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  1. #1
    the dark knight's return
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    Predefinito Il mio progetto per DMN

    Politica Estera

    Dopo la caduta del muro di Berlino il ruolo internazionale dell’Italia è necessariamente mutato, perchè gli alleati di ieri possono essere i nemici di domani e viceversa.

    Per affrontare la nuova situazione internazionale, complicatasi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, è necessario perseguire un nuovo indirizzo in politica estera così articolato:

    1) La costruzione della futura Europa dovrà mettere in discussione l’apertura a Russia e Turchia , la prima perchè per numero di abitanti, potenzialità enormi e imprevedibilità della sua politica, avrebbe una eccessiva influenza sull’Unione europea, la seconda perchè appartiene all’Asia sotto il profilo etnico, geografico e culturale.
    Con la Turchia vi potrà essere collaborazione, come con gli altri Stati, per progetti economici ed altro, ma occorre evitare il suo ingresso in Europa, nella convinzione che le unioni, le federazioni e le alleanze durature si fondono sulle affinità culturali e storiche .
    L’Unione Europea non dovrà concedere l’ingresso alla Croazia sino a quando non sarà stata definita la questione dei beni dovuti abbandonare dagli esuli italiani dopo la Seconda guerra mondiale. L’Europa dovrà, poi, conservare l’identità delle Patrie.

    2) Riforma del Patto Atlantico , in modo che non veda l’Europa subordinata agli U.S.A., pur considerando che, solo un duraturo e coerente accordo di stabilità “Transatlantico” può garantire pace e sicurezza.

    3) Riforma dell’ONU e dei principi fondamentali del diritto internazionale . Ciò al fine di poter affrontare le nuove sfide della guerra terroristica, scatenata da reti economico-criminali.



    Quale Europa?

    DMN è favorevole all’Europa dei popoli ed è nettamente contraria ad un’Europa che si sta formando sulla base degli interessi dei grossi finanzieri e delle lobbyes economiche .
    L’Europa non può essere concepita soltanto come un grande mercato, atto a favorire la produzione-consumo di beni e servizi, quale punto di partenza verso un mondo unificato dagli interessi delle multinazionali che basi i rapporti umani solo sulle leggi di mercato.
    L’Europa è nata col rifiuto di ogni Fede. Non è più unita dalla comune matrice romano-cristiana ma dal rifiuto della Fede.
    E’ il trionfo delle concezioni volterriane, per cui non deve essere concessa alcuna libertà a tutti coloro che vengono identificati come nemici della libertà.

    DMN si batte contro la affermazione del “pensiero unico” , caro ai partiti e movimenti di sinistra, ed alle grandi lobbyes economiche che vogliono imporre la globalizzazione delle idee, oltre che del mercato, insegnando che i popoli, le identità, le culture appartengono al passato.

    Occorre ridiscutere la così detta “Costituzione Europea” ed il modo in cui è stata imposta dai padroni della politica, insieme alla moneta unica. Questa vanifica i risparmi delle famiglie ed il lavoro della gente. Occorre riaffermare gli interessi del popolo e delle famiglie contro tutte quelle norme, sempre più restrittive ed invadenti, imposte dal Parlamento Europeo, che danneggiano l’economia del Paese, mortificano il lavoro della gente e strozzano le attività.
    Al momento è necessario, quantomeno, parametrare i prezzi di beni e servizi tra il periodo precedente all’entrata in vigore dell’Euro e quello successivo, senza superare la rivalutazione del 10% rispetto ai prezzi in lire del 2001.



    Difesa della Famiglia

    DMN propone uno Stato fondato sulla sovranità e l’autonomia della famiglia che, oggi, non è più padrona, neppure in casa propria.

    1) detassare la proprietà familiare;

    2) sviluppare la politica della “sussidiarietà”, prevedendo incentivi per quei nuclei familiari che intendono accudire, nel loro interno, anche in forma associata, bambini ed anziani;

    3) attuare una politica della vita , contro tutte quelle filosofie che ci hanno condotto alla concessione di sussidi per abortire e alla negazione di “sgravi” per i figli “a carico”;

    4) regolamentare un rapporto effettivo tra istituzioni e rappresentanti della famiglia;

    5) opposizione alla pornografia / dilagante che uccide la famiglia e corrompe i giovani;

    6) incentivare ed aiutare le piccole aziende a carattere familiare, ove la famiglia è soggetto attivo e proprietaria dei mezzi di produzione. La famiglia deve essere messa nelle condizioni di recuperare il tradizionale potere fondato sulla proprietà, per riacquistare la propria identità e porsi, così, come soggetto, culturalmente ed economicamente forte, nella posizione di interlocutore dello Stato e delle realtà locali;

    7) mettere le famiglie nelle condizioni di poter scegliere a quali scuole mandare i propri figli e quale educazione riservare loro.


    Giustizia
    DMN è d’accordo sulla necessità di dividere le carriere dei magistrati tra “inquirenti” e “giudicanti”. Dovranno anche essere ben divise le funzioni dei giudici civili e penali.
    Propone, inoltre, di ripristinare per i giudici la carriera per merito, abolendo ogni scatto automatico di avanzamento.
    A questo proposito propone l’introduzione di un concorso per diventare magistrato di Cassazione, aperto anche agli avvocati, iscritti nell’apposito albo. Occorre inoltre opporsi alla “cultura” che tende alla banalizzazione del male, per arrivare alla depenalizzazione del delitto.
    Occorre ridare fiducia ai cittadini attuando una seria politica contro la criminalità dilagante.
    Eliminare ogni indulgenza nei confronti dei criminali attuando:

    1) effettività e certezza della pena;
    2) riconquista allo Stato del controllo sul territorio, attraverso il potenziamento e coordinamento delle Forze di Polizia;
    3) individuazione di maggiori poteri per i Sindaci e per le Forze dell’Ordine, attribuendo a queste la possibilità di un’attività investigativa preventiva, evitando dipendenze troppo rigide dalla magistratura;
    4) rigore contro l’immigrazione clandestina;
    5) recupero per i tossicodipendenti e pene severissime per gli spacciatori;
    6) lotta decisa e dura al racket e all’usura;
    7) revisione della “legge Gozzini” che ha aperto le porte del carcere a pericolosi delinquenti, attraverso l’uso dello “sconto di pena”;
    8) abolizione del “mercato” del patteggiamento della pena, nel processo penale;
    9) riabilitazione dei detenuti, creando carceri adeguate e favorendo attività lavorative (anche retribuite) e di interesse sociale, come il recupero ambientale. Senza, ovviamente, sconti di pena o i benefici di libertà condizionata o vigilata.

    La giustizia civile dovrà essere depurata dall’eccessivo formalismo procedurale che paralizza il processo e vanifica la fondamentale esigenza delle parti ad ottenere il riconoscimento di un proprio diritto.
    Snellimento delle procedure e maggiore autonomia alle parti nella fase istruttoria, al fine di favorire effettive possibilità transattive delle liti.
    E’ assolutamente indispensabile che i Magistrati non facciano politica.
    I Magistrati in carica che intendano candidarsi ad elezioni politiche od amministrative devono presentare le proprie dimissioni e cessare la propria attività dall’Ordine Giudiziario tre mesi prima che tali elezioni vengano tenute.
    I Magistrati dimissionari non potranno, anche in caso di mancata loro elezione, venir reintegrati nell’Ordine Giudiziario.
    I Magistrati in carica non potranno partecipare a manifestazioni di carattere politico, pena la loro sospensione dalle funzioni, senza stipendio, per sei mesi.

    Le pene detentive e pecuniarie nei confronti di magistrati in carica, per reati commessi nell’espletamento delle loro funzioni, devono venire raddoppiate.

    Difesa

    La nostra Patria è posta in una posizione altamente strategica nel bacino del Mediterraneo.
    Le nostre FF.AA. sono ammirate per le elevate doti morali e di spiccata umanità, unita alla rara efficienza con cui portano a termine i compiti di pace assegnati, nonostante le spesso enormi carenze logistiche ed economiche, di cui da tempo soffrono l’Esercito, la Marina Militare e l’Aeronautica Militare.

    La storica posizione dell’Italia sia nell’organizzazione Atlantica sia in Europa rende indispensabile una nuova considerazione delle FF.AA., non più viste come mero strumento di difesa del territorio metropolitano, ma come moderna forza di proiezione degli interessi nazionali e come concreto contributo alla stabilità mondiale.

    Per assurgere a questo nuovo ruolo le FF.AA. Italiane necessitano di una profonda ristrutturazione sia nei mezzi che nelle dotazioni e nella logistica, che non può prescindere dall’adeguamento della spesa militare agli standards minimi delle altre Nazioni europee e della N.A.T.O.
    La scelta di eliminare la leva in favore della professione militare deve essere supportata da una equipollenza delle carriere dei soldati in servizio permanente a quelle delle forze di polizia; inoltre i quadri dovranno vedere riconosciuta la loro professionalità con la possibilità di accedere, su richiesta o allo scadere della ferma minima, alle cariche equipollenti dell’amministrazione statale.

    Esercito

    L’Esercito italiano è chiamato sempre più spesso a collaborare in operazioni di pace all’estero. Per questo motivo devono essere adeguate agli standard delle altre Nazioni la mobilità (potenziando la dotazione di mezzi terrestri moderni, sia cingolati che ruotati) e le dotazioni individuali.
    I mezzi aerei e gli elicotteri devono essere ammodernati e messi in condizione, sia dal punto di vista tecnico che logistico, di fornire adeguato supporto alle forze terrestri in ogni condizione geografica e climatica.
    Grande attenzione dovrà essere posta nell’adeguamento culturale del soldato italiano, sia dal punto di vista della conoscenza delle lingue che della conoscenza della legislazione internazionale. Le forze speciali (Folgore, San Marco, Alpini, Lagunari, ecc.) dovranno essere potenziate sia dal punto di vista numerico che da quello delle dotazioni, mantenendo al contempo gli elevatissimi standard di selezione e preparazione che le hanno caratterizzate sinora.

    Marina Militare

    Per la nostra Marina Militare si rende pressochè obbligatorio, per la sua stessa sopravvivenza, un urgente programma di rinnovamento del naviglio, sia d’altura che subacqueo. Il notevole successo e l’universale apprezzamento ottenuti nelle più recenti missioni all’estero suggeriscono di ampliare, sia in termini di uomini che di dotazioni la componente anfibia delle Forze Armate, aumentando il numero dei reggimenti ed il numero delle basi a loro disposizione.

    Aeronautica Militare

    L’Aeronautica Militare necessita di un profondo rinnovamento, dovuto sia all’usura che all’invecchiamento dei mezzi attualmente in linea di volo.
    La nuova minaccia del terrorismo mondiale suggerisce il potenziamento della capacità di sorveglianza e di difesa del nostro spazio aereo, tramite l’accrescimento e la rilocazione delle brigate aeree di caccia e di intercettazione, ma allo stesso tempo si deve incrementare la capacità di proiezione della forza armata, con il potenziamento e l’accrescimento delle brigate aeree di trasporto e l’acquisizione di nuovi aerei da carico.
    La necessità di proiettare la nostra forza aerea in missione oltremare fa tornare d’attualità il progetto, a suo tempo abbandonato, di dotare anche l’Aeronautica Militare di un reparto di truppe aerotrasportate, con compiti di sicurezza e prevenzione negli aeroporti e nelle basi logistiche.

    Guardia Costiera

    La necessità di difendere le nostre coste dalle nuove minacce manifestatesi negli ultimi anni, suggerisce di elevare la Guardia Costiera al rango di Forza Armata, dotandola di statuto e regolamenti simili a quelli dell’Arma dei Carabinieri.

    Carabinieri

    L’Arma dei Carabinieri, in considerazione della fine della leva, deve essere potenziata nell’organico e ammodernata nei mezzi enelle dotazioni, soprattutto in quelli di alto valore tecnologico. Deve essere dato maggiore impulso alla costruzione di nuove caserme ed all’ammodernamento di quelle più antiche, al fine di aumentare la presenza sul territorio nazionale.

    Associazioni D’arma

    Le numerose Associazioni d’Arma presenti sul territorio svolgono un’importante funzione di cerniera tra i cittadini in armi e la popolazione civile.
    Molti iscritti potranno svolgere un importante servizio alla comunità. A seguito dell’abolizione del Servizio di Leva è importante potenziare le Forze di Completamento e le Forze della riserva. La “Riserva nazionale”, sull’esempio di altre Nazioni Europee e della N.A.T.O., deve diventare una componente operativa delle Forze Armate, permettendo ai militari in congedo delle varie armi di farne parte (a richiesta) e di partecipare a periodici richiami, per dotare l’Italia di una componente militare da utilizzare in alternativa o supporto alle Forze Armate in servizio permanente, o anche in caso di emergenze dovute a calamità naturali.

    Non dobbiamo dimenticare possibili utilizzi per ordine pubblico, in caso di indisponibilità dei reparti in servizio permanente.
    Le forze di completamento, invece, devono diventare un vero e proprio “serbatoio” da cui le FF.AA. potranno attingere personale specializzato per momentanee necessità e/o personale in congedo ma in grado, per capacità dimostrata e per esperienza di servizio, di sostituire il personale in servizio permanente, in caso di necessità.

    Alt all’immigrazione selvaggia.

    Potranno ricevere il permesso di soggiorno in Italia solo gli extracomunitari che dispongano di un posto di lavoro fisso e di una abitazione. Coloro che assumeranno lavoratori extracomunitari, per prestazioni stagionali, dovranno loro garantire lavoro ed abitazione per tutto l’anno, oppure il rientro nel Paese d’origine alla cessazione del lavoro.
    Occorre favorire, in primo luogo, il ritorno degli Italiani che si trovano all’Estero e dei loro discendenti e, in secondo luogo, favorire l’immigrazione di europei che hanno in comune con noi radici e cultura.

    Occorre garantire dignità ad ogni persona che si trovi a lavorare regolarmente nel nostro Paese ma pretendere il rispetto delle nostre leggi e regole di vita, anche per favorire la vera integrazione. Istituzionedi un registro speciale per l’annotazione di tutte le transazioni di vendita e acquisto di beni immobili,attività commercialie varie da parte di extracomunitaripresenti in Italia. Permettere la chiamatadiretta del lavoratore straniero, responsabilizzando il datore di lavoro.

    Arresto immediato erimpatrio per i clandestini. Nell’occasione della concessione di agevolazioni agli extracomunitari chiedere la documentazione sul tenore di vita nelPaese d’origine, con controlliin loco.
    Nell’assegnazionedi case popolari riservare sempre il 70% agli Italiani che rientrino nelle fasce di reddito basse.

    Questione Meridionale

    Liberare il Sud Italia dai troppi condizionamenti dei gruppi speculativi e di potere, nonchè dalla morsa della malavita.
    Sviluppare istituzioni finanziarie locali. Razionalizzare meglio il risparmio prodotto dalle Regioni meridionali, attraverso intese tra queste Regioni stesse. Vincolare gli investimenti ad uno sviluppo economico autonomo.

    Finanziamenti alle piccole e medie imprese, con particolare riferimento al settore turistico e commerciale. Investimenti, con particolare riferimento al meridione ed alle zone alpine, nella industria del turismo ecocompatibile, vera risorsa, con l’agricoltura specializzata, di quei territori.




    Cari amici e amiche di Destra Moderata Nazionale mi ripresento alla Segreteria del partito con queste idee per la mia Italia.
    Per quanto riguarda POL e l'organizzazione interna del partito ecco le mie linee guida:

    In questi 6 mesi saremo al Governo e ci dovremo impegnare per la Riforma del gioco.Mi piacerebbe vedere aperti circoli di DMN territoriali e far diventre Destra Moderata la Sede Centrale...in Congresso presenterò anche questo progetto

    Luca

  2. #2
    Pasdar
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    Il documento è un lavoro ottimale, ideale per condividere tutti quanti le posizioni di Destra Moderata Nazionale.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  3. #3
    the dark knight's return
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    mi fa piacere il Tuo apprezzamento.Presto spero di postare quel che riguarda la questione istituzionale come da te suggerito

  4. #4
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    con questo documento ho una dimostrazione chiara!

    ho scelto il partito giusto su POL , lo vorrei così anche nella realtà.

  5. #5
    roberto m
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    un programma che a titolo individuale potrei condividere anch'io soprattutto nella parte esteri (negoziati con Russia e Turchia) giustizia (certezza delle pene) e immigrazione: con la creazione di un sano federalismo, la creazione di un premier forte che resta 5 anni al governo, la diminuzione dei parlamentari e divisioni dei compiti senato/camera sarebbe un documentosenz'altro condivisibile da tutto il centrodestra

  6. #6
    ora è veramnte troppo
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    documento apprezzabile e condivisibile in tutti i suoi punti

  7. #7
    the dark knight's return
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    Questione Istituzionale

    DMN come movimento riconosce pari dignità all' Istituzione Monarchica e a quella Repubblicana mentre condanna con fermezza quella dittatoriale.
    Per tanto lascia piena libertà ai suoi iscritti di scegliere quella che più gli si addice sperando nella buona fede Italiana nella scelta.*


    La Casta

    La politica della Repubblica Italiana è troppo dispendiosa per tanto necessita di tagli**.DMN trova inutile e dispendioso mantenere un bicameralismo perfetto.Pertanto crede che le Camere debbano avere ruoli e competenze diverse***.Crede inoltre che vada radicalmente tagliato il numero dei politici.Si schiera contro ai finanziamenti pubblici ai partiti vera manna per affaristi.
    Deve avvenire una Riforma che non riduca l'inquilino del Quirinale a un semplice notaio****.


    note

    *
    a livello personale non metterò mai Monarchia e repubblicha allo stesso livello.Sono Italiano non italiano.

    **

    (AGI) - Roma, 27 gen. - Emanuele Filiberto di Savoia entra direttamente in polemica con Giorgio Napolitano: le spese del Quirinale, fa sapere in una nota, sono "sbalorditive".
    "Sono sbalordito dai costi del Quirinale che hanno raggiunto quasi i 250 milioni di euro annui", dice il Savoia, "e' impensabile che nella situazione economica in cui versa l'Italia, in cui la stessa sussistenza di milioni di persone e' minacciata dalla crisi economica, possano essere spese simili cifre per il mantenimento dell'apparato del Presidente della Repubblica".
    "Ci tengo a sottolineare che neppure l'intero apparato della Monarchia Britannica, che comprende ovviamente tutta l'intera Corte, nella massima forma di rappresentativita' per un Capo di Stato, non arriva a toccare i 55 milioni di euro annui", aggiunge Emanuele Filiberto, "Appena un quinto di quanto costa il Quirinale. Ricordo agli italiani che durante il Regno d'Italia i costi della Monarchia, facendo i dovuti calcoli, erano di venti volte inferiori; lo stesso Re Vittorio Emanuele III non volle mai aumentare il suo appannaggio nei 46 anni in cui regno'".
    Le parole del Savoia sono dure: "La spesa abnorme del Quirinale e' doppiamente grave se pensiamo che il Governo, con l'ultima Legge Finanziaria, ha toccato pesantemente il bilancio delle famiglie italiane rendendole piu' povere. Invito i responsabili degli apparati dello Stato a promuovere una totale riorganizzazione dei budget di spesa tenendo bene a mente che ogni milione di euro speso in piu' e' tolto alla collettivita'".(AGI)EN 07

    http://www.agi.it/oggi-in-italia/not.1254-art.html
    ------------------------------------------------

    La notizia ho avuto modo di sentirla dal TGCOM, edizione della notte di sabato 27 gennaio.
    La voce pimpante di Benedetta Argentieri ha informato, che "per la prima volta (naturalmente: la prima volta dall'occupazione degli abusivi. mia nota), il Quirinale ha reso noti il bilancio e la previsione di spesa per il 2007 al che Emanuele Filiberto di Savoia ha manifestato stupore per le spese del Colle e ha dichiarato che la Monarchia Britannica costa un quinto!
    Pronta la risposta della presidenza che ha affermato: critiche inappropriate".

    Una cosa è sicura, ed è che Napolitano ha poca fantasia e, quel che è peggio, poca intelligenza se pensa che gli Italiani possano considerare "inappropriato" riflettere sul fatto che spendiamo per lui cinque volte di più di quanto spendono gli Inglesi per la loro Regina con le carrozze d'oro. Tanto più se, ai più anziani, torna alla mente l'altra grande truffa della quale furono vittime, oltre a quella referendaria: L'IMBONIMENTO che fece credere ai cittadini, speculando sulla miseria che attanagliava molte famiglie in quel dopoguerra, che la republicha era giusta anche perchè "era tempo di finirla con i Re che sbafano sulle spalle dei lavoratori; che più nessuno doveva "succhiare" il sudore del Popolo".
    Se qualcuno è troppo giovane per ricordare, e ha anche avuto la sfortuna di non avere genitori o nonni che gli abbiano raccontata la disgustosa speculazione repubblicana, ebbene, basta che ripensi a tutti i servizi giornalistici, quasi quotidiani, che con aria di imbecille sufficienza raccontano ad un Popolo, ignaro ed imbelle, le spese "astronomiche" della Corte di San Giacomo!
    E se ancora non capisce... allora pianga se stesso e taccia.


    Ma quanto ci costa il Quirinale



    di Mario Cervi - martedì 30 gennaio 2007, 093
    Un gesto di buona volontà del Quirinale - dove è stato finalmente deciso di rendere pubblico il bilancio interno - ha riattizzato il dibattito sui costi spropositati della politica in Italia.
    Risulta dalla nota del Colle che il personale complessivo è di 2181 dipendenti. Di questi, gli addetti di ruolo alla Presidenza ammontano a 1095 unità. Tra loro ci sono 108 dipendenti in diretta collaborazione con i vertici della Presidenza: e poi 1086 militari - tra loro i 297 corazzieri - e addetti alla polizia e alla sicurezza. Un organico superiore di unità a quello del 1998.
    Questo apparato - e la manutenzione dell'immenso palazzo che fu dei Papi e dei Re d'Italia, nonché dei suoi giardini - imporrà quest'anno una spesa di 235 milioni di euro: il che in valori monetari depurati dell'inflazione significa il 60 per cento in più rispetto a dieci anni or sono, e il triplo rispetto a vent'anni or sono. Il bilancio di previsione è inferiore d'un milione di euro a quanto stabilito dal bilancio pluriennale dello Stato, 3,23 per cento di aumento anziché 3,5. Cioè si spenderà un pochino meno di quanto previsto, ma più che l'anno prima.

    L'unica voce praticamente stabile, e oltretutto ragionevole, è quella dell'appannaggio presidenziale, fermo a 218.407 euro (e soggetto, per una decisione presa a suo tempo da Oscar Luigi Scalfaro, alla normale tassazione).
    Alle critiche per la spesa quirinalizia si è associato Emanuele Filiberto di Savoia affermando che i costi della monarchia erano «venti volte inferiori» (prescindendo, è ovvio, dal costo, dalle distruzioni, dalle perdite umane di una guerra perduta). Seccato per i rilievi negativi, il Quirinale li ha detti «inappropriati» ed ha sottolineato che sono affiorate ultimamente nuove esigenze di sicurezza e di valorizzazione del patrimonio artistico.

    Fermissima impressione del cittadino comune è che il Quirinale sia un lusso eccessivo, e sia gestito con lusso eccessivo. Impressione giusta o impressione sbagliata? I raffronti risultano impietosi per il mastodonte burocratico del colle più alto.

    Raffaele Costa scrisse nel suo libro «L'Italia dei privilegi» che
    * la Regina Elisabetta II d'Inghilterra dispone di 300 dipendenti
    * il Re di Spagna di 543
    * il presidente Usa di 466
    * l'Imperatore del Giappone di mille all'incirca.

    Ma proviamo a esaminare i casi di presidenze vicine all'italiana, ossia la tedesca e la francese.
    Ho fatto ricorso, per avere dati recenti e precisi, alla cortesia dei colleghi Salvo Mazzolini (Berlino) e Alberto Toscano (Parigi).

    In Germaniail presidente della Repubblica - attualmente Horst Kohler - ha, come il nostro, compiti soprattutto di rappresentanza e di garanzia, ma rispetto al nostro più affievoliti. Lo si può paragonare ai Sovrani scandinavi. Il potere vero spetta al cancelliere. Ecco allora le informazioni di Mazzolini: «Nel 2006 sono stati stanziati per le spese della Presidenza diciannove milioni 354mila euro. Questa cifra è comprensiva di tutto, stipendio del presidente e del personale, spese ordinarie e straordinarie, viaggi all'estero, manutenzione delle due residenze (Bonn e Berlino). Il presidente ha uno stipendio annuo netto di 199mila euro, e dispone inoltre d'uno straordinario (78mila euro nel 2006) per spese di rappresentanza e interventi di vario tipo. Gli organici della presidenza ammontano a 160 unità tra consiglieri, funzionari, impiegati, personale addetto alla manutenzione e alla sicurezza. Il numero dei dipendenti è fissato per legge. «Meno d'un decimo di quella del Quirinale la spesa tedesca, molto meno d'un decimo il personale».

    Il presidente francese non è una figura rappresentativa e notarile: ha un forte ruolo operativo - e in settori come quello degli esteri e della difesa prevalente - nella politica francese. L'Eliseo di Jacques Chirac - ancora per poco - non è un osservatorio o un luogo di verifiche, è una plancia di comando. Ecco il ragguaglio di Toscano: «
    Effettivi della Presidenza: 941 persone di cui 365 militari. Tra quei 941 gli addetti al Capo dello Stato, alla sua famiglia, alla sua abitazione e alle sue relazioni personali sono 192 di cui 29 militari; gli addetti ai servizi della presidenza sono 749 di cui 336 militari. La presidenza include le sedi staccate o di vacanza di palazzo Marigny (accanto all'Eliseo), castello di Rambouillet, forte di Bregancon e altri immobili. Tra questi un appartamento, vicino alla torre Eiffel, dove Mitterrand ospitava la madre di Mazarine, la sua figlia segreta.
    La dotazione del presidente della Repubblica, comprese le spese di rappresentanza e di viaggio, è di un milione 736mila euro. Aggiungendo le retribuzioni del personale si arriverà per il 2007 a circa 32 milioni di euro, in lieve calo sul 2006. Inoltre sono previsti «fondi speciali» per oltre cinque milioni di euro annui. Il Presidente paga l'Irpef su un salario mensile lordo di 6627,45 euro. Lasciato l'Eliseo Mitterrand ebbe 4300 euro mensili della pensione di ex presidente e 4400 euro mensili di altre pensioni: gli spettavano inoltre, come ex, lo stipendio per due addetti al segretariato, una guardia del corpo, auto blu e autista
    ».

    La disparità enorme tra la spesa per l'Eliseo - 32 milioni di euro - e la spesa per il Quirinale - 235 milioni - lascia supporre che in Francia alcune voci importanti siano contabilizzate a parte. Poco più di un anno fa un'inchiesta di Nouvel Observateur sostenne che i bilanci dell'Eliseo erano truccati, e che la spesa era tripla di quella resa nota, ossia 90 milioni di euro. La cifra parve ai francesi mostruosamente alta.

    Perché il Quirinale è così caro?
    Intanto perché la politica e la burocrazia italiana tendono a dimensionarsi, nei piani alti, al livello delle cinque stelle lusso. Ci comportiamo - o meglio loro si comportano - come un Paese straricco. Parlamentari ed europarlamentari sono i più pagati d'Europa, i consiglieri regionali sfiorano - e in Sicilia raggiungono o superano - la retribuzione sontuosa di deputati e senatori, il governatore della Banca d'Italia è il banchiere centrale meglio retribuito del mondo - tranne pare Hong Kong -, anche nelle propaggini manageriali della politica non si scherza e chi guida l'Alitalia in bancarotta incassa più di chi guida la Lufthansa. Si sciala nelle retribuzioni, si sciala nell'assegnazione di personale anche se da ogni ufficio pubblico si levano strazianti invocazioni perché «gli organici non sono completi». Qualche giorno fa s'è accennato all'istituzione d'una «autorità» per la tutela dei diritti dei detenuti, e veniva ventilato un organico di cento (cento!) dipendenti. A far che?

    Torniamo al Quirinale. Per strutturare una presidenza che è forte per la stabilità - sette anni - ma debole per l'ambito decisionale potevano essere seguite due strade: un Quirinale leggero e un Quirinale pesante. L'opzione della leggerezza era suggerita dal fatto che il Presidente della Repubblica «non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni» tranne che per Alto Tradimento o per attentato alla Costituzione. Nessun suo atto è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti (e s'è visto quale diatriba giuridica sia stata inscenata per la grazia a Sofri e altri).
    È stata invece prescelta, non disinteressatamente, la formula della pesantezza, e d'un fatato universo quirinalizio dove per esempio all'ufficio postale - Raffaele Costa dixit - erano adibite 16 persone. Il Quirinale così messo in piedi è una sorta di bonsai - ma anche un bonsai può essere gigantesco - che riproduce quasi tutte le varietà della selva burocratica italiana. Tre boiardi stanno alla sommità della piramide, il segretario generale e i suoi due vice. Ci sono poi i consiglieri, ciascuno di loro è un miniministro a capo di un miniministero: consigliere per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali (ministro della Giustizia), consigliere diplomatico (ministro degli Esteri), consigliere militare (ministro della Difesa), consigliere per gli affari interni (ministro dell'Interno) e così via. Il tocco quirinalizio fa lievitare le retribuzioni. Chi è «comandato» al Quirinale da altre amministrazioni riceve, anche se le sue mansioni in sostanza non cambiano, una vistosa gratifica monetaria (successivamente avrà anche, il più delle volte, gratificazioni di carriera).

    Non si può dare addosso al solo Quirinale: men che meno nel momento in cui dal colle più alto viene, dopo troppo lunghe reticenze, un esempio di trasparenza. Semplicemente si vorrebbe che la questione dei costi della politica, messa sul tappeto, non finisse presto nel cestino. La politica - e con termine più alto la democrazia - è necessaria e ha costi che dobbiamo accettare: così come li ha l'automobile, egualmente necessaria. Ma non è indispensabile muoversi in Rolls Royce, va bene anche la Panda.
    Mario Cervi

    IlGiornale.it
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=153264




    http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=319462

    inoltre gli autori del libro "Casta" hanno "svelato"(noi lo sapevamo già) che mantenere Buckingham Palace costa 10 volte meno che il Quirinale repubblichano.Che schifo.

    ***

    ****

    sono accetti suggerimenti per ampliare il discorso

  8. #8
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    sarebbe interessante un' opinione articolata su israele, che non hai menzionato.
    ricordo che la maggior parte degli elettori di an e di dmn non si è dimostrata favorevole ad un ingresso di israele nell'UE.

  9. #9
    roberto m
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    cosa ne pensate del federalismo? del premierato o presidenzialismo? dell'eventuale riduzione dei parlamantari e divisioni dei compiti?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m Visualizza Messaggio
    dell'eventuale riduzione dei parlamantari e divisioni dei compiti?
    riprendo dal doc di richard:

    La politica della Repubblica Italiana è troppo dispendiosa per tanto necessita di tagli**.DMN trova inutile e dispendioso mantenere un bicameralismo perfetto.Pertanto crede che le Camere debbano avere ruoli e competenze diverse***.Crede inoltre che vada radicalmente tagliato il numero dei politici.Si schiera contro ai finanziamenti pubblici ai partiti vera manna per affaristi.
    Deve avvenire una Riforma che non riduca l'inquilino del Quirinale a un semplice notaio****.

    completamente d'accordo con quanto scritto.

 

 
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