Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 61
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Dedicarsi all'analisi - di Gianfranco La Grassa

    Da ripensaremarx.it

    DEDICARSI ALL’ANALISI di Gianfranco La Grassa


    Già da molto tempo – come testimoniano anche i pezzi scritti per il blog e il sito – sostengo che la sinistra, o se si vuole il centrosinistra, è un cancro ormai in metastasi nella società italiana. Ho anche cercato di far vedere che, per certi versi, quella che si indica come sinistra “radicale” è il peggio del peggio. La scelta di un “essere…….” come Prodi a capo dello schieramento, la corruzione, il marciume, la protervia e l’arroganza, unite alla più totale incapacità e inutilità, dimostrate dal Governo in quest’anno di (in)attività, e le ultime vicende su Visco-Speciale (e quelle relative all’Ansa, all’impadronirsi dei servizi segreti, della Rai, di importanti cariche nelle varie Armi, ecc.) hanno per me dimostrato: 1) che non esiste più nessuna misura sedicente democratica in grado di salvarci da questa cloaca in cui la m…. monta con velocità impressionante; 2) che lo “zoccolo duro” dell’elettorato “sinistro”, non più costituito nella sua maggioranza da operai e bassi strati sociali bensì da un informe coacervo di ceti medi (quelli dediti ad attività che assorbono enormi risorse in cambio di scarsa utilità), è del tutto omogeneo, per corruzione e marciume morale e intellettuale, ai gruppi politici di sinistra. Sono questi disgustosi ceti a diffondere la perversa ideologia della “fine delle ideologie”, che conduce al relativismo più ignobile, cui essi inneggiano – fingendosi moderni e “laici” – per giustificare le loro porcate, con la scusa che tanto è tutto ormai possibile (chi si ricorda Gaber in “Si può”? Quella canzone è il vero inno di questa lurida, immonda, accozzaglia che ci s-governa).
    Ho anche cercato di scoprire nella famosa “diversità” del PCI l’origine ultima della terribile degenerazione (appunto cancerogena) subita dai postcomunisti (diessini, democratici o come diavolo vorranno chiamarsi), senza che da questo grave processo involutivo si salvino nemmeno quelli che si dicono sinistra democratica o alternativa o altro, e nemmeno quelli che insistono, da veri mascalzoni, a usurpare il nome di comunisti. A questo punto ci sono solo due alternative: o rovesciare quotidianamente insulti e contumelie su questi emeriti furfanti o spostare la propria attenzione non su discorsi contingenti e giornalieri (in qualche modo giornalistici), bensì invece su analisi teoriche o almeno congiunturali e di fase; in ogni caso opponendosi a questa sinistra – e al suo “speculare” che è la destra – all’interno di argomentazioni di più ampio respiro. Del resto, si tratta di assumere, nei limiti del possibile, l’atteggiamento “distaccato” dell’entomologo che studia determinati insetti: non maggiolini o coccinelle (assai graziosi), ma scarafaggi, vermi e, nel migliore dei casi, scorpioni. Perché chi partecipa al gioco insensato del destr-sinistr, soprattutto se sceglie quest’ultimo schieramento, appartiene al genere di questi insetti schifosi che, istintivamente, noi siamo portati a schiacciare con il piede quando li incontriamo sulla nostra strada.
    Diverso l’atteggiamento nei confronti di coloro che so essere in buona fede, e sinceri, quando persistono a dichiararsi comunisti. Non credo più molto a questa prospettiva, ma sono disposto comunque a mantenere con costoro – con quelli di loro che la ricercano, ovviamente – una importante interlocuzione; manifestando certo i miei dubbi sulle posizioni che assumono e che sembrano condurre a continue divisioni e scissioni. In ogni modo se qualcuno, conscio della gravità della situazione ormai putrefatta, ha voglia di superare tante idiosincrasie, che pur ci sono, per intavolare una sincera e onesta discussione, non è difficile compiere uno sforzo di buona volontà. Tuttavia, ponendo dei precisi paletti.
    Personalmente, come già detto, resto convinto che il comunismo sia un processo storico finito da tempo e che non possa re-iniziare se non in base a drastiche revisioni teoriche e di prassi (ancora molto lontane dall’essere definite). Tuttavia, se qualcuno – lo ripeto: in perfetta buona fede e con profonda adesione ideale – non è convinto di una simile affermazione, non sarò certo io a emettere giudizi di condanna e di rigetto. Come chiunque, magari discuterò appassionatamente, polemicamente, mi lascerò andare qualche volta a “punture”, ma posso assicurare che non rompo con chi crede veramente in quello che dice e non lo dice per proprio meschino tornaconto. Tuttavia, a nessuno che voglia definirsi comunista è consentito, secondo la mia profonda convinzione, dirsi di sinistra; è come se sostenesse di volere un “mondo nuovo” (perfino un po’ “idealizzato”) e poi continuasse a praticare vermi e scarafaggi, infestanti l’organismo e sui quali bisogna invece spruzzare un potente insetticida.

    E’ dunque più che giusto e necessario discutere con i comunisti (e gli anticapitalisti e antimperialisti) sinceri, con coloro che provano autentico disgusto per questa immonda società che definiamo “civiltà occidentale” (guai se si riducesse a ciò che vediamo tutti i giorni; allora sarebbe meglio diventare “orientali”); contrapponendosi però frontalmente rispetto a quelli che appartengono alla sinistra, ivi compresa, in modo speciale, quella detta radicale. Cerchiamo finalmente di capirci: è possibile pensare che avesse senso discutere con le socialdemocrazie nel 1914, quando “tradirono” e appoggiarono la “grande guerra”? La sinistra odierna, in tutte le sue componenti, è molto più schifosa e corrotta e putrida di quella di allora; se fa meno danni è solo perché non esistono le condizioni dell’epoca dell’imperialismo di inizio novecento.
    Certi individui, senz’altro in buona fede, perseverano nell’errore di prospettiva per cui credono che la sinistra ci salva almeno dalla destra; anzi nemmeno da questa, ma soltanto “da Berlusconi”. Un errore catastrofico, definitivo, che porterà alla sparizione di ogni forza effettivamente critica dell’attuale organizzazione sociale. L’infezione mortale proviene dalla sinistra; ci si sforzi di analizzare la situazione anche soltanto con lo strumento marxista non ancora “rivisitato” e non trasformato per adeguarlo ai tempi. La destra è semplicemente la risposta malata a questo cancro che è la sinistra; più precisamente, è l’immunodeficienza di un organismo che non riesce a contrastare i germi patogeni di sinistra che irrompono con sempre maggiore virulenza nel “corpo” della nostra società.
    Non a caso, il nerbo sociale della destra (e mi sembra che anch’esso non sia affatto soddisfatto dei suoi rappresentanti politici) è il piccolo commercio, la piccola imprenditoria industriale, il lavoro cosiddetto autonomo. Ma il nerbo sociale della sinistra non è più l’operaio (tanto meno il contadino); è la melassa dei perbenisti mediocri, buonisti, faziosi, decerebrati, che allignano nello spettacolo, negli apparati mediatici, nell’assistenza sociale (sempre più asfittica, sciatta e dispendiosa), nell’insegnamento (e “formazione”; di che cosa non si sa), nei mille lavori afferenti al sedicente quaternario, all’informatica, alla pubblicità, o addirittura alla “realizzazione in Terra” dell’immaginario general intellect, che non ha nulla a che vedere con quello che Marx designava con tale termine; poiché in lui voleva significare le potenze mentali della produzione, cioè quell’“ingegnere” che, secondo le previsioni marxiane (smentite dalla Storia), la dinamica intrinseca al modo di produzione capitalistico avrebbe dovuto compattare con il “manovale” (o “giornaliero”) nel lavoratore collettivo cooperativo, soggetto del “movimento” (il comunismo appunto) che avrebbe “abolito lo stato di cose presente”. Il general intellect di Marx non era certo Bifo o altri di quel genere (nessun disprezzo per il personaggio citato, che avrà senz’altro tanti altri meriti; dico solo che lui, e i suoi simili, non rappresentano l’“intelletto generale” nel senso inteso dal fondatore di una teoria rivoluzionaria).

    Quindi, per quanto io ritenga necessario rivedere “ogni cosa” prima di dichiararsi eventualmente di nuovo comunisti – e comunque, ci dichiariamo senz’altro anticapitalisti – sono favorevole a discutere con tutti i critici di questa società, senza più le mistificanti e insensate distinzioni tra chi è di destra e chi di sinistra, a patto che si comprenda come la sinistra (cioè “quelli del Governo”) sia oggi da “sotterrare” quale atto preliminare a qualsiasi nuova prassi politica. Con chi sostiene ancora questo Governo e questa sinistra, con chi non sente come sarebbe bello se potesse arrivare il Gran Chirurgo capace di asportare un cancro così diffuso nell’organismo, non avverto gran voglia di discutere. E non discuto proprio perché non desidero più cianciare in base a categorie come destra e sinistra, se non in quanto pura convenzione linguistica usata a volte per comodità (antiscientifica). Dobbiamo innanzitutto segnalare “a destra e a manca” che il primo passo da compiere è (o meglio, data la situazione, sarebbe) l’eliminazione, asportazione, annientamento, di quelli che attualmente stanno al Governo di questo paese; nel contempo, è necessario impegnarsi perché la risposta non sia quella dell’organismo immunodeficiente, cioè quella delle forze che si indicano, convenzionalmente, come destra.
    Vi è appunto bisogno del Gran Chirurgo, poiché ogni altra risposta detta “democratica” conduce solo al prolungarsi della malattia, mediante l’alternarsi del cancro e della risposta malata a quest’ultimo. E teniamo presente che le forze (economico-finanziarie), attive alle spalle delle attuali forze governative, le stanno sostenendo per meglio lavorare dietro le quinte alla loro “ultima spiaggia”: il “centro” paludoso dei tecnici e dei cosiddetti “moderati”. Poiché anch’esse hanno capito che l’altalena (il “gioco degli specchi”) tra destra e sinistra (convenzionali) danneggia, per manifesta incapacità di governare, il loro arraffa-arraffa ai danni della popolazione. Ed ecco allora il “Luca” che fa il centrista, che cerca la melma adatta ad impantanare tutto. No, la sola speranza è la “chirurgia” (del resto, la branca della medicina che ha di gran lunga progredito di più).

    E adesso torniamo al lavoro di analisi senza, possibilmente, indulgere in polemiche del “giorno per giorno”, del resto inutili. Una volta affermato che il vero nemico mortale di ogni speranza e di ogni ideale è quella che per banale convenzione viene denominata sinistra; una volta manifestato tutto il possibile disprezzo per quell’essere “…..” che hanno nominato loro capofila; una volta chiarito che la prospettiva di un ritorno della destra (convenzionale) è sintomo della volontà di continuare a “derubare” la stragrande maggioranza della popolazione; mi sembra che ci si possa dedicare ad altro, alla elaborazione teorica e all’individuazione delle principali tendenze insite nell’attuale fase. Invitando comunque alla discussione tutti coloro che hanno in orrore questa società occidentale, ma in particolare la sua versione italiana: dominata da maneggioni, buonisti pieni di cattiveria, rancorosi, imbroglioni, prepotenti, vili e viscidi e altre cose ancora. Non hanno un “colore” unico per carità; teniamo però ben fermo che il virus infettante è la sinistra, la degenerazione dei globuli bianchi, che aggrava la malattia, è la destra (continuando ad usare l’ormai insulsa denominazione dei due schieramenti).

  2. #2
    Comunista democratico
    Data Registrazione
    02 Dec 2004
    Località
    Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo (Gramsci)
    Messaggi
    5,720
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Da ripensaremarx.it

    DEDICARSI ALL’ANALISI di Gianfranco La Grassa


    Già da molto tempo – come testimoniano anche i pezzi scritti per il blog e il sito – sostengo che la sinistra, o se si vuole il centrosinistra, è un cancro ormai in metastasi nella società italiana. Ho anche cercato di far vedere che, per certi versi, quella che si indica come sinistra “radicale” è il peggio del peggio. La scelta di un “essere…….” come Prodi a capo dello schieramento, la corruzione, il marciume, la protervia e l’arroganza, unite alla più totale incapacità e inutilità, dimostrate dal Governo in quest’anno di (in)attività, e le ultime vicende su Visco-Speciale (e quelle relative all’Ansa, all’impadronirsi dei servizi segreti, della Rai, di importanti cariche nelle varie Armi, ecc.) hanno per me dimostrato: 1) che non esiste più nessuna misura sedicente democratica in grado di salvarci da questa cloaca in cui la m…. monta con velocità impressionante; 2) che lo “zoccolo duro” dell’elettorato “sinistro”, non più costituito nella sua maggioranza da operai e bassi strati sociali bensì da un informe coacervo di ceti medi (quelli dediti ad attività che assorbono enormi risorse in cambio di scarsa utilità), è del tutto omogeneo, per corruzione e marciume morale e intellettuale, ai gruppi politici di sinistra.
    La Grassa è un fascista a pieno titolo, e il suo linguaggio da missino lo dimostra in pieno.
    Mi chiedo però se questa vomitevole collezione di insulti non solo contro il PRC, ma contro tutta la sinistra di alternativa sia tollerabile su questo nostro forum.
    I rossobruni hanno già altrove i loro spazi, e insozzare i nostri con le porcherie di La Grassa, triste sodale dell'altro "teorico" dei camaleonti, il greve Preve, mi sembra eccessivo.
    Certe "analisi" sono da discarica teorica.
    Myrddin

  3. #3
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Prima che Lavrentij intervenga su questa discussione come meglio crederà opportuno, dico la mia.
    Attendo infatti la versione di Lavrentij, il quale deciderà se chiudere o meno il thread, in funzione del suo monito precedente su eventuali attacchi dispregiativi verso la parte della sinistra governativa che qui, su questo forum, rappresentiamo.
    Io non ritengo sia il caso di chiudere, ma potrei essere considerato la pecora nera tra i due, quindi delego a lui, in questo caso la decisione ultima, sulla quale non obietterò, qualunque essa sia.

    Bene, ora la mia valutazione "prima"

    L'articolo è effettivamente duro con la sinistra italiana, dal PD ai ds, da rc (mai menzionata) a pdci (mai menzionato anch'esso). Usa un tono secondo me troppo forte.
    Io personalmente la penso sostanzialmente in quel modo, ma non avrei mai usato quei termini. Questo per il mio personale modo di intendere la dialettica. Ma non credo sia questo il punto fondamentale, ovvero non il contenitore, ma il contenuto.

    La critica alla sinistra la accetto, non comprendo la distinzione cancellata tra sinistra e destra.
    Se però, come mi pare di capire egli (come anche Preve) si riferisce all'attuali contrapposizioni politiche, specie quelle più tendenti al centro, allora posso anche dare ragione.
    Ma non voglio mettere troppa carne sul fuoco, per ora.

    Secondo punto è il dialogo tra sinistra e destra, dove credo La Grassa intenda qualcosa di più generico, avendo egli stesso in prima battuta considerato queste due fazioni non più attuali o decontestualizzate. Io propendo per il dialogo, per mia indole e mia storia. La dialettica non può avvenire solo ed esclusivamente in comparti stagni. Io so che chi la pensa come me mi darà spesso ragione. Non ho bisogno di ricevere ragioni, ho bisogno di ricevere dubbi.
    E' dai dubbi che si crea una teoria fondante e fondamentale.
    Tuttavia, con certa destra non posso dialogare. Il discriminante per me deve essere sempre il rispetto reciproco. Ed ovvio che questo valga all'interno della comunità politica di cui mi sento partecipante. Più o meno governativamente, più o meno attivamente.


    Per finire, un passaggio che io ritengo importante di nota è il seguente. Credo infatti che è su questo punto in cui l'acre intervento assume i connotati più saggi. Quelli da cui partire.

    "Personalmente, come già detto, resto convinto che il comunismo sia un processo storico finito da tempo e che non possa re-iniziare se non in base a drastiche revisioni teoriche e di prassi (ancora molto lontane dall’essere definite). Tuttavia, se qualcuno – lo ripeto: in perfetta buona fede e con profonda adesione ideale – non è convinto di una simile affermazione, non sarò certo io a emettere giudizi di condanna e di rigetto. Come chiunque, magari discuterò appassionatamente, polemicamente, mi lascerò andare qualche volta a “punture”, ma posso assicurare che non rompo con chi crede veramente in quello che dice e non lo dice per proprio meschino tornaconto. Tuttavia, a nessuno che voglia definirsi comunista è consentito, secondo la mia profonda convinzione, dirsi di sinistra; è come se sostenesse di volere un “mondo nuovo” (perfino un po’ “idealizzato”) e poi continuasse a praticare vermi e scarafaggi, infestanti l’organismo e sui quali bisogna invece spruzzare un potente insetticida."

  4. #4
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Ed ora Lavrentij a te.

  5. #5
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Come Lavrentij mi ha fatto prontamente e giustamente notare, il fatto di aver ricevuto la fiducia dell'Amministrazione nel moderare un forum di Rifondazione ci impone dei vincoli deontologici da seguire. Primo fra tutti il rispetto per chi in Rifondazione crede onestamente.

    Il compagno Lavrentij mi ha comunicato che leggerà l'intervento domani e poi prenderemo una decisione.

    Grazie

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 May 2010
    Messaggi
    5,561
     Likes dati
    2
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ho letto l'intervento, lo ritengo un po' troppo duro per quanto concerne il trattamento dell'avversario politico in senso stretto. La disumanizzazione del nemico a livello dialettico è il primo modo per legittimarne la sua eliminazione fisica, tuttavia non credo che La Grassa diverrà mai ministro degli interni o presidente del consiglio, quindi prendo atto che alla finfine di danni in questo senso ne saranno fatti pochi. Io non sono ne un pacifista a 360°, ne un non violento, ma in tutta franchezza - dato che sostanzialmente non ho interessi economici all'interno della mia militanza ma non sono neanche un seguace dell'ortodossia di La Grassa - mi sento dunque un po infastidito da una parte del suo intervento, dato che poteva svolger critiche dello stesso genere utilizzando uno stile un po' più costruttivo. Tuttavia, dato l'atteggiamento libertario che questo spazio cerca di conseguire, data la molteplicità dei punti di vista che vogliamo vedersi confrontare, non mi pare assolutamente il caso di cancellarlo. L'unica cosa che chiedo ai compagni comunisti nazionalitari, lo dico prima che accada dato che questo non mi sembra questo un esempio, di evitare di rispondere ad eventuali provocazioni con successivi thread di ritorsione per suscitare ulteriori incazzature ai vostri delatori. Siete persone intelligenti, lavorando ad una rivista, capirete perfettamente che proporre un thread anzichè un altro, può avere una determinata reazione comunicativa. Vorrei che non passaste dalla ragione al torto, dato che comunque trovo i vostri thread come un'occasione per ampliare le mie conoscenze e mediante un punto di vista che esula da quelli che sono abituato a vedere di solito.
    Come già sottolineato dal compagno are(a)zione, la fiducia dell'utenza di RC ci impone di tutelare prima di tutto l'utenza. Vi ho fatto presente questa cosa per evitare non che simili post non vengano più utilizzati in questo spazio, ma che - prima che lo scontro tra voi e l'utenza rischi di degenerare - siano utilizzati una tantum in modo da evitarvi l'antipatia di altri utenti di questo spazio. Capirete perfettamente che, per quanto riguarda me e anche are(a)zione, sarete sempre i benvenuti. Però vorremo evitare di doverci trovare nella fastidiosa posizione di veder la totalità dell'utenza incazzata con voi, e di conseguenza con noi perchè vi lasciamo degli spazi.
    Io penso che se vogliamo esser coerenti con quello che ci siamo prefissi è importante lasciar spazio anche ai compagni comunisti nazionalitari anche quando ci criticano, non è che non dobbiamo ascoltarli perchè minoranza. Altrimenti con la stessa logica dovremmo segare anche gli interventi dei ferrandiani. Su questa logica anche le mozioni minori non avrebbero motivo di esser considerate e conseguentemente anche il partito stesso rispetto al centrosinistra non meriterebbe d'esser ascoltato. Ma, come ci insegnano al telegiornale, il centrosinistra è minoranza nel paese e come tale non merita di esser preso in considerazione. Chi resta?
    Ovviamente ho gonfiato un po' le cose, ma sinceramente se ci vogliam dimostrare democratici davvero, dobbiamo anche aver l'onestà intellettuale di ascoltare le critiche altrui.


    Ho fatto tardi col dentista è tutta colpa vostra.

    Casomai continuo dopo

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 May 2007
    Messaggi
    372
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    le ultime vicende su Visco-Speciale (e quelle relative all’Ansa, all’impadronirsi dei servizi segreti, della Rai, di importanti cariche nelle varie Armi, ecc.) hanno per me dimostrato: 1) che non esiste più nessuna misura sedicente democratica in grado di salvarci da questa cloaca in cui la m…. monta con velocità impressionante; [...]

    Quindi, per quanto io ritenga necessario rivedere “ogni cosa” prima di dichiararsi eventualmente di nuovo comunisti – e comunque, ci dichiariamo senz’altro anticapitalisti – sono favorevole a discutere con tutti i critici di questa società, senza più le mistificanti e insensate distinzioni tra chi è di destra e chi di sinistra, a patto che si comprenda come la sinistra (cioè “quelli del Governo”) sia oggi da “sotterrare” quale atto preliminare a qualsiasi nuova prassi politica. Con chi sostiene ancora questo Governo e questa sinistra, con chi non sente come sarebbe bello se potesse arrivare il Gran Chirurgo capace di asportare un cancro così diffuso nell’organismo, non avverto gran voglia di discutere. E non discuto proprio perché non desidero più cianciare in base a categorie come destra e sinistra, se non in quanto pura convenzione linguistica usata a volte per comodità (antiscientifica). Dobbiamo innanzitutto segnalare “a destra e a manca” che il primo passo da compiere è (o meglio, data la situazione, sarebbe) l’eliminazione, asportazione, annientamento, di quelli che attualmente stanno al Governo di questo paese; nel contempo, è necessario impegnarsi perché la risposta non sia quella dell’organismo immunodeficiente, cioè quella delle forze che si indicano, convenzionalmente, come destra.
    Vi è appunto bisogno del Gran Chirurgo, poiché ogni altra risposta detta “democratica” conduce solo al prolungarsi della malattia, mediante l’alternarsi del cancro e della risposta malata a quest’ultimo.[...]

    teniamo però ben fermo che il virus infettante è la sinistra, la degenerazione dei globuli bianchi, che aggrava la malattia, è la destra (continuando ad usare l’ormai insulsa denominazione dei due schieramenti).

    Molto simpatico questo concetto di "Gran Chirurgo", mi fa tornare in mente quel tizio calvo con il mascellone che gesticolava da Palazzo Venezia.

    Io ho sempre letto con una certa perplessità i report su comunitaristi, Preve, La Grassa e le fantomatiche tendenze "rossobrune", e per questo mi son preso la briga di leggere entrambi gli autori (specialmente Preve). Come ho già scritto in altri contributi, ritengo le loro idee e analisi errate e prone a interpretazioni pericolosamente reazionarie - ma fondamentalmente ritenevo che esistesse l'intenzione di superare questi limiti.

    Questo fino ad ora, perché per quanto riguarda La Grassa, i contenuti di questo articolo suonano come una conferma di buona parte delle tesi "rossobrune" che conosco. E per evitare che qualcuno indichi il dito al posto della luna, non mi riferisco soltanto ai passaggi in cui compare il suddetto "Gran Chirurgo".

    La Grassa, tra l'altro, dimostra di non aver capito nulla dell'affaire Visco-Speciale, ma nonostante questo non si esime dallo sproloquio.

    Sarei infine curioso di sapere cosa are(a)zione trovi di "saggio" nel frammento di articolo che ha citato.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 Jun 2009
    Messaggi
    13,051
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non vedo onestamente cosa c'entrino gli scritti di La Grassa con le tendenze "rossobrune".

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    La Grassa è un fascista a pieno titolo, e il suo linguaggio da missino lo dimostra in pieno.
    Gossip e diffamazione per uno degli intellettuali più imponenti sulla scena italiana, sia per le sue analisi sull'imperialismo che sul marxismo. Peccato ci si riduca solo a questo.

    Mi chiedo però se questa vomitevole collezione di insulti non solo contro il PRC, ma contro tutta la sinistra di alternativa sia tollerabile su questo nostro forum.
    Ma se c'è una critica alla sinistra non vedo perché non potrebbe essere ospitata qui, che è la casa della sinistra. Boh? Che vuoi parlare solo di quale gruppo sarà in piazza del Popolo a sollazzarti sabato?!

    I rossobruni hanno già altrove i loro spazi, e insozzare i nostri con le porcherie di La Grassa, triste sodale dell'altro "teorico" dei camaleonti, il greve Preve, mi sembra eccessivo.
    Certe "analisi" sono da discarica teorica.
    Ancora con questa storia? Bello il mio gossipparo simpaticone... Per te le parole non servono più, non mi spereco oltre.

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Prima che Lavrentij intervenga su questa discussione come meglio crederà opportuno, dico la mia.
    Attendo infatti la versione di Lavrentij, il quale deciderà se chiudere o meno il thread, in funzione del suo monito precedente su eventuali attacchi dispregiativi verso la parte della sinistra governativa che qui, su questo forum, rappresentiamo.
    Io non ritengo sia il caso di chiudere, ma potrei essere considerato la pecora nera tra i due, quindi delego a lui, in questo caso la decisione ultima, sulla quale non obietterò, qualunque essa sia.
    Scusami ma come si può far politica e discuterne se non si accettano le critiche pur pesanti? Proprio grazie alle critiche si cresce e si riflette sul da farsi.

    L'articolo è effettivamente duro con la sinistra italiana, dal PD ai ds, da rc (mai menzionata) a pdci (mai menzionato anch'esso). Usa un tono secondo me troppo forte.
    Io personalmente la penso sostanzialmente in quel modo, ma non avrei mai usato quei termini. Questo per il mio personale modo di intendere la dialettica. Ma non credo sia questo il punto fondamentale, ovvero non il contenitore, ma il contenuto.
    Cinquant'anni di fregature...mettiamole in conto quando parliamo di La Grassa. Tradimenti, schifezze, zozzerie della politica... Sarei incazzato pure io!

    La critica alla sinistra la accetto, non comprendo la distinzione cancellata tra sinistra e destra.
    Se però, come mi pare di capire egli (come anche Preve) si riferisce all'attuali contrapposizioni politiche, specie quelle più tendenti al centro, allora posso anche dare ragione.
    Ma non voglio mettere troppa carne sul fuoco, per ora.
    A parte il fatto che, essendo vegan, mi fa schifo la carne (), direi che l'argomento viene sempre trattato male e non si capisce mai molto. Non ho capito cosa ci sia di fraintendibile sulla questione. Ci sono differenze, oggi, tra Destra e Sinistra? Spiegatemele, perché dalle azioni delle due parti proprio non si capisce...

    Secondo punto è il dialogo tra sinistra e destra, dove credo La Grassa intenda qualcosa di più generico, avendo egli stesso in prima battuta considerato queste due fazioni non più attuali o decontestualizzate. Io propendo per il dialogo, per mia indole e mia storia. La dialettica non può avvenire solo ed esclusivamente in comparti stagni. Io so che chi la pensa come me mi darà spesso ragione. Non ho bisogno di ricevere ragioni, ho bisogno di ricevere dubbi.
    E' dai dubbi che si crea una teoria fondante e fondamentale.
    Tuttavia, con certa destra non posso dialogare. Il discriminante per me deve essere sempre il rispetto reciproco. Ed ovvio che questo valga all'interno della comunità politica di cui mi sento partecipante. Più o meno governativamente, più o meno attivamente.
    Io dialogo con tutti, chi se ne frega da dove vengono. L'importante è capire bene dove vadano.

    Per finire, un passaggio che io ritengo importante di nota è il seguente. Credo infatti che è su questo punto in cui l'acre intervento assume i connotati più saggi. Quelli da cui partire.

    "Personalmente, come già detto, resto convinto che il comunismo sia un processo storico finito da tempo e che non possa re-iniziare se non in base a drastiche revisioni teoriche e di prassi (ancora molto lontane dall’essere definite). Tuttavia, se qualcuno – lo ripeto: in perfetta buona fede e con profonda adesione ideale – non è convinto di una simile affermazione, non sarò certo io a emettere giudizi di condanna e di rigetto. Come chiunque, magari discuterò appassionatamente, polemicamente, mi lascerò andare qualche volta a “punture”, ma posso assicurare che non rompo con chi crede veramente in quello che dice e non lo dice per proprio meschino tornaconto. Tuttavia, a nessuno che voglia definirsi comunista è consentito, secondo la mia profonda convinzione, dirsi di sinistra; è come se sostenesse di volere un “mondo nuovo” (perfino un po’ “idealizzato”) e poi continuasse a praticare vermi e scarafaggi, infestanti l’organismo e sui quali bisogna invece spruzzare un potente insetticida."
    Un paragrafo perfetto, che sposo in pieno! Comunisti, non di sinistra!

 

 
Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Gianfranco La Grassa sui fatti di Rosarno
    Di Canaglia nel forum Destra Radicale
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 14-07-15, 15:16
  2. Breve puntualizzazione, di Gianfranco La Grassa
    Di Gianky nel forum Eurasiatisti
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-02-13, 15:35
  3. Gianfranco La Grassa
    Di Stalinator nel forum Marxismo Leninismo
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 25-11-12, 10:52
  4. Gianfranco La Grassa
    Di Stalinator nel forum Marxismo Leninismo
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 10-08-10, 18:30
  5. Dedicarsi all'analisi - G. La Grassa
    Di Outis nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 07-06-07, 13:04

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito