Articolo di Pietro Ichino sul corriere, http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...la_Biagi.shtml,
in cui mette in luce una sacro santa verità: Il precariato è una realtà sociale che nasce negli anni 70, in cui per trent anni non si è saputo dare una risposta legislativa appropriata, fino alla legge Biagi del 2003. Infatti la legge Biagi non fa altro che regolamentare e delimitare quegli aspetti del lavoro parasubordinato che facevano parte di una realtà socio-economica di sfruttamento del lavoratore che non rientrava nella categoria di lavoro subordinato.
Risultato di questo magistrale decreto sta nelle statistiche: Aris Accornero, molto vicino alla Cgil: «un esame più analitico ... non sembra indicare la riforma (legge Biagi n.d.r.) come causa diretta del calo di rapporti stabili emerso nelle previsioni 2005 ... In sintesi: a) è scesa di 1,9 punti la quota di imprese che hanno utilizzato dipendenti a tempo determinato; b) è scesa di 4 punti la quota di imprese che hanno utilizzato lavoratori interinali; c) è crollata di ben 6,8 punti la quota di imprese che hanno utilizzato collaboratori coordinati e continuativi o collaboratori "a progetto", ma nei soli settori privati (ovvero: nei soli settori dove la legge Biagi ha avuto applicazione! n.d.r.)




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