





Ora, visto e considerato che sei un motorino vivente del socialismo mondiale e che difenderai Papandreu fino alla morte (o quasi), come lo valuti il fatto che le colpe della situazione greca si possono imputare a chiunque ma non ai lavoratori greci ma saranno loro quelli che subiranno di più i contraccolpi in termini materiali del rientro in carreggiata?


bruuuummm
Seriamente, purtroppo la situazione finanziaria della Grecia è arrivata a un livello insostenibile. E' scandaloso che ci si rifiuti ipocritamente di aiutarla, visto e considerato che sino fior di paesi blasonati che sono messi altrettanto male (UK su tutti), ma nell'attuale situazione una manovra lacrime e sangue temo sia l'unica possibilità. C'è anche da dire che Papandreu sta cercando di spalmare il più possibile il peso della manovra, agendo per il recupero dell'evasione fiscale, per una tassazione più progressiva e non sta svendendo il patrimonio statale. I lavoratori del settore pubblico hanno subito contraccolpi molto più pesanti di quelli, assai meno tutelati, del settore privato. E' anche in corso, se non ricordo male, un dibattito su colpire i fortissimi interessi immobiliari della Chiesa Ortodossa. Se poi la politica conciliante verso Ankara e Skopje seguita dall'attuale PASOK dovesse dare i suoi frutti, si aprirebbe anche la strada a una diminuzione delle debordanti spese militari, che assorbono fin troppi soldi.


Prendiamo per buono questo passaggio, ora il meccanismo è stato innescato da soggetti che, al momento, ne escono puliti ed indenni, pronti a rifare esattamente le stesse cose da altre parti.
Ad un certo momento questo meccanismo andrà messo in quarantena visto che produce solo danni sociali enormi.
Il discorso prende una piega inquietante quando si va a vedere il cambio repentino degli standard di vita dei greci che sono stati catapultati letteralmente nella post modernità subendone già grossi traumi nella fase di ingresso.
La popolazione greca è già al collasso, come si può spremere ulteriormente una rapa?
A sto punto che salti tutta la baracca.


Mica male! Papandreu e la sua cleptocrazia familiare hanno mandato in bancarotta la Grecia per di piu' truccando i bilanci per decenni o giu' di lì.
Per porre rimedio alle sue ladronerie e dei suoi amici un bel po' di gente sarà rovinato mentre lo stato conserverà le sue proprietà con cui continuerà a produrre debiti e sprechi
E tu sei pure contento...sei per il sadismo o il craxismo?![]()




Ad ogni modo ora che al governo c'è un sedicente "socialista" come Papandreu le rivendicazioni della sinistra radicale diventano "interessi di nicchia da difendere per meri interessi di sopravvivenza politica", mentre in Italia dove abbiamo una delle peggiori triplici del mondo, oltre ad una osteria di parlamentari (x fortuna ex parlamentari) che si sono ammanicati nelle proteste più assurde e faziose (vedi movimenti viola, tav, antirazzismi ipocriti e marcette della pace da copertina), dovremmo invece difenderne l'attività. Due pesi e due misure insomma. Come al solito.




Ora spiego come la penso. Sarò brutale. Sembra una tragedia greca.
Per semplificare l'analisi, io distinguerei in primo luogo il lato politico (noi la crisi non la paghiamo) dal lato sostanziale (esiste un problema grosso, che va risolto).
Lato politico: comunisti e sindacati fanno benissimo a fare casino: per loro non farlo implicherebbe la morte politica, e lascerebbero il campo al ribellismo di stampo anarcoide che è utile solo a scatenare reazioni militariste.
Lato sostanziale: siamo seri, con la "tassazione delle rendite" non ci tappi un buco gigantesco. Serve aumentare le imposte indirette su beni a domanda inelastica (alcool e sigarette), ridurre le spese, e aumentare il prelievo sul grosso della base imponibile.
Il problema è che i due lati, in ultima istanza sono purtroppo inscindibili, e a meno che uno non c'abbia in mente di fare la rivoluzione (per poi fare cosa?) di qui a tre mesi, se io fossi un dirigente del KKE o del sindacato mi sparerei una revolverata in testa. Spiego.
La sinistra europea, per 50 anni si è crogiolata nell'illusione che l'indebitamento sia qualcosa di sostenibile "di per sé", in quanto il debito pubblico non è altro che una gigantesca partita di giro in cui i benestanti prestano soldi allo stato e poi vengono tassati. Lo stato quindi può fare un sacco di cose bellissime grazie all'indebitamento, come sta fantomatica "ridistribbuzzione" (ste minchiate le insegnano pure all'università, per capirci). La fallacia di questa argomentazione è più che evidente, e si poggia su una visione statica dell'economia, come se fossimo un villaggio del neolitico. Basta una vaga idea sul funzionamento della capitalizzazione composta per capire che l'accumulazione del debito è un'esponenziale. Nel vero senzo della parola: B(t)=B(0)*e^rT. Dunque dopo qualche anno "i benestanti" non ti bastano più, e ti servono le banche. Poi le banche estere. Poi i fondi pensione, poi Goldman Sachs, poi gli hedge funds. Insomma, più fai "ridistribbuzione" e più ti avvicini al punto in cui basta un piccolo shock per provocare una grossa crisi di credibilità che ti fa schizzare i tassi di interesse. Il fallimento a quel punto è inevitabile e non redistribbuisci più una sega, se non dei grossi e nodosi cetrioli da pigliarsi in culo.
Apparirà quindi più chiaro che i cattivissimi e bruttissimi "criteri di maastricht", contro i quali si sono scagliati orde di pipparoli (con cattedra e non), stavano a dire proprio questo: smettetela di fare gli stronzi che reddistribbuite facendo i buffi, altrimenti poi andiamo tutti a gambe all'aria. Ora, c'avrete pure ragione a dire che l'equazione differenziale del debito c'ha infinite soluzioni e che quindi 3% e 60% sono valori arbitrari, ma il succo del discorso non cambia: la dovete piantare di fare i buffi senza motivo.
Ora, il problema è il seguente. Dove stavano la CGIL e la sinistra quando negli anni ottanta si facevano le assunzioni in massa e si mandava la gente in pensione con 15 anni di contributi? Te lo dico io, erano contenti che si faceva "la redistribbuzzione". Non conosco la storia greca, ma presumo che la posizione di sindacati e sinistra fosse identica.
Alla fine dei giochi quindi mi chiedo: ma che cazzo volete? La tesi è la stessa, da qualunque parte la si guardi. La "sinistra" non capisce un cazzo di nulla da 40 anni. Secondo me sono anche 80, ma ne possiamo discutere.