Debbono restare in carcere sapendo di non poter più uscire a pagare la pena inflitta loro dalla società civile e restando a monito e testimonianza vivente del futuro che attende chi pensa di fare il prco comodo proprio nelle città di questo paese.
Ucciderli non conviene.
Il cittadino X


Da tempo in America si sperimenta un sistema carcerario alternativo e meno costoso per coloro i quali si imbattono nelle maglie della legge per reati tutto sommato non gravi e lo fanno per la prima volta (i cosiddetti ladri di biciclette o di polli).
Questi signori vengono indirizzati a scontare la pena inflitta loro dalla magistratura in ville senza sbarre, guardie, e muri.
Restano lì a lavorare e scontare la pena.
Se fuggono (è facilissimo farlo) finiscono di scontare la pena nelle carceri vere, quelle dove la notte fai la fine di una bambola di plastica gonfiabile per qualche capo clan da quattro soldi con tre epatiti e l'aids addosso.
In questo modo non si creano le emergenze-carcere, presupposto insostituibile alla giustificazione di quei politici inclini a favorire la delinquenza con indulti ed amnistie.
Inoltre, va ricordato che mettere insieme nello stesso cesto mele bacate con mele sane, significa ritrovarsi un cesto di ... vermi in breve tempo.
Il cittadino X


Quoto. Sono sempre per il carcere che recupera, possibilmente privato e non statale. Buona l'idea di due o tre tipi di carcere a seconda della pena. I reati gravi andrebbero in tal caso acompagnati da una pena, a mio parere, di tipo intelletuale. Ad esempio oltre ai cinque anni di pena, aggiungerei la pena di imparare a memoria dei testi fondamentali dell'intelleto umano, come "dei delitti e delle pene", o "le mie prigioni", "la divina comedia", o "il capitale" o "la richezza delle nazioni". Il carcereto ne uscirebbe fuori profondamente mutato spiritualmente. Se riesce a impararli a memoria naturalmente. Altrimenti resta dentro fino a quando non ha imparato.


attualmente negli usa si viaggia oltre il milone e mezzo di carcerati più almeno altrettanti sottoposti a regimi di sorveglianza.
il che su una popolazione di circa 300 mln di persone è una percentuale altissima considerando come paragone l'europa
ciononostante il numero di reati (specie di sangue) è altissimo e sproporzionato sempre rispetto all'europa
dove è l'errore?
Mi soffermo al momento solo sull'immunità parlamentare.
Nella sua concezione di base, dovrebbe rendere immune il politico per bene che sfida il politico delinquente con frasi e concetti che altrimenti verrebbero defiiti come diffamazione.
Invece, l'immunità parlamentare viene sollevata solo quando si tratta di pararsi da illeciti legati a finanziamenti, tangenti ed estorsioni varie applicate dalla politica alla società ed alla economia di un paese.
Resta un valido muro difensivo l'immunità parlamentare così come è, perchè garantisce comunque i parlamentari più liberi e meno associati a gruppi di potere o di pressione, dall'attacco subdolo di chi ha danaro e potere da vendere.
Non dimentichiamo che in Italia, si è dimostrato che le leve del potere non si muovono nei palazzi del potere, ma nelle cupole mafiose o nelle sale pavimentate a quadrati bianchi e neri della massoneria.
La politica deve potersi difendere dagli altri poteri, specie quelli che non sono scritti nella costituzione e sono prevalentemente occulti.
Il cittadino X
Niente.
Il fine non è il mezzo.
L'analisi non è la soluzione.
Io cerco soluzioni per questo paese guardando agli altri paesi cercando le risposte più idonee alla essenza del nostro paese.
Per essere più chiaro rimando alla storiografia del Vico riguardo alla riovoluzione francese confrontata con le giornate rivoluzionarie vissute in Italia subito dopo.
Non funzionarono.
L'equazione va scritta in altra maniera.
Se è veramente la soluzione che si cerca, altrimenti ...
Il cittadino X