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Discussione: Anno Zero

  1. #11
    vetera sed semper nova
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    Cari progressisti e libertari, com'è che i pedofili vi fanno schifo?

    Invettiva contro i moralisti teorici dell'amoralità di Francesco Agnoli

    E allora parliamo di pedofilia! Visto che i sostenitori dell'eugenetica, i fautori dell'aborto, i paladini delle mamme-nonne, degli ibridi e delle chimere, della poligamia come "fatto biologico", si scandalizzano, sbuffano e si sbracciano contro i pedofili ecclesiastici.
    Sì, tra gli uomini di chiesa, vi sono dei pedofili, e anche dei briganti, dei ladri, dei bugiardi, dei simoniaci. tutta gente che Dante metterebbe all'Inferno.

    Tutta gente che a mio parere passerà davanti, in Paradiso, a Santoro, Augias, Odifreddi e a tanti altri.
    "Ladri e prostitute - ha detto Gesù - vi precederanno nel Regno dei Cieli".
    Noi cattolici lo sappiamo, di essere peccatori, temiamo l'inferno, ci confessiamo e ci battiamo il petto.
    Però viva ladri e prostitute, viva i pedofili, quelli che lo fanno di nascosto, che se ne vergognano, e che poi, giustamente, pagano.
    Meglio loro, nel segreto delle loro stanze, nel putridume del loro cuore, nell'abominio del loro segreto vizio, degli intellettuali progressisti e farisei che negano per iscritto il diritto naturale, che avversano il matrimonio dalle loro cattedre ben pagate, che esaltano ogni tipo di libertinaggio, per divenire improvvisamente acidi moralisti.

    In nome di cosa condannano la pedofilia?
    I greci non erano spesso pedofili?
    Il relativismo culturale non è necessario, per essere al passo coi tempi?
    La morale naturale non è una invenzione della chiesa?
    Se i sessi sono cinque, perché non possono diventare sei?
    Se il bambino è un "perverso polimorfo", perché non può da subito soddisfare i suoi istinti?
    Se l'incesto non è contro natura, come sostiene Dacia Maraini, sulla scia di filosofi illuministi che lo praticavano persino con i figli, in base a cosa, per Dio, la pedofilia sarebbe cattiva?
    Non ci avete insegnato questo, in tanti anni?

    Non ci avete detto, a partire dal 1968, che l'unica regola è che non ci sono regole, che è "vietato vietare"?
    Non avete clamorosamente taciuto di fronte alla nascita del partito pedofilo in Olanda?
    Perché diventate ora, a un tratto, così reazionari, bigotti, oscurantisti?
    Suvvia riscoprite altre radici, riabbracciate un passato più laico.

    La chiesa non può vantare, tra le sue file, teorici della pedofilia, il pensiero progressista sì.
    Ricordate la rivoluzione del 1968?
    Ricordate Gerd Koenen?
    Scriveva: "Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte integrante dei giochi".
    In quegli stessi anni Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori.
    Daniel Cohn- Bendit, capogruppo dei Verdi a Bruxelles, raccontò addirittura di avere sperimentato e favorito la pedofilia e il sesso coi minori a scuola, come insegnante.

    Oggi Aldo Busi, forse il più venduto autore omosessuale italiano, spesso ospite di programmi televisivi e radiofonici, candidato nelle liste radicali, scrive: "E' probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non verso i maschi, ma verso l'odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che il fare sesso con loro non fa che aumentare.".
    Dopo di che spiega che l'età per rapporti omosessuali che lui ritiene lecita è a partire dai tredici anni, in quanto a questa età un ragazzo, secondo lui, sarebbe adulto, e libero di decidere di avere rapporti con un altro uomo ("Manuale per il perfetto papà", Mondadori).

    Il grande Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: "Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l'ha vista sempre in funzione della famiglia.".

    Caro Santoro, facci vedere il filmato ciofeca sui preti pedofili, dicci che è tutto vero, e spiegaci quello che pensi: che per una volta sei d'accordo con la chiesa, che si è finalmente aperta, che è divenuta comprensiva. e spiega ai cattolici progressisti che, per fortuna, i preti non sono tutti come Ruini e Bagnasco.
    Poi tornatene a Strasburgo, dove ti eri fatto eleggere.

    Il Foglio, 26-5-07

  2. #12
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    Predefinito Vuoi vedere che adesso era tutto concordato? Le solite bufale calunniose laiciste ...

    La decisione concordata con monsignor Fisichella fu di trattare l'argomento parlando di "casi individuali"

    Preti pedofili: Santoro concordò la trasmissione con il Vaticano

    La Rai bloccò all'ultimo l'intervento dell'avvocato statunitense Daniel Shea
    Roma, 14 giu. - Dopo la bufera politica sulla messa in onda del documentario della Bbc "Sex crimes & Vatican" sui preti pedofili, prevista per il 31 maggio, a pochi giorni dal primo turno delle amministrative, la Voce ha scoperto i retroscena della trasmissione Anno Zero di Michele Santoro. L'ex eurodeputato trattò, in un incontro con monsignor Rino Fischella, vescovo vicario di Roma (il "vice" del Papa) il "taglio" da dare alla tarsmissione: si sarebbe parlato solo di "casi indivuduali", per evitare il coinvogimento diretto del Vaticano, ed evitare così alla Santa Sede le accuse di protezione dei preti accusati di reati sessuali. La prova è nella trasmissione stessa, nella quale il conduttore, sin dalle battute iniziali, specifica continuamente che si tratta di "casi individuali".

    Stando a quanto appreso dalla Voce, inoltre, la Rai aveva deciso di invitare l'avvocato americano Daniel J. Shea, che si occupa dei processi nei confronti di preti accusati di pedofilifia negli Stati Uniti, lo stesso che è riuscito a coinvolgere Ratzinger in un processo davanti alla Corte distrettuale del Texas per aver emanato, quand'era prefetto per la Congregazione della fede, la circolare di Papa Giovanni II sul "Crimen sollicitationis "che dettava ai vescovi le direttive per proteggere i membri del clero cattolico accusati di reati sessuali, e invitava ad evitare di rilasciare dichiarazioni alla stampa e di non collaborare con l'autorità giudiziaria. L'avvocato Shea si si era già recato all'aeroporto di Houston, dove avrebbe dovuto trovare un biglietto aereo prepagato dalla Rai, che invece non c'era. La tv di Stato non si era nemmeno premurata di avvertirlo che la sua partecipazione era stata disdetta, ufficialmente a causa dei costi troppo elevati del biglietto. Maurizio Turco, deputato della Rosa nel pugno, aveva comune manifestato la sua intenzione di pagare personalmente il biglietto a Shea, che doveva venire in Italia per partecipare ad un dibattito sui preti pedofili organizzato dallo stesso esponente radicale.

    Di fronte a questa proposta è emersa la verità: l'accordo segreto tra Santoro e Fisichella, ovvero tra la Rai e il Vaticano.Contro Santoro e la Rai ha intenzione di sporgere denuncia Adel Smith, il musulmano che si batte da anni per far togliere i crocefissi dalle scuole. Il vulcanico Smith ha annunciato alla Voce l'ntenzione di querelare il conduttore e la Rai per le "gravissime" dichiarazioni di don Fortunato Noto, uno degli ospiti della trasmissione, che ha sostenuto che anche i musulmani violentano e uccidono bambine, senza che qualcuno intervenisse in diretta a rettificare la sua affermazione.
    Anche il giudice Luigi Tosti, che si sta battendo per togliere i simboli religiosi dai luoghi pubblici, era stato contattato dalla redazione di Anno Zero, e per l'occasione aveva preparato un documento nel quale spiegava che, nei casi di pedofilia commessi da religiosi, sarebbe ipotizzabile il reato di "associazione a delinquere di stampo mafioso". La Voce è riuscita ad avere copia di questo documento, e lo pubblicherà prossimamente. Naturalmente, Tosti non è stato invitato, preferendo un taglio "basso" della trasmissione con monsignor Fisichella, Marco Travaglio, il giornalista della Bbc Colm O'Gorman, lo scienziato Piergiorgio Odifreddi a sostenere il ruolo del "laico", un giornalista dell'Avvenire e don Fortunato Di Noto. Attori chiamati a recitare un copione scritto a quattro mani da Santoro e Fisichella, e messo in scena dalla televisione pubblica, per buona pace degli spettatori, che credono che Santoro sia un "duro e puro".

    Marco Marsili

    Fonte: La Voce d'Italia, 14.6.2007

  3. #13
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    Così si diffama un cardinale

    di Stefano Lorenzetto


    V’interessa sapere come si monta un presunto scandalo sessuale che coinvolga la Chiesa, una di quelle storiacce di pedofilia che mandano in brodo di giuggiole Michele Santoro? Seguitemi, e ve lo spiego. Il 25 marzo intervisto su questo giornale Bruno Zanin, l’attore che interpretò Titta Biondi nell’Amarcord di Federico Fellini. Una persona seria, mite, con una storia personale sconvolgente. Lontano 400 chilometri da casa, in un seminario del Piemonte dove i suoi, contadini veneti poverissimi, l’avevano mandato a frequentare la terza media, fu violentato da un prete, un missionario di ritorno dal Sudamerica per un periodo di convalescenza. Una storia vera – questa – drammaticamente vera: di recente ho rintracciato il nome del sacerdote pedofilo, che era stato a sua volta stuprato da bambino. S’è suicidato nel 1989 in Venezuela, forse schiacciato dal peso dei suoi peccati. Una morte in qualche modo evangelica: «Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare» (Marco 9, 42). Se l’era messa da solo, la macina. L’ho comunicato io a Zanin, che ha dimostrato una compostezza esemplare, «forse perché per me quel tale prete era già morto, l’ho ucciso dentro di me migliaia di volte e altrettante volte ho provato una gran pena per lui, sempre in bilico, sempre combattuto...».

    L’intervista con l’ex attore era stata linkata in parecchi siti Internet, insomma ha fatto il giro del mondo. E così mi è giunta da Regina, città del Canada, 180.000 abitanti, una mail firmata con tanto di nome e cognome. Me l’ha scritta un signore che, dopo aver letto Il Giornale in Rete, aveva chiesto a una cugina di spedirgli dall’Italia il libro autobiografico di Zanin, Nessuno dovrà saperlo. «Sono italo-canadese (mezzo veronese, un quarto udinese, un quarto padovano)», si presentava, «mi scuso per italiano così scolastico, ma io sono nato qui e a parte tre anni studente in teologia a Roma (Collegio Capranica) faccio mio meglio per praticare la buona lingua di Dante». Dopodiché mi spiegava che avrebbe «comprato all’istante un fucile per andare a Roma in Vaticano e uccidere un alto prelato che anche a me ha rovinato la vita come a Bruno Zanin». Ed entrava nei dettagli: «L’altissimo uomo della Curia vaticana mi ha abusato per tre anni come se io fossi una sua creatura di piacere e basta. Ero il più bravo e diligente studente di latino, greco, teologia, esegesi e a 15 anni appena arrivato da seminario di Toronto quel prete che era semplicemente vicedirettore mi ha sedotto e portato ad esaudire ipso facto ogni piccolo capriccio e fantasia sessuale che gli passava per la testa. Oggi sono in cura coatta psichiatrica perché maniaco sessuale-predatore con tendenze verso adolescenti maschi». Da pelle d’oca.

    Senonché più avanti nel racconto gli erano sfuggite (sfuggite?) le iniziali di questo cardinale che «se la spassa agli alti vertici della politica vaticana, certamente del mio malessere, del mio naufragare io credo non gli frega niente». Mi sono messo a indagare e, con mia grande sorpresa, ho scoperto che uno solo, fra i 183 cardinali del Sacro collegio, ha quelle iniziali. Anche invertendo l’ordine di nome e cognome, non c’era possibilità di equivoco. La circostanza mi ha arrecato un qualche turbamento: si tratta di uno dei più stretti collaboratori di Papa Ratzinger. Ma c’è voluto poco per accorgermi che la biografia di questo cardinale era assolutamente incompatibile con una sua presenza all’Almo Collegio Capranica negli anni in questione.

    L’ho fatto presente al mio corrispondente canadese, chiedendogli ragione di questa clamorosa discrepanza. Mi ha subito risposto: «Sono qui a correggere un errore di trascrissione di data, non era 63/67 ma il 73/76, sono lievemente dislessico. Ed è esatto il nome del prelato, era mio professore (...) All’Almo Collegio aveva una sua stanza messa a disposizione dal Cardinale Protettore perché faceva anche a lui da collaboratore-segretario (...) Perché Dio vede e tollera queste abberazioni?». Non che il cambio di date mutasse qualcosa: nel curriculum del cardinale non v’era traccia di questo incarico. Pur perplesso per la disinvolta correzione di tiro (ma come, dici che ti violentava e non ti ricordi in che anno?), gli ho risposto: «Cercherò di saperne di più. Magari è questo che Dio, il quale vede ma non tollera, s’aspetta da un giornalista».

    Non l’avessi mai fatto! «Lei crede forse che sono milantatore?», ha replicato stizzito l’italo-canadese. Evidentemente s’aspettava che prendessi per oro colato il suo racconto, e magari che glielo pubblicassi incorniciato in prima pagina, sotto la testatina «La storia», come usa oggidì nei giornali. Mi ha intimato: «Guardi qui sotto, ne avrà conferma, la regola è non dare scandalo, non farsi scoprire, non rendere pubblico il proprio privato». Conferma? Seguiva il link di un sito Web avente per suffisso «tk», che sta per Tokelau, arcipelago corallino di 1.500 abitanti in mezzo al Pacifico, nella Polinesia, vicino alle isole Samoa. Accidenti, o tutti i preti sporcaccioni del mondo si sono rifugiati lì, beati loro, oppure la fantasia del diavolo davvero non ha confini, mi sono detto.

    Ho cliccato sull’indirizzo con comprensibile riluttanza. Mi sono uscite in rapida sequenza tre finestre di Explorer con annunci senza capo né coda, il primo dei quali era: «Laudetur Iesus Christus... et Prudentia. Venerabilis è moderato... is moderated... est modéré» e l’ultimo: «La Fraternità sacerdotale Venerabilis non condivide la cultura gay attuale diffusa dai tanti gruppi gay e dai mass-media ostili alla Chiesa Cattolica Romana. La Fraternità Venerabilis sarà sempre PER e CON la Chiesa Cattolica Romana e dalla parte del Vicario di Cristo in Terra, Sua Santità Benedetto XVI. Diciamo NO alla strumentalizzazione e alla ricuperazione dei sacerdoti gay dal lobbying gay e dalle logge massoniche». Roba da legge 180. Vi risparmio la descrizione dell’immondizia che ho trovato dentro il sito. Ce n’era per l’intera gerarchia vaticana, fino all’ultimo dei cerimonieri pontifici, e con tanto di foto. Niente male per un sito moderato, moderated, modéré.

    Nella home page faceva bella mostra una foto del Pontefice con l’esortazione «Orate pro eo!». L’orologio scandiva l’ora di «Vatican City» e sotto c’era persino la bandiera giallobianca, sormontata dalle chiavi di Pietro, che garriva al vento. Il tutto per la gioia di Eoliano, «sacerdote molto dotato» che cercava «seminaristi estimmatotori esperti», di Mik che si accontentava di «prete o sacerdote maturo in Calabria» (evidentemente pensa che si tratti di due figure diverse: le vuol provare proprio tutte) e altri squinternati del genere.

    Per concludere, martedì scorso ne ho finalmente saputo di più sull’illustre porporato che avrebbe traviato seminaristi in anni lontani: mai avuto niente a che fare con l’Almo Collegio Capranica. Il quale nel 2007 può dunque celebrare in serenità il 550° di fondazione preservando intatta la propria reputazione. Nell’albo d’oro del Capranica, dove studiarono Benedetto XV e Pio XII, il nome del cardinale ingiustamente diffamato non figura né come allievo, né come insegnante, né come convittore, né come collaboratore-segretario. Accertato senz’ombra di dubbio.

    Per cui il «maniaco sessuale-predatore» sarà anche dislessico, ma le bugie riesce a scriverle benone. Se impara anche a raccontarle davanti a una telecamera, una comparsata ad Annozero non gliela negheranno di sicuro.

    Stefano Lorenzetto

    Fonte: Il Giornale, 23.6.2007

 

 
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