Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Ciociaria Felix Chiamami al 348-3406101
    Messaggi
    29,651
     Likes dati
    1
     Like avuti
    24
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Gli Ultimi Giorni di Pompei

    Gli ultimi giorni di Pompei

    Sui quotidiani più di un commentatore evoca gli ultimi giorni di Pompei. Non come un’icastica immagine giornalistica ma come un profondo sentimento che viene dalle viscere dell’Unione. Il cerchio si sta chiudendo: troppi veleni, troppe contrapposizioni, troppe battaglie asimmetriche tra leader che appaiono come piccoli feudatari all’interno di quella che non è mai stata una coalizione.

    Le reazioni dei dalemiani alla pubblicazione di documenti che indicherebbero conti segreti del Ministro degli Esteri in Brasile, è la prova provata che siamo davvero ad un passo dalla fine: di questo governo, nonostante la nottata appena passata in Senato, e di una fallimentare stagione politica, quella del centrosinistra. E dimostrano, ancor di più, come il voto che ha salvato Prodi sia stato più una reazione istintiva di autoconservazione che un attestato di stima verso un governo ed un presidente del Consiglio che, soprattutto dai diessini, viene visto ormai delegittimato.

    Dunque i presunti conti segreti di D’Alema, che risalirebbero all’epoca della scalata di Colaninno a Telecom, hanno avvelenato la giornata dei diessini, soprattutto dei colonnelli del Ministro che nemmeno il voto serale del Senato ha potuto far sorridere.

    I dalemiani sospettano che dietro le anticipazioni giornalistiche definite “spazzatura” ci siano i dirimpettai della Margherita che non hanno mai visto di buon occhio il prestigio di cui D’Alema, unico nel centrosinistra, gode nell’altra parte del Parlamento. Insomma, una manovra, spiegano, che non vede estranei né Rutelli, sempre più preoccupato di ritagliarsi uno spazio adeguato nel Pd, né Prodi, terrorizzato dall’idea che un governo di larghe intese, architettato proprio dal ministro degli Esteri, lo vedrebbe di fatto pensionato. Questi pensieri cupi e neri passano nella testa dei colonnelli del presidente della Quercia.

    Peppino Caldarola, uscito dai Ds poco tempo fa e grande amico di D’Alema, navigato conoscitore della politica, spiega al Corriere: “Per fermare la deriva del ’92 servirebbe uno spirito garantista. Bisogna però ridare autorevolezza alla politica e l’unico modo è che maggioranza ed opposizione agiscano all’unisono. L’unica via d’uscita è un governo di larghe intese”.

    E poi, lapidario, il giudizio netto ed inequivocabile: “Il centrosinistra ormai è finito”. Questa è l’atmosfera che si respira in questi giorni nella maggioranza. Una lotta totale di tutti contro tutti con veleni che fiaccano resistenze ed insinuano dubbi pesanti. Ecco perché la compattezza ritrovata ieri sera non lascia spazio a nessuna euforia, ma anzi allunga e aggrava l’agonia di una coalizione allo sbando.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Ciociaria Felix Chiamami al 348-3406101
    Messaggi
    29,651
     Likes dati
    1
     Like avuti
    24
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sulla stampa italiana. Prodi debole e sfibrato

    Il Corriere della Sera

    Prima pagina, a firma Pierluigi Battista.

    “…Il governo non cade, ma appare debole e sfibrato il primo elemento che dovrebbe cementarne se non l’unità e la concordia, almeno una fondamentale solidarietà: la fiducia reciproca tra gli alleati, la percezione di un percorso da affrontare insieme…”

    “…Mai come in questa occasione si dimostra che una vittoria effimera e aritmeticamente scontata non è sufficiente per ritrovare quel minimo di coesione indispensabile ad un governo che, a poco più di un anno dal suo insediamento, deve dimostrare di non avere le batterie irrimediabilmente scariche…”

    Pag. 5, a firma Massimo Franco

    “…dietro le parole d’ufficio su un governo destinato a durare per cinque anni, cresce il sentore di una legislatura avviata al voto anticipato…”

    “…per Prodi, il vero problema è la fragilità politica del governo: così patologica, ormai, da trasformare qualunque scadenza in un’incognita dalla quale il centrosinistra può anche riemergere indenne. Ma appare sempre più debole e inseguito dai fantasmi di una crisi senza soluzioni di ricambio.”

    La Repubblica

    Pag. 5, sondaggio Ipr per Repubblica.it

    Visco si dovrebbe dimettere?
    Sì: 58%
    No: 21%
    Senza opinione: 21%

    Il Governo ha fattto bene o ha fatto male a sostituire il comandante della Guardia di Finanza?
    Ha fatto male: 51%
    Ha fatto bene: 31%
    Senza opinione:16%

    La Stampa,

    Prima pagina, a firma Federico Geremicca

    “…Tale descrizione (quella di TPS su Speciale), inquietante di per sé, giustifica il permanere di almeno tre interrogativi nient’affatto soddisfatti dal discorso del ministro dell’Economia. Il primo: se il generale Speciale è quel che ha descritto ieri Padoa-Schioppa nell’aula del Senato, perché non è stato rimosso dal suo incarico per tempo e si è invece atteso l’esplodere della polemica col viceministro Visco?
    Il secondo: perché a un militare macchiatosi di slealtà e insubordinazione è stato offerto a compensazione (e non si capisce a compensazione di cosa) il pur sempre rilevante incarico di consigliere della Corte dei Conti?
    Il terzo: se il viceministro Visco in tutta questa discussa vicenda ha agito correttamente, perché gli sono state ritirate le deleghe? Sono interrogativi che erano già stati posti alla vigilia del dibattito parlamentare di ieri e che continuano ad attendere una risposta. Il che, oltre a rendere ipotizzabile il prosieguo di venose polemiche, non è affatto rassicurante…”

    Il Sole 24 Ore,

    Pag. 3, a firma Stefano Folli

    “…Il caso Visco-Speciale non risolve la crisi di credibilità della politica. Semmai la aggrava. Non restituisce vigore ad una maggioranza snervata, percorsa da laceranti divisioni interne. Non mette al riparo la Quercia dai rischi che si avvertono nell’aria e sui giornali. Ma soprattutto il governo non ritrova quello di cui ha più bisogno: una salda leadership. Anche il Quirinale ha dato un giudizio negativo su come l’esecutivo ha saputo gestire il caso fino alla vigilia del dibattito parlamentare. E non a caso la vicenda lascia dietro di sé uno strascico triste. Quella che emerge è l’immagine di una politica debole e incerta. In un paese che ha bisogno di politiche forti”.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Ciociaria Felix Chiamami al 348-3406101
    Messaggi
    29,651
     Likes dati
    1
     Like avuti
    24
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sulla stampa estera. Prodi in equilibrio precario

    Financial Times

    Il governo di centro-sinistra mercoledì sera ha mantenuto la sua precaria tenuta al potere dopo esser sopravissuto a una serie di voti in parlamento che lo hanno minacciato di buttare giù dopo poco meno di 13 mesi di vita.

    Anche se è sopravvissuto il governo di Prodi non è più forte di prima perchè i dissidenti della sua coalizione a nove partiti appaiono continuamente scontenti a causa delle sue politiche economiche e del suo stile di leadership.

    Questo riduce le possibilità per il governo di Prodi di avere in futuro l’autorità di presentare riforme economiche difficili che possano migliorare la finanza pubblica e la competitività globale italiana, cose richieste dai partner della Unione Europea.

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Basta semplicemente scorrere il Forum principale ed i giornali di Regime e le dichiarazioni dei vari politici Sinistrati per rendersene conto : stanno rispolverando tutto il vecchio repertorio dietrologico a base di P2,Mafia (Camorra no,mi raccomando),Servizi Segreti Deviati,Massoneria,Vaticano,Cia,Mossad,Dossier,Str agi,persino Moggi...ecc.ecc.ecc.ecc.ecc...non sanno più cosa dire...tutta roba vecchia,in gran parte sbugiardata dai fatti...ma oramai l'ultima spiaggia per un Governo ed una Maggioranza politicamente (e culturalmente oltre che moralmente) finita...che qualcuno abbia il coraggio di staccare la spina al moribondo Prodi ed al suo catto-comunismo da strapazzo...

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Credo che solo pochi elettori di Sinistra,in tutto si e no quelli che scrivono sul Principale,possono ancora credere che si possa andare avanti in questo modo...in meno di un anno il Governo Prodi ha fatto rimpiangere Berlusconi e sta riconsegnandogli il Paese.
    Ieri "Obbedisco" lo hanno supinamente gridato i Senatori dell'Unione nonostante l'evidente IMBARAZZO e non solo di Di Pietro.
    Oggi l'euforia per lo scampato pericolo è propria solo dei fans più scatenati del sedicente professore e PdC.L'arroganza di questo Esecutivo risulta insopportabile anche per i poteri forti che hanno sostenuto Prodi in campagna Elettorale,confindustria ed RCS in testa...sarebbe ora di ammetter il fallimento e voltare pagina evitando di spargere ancora veleno a base di dossier e strampalate teorie complottistiche a base di sciocchezze del D'Avanzo di turno.

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Maggioranza in confusione

    Scritto da Laura Cesaretti

    (Velino) - Ieri sera con Franco Marini ce l'avevano un po' tutti: era furibondo, Cesare Salvi, anche se ci teneva a ribadire che lui il regolamento parlamentare lo rispetta e le decisioni spettano al presidente. Si diceva "dimezzato" nella sue funzioni di senatore Massimo Brutti e lo spiegava in Aula chiarendo che lui comunque esprime solidarieta' alla Guardia di finanza. Persino il mite Enrico Morando diceva di nutrire "qualche perplessita'", e diceva senza mezzi termini che il presidente "in questa vicenda ha sbagliato". La storia e' di quelle che hanno a che fare piu' con le tecniche parlamentari, e con i regolamenti, piu' che con il contenuto delle norme. Ma e' stata chiaramente un altro segno della capacita' dei parlamentari dell'opposizione di mettere in crisi la maggioranza, specie quando deve tenere insieme esigenze diverse.

    Clemente Mastella aveva detto che se l'Aula non avesse espresso solidarieta' e vicinanza alla Guardia di finanza la maggioranza avrebbe chiuso? Ebbene, ieri e' successo che al momento del voto su un ordine del giorno della Cdl, che esprimeva la suddetta solidarieta', l'Aula votasse no. I parlamentari della maggioranza pero' avevano un asso nella manica: il loro ordine del giorno, che ribadiva la medesima solidarieta', accompagnata dalla condivisione del comportamento del governo. Solo che - e qui entrano in gioco i regolamenti - quando l'Aula si e' espressa con un voto su un ordine del giorno non puo' rivotarlo due minuti dopo, anche se e' contenuto in altro ordine del giorno. E siccome le parole erano le stesse, il presidente Marini ha dovuto spiegarlo all'Aula che rumoreggiava. E specialmente ai suoi colleghi di coalizione. "Piena fiducia al presidente Marini" diceva ieri Mario Baccini, pure pronto ad azzannarlo nel caso avesse preso decisioni diverse.

    Ma il piccolo episodio di ieri e' l'ennesimo segnale rivelatore della confusione che regna nella maggioranza. Non solo nella gestione dell'Aula, nel coordinamento dei testi da votare, nella loro presentazione. È stato anche un banale fatto cronologico, perche' se si fosse votato prima il testo dell'Unione il problema non si sarebbe posto. Ma i testi si votavano in ordine di presentazione, e i ritardi della maggioranza hanno pesato anche su questo. Il fatto che poi a decidere in questo senso, nonostante l'irritazione di Brutti ("Io come parlamentare ho il diritto di volere sia esprimere solidarieta' alla Gdf che vicinanza al governo, e quest'aula non me lo consente"), sia stato proprio il presidente Marini che tutti da mesi considerano il possibile premier di un governo senza piu' Prodi, non ha aiutato a rasserenare la serata. La discussione di ieri - per la verita' abbastanza usuale e dai toni tutto sommato contenuti - viene vissuta con qualche ansia, tutti a osservare le mosse di quei gruppi che fin dall'inizio avevano fatto sapere di non essere proprio convintissimi della storia, e di come il governo l'ha gestita.

    La dura requisitoria su Speciale, quella che ha trasformato Tommaso Padoa-Schioppa tanto che oggi e' Il Manifesto ad apprezzarne la "forza", ha dato un po' di respiro al governo, visto che per ora l'ostacolo e' superato. Anche se la domanda del generale, intervistato oggi dal Corriere della Sera ("Perche' mi avete tenuto fino a che non e' scoppiato il caso Visco?") non ha ancora avuto una risposta. "Ogni giorno che passa il governo sembra piu' debole", dicevano soddisfatti i senatori della Cdl ieri. Perche' sembra chiaro ormai che non di spallata ma di lento logoramento si parla. Ci sono altre scadenze nei prossimi giorni, ma ormai "ogni scadenza e' una incognita", scrive oggi il Corriere della Sera.

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Le malefatte del governo Prodi rendono l’aria irrespirabile. E non manca chi accende pure il ventilatore

    Tutti i cattivi “odori” scaricati dalla sinistra

    Il Premier, a prescindere da come finirà il caso Visco, ha i giorni contati. I suoi fedelissimi, invece di difenderlo, giocano a nascondino

    di Francesco Blasilli da L'Opinione

    La considerazione più onesta da fare è una: che il Governo caschi o non caschi sulla diatriba Visco-Speciale, cambia ben poco. Prima o poi cadrà, perché tale è la puzza che viene da certi ambienti, che al confronto l'aria di Napoli in piena crisi-monnezza è degna del miglior balsamo. Intercettazioni, scalate finanziarie, qualche assegno a vuoto e anche il sospetto di una nuova P2. Di tutto di più, con le accuse che arrivano dal mondo di una carta stampata, sempre più giudice di carta di una Repubblica di cartapesta. E la puzza arriva al nostro naso nonostante i tentativi di depistaggio della classe politica, che per mesi ci ha messo sotto gli occhi tutt'altri problemi: i Dico e tutta la tiritera sulla vera famiglia, il tesoretto e i suoi legittimi proprietari, mentre, inevitabilmente, tutto lo schifo veniva a galla. E adesso si discute di Speciale e Visco, tema importante sia chiaro, ma che si perde nell'ondata (forse sarebbe meglio parlare di un vero e proprio tsunami) di porcherie che ci sta travolgendo.

    E la nostra classe politica, ben lungi dal fare chiarezza e regalarsi un minimo di credibilità (e a noi di fiducia) si danna l'anima per uscire il più in fretta possibile dal palazzo, prima che crolli del tutto. Ognuno sta aggrappato a pazzo di legno di una zattera che non c'è più. Mentre Prodi è sempre più solo: tant'è che sembra intenzionato a tagliare il numero di ministri e sottosegretari, senza essersi accorto che la maggior parte di loro hanno tagliato la corda. Senza, però, aver prima tirato cacca addosso al proprio vicino, con il risultato che la puzza aumenta. D'Alema va in barca Valencia (chissà com'è il vento sulla costa brasiliana...) mentre il premier affronta la vicenda Visco; così come Amato che se c'è, non si vede, mentre Rutelli proprio non c'è. Il leader della Margherita, dopo aver messo il naso anche lui nel mondo della finanza, aspetta silenzioso che i Ds crollino sotto i colpi di Unipol, per poi tuffarsi nel Pd. Di certo non mette nemmeno una buona parola per difendere Prodi: preferisce stare in casa a mirarsi davanti ai suoi innumerevoli specchi.

    L'unico che oltre a sentire la puzza, non fa finta di nulla, è il “picconatore” per eccellenza, Francesco Cossiga, che come al solito non si nasconde dietro ad un dito. “Ci si chiede quale sia il motivo – attacca l'ex presidente - degli articoli all’acido contro il Governo, la maggioranza e in genere la classe politica del noto quotidiano seminatore di veleni, La Repubblica, con cui ora si mette a gareggiare anche La Stampa, organo di una piccola industria manifatturiera del nord che mai ha chiesto e ottenuto niente dal Governo e dalla classe politica in generale e che farebbe meglio a dedicare pagine e pagine alle liti interne di una famiglia piccolo-borghese che nulla ha mai contato nella vita politica di questo paese”. Per Cossiga c'è bisogno addirittura di un asse Prodi-Berlusconi per salvare la democrazia. “Non è solo – continua Cossiga – un tentativo di accerchiamento al Governo, ma siamo in presenza di un vero e proprio attacco alla politica che è un attacco alle istituzioni, alla democrazia e al primato della sovranità del popolo su quello del denaro. Romano Prodi e Silvio Berlusconi che sono i due maggiori leader politici effettivi del Paese, dovrebbero accorgersene e dovrebbero trovare un accordo per respingere questo grave attacco”. Intanto questo attacco, e soprattutto questa puzza, ce li dobbiamo sorbire tutti quanti noi cittadini. Qualcuno spenga almeno il ventilatore.

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    A volte ritornano

    L’ombra di Telecom su D’Alema

    Chissà se lo spensierato velista Massimo D’Alema aveva mai sospettato che prima o poi qualcuno a quella famosa frase sui “capitani coraggiosi” che privatizzarono Telecom quando lui era a Palazzo Chigi, a capo di un governo che qualcuno paragonò a una “merchant bank”, avrebbe tentato di impiccarcelo. Adesso quel momento sembra essere arrivato. E ha ragione Bobo Craxi che dal suo buen retiro di Tunisi parla di “atmosfera fetida come quella del 1992” che si torna a respirare. Certo ieri la pubblicazione da parte de “La stampa”, in un articolo di uno dei cronisti che divennero famosi nei primi anni ’90 come uno di quelli “del pool di giornalisti che seguiva il pool di mani pulite”, non deve avergli fatto piacere. Due righe in tutto per dire che forse il leader Maximo il conto all’estero targato Telecom ce l’ha davvero. Un’e-mail finita nel calderone delle intercettazioni illegali in outsourcing del gruppo Kroll poi riversata in un rapporto di uno degli uomini della security di Tronchetti Provera: “Fonti d'intelligence in Italia indicano che Inepar era la società che movimentato i fondi per l'allora primo ministro D'Alema, che ha coinvolto le attività di Telecom.”. Le reazioni, da parte dei Ds, tra lo stizzito e il disperato, non si sono fatte attendere. Ma hanno avuto tutte la stessa cifra e lo stesso ridicolo effetto di deterrenza del famoso “non ci sto” pronunziato dall’ex capo dello stato Oscar Luigi Scalfaro all’epoca del Sisde gate, dopo che fu appurata la sua percezione di soldi in nero mensilmente da parte del servizio di sicurezza civile. “Insinuazioni risibili e indecenti”, così Massimo D'Alema, “si tratta in verità - aggiunge il vicepresidente del Consiglio - di spazzatura che era in circolazione da molto tempo ad opera di provocatori che sono noti e le cui gesta sono all'attenzione della magistratura”. Il ministro degli Esteri annuncia quindi la decisione di dare mandato ai suoi legali “per intraprendere tutte le iniziative necessarie a tutela della mia personale onorabilità”.

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Arriva dalla Germania un dietro le quinte dell’ultima campagna elettorale

    Ecco il Prodi segreto

    Il film con il backstage agiografico sul Professore bolognese esce fuori tempo massimo

    di Dimitri Buffa da L'Opinione

    “Non possiede un impero mediatico, né un club calcistico di successo, né è miliardario..” Anche Prodi ha la sua mitografia per cinefili, sullo stile di “Aprile” di Nanni Moretti. Solo che l’ha subappaltata al cineasta tedesco Sebastian Kruger che ieri ha pensato bene di approfittare del momento e di questa atmosfera da ultimi giorni di Pompei per ritagliarsi il proprio quarto d’ora di celebrità, andando a ripescare un documentario che in pratica è un backstage della campagna elettorale del 2006. Documentario che era già stato trasmesso dalla televisione pubblica in Svizzera, Austria e Germania ma non in Italia. Pare che la Rai volesse rimetterci le mani sopra, dato il taglio sin troppo agiografico. Così adesso “Lo sfidante” viene distribuito via Internet a dieci euro sul sito www.losfidante.it per gli amanti del genere.

    E martedì sera è stato persino presentato a Roma al cinema d’essai Nuovo Olimpia. E se fuori dalla sala si respirava la stessa aria del 1992, del tutti a casa valido per tutti i politici, con il governo Prodi che tira il fiato appeso come è a un filo per l’ennesimo scandalo finanziario che lo fa tremare, dentro sembrava di stare in un altro mondo, popolato per lo più da cittadini tedeschi della comunità di Roma che sembravano avere un idem sentire dossettiano con la madrina speciale della serata, la regista Liliana Cavani. Un’atmosfera surreale, a metà tra l’Amarcord e il cupio dissolvi, con tutti gli uomini dello staff di Prodi che durante le riprese del documentario si sforzano di dire qualcosa di simpatico, o di spiritoso senza quasi mai riuscirvi.

    Non per questo il documentario non presentava spunti di ilarità allo stato puro, soprattutto quando la telecamera indulgeva sul volto e sulla figura di Silvio Sircana e il microfono riportava fedelmente alcune sue battute sprezzanti su Berlusconi. “Dopo tutto quello che è successo”, si sentiva commentare un signore in sala evidentemente non sincronizzato sulla consecutio temporum di quel filmato ma con chiaro riferimento alla pubblicazione della foto mentre il portavoce di Prodi chiedeva informazioni stradali a un trans a Roma, “che cazzo ci avrà da ridere quello là…”. Poi c’è la scena da Cinegiornale Luce in cui Prodi “viaggia sull’Eurostar per Bologna insieme alla nipotina e a tutta la famiglia”: il pensiero dello spettatore smaliziato va immediatamente al ricordo su quella consulenza miliardaria che le FF.SS. subappaltarono a Nomisma perché studiasse la disposizione dei sedili dell’Eurostar, piena di banalità come “è bene che la gente si guardi in faccia e socializzi e non dia le spalle al prossimo”. Era stato calcolato anche il costo: qualche migliaio di euro a pagina.

    “Tutti gli uomini del presidente” sono tristi e noiosi anche se poi come nel caso di Sircana uno non può mai dire. Ma sentire parlare Giulio Santagata sulle note della beatlesiana “Magical mistery tour”, che non si capisce bene se doveva rappresentare quello di Prodi in giro per l’Italia nel suo ossessivo porta a porta tra la gente o cosa altro (ma che nelle intenzioni originali di “Beatles” era un trip lisergico degli anni ’60), produce un effetto di repulsione che è più forte dello spettatore. Nulla di peggio dei burocrati che cercano di assumere un volto umano senza averlo. Casomai stupisce l’autoironia dello stesso Prodi che, alla vigilia del famoso scontro televisivo con Berlusconi, sempre fuggito e alla fine accettato, legge e rilegge un appello finale di prova e sbotta in puro dialetto bolognese: “Io quella roba lì non la leggo neanche se mi mettono una pistola alla tempia”.

    Prodi aveva ragione e infatti, anche se alla fine lo staff lo convince, il risultato televisivo dell’epoca non fu molto confortante.
    Presentando il film la Cavani si è sbilanciata molto a favore di questo regista, citando come pietra di paragone nientemeno che Frank Capra e il suo “Mr Smith goes to Washington”. La frase lapidaria con cui la casa distributrice Grassroots promuove l’operazione evoca anch’essa un sorriso: “Lo sfidante mostra la fine di un’era e un possibile nuovo inizio”. Certo quella frase allora era beneaugurante per un candidato premier che aveva appena vinto sia pure di poche decine di migliaia di voti, brogli a parte.

    Ma oggi? La gente in sala si chiedeva, alla vigilia di una crisi di governo che rientrerà solo per la fedeltà degli alleati alle rispettive poltrone, tutto ciò porterà bene o male allo stesso Prodi?

    Una preoccupazione che il regista non sembra ovviamente avere: per lui l’altro ieri era l’ultima possibilità di vendere il prodotto Prodi in Italia. Nel bene come nel male. Dovesse cadere rimarrà come epitaffio, come last famous word e il rinfresco seguito al film avrà il sapore del tango e dello champagne offerto sul ponte del Titanic. Viceversa, dovesse andare male, Sebastian Kruger, che nelle note di regia ci informa di avere girato il documentario perché “nel 2005 Prodi sembrava l’unica personalità di un paese profondamente diviso che potesse riunire l’opposizione”, passerà comunque alla storia per essere stato quello della beffa finale. Il regista agiografico che consegnò il governo Prodi al ridicolo. L’intellettuale a cui lo scontro contro “l’onnipotente magnate dei media al comando di un partito da lui creato” ricordava tanto la lotta di” Davide contro Golia”. Si parva licet.k

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    12,957
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Da vedere almeno la presentazione...è esilarante nella suo ridicolo involontario...con il senno del poi,con tutto quello che il Prodino sta combinando,questo "documentario" diventa un vero e propro Cult del Mondo Coglione...

    www.losfidante.it

 

 

Discussioni Simili

  1. Gli ultimi 10 giorni del presidente
    Di Nazionalistaeuropeo nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 09-06-13, 14:56
  2. Gli ultimi giorni di Pompei
    Di Florian nel forum Conservatorismo
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 06-10-11, 18:07
  3. Ultimi giorni per il Tremo?
    Di brunik nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 05-01-03, 16:33
  4. Ultimi Giorni Di Vacanza......
    Di pensiero nel forum Fondoscala
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 26-08-02, 12:13

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito