che non ci ama e che non amiamo.
    Però gente come lui non sa quale è la vera alternativa,non sa niente della Natura e della sua sacralità insieme immanente e trascendente.
    Vissuti senza Tradizione credono che non esista e non riescono a vedere cosa era l'Europa prima dell'infezione monoteista o anche il terzo mondo prima della civiltà.
    Pensano sia necessaria sono un po' di sana utopia ma il veleno non è farmaco.O meglio il veleno in questo caso sarà utile eprchè ucciderà il mostro,cioè l'Occidente materialista e multirazziale.Ma a morire sarà anche il LORO mondo,quello in cui è lecito gioire della morte della propria razza e esaltare la natalità delle altre.
    Perchè Cina,India e Africa ridono dei discorsi umanitari e utopistici.
    La malattia è solo nostra.
    Loro sono immuni.
    E se è vero che tra il collasso del Sistema e l'estinzione dei bianchi ci sarà una occasione di riscossa per le forze patriottiche razziali nessuna mobilitazione sarà più possibile per chi,bianco, dovrà trovare i propri alleati tra gli immigrati stranieri in occasione di un conflitto a forti connotati etnici.
    Quando il benessere non sarà più disponibile ad addormentare le coscienze alllora scopriremo che gli individui egoisti che l'occidente ha allevato non crederanno più a niente ,neppure alle chiacchere utopistiche ormai sbugiardate dalla storia.
    Rimarrà l'istinto.
    Quindi l'istinto del territorio ,del clan.
    Forse avremo la possibilità di guidare la rivoltà dell'istinto verso sviluppi politicamente più elevati e completi.forse non ci riusciremo.
    Ma per i figli del dio cristiano,sia legittimi che illegittimi,posto non ce ne sarà più.
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    "Il dominio di gente trista è dovuto unicamente alla viltà di chi si lascia soggiogare"
    Plotino

    "Le masse non hanno mai desiderato la verità. Esse vogliono solo delle illusioni, di cui non possono fare a meno".
    S. Freud "Psicologia delle masse"

    "Imporre ad un popolo una religione che gli sia estranea è il modo migliore per fargli abbandonare, prima o poi, qualunque religione.
    Il principale rimprovero che si possa fare al cristianesimo è aver creato le condizioni per l'ateismo."



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    articolo originale di Michael Zezima

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    Edizione del sabato

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    Scrive Zezima nella quarta di copertina: Stiamo vivendo tutti dentro un sogno. Solo in un sogno Bill Clinton potrebbe essere un progressista, Hillary Clinton una femminista e Al Gore un ambientalista.
    Solo in un sogno la meta' degli esseri umani sul pianeta potrebbe avere il cellulare e la restante meta' non aver mai fatto una telefonata.
    In un sogno, anziche' nella realta', ci potrebbero essere 80 milioni di possessori di armi che causano 1.500 incidenti mortali e 700.000 medici che causano 120.000 morti, ottenendo il risultato che statisticamente i dottori siano 9.000 volte piu' pericolosi degli uomini armati.
    Solo in un sogno potremmo avere MTV, la CNN, Madonna, Michael Jackson, Michael Jordan, il forno a microonde, la tv via cavo, il computer, la sperimentazione su animali, gli antibiotici, il Prozac, il Viagra, il Ritalin, e le guerre che son buone e fan bene".
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    Buona lettura.


    Che razza di idee!

    Il concetto di razza non significa nulla dal punto di vista biologico.
    Questo saggio, idealmente, dovrebbe iniziare e finire con questo dato di fatto scientifico, fondamentale e ben documentato. Tuttavia, nel nostro mondo fatto di illusioni come il "razzismo", le "linee di colore" e la "curva a campana", la verita' scientifica perde la sfida contro la televisione e le riviste. Cosi' sono obbligato a procedere, al fine di suscitare un dibattito radicato nella realta'.
    Categorie come "italo-americano", "ebreo", "gay" o "socialista" sono costrutti culturali e/o politici privi di fondamento biologico. Analogamente, le presunte "grandi differenze" tra neri e bianchi (o tra maschi e femmine) derivano piu' dal pensiero di uomini che sbagliavano (
    www.fair.org/current/buchanan-bigot.html) che da fattori genetici di qualche rilievo. Gli esseri umani appartengono a una specie chiamata Homo sapiens e, come potrebbe dirvi qualsiasi biologo o antropologo formatosi dopo gli anni '60, non esistono oggettivamente sottospecie o razze.
    La biologa Ruth Hubbard ha spiegato in modo piuttosto eloquente che gli Homo sapiens sono, dal punto di vista genetico, una specie relativamente omogenea. "Circa il 75% dei geni conosciuti e' identico in tutti gli uomini", dice la Hubbard. Dell'altro 25% si sa che esiste in piu' di una variante, ma tutte le varianti compaiono in tutti i gruppi, anche se a volte sono presenti in proporzione diversa. Inoltre, il presidente della societa' Human Genome Sciences, dottor William Haseltine, ha dichiarato che "soltanto lo 0,25% delle nostre informazioni genetiche di base si puo' ascrivere a quelle che vengono definite 'differenze di razza'".
    Per rendere piu' semplice il ragionamento, pensate soltanto che se tutti gli europei sparissero nel giro di una notte la composizione genetica della nostra specie resterebbe praticamente inalterata. Ma allora perche', a dispetto di queste prove che non lasciano spazio ad ambiguita', ci ostiniamo a classificare gli uomini in categorie artificiali come i gruppi etnici, le nazionalita' e le razze?
    Forse il primo obiettivo deve consistere nell'indagare attentamente il significato della parola "razza". Anche quando il termine viene usato per definire una categoria biologica oggettiva esso risulta improprio. Come afferma l'antropologo e ricercatore genetico Jonathan Marks, "volendo si possono suddividere gli uomini in un piccolo numero di razze, ma la biologia non puo' offrire alcun sostegno a una simile divisione". Da cio' consegue che, anche se ci ostiniamo a tenere distinto il concetto di razza da altre etichette culturali come "liberale", "musulmano", "lesbica" o "tifoso degli Yankee", in termini biologici esso risulta ugualmente sbagliato. Colui che definiamo "di un'altra razza" non e' altro che una persona esattamente identica a noi dal punto di vista fisiologico, anche se il suo aspetto ci appare leggermente diverso dal nostro.
    Il problema sorge quando queste piccole differenze esteriori provocano guerre, violenza e oppressione, e cio' in genere coincide con la presenza di disuguaglianze culturali e sociali. Cio' spiega perche' la violenza si scateni tra turchi e curdi, ma non tra biondi e mori. Non e' dunque la "razza", ma la combinazione delle differenze esteriori e del conflitto sul piano culturale che porta a cio' che chiamiamo "razzismo".
    Questo punto fermo viene facilmente messo in ombra da "fatti" come la famigerata differenza di 15 punti tra il quoziente intellettivo dei bianchi e dei neri. Tuttavia, questi cosiddetti "fatti" non tengono conto di come il predetto "razzismo" possa influenzare condizioni politiche, sociali, culturali ed economiche, che invariabilmente alterano i risultati di qualunque ricerca, anche di un superficiale test d'intelligenza.
    Analogamente, le statistiche sulla sanita' degli Stati Uniti proclamano incessantemente la scoperta di nuove tendenze secondo le quali un certo gruppo di uomini di colore avrebbe il doppio delle probabilita' di contrarre questa o quella malattia rispetto a una certa categoria di uomini bianchi. In apparenza una simile scoperta potrebbe provare l'esistenza di differenze razziali a livello genetico. Tuttavia, se non si considerano anche i dati sugli alloggi, l'impiego, il reddito, l'istruzione, l'esposizione agli agenti inquinanti e l'accesso all'assistenza sanitaria, queste "prove" sono lontane anni luce dalla realta'. Come spiega Ruth Hubbard, "il colore della pelle e' legato biologicamente alla tendenza ad avere la pressione alta tanto quanto il colore degli occhi".
    Inoltre, quando si discute della salute o delle statistiche sull'intelligenza relative ai cosiddetti "neri", bisogna chiedersi: chi e' nero? Per esempio, come sottolinea Jonathan Marks, alcuni abitanti dell'India hanno pigmenti scuri come i "neri", anche se hanno lineamenti caucasici come i "bianchi", eppure per il fatto che vivono in un particolare continente sono classificati come "asiatici". Quindi ci si potrebbe ragionevolmente chiedere: perche' hanno la pressione alta?
    Recentemente, il ricorso alla scienza per studiare le differenze sessuali o razziali in genere e' divenuto un'impresa ideologica progettata a tavolino per fornire una giustificazione alle politiche attuali ed e' in esso che si annidano le radici piu' profonde del cosiddetto "razzismo". Le giustificazioni servono a chi detiene il potere. Quindi non siamo nati col razzismo nei nostri geni: piuttosto abbiamo ereditato l'obbligo morale di proteggere la nostra immagine. Per fare cio' spesso vediamo le nostre azioni sotto una luce nuova, per poter convivere meglio con esse.
    Un esempio di tale "riclassificazione" e' la negazione dello status di umani a una classe di individui, per confermare il dominio imperialista o persino il massacro di quella particolare classe. E' stata questa, in apparenza, la giustificazione di quasi tutti gli atti di genocidio, dalla tratta degli schiavi, allo sterminio degli Indiani d'America, all'olocausto perpetrato dai nazisti. Per coloro che sono al potere e' necessario creare finte differenze laddove non esistono, perche' devono giustificare razionalmente le proprie azioni. Da qui i miti della predestinazione alla supremazia, della "soluzione finale" e del fardello dell'uomo bianco. L'eredita' lasciata da tali inganni e da tali mitologie spesso e' la stigmatizzazione, praticamente in eterno, di un popolo, come gli ebrei, i neri, gli indiani eccetera. Cosi' "il razzismo" cresce a partire dall'assunto ingannevole della giustificazione della violenza e dell'oppressione classista.
    Come gli ignari capi della chiesa cattolica medievale, che non sapevano e scelsero di censurare le verita' di Copernico e Galileo, "i valori della famiglia" che la massa segue oggi sfuggono opportunisticamente all'esame della scienza. Alcuni sfruttano il progresso della ricerca genetica per comprovare le proprie teorie sulle differenze tra gli uomini, ma non si dice una sola parola quando quegli stessi ricercatori dimostrano che esiste solo una razza: la razza umana. Tuttavia, in una societa' emotivamente legata all'illusione che esista una differenza tra democratici e repubblicani, non dovrebbe sconvolgere il fatto che riusciamo a produrre "razzisti" anche se nel mondo c'e' una sola razza.
    Alla fine potrebbero essere le scoperte dei ricercatori genetici a velocizzare la nostra evoluzione culturale. Il dottor Haseltine, pur non trovando elementi sufficienti a convalidare l'esistenza di lievi differenze tra le razze, confermo' che "ci sono quasi 15 milioni di variazioni nel codice genetico di un uomo rispetto a un altro". Cosi', pur appartenendo tutti a una sola razza, la complessita' di ogni singolo individuo e' sbalorditiva. Forse, se fossero spinti ad agire ricordandosi di questa unicita', gli esseri umani alla fine eviterebbero di rifugiarsi vigliaccamente nel cuore della massa animata dall'odio.
    Gli esseri umani devono cercare in modo consapevole di essere saggi e di fare progressi. Un corruttore puo' essere ridotto all'impotenza se ci si rifiuta di essere corrotti, dunque anche il cosiddetto razzismo puo' non far presa su coloro che scelgono di non indulgere all'illusione. Ogni volta che un componente della specie Homo sapiens definisce quali sono i propri bisogni, le proprie paure, i propri desideri e via dicendo, il sistema dello sfruttamento e dell'oppressione riceve un duro colpo. L'individualita' non e' solo un passo nella giusta direzione, ma anche una cosa coerente con la nostra natura biologica.
    "E' una vergogna che l'evoluzione proceda tanto lentamente", dice Christopher Hitchens. Ma godo del fatto che nel 1993 il 95% dei neonati sia venuto alla luce nel Terzo Mondo. Come ci ricorda Hitchens, "anche se le macine [dell'evoluzione] lavorano lentamente, macinano in modo estremamente fine".

  2. #2
    Klearchos
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  3. #3
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    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

 

 

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